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PORTFOLIO DI GEOGRAFIA

Linda Berti

Created on November 12, 2023

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Transcript

Portfolio di Geografia

Percorrere
Confrontare
Personalizzare
Ipotizzare
Misurare
Ideare
Linda Berti MAT: 7120156 A.A. 2023/2024 CdS: Scienze della Formazione Primaria
Contestualizzare
Creare
Agire
Analizzare
Orientarsi

Regionalizzare

Vivere un luogo

Write an awesome subtitle here to provide context

Linda Berti

Portfolio di geografia

BREVE INDICE DEI CONTENUTI

Sintesi delle lezioni e uscite didattiche svolte

03

I tre fondamenti geografici: luogo, spazio, scala

01

Le 7 competenze fondamentali: quali sono e le relative applicazioni nella didattica

04

Che cosa studia la geografia

02

Linda Berti

Portfolio di Geografia / Sintesi delle lezioni e uscite didattiche svolte

MAPPA DEI TEMI TRATTATI A LEZIONE

In generale, ritengo che la mappa concettuale dei temi emersi durante le lezioni possa costituire un utile strumento per l'apprendimento della geografia, anche in classe. Gli studenti, ad esempio, potranno inserire progressivamente in un unica mappa collettiva le esperienze svolte in aula e fuori dall'aula, le tematiche chiave affrontate, gli approfondimenti e le riflessioni emerse durante le lezioni, in modo da sintetizzare e consolidare i contenuti appresi, osservare i progressi e personalizzare gli apprendimenti.
Linda Berti

Portfolio di Geografia / Sintesi delle lezioni e uscite didattiche svolte

LE USCITE DIDATTICHE svolte durante il corso

Le uscite sul terreno, in quanto effiacaci metodologie didattiche, permettono di:
  • Produrre nuove conoscenze, non solo geografiche.
  • Promuovere abilità di osservazione critica, di orientamento spaziale e di analisi dei contesti.
  • Rendere significativi i contenuti affrontati in classe, attraverso la connessione di aspetti cognitivi con quelli ludico-emotivi.

Le uscite didattiche ci hanno permesso di consolidare le tematiche trattate in aula e di mettere in pratica le 7 competenze geografiche fondamentali.

L'uscita in Piazza Ss. Annunziata si è concentrata sul tema dell'esplorazione. Abbiamo svolto alcune missioni esplorative con sprito di avventura e di ricerca, basandoci sul libro "Come diventare un esploratore del mondo. Museo di vita tascabile" di Keri Smith. Tali missioni hanno permesso di concentrare la nostra attenzione su determinate proprietà della piazza (odori, dimensioni, particolarità) e di studiare il luogo in senso multiscalare e transcalare. Questo interessante modo di esplorare ha sviluppato in noi studenti una maggiore consapevolezza rispetto a un luogo da noi abitualmente frequentato. Infatti, lo spazio quotidiano è diventato simile ad un territorio ancora inesplorato, che è possibile studiare per raggiungere nuove consapevolezze sociali, culturali e civiche. Lo spazio passa da essere un luogo di passaggio, un "non-luogo", a un insieme interconnesso di fattori di diverse forme, colori, significati culturali e sociali. Le missioni esplorative ci hanno trasmesso il concetto di "senso del luogo" e il ruolo cruciale delle emozioni nella percezione delle caratteristiche del luogo stesso. Le missioni esplorative hanno messo in evidenza come ognuno di noi percepisca, descriva e rappresenti luoghi e spazi attraverso uniche rielaborazioni individuali e collettive. Infatti, la geografia non studia l'oggettiva e unica percezione del mondo fisico, ma come lo spazio venga rielaborato personalmente da ognuno di noi. Questo tipo di attività è certamente riproducibile sul piano didattico e potrebbe stimolare i bambini a usare il proprio corpo per orientarsi e pensare criticamente, osservando le molteplici relazioni e interconnessioni che caratterizzano un certo luogo.

04/10/2023

uscita in piazza ss. annunziata

Portfolio di geografia / Sintesi delle lezioni e uscite didattiche svolte

Linda Berti

Linda Berti

Portfolio di Geografia / Sintesi delle lezioni e uscite didattiche svolte

PROGETTARE LA PROSSIMA USCITA...

23/11/2023

uscIta al GIARDINO DELL'ORTICULTURA

L'uscita didattica al Giardino dell'Orticultura di Firenze ci ha permesso di conoscere direttemente sul campo il processo di territorializzazione che ha interessato questo luogo e ha suggerito nuove metodologie didattiche da applicare nell'insegnamento della geografia.

Abbiamo esplorato questo luogo nel tempo, ricostruendo e contestualizzando ampiamente le diverse fasi di terriorializzazione, ma anche nello spazio, esplorando i diversi luoghi nel parco di straordinario valore artistico, culturale e storico.

Durante l'uscita, noi studenti ci siamo serviti di tre planimetrie del parco, diverse tra loro per anno di realizzazione, elementi presenti, legenda e scala di rappresentazione. Le carte ci hanno fornito una maggiore consapevolezza sulle trasformazioni del parco, le quali si definiscono sempre a partire dalle stratificazioni territroriali precedenti.

Linda Berti

Portfolio di Geografia / Sintesi delle lezioni e uscite didattiche svolte

...SULLA TERRITORIALIZZAZIONE!

OBIETTIVI:

  • Sviluppare la competenza localizzativa territorializzata.
  • Interrogare e comprendere la natura del luogo che viene esplorato.
  • Connettere la dimensione ambientale con quella emozionale, sviluppando il senso del luogo.
  • Sviluppare la conoscenza del linguaggio cartografico.
  • Sviluppare il senso civico connesso ai luoghi.

DOVE: A Calenzano, in particolare in Piazza Vittorio Veneto e in via Giusti.

SVOLGIMENTO DELLE ATTIVITA':L'insegnante, una volta giunto sul posto, fornisce ai bambini una serie di fotografie tratte dal libro "Calenzano com'era. Una storia per immagini a cura di Lorenzo Magnolfi" di Piazza Vittorio Veneto e di via Giusti e la relativa carta geografica di questi luoghi. Tramite l'utilizzo di queste fonti, l'insegnante potrà:

  • contestualizzare e approfondire la storia del luogo negli anni in cui sono state scattate le fotografie (anni 30 e anni 60 del Novecento).
  • Analizzare i cambiamenti che hanno interessato il luogo attraverso uno studio dei diversi elementi presenti nella piazza (edifici, monumenti, strade, vegetazione...). Tale studio permetterà di comprendere come ogni luogo si strutturi a partire dalle esigenze dei suoi abitanti e sia inevitabilmente connesso alla storia, alla cultura, all'economia di uno spazio piu ampio. Dunque, le foto e la carta geografica sono dei punti di partenza per evidenziare come i cambiamenti che interessano i luoghi si connettano ad altri processi e fenomeni di scala più o meno ampia.
  • In seguito all'uscita didattica, l'insegnante potrà proporre un lavoro più approfondito al fine di interrogare il senso del luogo e di sviluppare la competenza localizzativa territorilizzata nei bambini. Si potrebbero realizzare due carte geografiche collettive di Piazza Vittorio Veneto e di Via Giusti. Dopo aver definito lo scopo della carta (rappresentare i cambiamenti dei luoghi nel tempo), i suoi simboli e la scala di rappresentazione, i bambini organizzeranno i materiali a disposizione. Durante la successiva discussione collettiva dei lavori, l'insegnante avrà il compito di evidenziare le relazioni multiscalari e transcalari che hanno interessato e che interessano il luogo studiato.

Competenza localizzativa territorializzata: la capacità di attribuire un significato spaziale a oggetti e processi che si svolgono sulla superficie terrestre attraverso l’appropriazione soggettiva o sociale dei significati da essi espressi.

Piazza del Comune negli anni 30 del Novecento e oggi...

Fonte: Google maps

Carta di Piazza Vittorio Veneto e Via Giusti.

L'esplorazione dei luoghi e lo studio della loro evoluzione permette di maturare il senso civico verso quei luoghi

...e via Giusti

L’insegnante potrebbe invitare i bambini a osservare le fotografie e a confrontarle con la planimetria attuale della città. Che cosa è cambiato e perchè? Che cosa è stato costruito o demolito? Sulla base di queste risposte, in classe, si costruisce una carte geografica collettiva.

Linda Berti

Portfolio di geografia / Che cosa studia la geografia

Che cosa studia la geografia: 3 DEFINIZIONI

ETIMOLOGIA DI "GEOGRAFIA": dal latino geographia, che deriva a sua volta dal greco antico geo (terra) e graphia (scrittura). Significa quindi "scrittura, descrizione della terra".

secondo Cristiano Giorda

STUDIO CRITICO DELLA REALTA' CONTEMPORANEA

Consente di criticare la realtà, di metterla sempre in discussione.

STUDIO DELLE RELAZIONI TRA SISTEMI UMANI E AMBIENTALI

STUDIO DEI PROBLEMI E DELLE LORO POSSIBILI SOLUZIONI

Di come l'ambiente influenza la società e viceversa.

Il fine ultimo della geografia è di avere un utilità pratica.

Linda Berti

Portfolio di geografia / Che cosa studia la geografia

In seguito alla lettura di questo articolo, ho sviluppato nuove consapevolezze in ambito geografico. Dematteis sviluppa la sua riflessione a partire da come la geografia sia mutata nel tempo, e con essa anche la figura del geografo. La disciplina geografica infatti, non si occupa più di scoprire nuovi territori, ma di evidenziare le complesse interconnessioni che avvengono nello spazio geografico. Allo stesso modo, il geografo non è più colui che studia "in verticale” la sua disciplina, ma studia “in orizzontale”, connettendo fenomeni e discipline diverse. Trovo interessante la divisione dell'autore in due categorie di approcci geografici: quelli "che aprono" e quelli "che chiudono". I primi tendono a presentare il mondo come stabile, ma rischiano di dare un’impressione oppressiva e rigida dell’ordine esistente. I secondi sono invece orientati al cambiamento, ma dovrebbero realisticamente mettere in luce le potenzialità del territorio, orientandosi alla sostenibilità. Queste due diverse accezioni mi hanno fatto riflettere su come la geografia si connetta alla realtà e possa contribuire a un effettivo cambiamento sostenibile. Come l'autore, ritengo che la geografia debba mantenere una certa stabilità anche di fronte ai veloci mutamenti di un mondo globalizzato e che solo su tale stabilità sia possibile realizzare progetti individuali e collettivi. Il testo ha fornito validi spunti per la didattica. Come l'autore, ritengo che non sia produttivo demonizzare le “nozioni”, che rimangono fondamentali, pur continuando a valorizzare le forme più attrattive, divertenti della geografia. In questo modo i bambini e i ragazzi potranno porsi domande generative, comprendere la profonda varietà del mondo, capire l’importanza dell’altro, accrescere il senso di appartenenza ai luoghi (anche in ottica di un'educazione interculturale).

articolo di giuseppe dematteis

"Come vedo la geografia dopo 75 anni che la frequento"

3 FONDAMENTI GEOGRAFICI

SCALA

LUOGO

SPAZIO

Def:

  • Rapporto tra le lunghezze ri-prodotte sulla carta e le corrispondenti lunghezze misurate sulla superficie della Terra.
  • È un meccanismo mentale che permette di pensare le dimensioni dello spazio, è il livello di osservazione da cui guardiamo i fenomeni.

Def: Porzioni di superfice terrestre (o di spazio geografico) contraddistinte da specifiche e uniche caratteristiche fisiche, culturali e sociali, antropiche, a cui viene attribuito un certo significato.

Def:
  • Una costruzione sociale che comprende il “dove”, il “come” determinati luoghi e rispettivi processi che li interessano sono distribuiti sulla superficie terrestre e sono in relazione tra loro.
  • È la superficie terrestre, o meglio l’area del pianeta che comprende una parte aerea e un sottosuolo, sul quale si svolge la vita umana e che fa quindi da base alle relazioni tra sistemi ambientali e umani. (Giorda)
  • ASSOLUTO
  • RELATIVO
  • VISSUTO
Linda Berti

Portfolio di geografia / I tre fondamenti geografici: luogo, spazio, scala

I LUOGHI

E LA LORO RELATIVITA'

Attenendosi al significato di luogo in geografia, ho riflettuto sul ruolo che per me ha la fermata della tramvia “Fortezza”. Durante le lezioni universitarie, salgo o scendo da questa fermata che per me non ha caratteristiche strutturali particolari rispetto ad altre fermate nel centro di Firenze (sono simili i cartelloni informativi sugli orari, i binari) e non cambia neanche la varietà delle persone che la frequentano rispetto ad altre fermate nel centro di Firenze. Tuttavia, questo luogo ha per me un forte valore simbolico: appena lo raggiungo so di avere del tempo per fermarmi e riflettere, magari prima o dopo una giornata in università. Nel caso in cui sia in compagnia aspetto il tram piacevolmente. In questo luogo affluiscono diversi studenti universitari, e diventa un luogo di incontro o di confronto. Inoltre, si colloca nei pressi della Fortezza da Basso, altro luogo per me significativo, in cui ho sostenuto l’esame di ammissione per l’Università.

Altre persone potrebbero cogliere altri aspetti di questo luogo. Potrebbero valutarlo positivamente, perché sede di incontri coinvolgenti e suggestivi o al contrario come un luogo di incontri irrilevanti o addirittura fastidiosi. Alcuni potrebbero considerarlo un “non luogo” anonimo, ma allo stesso tempo reputarlo funzionale per viaggiare in tramvia. Un’altra persona potrebbe soffermarsi sulla diversità delle persone che passano in quel luogo, giudicandolo nella sua dimensione interculturale. Un'altra persona potrebbe giudicare le caratteristiche architettoniche del luogo negativamente, ma apprezzare l'atmosfera di socialità di questo luogo. Dunque, i luoghi in geografia si connotano di moltissimi significati, tanti quanti sono i punti di vista soggettivi delle persone che ne fanno esperienza.

Linda Berti

Portfolio di geografia / I tre fondamenti geografici: luogo, spazio, scala

LO SPAZIO

RELAZIONI SPAZIALI ORIZZONTALI E VERTICALI

LE RELAZIONI SPAZIALI E L'INDUSTRIALIZZAZIONE

Le relazioni spaziali verticali si sviluppano all’interno di uno stesso territorio. Ad esempio, è una relazione verticale il legame tra una città e le sue risorse.

La distribuzione spaziale degli elementi sulla superficie terrestre può essere studiata attraverso lo studio di particolari fenomeni o processi. Per farlo, ho deciso di soffermarmi sul fenomeno dell’industrializzazione e sulla sua distrubuzione spaziale, in Europa e nel mondo.

Osservando la carta tematica presentata, notiamo come la Germania sia la più grande potenza industriale europea, insieme alla Francia, al RegnoUnito e all’Italia. Possiamo anche notare che alcuni paesi di dimensioni demografiche medio-piccole hanno comunque un apparato industriale solido (Svizzera, Austria, Paesi Bassi, Belgio). I paesi dell’Est europeo e della regione balcanica presentano invece un livello di produzione industriale nettamente più modesto.

Le relazioni spaziali orizzontali permettono interazioni e scambi con luoghi diversi. Gli scambi commerciali sono esempi di relazioni spaziali orizzontali, in quanto connettono divers luoghi del pianeta.

Copyright © 2010 Zanichelli editore S.p.A. – Francesco Iarrera, Giorgio Pilotti, Facciamo geografia essenziale, vol. Italia e Europa (per le unità tolte dal volume 1 e 2)

Linda Berti

Portfolio di geografia / I tre fondamenti geografici: luogo, spazio, scala

Possiamo analizzare il processo anche su scala mondiale
La carta mostra i principali poli industriali nel mondo

Come mostra la carta, a Nord le aree con una maggiore concentrazione di industrie sono gli USA, il Giappone, l’Europa centro-occidentale, la costa sudorientale dell’Australia. A Sud invece spiccano:

  • in Asia, la costa orientale della Cina, le grandi aree urbane dell’India, Taiwan, la Corea del Sud, Singapore, l’Indocina.
  • in Africa la zona del Transvaal e del Cairo in Egitto.
  • in America Latina, infine, il Sud del Brasile, le aree urbane di Città del Messico, Montevideo, Buenos Aires.
L'industrializzazione, quindi è un fenomeno:
  • Sociale, in quanto nasce dall’esigenza di aumentare il benessere e la qualità della vita degli individui, ma che ha suscitato importanti problematiche dal punto di vista ecologico.
  • Economico, in quanto si connette all’andamento dell’economia e del commercio e al tema delle risorse.
  • Culturale, in quanto ha dato vita a una serie di innovazioni tecnologiche e ha introdotto alla cultura del capitalismo.
  • Politico, il cui andamento è determinato da decisioni politiche.

Copyright © 2010 Zanichelli editore S.p.A. – Francesco Iarrera, Giorgio Pilotti, Facciamo geografia essenziale, vol. Paesi extraeuropei (per le unità tolte dal volume 3)

Linda Berti

Portfolio di geografia / I tre fondamenti geografici: luogo, spazio, scala

LA SCALA...

di RAPPRESENTAZIONE

di OSSERVAZIONE

Quando intendiamo il rapporto matematico tra una dimensione della realtà e la sua riproduzione sulla carta. In questo senso, dividiamo le carte in: PLANIMETRIE (grandissima scala) TOPOGRAFIE (grande scala) COROGRAFIE (media scala) GEOGRAFICHE (piccola scala)

Quando sono presenti diversi livelli di osservazione. Es: si rapportano due oggetti, come la casa rispetto al quartiere.

APPROCCIO TRANSCALARE
APPROCCIO MULTISCALARE

Osservazione di più fenomeni nelle loro molteplici relazioni, a scale diverse. Es: studiando le migrazioni dal punto di vista di chi chi migra e di chi accoglie, i motivi geografici e climatici che determinano la migrazione, come i social network, i giornali o le trasmissioni televisive influenzino la percezione del migrante...

Osservazione di uno stesso fenomeno, con scale di rappresentazione differenti. Es: si riflette su come lo spreco dell'acqua o del cibo abbia delle ripercussioni sull'economia della casa, della città, della propria Nazione e nel mondo.

Linda Berti

Portfolio di geografia / I tre fondamenti geografici: luogo, spazio, scala

LA GEOGRAFIA...IN SCALA!

Ci sono moltissimi modi pratici per per affrontare con i bambini il concetto geografico di multiscalarità: attraverso cubi di diverse grandezze o disegni di diverse scale di rappresentazione. Queste attività permettono ai bambini di riconoscersi in uno spazio più ampio.

Ogni rappresentazione della realtà inevitabilmente riduce le dimensioni degli oggetti reali. I bambini dovranno essere consapevoli di questo ogni volta che studiano una qualsiasi carta geografica.

Linda Berti

Portfolio di geografia / I tre fondamenti geografici: luogo, spazio, scala

LUOGO, SPAZIO, SCALA...

I concetti di luogo, spazio e scala sono fondamentali per la geografia e per la formazione di ognuno.

SCALA

SPAZIO

LUOGO

Mediante il concetto di scala è possibile analizzare un certo fenomeno o processo in profondità, mettendo in evidenza (rimpicciolendo o ingrandendo la scala) le interconnessioni con altri fenomeni esterni. Quindi, il concetto di scala ci prepara ad affrontare sfide locali e globali e di comprendere come le nostre scelte influiscano più o meno direttamente anche a scala più ampia.

Anche il concetto di spazio è determinante per definire l’identità sociale e personale di ognuno di noi e per conoscere i contesti socio-culturali del territorio. Il concetto di spazio, proprio come quello di luogo, aiuta a conoscere il mondo nelle sue moltissime interconnessioni e a superare una visione univoca e stereotipata dei luoghi.

Il luogo è un concetto di primaria importanza per il bambino in formazione che deve ancora definire la propria identità e trovare il proprio “spazio nel mondo”. Un accurato studio delle caratteristiche antropiche e fisiche del luogo e delle sue relazioni, permette di accrescere il senso del luogo e di formulare possibili progetti per valorizzarlo.

Nella didattica, l’insegnante può utilizzare moltissimi strumenti utili ad accrescere il pensiero critico e le competenze localizzative, come per esempio Google Earth, varie carte geografiche tematiche, politiche e fisiche di diverse scale, foto, software.

...TRE CONCETTI PER INTERPRETARE IL MONDO!

I TRE CONCETTI FONDAMENTALI DELLA GEOGRAFIA NELA DIDATTICA

L'insegnante potrebbe introdurre i concetti di spazio, luogo e scala alla scuola primaria in moltissimi modi. Uno di questi potrebbe essere attraverso le storie. Ad esempio, raccontando il romanzo di Jules Verne, "Il giro del mondo in 80 giorni" di Jules Verne, l'insengnante potrebbe partire con i bambini per un viaggio metaforico. L'insegnante, mettendo in evidenza i luoghi e i fenomeni più significativi nella storia. avvierà riflessioni di diverso genere, utili a far comprendere i concetti di:

  • LUOGO: nella sua dimensione fisica, ma anche emotiva. Es: "Cosa trova di diverso Phineas Fogg passando da una città all'altra?" oppure "Quali sono secondo voi i luoghi di cui i protagonisti si ricorderanno? e perchè?"
  • SPAZIO: al fine di analizzare "come" e "dove" i territori siano in relazione. Es: "Da quali luoghi provengono le risorse per far partire un treno ai nostri giorni?"
  • SCALA: nella sua dimensione di confronto tra fenomeni nello spazio e nel tempo. Es: "Analizziamo il tema del viaggio nel 1800 e oggi. Quali erano i motivi che spingevano a viaggiare? Quali lo sono oggi?

“I miti aborigeni della creazioni narrano di leggendarie creature totemiche che nel tempo del sogno avevano percorso in lungo e in largo il continente cantano il nome di ogni cosa in cui si imbattevano – uccelli, animali, piante, rocce, pozzi – e col loro canto avevano fatto esistere il mondo.“

Dall'incipit del romanzo di Bruce Chatwin.Le storie costituiscono un possibile modo per raccontare luoghi e punti di vista.
Linda Berti

Portfolio di geografia / I tre fondamenti geografici: luogo, spazio, scala

LE 7 COMPETENZE GEOGRAFICHE FONDAMENTALI

QUALI SONO E LE RELATIVE APPLICAZIONI NELLA DIDATTICA

CRITICARE

"Sottoporre a esame critico un autore o un ‘opera. Esprimere un giudizio." (Treccani) "La capacità di esaminare una situazione e di assumere una posizione personale in merito. Tale capacità costituisce il fondamento di un atteggiamento responsabile nei confronti delle esperienze e relativamente autonomo rispetto ai condizionamenti ambientali." (Galimberti, 1992)

PENSIERO CRITICO: pensiero razionale e riflessivo focalizzato ad analizzare, sintetizzare, confrontare e concettualizzare situazioni.

il pensiero critico permette di analizzare, confrontare e sintetizzare informazioni geografiche, ma anche di ricavare da esse nuovi significati

In geografia un modo per costruire il PENSIERO CRITICO è attraverso la CARTOGRAFIA
Linda Berti

Portfolio di geografia / Le 7 competenze fondamentali

La carta geografica, pur costituendo un ottimo ausilio didattico, rappresenta una realtà approssimata e simbolica. Edoardo Boria, all’interno del suo libro “Cartografia e potere. Segni e rappresentazioni negli atlanti italiani del Novecento” ha messo giustamente in evidenza come ogni carta geografica si adegui alle rappresentazioni dominanti della società e come essa da sempre costituisca un forte strumento di persuasione. Gli oggetti e le loro dimensioni vengono rappresentati in maniera arbitraria e si legano a ragioni storiche e culturali. È necessario, quindi, trasmettere la consapevolezza per cui le carte siano il frutto dell’interpretazione del territorio (non il territorio stesso!) e che lo spazio sia un’entità continua e in evoluzione, che non deve chiudersi all’interno di formali categorie.

LA CARTOGRAFIA

La conoscenze utili per rappresentare la realta'

Linda Berti

Portfolio di geografia / Le 7 competenze fondamentali

"ESISTONO INFINITE CARTE GEOGRAFICHE"

L’affermazione fa riferimento al fatto per cui non esistono carte “universali” e che la loro diversità sia dovuta ai diversi scopi di chi vuole rappresentare un certo spazio geografico. Ad esempio, durante le lezioni abbiamo osservato come il numero dei continenti vari a seconda del criterio che viene utilizzato. Dunque potremo avere:

continenti

In conformità con la classificazione delle Nazioni Unite.

continenti

continenti

Se consideriamo anche l’Antartide oppure distinguo tra America del Nord e America del Sud.

CONTINENTI

Asia, Africa, Oceania, Europa, America, se si considerano i territori abitati.

Africa, Eurasia, Oceania, America se si considerano le terre emerse.

Non ci sono carte sbagliate, solo carte che dicono cose differenti.
Linda Berti

Portfolio di geografia / Le 7 competenze fondamentali

"LA CARTA è UNA RAPPRESENTAZIONE DELLA REALTà, NON LA REALTà"

Consumo di acqua in bottiglia. La mappa mondiale del consumo d'acqua imbottigliata diffusa in occasione del World Water Day 2011

La carta indica le dimensioni dei diversi paesi in base ai suoi abitanti. Non rappresenta lo spazio geografico verosimilmente, ma utilizza un determinato attributo, in questo caso la popolazione, per determinare le dimensioni di ciascun paese.

Linda Berti

Portfolio di geografia / Le 7 competenze fondamentali

"ESISTONO INFINITE CARTE GEOGRAFICHE"

Questa carta è anche una metefora geografica: rappresenta terre emerse e mari invertiti, così da sollecitare una riflessione su quanto la presenza dell'acqua prevalga sulle terre emerse.

In questa carta i due emisferi sono capovolti. Questo lascia riflettere su come i punti cardinali siano convenzioni arbitrarie.

Linda Berti

Portfolio di geografia / Le 7 competenze fondamentali

PER CAPIRNE I LIMITI E CAMBIARE PROSPETTIVA

Per mostrare come ogni carta sia una rappresentazione inevitabilmente e strutturalmente parziale della realtà, possiamo evidenziare il problema della trasposizione. Possiamo proporre di trasporre oggetti quotidiani (tridimensionali) su un foglio (bidimensionale) e di proporre nuovi modi per rappresentarli. La consapevolezza che dovrà emergere sarà quella per cui anche la carta, spesso considerata rigida e veritiera, sia approssimativa. Possiamo comparare diverse carte, che si avvalgono di diversi scopi e proiezioni, per comprendere la loro relatività. La comparazione puo' riguardare i diversi elementi che compongono le carte (dimensioni, legenda, scala), ma anche le diverse finalità dei geografi. Possiamo utilizzare anche alcune la piattaforme web, come "The True Size of e "Autograph world map".

USO DELLE CARTE GEOGRAFICHE

PER TRARRE INFORMAZIONI UTILI SU TERRITORIO

NELLA DIDATTICA

E' essenziale che i bambini avvertano le carte come degli strumenti di comprensione della realtà molto stimolanti e utili. Possono essere utilizzate durante le uscite didattiche per conseguire diversi obiettivi, come quello di comprendere la connessione tra carta e il territorio o quello di ricavare svariate informazioni.

“la carta geografica, insomma, anche se statica, presuppone un’idea narrativa, è concepita in funzione di un itinerario, è un odissea” (Italo Calvino)

PER MATURARE IL PROPRIO SENSO DEL LUOGO E ACCRESCERE VALORI DI CITTADINANZA

La carta dovrebbe presentare un luogo significativo per la formazione dei bambini. Per maturare il senso del luogo e maturare un senso di responsabilità globale, i bambini potrebbero creare delle mappe personalizzate dei luoghi per loro significativi.

Linda Berti

Portfolio di geografia / Le 7 competenze fondamentali

LA MAPPA MENTALE DEL TERRITORIO

I bambini possono cimentarsi nella costruzione di una carta geografica, per esempio concentrandosi sui luoghi più significativi del territorio abitualmente frequentato. Questa loro "mappa mentale" potrà realizzarsi in svariati modi, ma l'obiettivo sarà quello di raggiungere nuove consapevolezze e di trovare, con le parole di Giorda, il proprio "spazio nel mondo". Ho provato a realizzare una mappa dei luoghi per me maggiormente significativi del territorio di Calenzano. Ho inserito nella carta i luoghi rilevanti per la mia formazione, le abitazioni dei miei conoscenti, gli elementi che hanno per me un significato. Le strade e gli oggetti della carta sono verorsimilmente in conformità con la scala di rappresentazione scelta: 1 cm corrisponde a 50 metri nella realtà.

Tema della gestione dei rifiuti
COLLEGARE

Def: v. tr. [dal lat. colligare, comp. di con- e ligare «legare»] 1. Unire, congiungere, stabilire un legame o una comunicazione fra due o più parti: 2. rifl. Unirsi, stringersi in lega, accordarsi insieme. 3. intr. Concordare, formare un tutto unico ben connesso (Treccani)

Tema dei disastri ecologici
La geografia collega conoscenze elaborate da altre discipline per sviluppare fatti e fenomeni che avvengono nello spazio geografico. La geografia quindi è una disciplina di sintesi, un sapere connettivo.

3 ESEMPI DI INTERCONNESSIONI affrontati in aula

Tema dei fenomeni atmosferici estremi
«La geografia studia i rapporti delle società umane tra loro e con il pianeta che le ospita» - Indicazioni Nazionali 2012
Linda Berti

Portfolio di geografia / Le 7 competenze fondamentali

"PAPERELLE ALLA DERIVA"
DAL LIBRO "CANTALAMAPPA" DI WU MING
La lettura di questo brano ha mostrato l'interconnessione tra fenomeni locali e globali e ci ha incoraggiato a ricercare, nel nostro piccolo, nuove misure preventive e riparative per la gestione delle problematiche emerse (eccesso di rifiuti, disinformazione, problema della plastica...).
Linda Berti

Portfolio di geografia / Le 7 competenze fondamentali

CONNESSIONI, ALCUNE METODOLOGIE DIDATTICHE UTILI

RIFLESSIONI COLLETTIVE

USCITE DIDATTICHE

STORY MAP

In classe possiamo connettere diverse tematiche instaurando discussioni collettive. Ad esempio, l'insegnante potrebbe concentrarsi su quanto fenomeni di carattere globali siano impattanti sulla vita quotidiana di ognuno.

Storie che permettono di trattare temi di carattere interdisciplinare. Le storymap potrebbero strutturarsi a partire da una carta geografica, così da evidenziare la distribuzione spaziale dei fenomeni.

Le uscite didattiche permettono ai bambini di osservare direttamente le relazioni presenti in un certo spazio geografico.

Linda Berti

Portfolio di geografia / Le 7 competenze fondamentali

PROGETTARE UN'ATTIVITA' DIDATTICA SU UN TEMA AMBIENTALE

COME LO INSEGNO

PERCHè LO INSEGNO

CHE COSA INSEGNO

Mi soffermo su una precisa questione ambientale, come sugli effetti del riscaldamento globale o sulla perdita della biodiversità. In tutte le tematiche potranno emergere concetti trasversali come quelli di giustizia sociale e climatica o di responsabilità sociale, di cittadinanza globale.

Perché i bambini hanno la necessità di approfondire queste problematiche ambientali e globali, che riguardano da vicino il loro vissuto. Inoltre, il punto di vista dei bambini al riguardo è importante. È necessario fornire sempre nuove occasioni per poter stimolare il loro pensiero critico e la loro capacità di proporre sfide e trovare soluzioni.

Le modalità di insegnamento possono essere molteplici; l’insegnante potrà creare un dibattito su una problematica, con l’intera classe o a piccoli gruppi, usare immagini e supporti di diverso tipo. È essenziale usare scale di diverso tipo per mettere in connessione i fenomeni.

Linda Berti

Portfolio di geografia / Le 7 competenze fondamentali

Tema: l’inquinamento atmosferico nel mondoStrumenti utilizzati:

  • Fotografie e immagini. Esse raccontano delle storie, promuovono la capacità di riflettere e di formulare delle proprie opinioni. L’immagine suscita delle domande per una conoscenza più approfondita del contesto.
  • Una carta geografica per comprendere la distribuzione del fenomeno.
  • Possono essere usati anche dei dati statistici in modo da favorire un ulteriore confronto e alcune fonti cartacee (giornali, poesie, filastrocche...) sul tema.
Attività didattiche: L’insegnante propone un viaggio in diversi luoghi del mondo, presentando le foto di luoghi con il maggior tasso di inquinamento dell’aria (come Dehli, Lahore, Hotan…) e quelli con un minor tasso di inquinamento atmosferico (come st. Helen, Helsinki).Successivamente, con la classe si prova a capire: a che cosa sia dovuto l’inquinamento atmosferico, in che modo ognuno di noi lo sostiene indirettamente ogni giorno e su come esso impatti sulla vita di un determinato ambiente. L’insegnante potrebbe sottolineare una delle cause dell’inquinamento atmosferico, le immissioni di gas nocivi nell’atmosfera e quindi potrebbe avviare una riflessione su come e dove vengano generate.L'insegnante potrebbe anche proporre agli studenti diverse attività per riflettere sulla globalità del problema e per sollecitare possibili soluzioni. Per esempio, potrebbe chiedere agli studenti di paragonare la vita in un luogo inquinato con quella vissuta in un luogo poco inquinato o fornire a ogni studente una “missione ecologica” (dal sito “The Lazy Person’s Guide to Saving the World”) sul tema delle emissioni.

Dehli, India

Città di Singapore, Singapore

Linda Berti

Portfolio di geografia / Le 7 competenze fondamentali

Come aiutare gli studenti a collegare i molteplici concetti relativi alla questione ambientale?

COLLEGARE PER COMPRENDERE LA QUESTIONE AMBIENTALE

Come educare a comportamenti più rispettosi dell'ambiente?

SVILUPPO SOSTENIBILE processo di cambiamento tale per cui lo sfruttamento delle risorse, la direzione degli investimenti, l'orientamento dello sviluppo tecnologico e i cambiamenti istituzionali sia volto a perseguire tre obiettivi fondamentali: equità sociale, efficienza economica, integrità dell’ambiente

ANTROPOCENE: la nostra epoca geologica, in cui le modifiche territoriali, strutturali e climatiche operate dall'essere umano hanno inciso sui processi geologici

PLANETARY BOUNDARIES: nove indicatori entro i quali possiamo operare senza mettere a rischio la capacità della Terra di supportare la vita umana e di altre forme

RISCALDAMENTO GLOBALE: l'aumento della temperatura media della superficie della Terra causato dal rilascio di gas serra in atmosfera

EFFETTO SERRA: Fenomeno naturale attraverso cui l'energia solare che colpisce la superfice terrestre viene in parte riflessa verso lo spazio.

CAMBIAMENTI CLIMATICI: i cambiamenti a lungo termine delle temperature e dei modelli meteorologici dovuti principalmente alle attività umane

Linda Berti

Portfolio di geografia / Le 7 competenze fondamentali

EDUCARE ALLA SOSTENIBILITA' a partire da uno specifico caso

SCELTA DI UNA SITUAZIONE CONCRETA SUL TEMA DELLA SOSTENIBILITA'
SCELTA DI UN IMMAGINE ESPLICATIVA

L’insegnante potrebbe partire anche da un caso di cronaca per educare alla sostenibilità. Ad esempio, presentare il caso della Valanga della Marmolada, un evento disastroso provocato dalla frana di un ghiacciaio e, più in generale, dai cambiamenti climatici.

FONTE FOTOGRAFICA: https://www.altoadige.it/cronaca/valanga-in-marmolada-vivo-uno-dei-due-trentini-dati-per-dispersi-%C3%A8-ricoverato-a-treviso-1.3255312

Il 3 luglio del 2022 un blocco di ghiaccio di grandi dimensioni si è distaccato e ha investito diversi alpinisti, causando 11 vittime. Il disastro, secondo gli esperti, si è verificato a causa delle temperature record che si registravano in quei giorni (fino a 10° sulla vetta della montagna) e a causa di molta acqua di fusione penetrata in profondità del ghiaccio.

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Linda Berti
RAPPORTO AMBIENTE-SOCIETA'
CONNESSIONI GEOGRAFICHE
RILEVANZA SOGGETTIVA

Questo caso è esemplificativo della profonda interconnessione tra attività umane ed equilibri ambientali e mette in evidenza come le conseguenze del cambiamento climatico (alte temperature, disequilibrio ambientale) siano strettamente connesse alle nostre vite. Attività antropiche di vario genere (combustione di carbone, petrolio, gas, uso di fertilizzanti…) hanno contribuito all’immissione di gas serra nell’atmosfera e al conseguente innalzamento delle temperature globali. L’innalzamento della temperatura, nel caso della Marmolada, non è stata solo la principale causa della valanga e di un numero consistente di morti e danni, ma ha ancora una volta evidenziato l’esigenza di agire per contrastare l’attuale emergenza climatica.

Il disastro della Marmolada è legato al fenomeno di innalzamento della temperatura verificatosi nell'estate del 2022 e più in generale al fenomeno del riscaldamento globale. Il riscaldamento globale è a sua volta causato dalle attività antropiche e in particolare all’uso dei combustibili fossili, all’agricoltura e all’allevamento intensivi, alla produzione di rifiuti. Inoltre si lega indirettamente al fenomeno della deforestazione.

La problematica riguarda tutti noi in modo diretto e indiretto. Le conseguenze del riscaldamento climatico (tra cui lo scioglimento dei ghiacciai) si ripercuote sulle nostre vite quotidiane e sul nostro modo di percepire la montagna, ad esempio. L’innalzamento del livello del mare e la scarsità delle risorse sul territorio potrebbero costringere le persone a migrare e a cambiare radicalmente il proprio stile di alimentazione e di vita.

Linda Berti

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Problematizzazione geografica:

Quali altri problemi geografici sono collegati al tema dello scioglimento dei ghiacci? Con questo schema evidenzio la multi-dimensionale del problema.

Linda Berti

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DISTRIBUZIONE SPAZIALE

Il disastro della Marmolada non è un caso isolato e sono innumerevoli i luoghi in cui lo scioglimento dei ghiacci rappresenta un problema ambientale e antropico. Possiamo collegare il caso con un altro avvenuto sempre nell’estate 2022, per evidenziare come anche i ghiacciai sulle Alpi Austriache abbiano sofferto. È il caso del ghiacciaio di Kleinfleiss in Austria (in foto). È stato ripreso alla fine dell’estate 2021 e alla fine dell’estate 2022. Le due foto mostrano come progressivamente il ghiacciaio si sia ritirato, come si siano allargate le finestre rocciose e come ci sia il rischio di una frammentazione del ghiaccio. Il fenomeno dello scioglimento dei ghiacciai non si presenta solamente sulle Alpi Italiane o Austriache, ma interessa le i territori montuosi e artici del pianeta. Dunque è possibile presentare lo scioglimento dei ghiacciai in Antartide oppure in altre catene montuose del mondo (Ghiacciaio Ameghino, Argentina, nella pagina successiva). A partire da queste casistiche, è possibile ampliare il tema e trattare dell’innalzamento dei mari dovuto allo scioglimento dei ghiacciai. In questo senso, sono moltissimi i luoghi a rischio che possono essere presentati, come Venezia, Copenaghen o New York. Ancora, lo scioglimento dei ghiacciai crea importanti ripercussioni sull’ecosistema marino, in quanto questo fenomeno provoca la diminuzione della salinità oceanica.

Fonte fotografica: https://www.foto-webcam.eu/

Linda Berti

Portfolio di geografia / Le 7 competenze fondamentali

Dunque, in connessione con il disastro della Marmolada, possiamo presentare in maniera multi-scalare e trans-scalare innumerevoli problematiche dovute allo scioglimento dei ghiacci nel mondo, analizzando quindi anche le diverse realtà territoriali in cui si sta verificando questo fenomeno.

Contenuto educativo

Analizzando il tema dello scioglimento dei ghiacci, altri aspetti significativi e potenzialmente utili nella didattica sono: • L’analisi del fenomeno nella sua complessità. Per farlo è necessario adottare un approccio transcalare, di confronto tra i diversi fenomeni del sistema terra. • Trattare contestualmente il tema dell’energia, così da ipotizzare nuovi modi per risparmiare energia e promuovere uno sviluppo sostenibile

Fonti informative:

  • https://it.wikipedia.org/wiki/Valanga_della_Marmolada
  • https://climate.ec.europa.eu/climate-change/causes-climate-change_it
  • https://storieminerali.it/ghiacciai-alpini-futuro/
  • https://storieminerali.it/marmolada-ghiacciaio-crollo/

Foto proveniente dall' Archivio meteo F. Ventura, Ghiacciaio Amenghino

È ben difficile, in geografia come in morale, capire il mondo senza uscire di casa propria. (Voltaire)

ESPLORARE

Def: [dal lat. explorare, voce di origine incerta] cercare di scoprire, percorrere o conoscere quanto è sconosciuto o nascosto o celato da altri.

Esplorazione e emozioni

Nell'arte, ma anche nella percezione dei luoghi, le emozioni sono cruciali. Il quadro "Impressione, levar del sole" di C. Monet del 1872 suggerisce lo stretto legame tra emozioni, percezione e conoscenza dei luoghi. Monet, come altri grandi pittori, evidenzia come la nostra percezione e interpretazione della realtà sia estremamente soggettiva e condizionata dalle nostre emozioni.

Linda Berti

Portfolio di geografia / Le 7 competenze fondamentali

ESPLORARE SIGNIFICA:

Esplorazione COME COMPETENZA

  1. SCOPRIRE CIO' CHE E' CELATO AGLI ALTRI O CHE NON È CONOSCIUTO
  2. ESAMINARE ATTENTAMENTE UN LUOGO, PERLUSTRANDOLO E PERCORRENDOLO
  3. INTERROGARE L'ATMOSFERA DEI LUOGHI, SPESSO DIFFICILE DA DEFINIRE

La competenza esplorativa può essere intesa come la capacità di "pensare in tre dimensioni". Essa permette di:

  • immaginare e manipolare oggetti spaziali
  • pensare spazialmente
  • risolvere problemi spaziali attraverso abilità di percezione spaziale, di memoria, di pensiero logico-spaziale, di pensiero creativo-spaziale.

sebbene non esista luogo della terra rimasto in esplorato, ci saranno infiniti modi per vivere il territorio ed esplorarlo.
Linda Berti

Portfolio di geografia / Le 7 competenze fondamentali

RIFLESSIONI SU DUE ARTICOLI DI GIOVANNI DONADELLI

Dal volume "Geo-didattiche per il futuro. La geografia alla prova delle competenze"

"Esplorare con la geografia"

"L’utilizzo delle missioni in educazione. Pratiche e riflessioni sull’edutainment in geografia "

Dal volume "Idee geografiche per educare al mondo"

L'EDUTAINMENT e LE MISSIONI ESPLORATIVE IN AMBITO DIDATTICO

"esplorare" mette in luce tre dimensioni...

obiettivo

Con il termine "edutainment" si fa riferimento alle diverse forme di divertimento educativo e di comunicazione giocosa finalizzate alla didattica. Questo concetto si fonda sulla consapevolezza per cui i fattori emotivo-emozionali siano centrali nell'apprendimento. Una possibile declinazione dell'edutainment risiede nelle missioni esplorative, le quali in ambito educativo sono strumenti originali e coinvolgenti che:

  • promuovono il senso di responsabilità e d cura del territorio
  • stimolano la cooperazione tra pari
  • stimolano l'apprendimento multidisciplinare

1. l’esploratore: non è solo una figura stereotipata che va in cerca di fenomeni celati agli altri. Tutti noi siamo stati e possiamo essere grandi esploratori! 2. I “mezzi" dell’esplorazione: essi sono funzionali al progetto esplorativo condiviso, ma sono anche strumenti che dovrebbero adeguarsi agli obiettivi esplorativi che si vorrebbero perseguire. 3. Il movimento: l’esplorazione porta a tendere con curiosità verso qualcosa di sconosciuto o celato agli altri.

dell'autore

L’obiettivo dei due testi è quello di ribadire l’importanza e la semplicità dell’esplorazione geografica come strategia didattica per insegnare e apprendere. L'esplorazione è una strategia realizzabile con classi di ogni età.

UN CURIOSO MODO DI ESPLORARE

LE MISSIONI ESPLORATIVE
Ho riflettuto su una possibile applicazione delle missioni esplorative partendo da un'uscita didattica. L'insegnante potrebbe strutturare una versione rivisitata della caccia al tesoro, che sia così strutturata:
  • I bambini (divisi in gruppi) vengono muniti di una carta geografica del luogo, in cui vengono segnalati i punti in cui dovranno andare. Quindi vengono fin da subito stimolate le abilità di orientamento e di localizzazione finalizzate alla ricerca dei luoghi.
  • Una volta raggiunto uno dei luoghi indicati sulla mappa, troveranno una persona che propone loro una missione geografica.
  • Le varie missioni dovranno seguire filo conduttore, come la conoscenza di una determinata tematica o la biografia di un personaggio del luogo. Per farlo, potrebbe essere utile prendere in riferimento la seri di libri del The Geography Collective "Mission:explore". Le missioni in questo senso sono delle piccole prove centrate sullo sviluppo di specifiche competenze geografiche, come la localizzazione (attraverso lo studio del territorio) e l'esplorazione (ricercando, ad esempio vari oggetti sul territorio). Alcune missioni stimolano le capacità di problem-solving, altre richiedono ai bambini di organizzare le informazioni ricavate dal luogo, per esempio chiedendo di simulare un certo processo attraverso l'uso di alcuni materiali messi a disposizione.
  • Le persone preposte a assegnare ai bambini le diverse missioni, potrebbero arricchire l'esplorazione con contenuti interdisciplinari. Per esempio, se l'uscita si svolge a Vinci, un uomo vestito da Leonardo da Vinci racconterà il vissuto dell'omonimo inventore con poesie oppure raccontare il funzionamento delle macchine da lui inventate. Questo motiverà i bambini nella scoperta attiva delle molteplici relazioni che animano o che hanno animato un certo luogo.

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Linda Berti

USCITA sul patrimonio storico-architettonico DEL TERRITORIO

Classe: classe 3' della scuola primaria. Durata dell'unità di apprendimento: 7 ore, compresa la riflessione in classe sugli interventi di recupero del territorio. Dove: Al castello di Calenzano, le cui origini risalgono al periodo dell' espansione etrusca. Nel 1260 il castello è documentato come “castro” con importanti funzioni militari. Il fatto storico più rilevante è quello del 1325, data dell’assedio da parte delle truppe ghibelline. Tra il XIV e il XV secolo i castello raggiuse l’apice del suo splendore, ma dopo perse progressivamente la sua importanza strategica. Solo recentemente l’edificio è stato acquisito e in parte ristrutturato dal comune. Oggi questi spazi vengono adibiti alle feste paesane, a rievocazioni storiche e ospitano il Museo del Figurino Storico. Obiettivi: 1. Comprendere e approfondire la natura del luogo visitato da un punto di vista sociale, storico, simbolico e culturale. 2. Comprendere le molteplici relazioni di un luogo con i territori circostanti. 3. Ipotizzare i possibili interventi di recupero per valorizzare il castello e in generale qualsiasi luogo significativo. 4. Sviluppare l’orientamento e le competenze localizzative tramite il confronto con le carte geografiche. 5. Accrescere il senso di cura e di rispetto verso un luogo.

Linda Berti

Portfolio di geografia / Le 7 competenze fondamentali

Itinerario: A piedi si raggiungono i luoghi di importanza storico-artistica del Castello di Calenzano, come la Portaccia, la Porta al Serraglio, la Chiesa di San Niccolò e l’Oratorio del Ss. Sacramento. L’escursione può interessare il Prato del Castello, la più importante piazza pubblica del castello, i resti delle mura trecentesche o i resti dell’antica Podesteria. Ogni luogo dovrà essere presentato nelle sue caratteristiche artistico-architettoniche, ma anche storico-simboliche. I bambini durante l’uscita vengono incoraggiati a riflettere sui diversi ruoli e finalità dei siti visitati e ad interrogarsi sul perché queste finalità siano progressivamente mutate nel tempo. Con il supporto dell’insegnante, i bambini potrebbero individuare alcuni dei principali eventi, fenomeni, processi che hanno provocato dei cambiamenti nelle funzioni socio-simbolica del luogo. Per esempio, durante la visita alla chiesa di S. Niccolò si potrebbe chiedere che valore avesse la chiesa appena dopo la sua costruzione e di provare a individuare il perché questo ruolo oggi sia cambiato. In questo modo si propone una didattica interdisciplinare e finalizzata allo sviluppo del pensiero critico. Soprattutto se la visita si svolge durante la settimana, i bambini noteranno l’atmosfera silenziosa e abbandonata del luogo. Il castello dovrebbe costituire un forte simbolo di memoria storica da valorizzare. Un’utile esercizio per i bambini daa fare in classe potrebbe essere quello di provare a formulare dei possibili interventi di recupero, al fine di valorizzare l’aspetto storico-culturale ma anche simbolico che questo luogo può avere per la città. A esempio, emergeranno degli interventi di recupero volti a permettere la conoscenza del luogo, della sua storia.

Linda Berti

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CARTE GEOGRAFICHE FORNITE

L’esplorazione, sebbene strutturata dall’insegnante, deve coinvolgere i bambini attivamente, in quanto esploratori del territorio. Per questo, l’insegnante doterà ciascuno di loro con due carte geografiche. La prima planimetria (a destra, scala 1:200) mette in evidenza i principali luoghi di rilevanza artistico-architettonica, oltre a dare chiare indicazioni utili all’orientamento. La seconda invece è meno precisa (scala 1:500) e permette una visione globale e contestualizzata del luogo.

Linda Berti

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concorso fotografico dell'AIIG

fotografi di classe (ri)generiamo gli spazi

Il concorso si rivolge a ragazzi e ragazze di ogni ordine e grado scolastico. Le finalità centrali del concorso sono:

  • promuovere l'osservazione critica del paesaggio in senso ampio
  • stimolare la ricerca di nuovi modi per conservare il territorio e agire in modo sostenibile

Ho provato a simulare la partecipazione al concorso provando a compilare la scheda fotografica....

Linda Berti

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SCHEDA FOTOGRAFICA

Titolo fotografia/fotopresentazione:. L’aula della scuola di Don Milani Data in cui è stata effettuata la foto/fotopresentazione (mese e anno): 11/2023 Luogo fotografato o, nel caso delle fotopresentazioni, luoghi fotografati (località, comune, …): L’aula all’interno della scuola di Barbiana. Descrizione dell’immagine/fotopresentazione: La foto mostra quella che è l’unica aula adibita all’educazione dei ragazzi di Don Lorenzo Milani a Barbiana. Si nota un tavolo al centro e una scaffalatura in legno contenente libri e altri materiali didattici. Sulle pareti ci sono raffigurazioni di diverse tipologie, mentre sulla porta spicca la scritta “I care”, frase simbolo della pedagogia di Don Milani. Motivazione della scelta: La scuola di Don Milani è un patrimonio storico e culturale di immenso valore. Questa foto mostra l’aula didattica in cui stavano Don Milani e i suoi ragazzi, curata e pulita. Anche se difficilmente questa aula verrà nuovamente usata per i suoi scopi originari, la sua cura, ad opera di volontari, è un modo per mantenere vivi i valori sostenuti da Don Milani. L’impegno ad andare oltre il degrado e l’oblio avviene semplicemente mantenendo il luogo pulito e verosimile a come era ai tempi di Don Milani. La scelta di lasciare gli oggetti nella loro posizione originale non rappresenta una scelta poco innovativa, ma piuttosto un modo per sollecitare il visitatore alla riflessione sulla pedagogia di Don Milani. La cura degli spazi è uno dei fattori che contribuisce a sviluppare un forte senso di attaccamento al luogo, in questo caso, al paese di Barbiana. È necessario promuovere la conoscenza e la valorizzazione di questi piccoli musei al fine di preservare il patrimonio artistico, storico, culturale in essi costudito. Tali realtà valorizzano il legame con il territorio e offrono esperienze stimolanti ai visitatori.

LOCALIZZARE

INDIVIDUARE LA POSIZIONE DI UN LUOGO

Saper collocare un luogo su una carta e capire in che modo quel luogo sia connesso ad altri luoghi significativi.

COMPRENDERE LA NATURA FISICA DEL LUOGO

Quali sono le sue caratteristiche e connessioni con altri luoghi, ma anche come quel luogo sia anche un territorio.

COMPETENZA LOCALIZZATIVA TERRITORIALIZZATA

LOCALIZZARE significa essere in grado di organizzare le informazioni sul DOVE SONO le cose, ma anche di comprendere il contesto in cui siamo e di POSIZIONARCI rispetto ad esso, comprendendo anche come esso influenzi il nostro modo di vedere le cose.

come il luogo viene abitato e vissuto?

significati simbolici?

caratteristiche ambientali e antropiche?

quali sono le attività/funzioni che quel luogo ospita?

COMPRENDERE IL SENSO DEL LUOGO

TERRITORIO: il risultato di trasformazioni che la società ha messo in opera per organizzare un certo spazio.

cosa significa un dato luogo per me?

Significa essere capaci di sintetizzare le caratteristiche di un luogo da noi percepite. Per farlo, è utile porsi delle domande generative.

quali significati ha quel luogo per chi lo abita?

come cambia la percezione di un luogo dopo averlo studiato?

Linda Berti

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LE COMPETENZE LOCALIZZATIVE a scuola

LAVORARE SULLA CARTA GEOGRAFICA

IL DIARIO DELL'ESPLORATORE

USO DELLE MOLTEPLICI MODALITA' DI ESPLORAZIONE

Se l'obiettivo è quello di concentrarsi sulle competenze localizzative, l'insegnante potrà proporre diverse riflessioni sulle carte (differenziate a seconda delle tipologie e tematiche affrontate). Per insegnare la capacità di individuazione della posizione di un luogo, l'insegnante potrebbe far confrontare i bambini con diversi sistemi di riferimento (punti cardinali, indicatori topologici). Potrebbe analizzare con la classe una carta fisica o politica per far comprendere le società nascano sull'influenza delle caratteristiche territoriali. Oppure stimolare il vissuto emotivo dei bambini, che potranno segnare su un unica carta del quartiere i luoghi per loro più significativi.

Al fine di comprendere le caratteristiche specifiche dei diversi luoghi è possibile usufruire delle molteplici possibilità esplorative che abbiamo a disposizione, anche sul web. Google Earth, ad esempio, è un ottimo software che consente di manipolare diverse fonti e carte geografiche in maniera interattiva e di esplorare così molteplici tematiche.

Il diario delle esplorazioni permette di rielaborare le esperienze geografiche. Il/la bambino/a potrà presentare riflessioni, disegni, approfondimenti sulle caratteristiche dei territori e sulla sua propria percezione di essi, maturando così le competenze localizzative

Linda Berti

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RIFLESSIONI A PARTIRE DAI GIOCHI LOCALIZZATIVI IDEATI DA ARTHUR KELLY

Gioco “Geo Blockbusters” Arthur Kelly, "Primary Geography" Si usa una griglia di esagoni contenenti lettere e si divide la classe in due gruppi. L’insegnante formula una domanda la cui risposta inizia con la lettera scelta dalla prima squadra che inizia. La prima squadra inizia a guardare su mappe, atlanti in cerca della risposta. Se la squadra indovina, aggiungerà una lettera nella griglia, altrimenti è il turno dell’altra squadra. Credo che questa attività permetta di migliorare la capacità di analisi delle carte geografiche e di valorizzare alcune competenze localizzative, in particolare quelle relative all’individuazione della posizione di un luogo o di comprensione di determinati elementi che caratterizzano il territorio

IDEARE NUOVI MODI PER IMPARARE DIVENTENDOSI

Un’ altro gioco geografico che sviluppa una serie di competenze localizzative potrebbe intitolarsi “Cerchio esporativo”. I bambini formano dei gruppi di 4/5 membri ciascuno e ad ogni gruppo vengono date carte geografiche diverse per scala e tipologia. Al centro dell’aula viene posta una carta-tappeto del mondo. L’insegnante dirà un luogo o un territorio significativo e già affrontato durante le lezioni, che i bambini dovranno individuare sul tappeto-planisfero. Al “via” dell’insegnante, i rappresentanti di ogni gruppo si alzano e posizionano una puntina nel luogo stabilito con il gruppo. L'insegnante prima di dare la risposta giusta, potrebbe contestualizzare il luogo scelto e far riflettere i bambini su quanto le caratteristiche di un luogo siano determinate da specifiche condizioni ambientali o antropiche. L'insegnante cercherà di far "esplorare" i luoghi scelti, con l'aiuto di altri supporti (carte geografiche, fotografie, oggetti). La squadra (o le squadre) che indovinano il luogo guardagnano un punto e la squadra che ottiene più punti vincerà la partita.

Project proposal

“Il primo passo per la comprensione della realtà è prendere consapevolezza di come questa prenda forma nella nostra mente.”STEFANO NASETTI

ORGANIZZARE

3 MODI DI ORGANIZZARE nello studio della geografia

Competenza che deve: - collegarsi ad altre competenze geografiche - avere un carattere intenzionale - mirare a strutturare, ordinare e predisporre l'apprendimento - promuovere unione e coordinamento di gruppo
  1. REGIONALIZZARE: permette di organizzare informazioni spazialmente. Lo spazio geografico viene organizzao seguendo specifici criteri ordinatori.
  2. MODELLIZZARE: permette di individuare oggetti geografici sulla superficie terrestre per spiegare i fenomeni che accadono su di essa.
  3. CLASSIFICARE: permette di suddividere e creare raggruppamenti sguendo affinità più o meno evidenti, in modo da definire delle gerarchie, da ripartire o distribuire.

Linda Berti

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REGIONALIZZARE NELLA DIDATTICA

Organizzare non significa inserire nozioni all'inteno di scompartimenti rigidi e preesistenti, bensì fornire al bambino la possibilità di strutturare progressivamente le conoscenze geografiche e divenire attivo costrutture del proprio apprendimento. L'approccio regionale, uno dei possibili modi per organizzare lo spazio e i luoghi, permette di mettere in evidenza la diversità dello spazio geografico. A mio parere, lo studio delle regioni in geografia dovrebbe realizzare questi obiettivi:

CONOSCERE LE PROBLEMATICHE REALI CHE INTERESSANO LE REGIONI STUDIATE

PERMETTERE UNA RIELABORAZIONE ATTIVA E PERSONALE DELLE INFORMAZIONI

PROMUOVERE UN APPROCCIO SPAZIALIZZATO

Lo studio delle regioni permette di localizzare i fenomeni e di osservare la loro distribuzione nello spazio, ma anche di collegare informazioni, sintetizzandole e interpretandole.

Prima di agire sulla la realtà è necessario conoscerla. La regione introduce temi significativi, interpretabili e collettivi.

I temi e fenomeni affrontati devono essere significativi per l'allievo, il quale fornisce il suo personale apporto (materiale, cognitivo o emotivo) nella rielaborazione delle informazioni.

DIVENTARE UN/A CITTADINO/A CONSAPEVOLE E RESPONSABILE DEL CAMBIAMENTO

comprendere gli intrecci storici, culturali identitari dei diversi territori

SEMPLIFICARE LO STUDIO UNA REALTA' COMPLESSA

La regione è un ordinatore logico che serve a orientarsi e a comprendere fenomeni complessi.

Lo studio delle regioni deve permettere di collegare i fenomeni tra loro, su scala diversa.

Sviluppare un senso di appartenenza a un'unica cittadinanza non solo nazionale, ma anche europea e mondiale.

Linda Berti

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USCITA SUL TERRENO

UTILIZZO DELLE SOMATOPIE, DELLA TOPONOMASTICA E DElle forme DIALETTalI

COSTRUZIONE DI NUOVI ITINERARI

Le somatopie (rappresentazioni geografiche antropomorfe), la toponomastica e le diverse forme dialettali costituiscono un ottimo modo per favorire la conoscenza degli elementi caratteristici e tradizionali di ogni regione (amministrative e non). Questa curiosa proposta didattica è anche finalizzata allo sviluppo di un sapere interdisciplinare. Infatti, le tradizioni culturali e la storia di un territorio si connettono inevitabilmente con la morfologia, le caratteristiche antropiche e ambientali di un territorio.

A gruppi si costruisce un nuovo itinerario a partire dallo studio di una certa regione (ambientale, amministrativa, storica). Questa attività permette di sviluppare un forte attaccamento ai luoghi e di usare la creatività nella realizzazione di un progetto di gruppo.

Cimentarsi e osservare direttamente il territorio e i fenomeni che lo interessano favorisce il coinvolgimento attivo del bambino nel suo personale processo di organizzazione dell'apprendiemento.

REALIZZAZIONE DI LAPBOOK

LE ATTIVITA' DIDATTICHE FUNZIONALI ALL'APPRENDIMENTO DELLE REGIONI

La descrizione di una regione può avvenire utilizzando le carte e le fonti più disparate, che potranno confluire nella realizzazione di diverse tipologie di lapbook. Il lapbook sintetizza le diverse informazioni emerse durante lo studio delle regioni considerate e potrà essere realizzato anche a gruppi o collettivamente.

Le attività riproducibili in classe che favoriscono un apprendimento efficace per i bambini in seguito alla lettura di due brani:

  • Dean Serena, Un approccio attivo per lo studio regionale alla Scuola Primaria, Ambiente Società Territorio. Geografia nelle scuole
  • Pasquinelli D'Allegra D., Geografie dell'Italia, Carocci, cap. 4 (L'Italia delle regioni)

Linda Berti

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DUE ESEMPI DI LAPBOOK PER L'APPRENDIMENTO DELLE REGIONI GEOGRAFICHE

Lapbook sulle regioni montuose e vulcaniche in Italia

Lapbook sull'Europa

L'Europa infatti, è una regione politica ricca di storia, cultura, lingue, religioni e ognuno di questi aspetti puo' essere approfondito.

In particolare, questo lapbook presenta i diversi monumenti di rilevanza storica e artistica presenti in Europa.

Linda Berti

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CARATTERISTICHE DI ATTIVITA' POCO EFFICACI

SCARSA VARIETA' DI FONTI

L'esplorazione della regione deve avvenire attraverso molteplici fonti: diversi tipi di carte, foto, poesie, canzoni, modi di dire, video e utilizzando anche software interattivi e didattici. e Attraverso l'uso di più strumenti, l'apprendimento non rischia di impoverirsi e si personalizza sulla base delle esperienze dei bambini.

AI FINI DELL'INSEgnAMENTO DELLE REGIONI

Non esistono metodologie didattiche migliori di altre e il contesto determina l'efficacia di alcune piuttosto che di altre. Tuttavia, sappiamo che modalità didattiche eccessivamente trasmissive e mnemoniche possono favorire un'apprendimento passivo e inefficiente. Anche nello studio delle diverse regioni, i contenuti non devono "calare dall'alto", ma costruirsi progressivamente durante la lezione. A destra, presento due aspetti che rendono le attività geografiche sulle regioni poco efficaci nella didattica.

ELENCAZIONE mnemonica DELLE CARATTERISTICHE DELLE REGIONI

Il rischio principale nell'insegnamento dele regioni è quello di trasmettere troppe nozioni, decontestualizzate e difficili da organizzare. L'insegnante ha il compito di facilitare l'organizzazione personale delle informazioni, proponendo contenuti sigificativi e stimolanti e inserendole in categorie condivise dall'intera classe.

Linda Berti

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ATTIVITA' PER L'INSEGNAMENTO DELLE REGIONI AMBIENTALI

ECOREGIONE: unità relativamente grande di terra o acqua contenenti un assemblaggio distinto di specie e comunità naturali" (WWF)

conoscere e localizzare le ecoregioni nel mondo

  1. I bambini portano delle foto provenienti da tutto il mondo di alcuni dei luoghi naturali significativi per loro. Le foto vengono posizionate in modo che vengano osservate da tutti gli studenti. Ogni studente, quindi, presenta brevemente che cosa la foto rappresenta e motiva la sua scelta.
  2. L'insegnante puo' aggiungere altre foto paesaggi che difficilmente saranno emerse (foreste pluviali, foreste d'aghifoglie...), presentando le loro caratteristiche.
  3. L’insegnante chiede alla classe quali potrebbero essere i modi per classificare le molteplici fotografie. Gli studenti proporranno con molta probabilità una classificazione a seconda degli oggetti e delle caratteristiche fisiche e ambientali dei paesaggi in foto. Quindi l’insegnante supporta la classificazione libera delle foto da parte degli studenti.
  4. In seguito a questa prima classificazione, l’insegnante mostra un altro possibile modo di raggruppare le foto, presentando delle scatole con su scritto le varie tipologie di ecoregione (montagne, praterie, foreste, deserti, fiumi, mari, oceani).
  5. Successivamente, l’insegnante confronta le caratteristiche delle foto di una stessa scatola, e quindi di una stessa tipologia di territorio fisico. Attraverso un approccio multi-scalare, definisce insieme agli studenti le caratteristiche comuni di ogni ecoregione.

Dopo un primo studio delle ecoregioni, l’insegnante potrà anche:

  • segnalare i luoghi specifici in cui sono state scattate le foto e appuntarli sul planisfero. Ogni luogo di una stessa ecoregione avrà un colore diverso sulla carta. In questo modo si aiuta i bambini a comprendere la distribuzione delle varie regioni fisiche, promuovendo uno studio spazializzato del territorio.
  • Approfondire ampie tematiche ambientali globali, come il riscaldamento globale, l’inquinamento, lo sfruttamento del suolo a partire dall'analisi delle foto.
  • Pensare alla costruzione di un possibile itinerario di viaggio per l’esplorazione delle varie tipologie di territorio.

Linda Berti

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RIFERIMENTO: OFFICINA DIDATTICA 12 OTTOBRE. Alberto di gioia e Cristiano Giorda "Geotecnologie per una didattica della geografia: virtual sandbox e Augmentation reality".

MODELLIZZARE ATTRAVERSO L'INTERACTIVE SANDBOX

LA SUA APPLICAZIONE didattica

INTERACTIVE SANDBOX

Strumento che collega una vasca di sabbia modellabile ad un computer e un videoproiettore e che che genera una simulazione audio e video. Tale strumento permette di manipolare la sabbia e di immaginare paesaggi, luoghi, ambienti, ma anche di creare storie e nuove percezioni del mondo.

Sono moltissime i percorsi didattici che prevedono l'uso della sandbox. I percorsi possono permettere di studiare il territorio fisico, di misurarlo. Questo strumento può fornire un ulteriore supporo per la realizzazione di carte geografiche o mappe artistiche e personali del territorio. Inoltre, i bambini attraverso la sandbox possono creare a piccoli gruppi una storia, simulando così i luoghi e i processi che accadono in essi. Questo strumento, grazie alla sua interattività, stimola le capacità psico-motorie, esplorative e narrative del bambino, ma anche socio-cognitive ed emotive.

COMUNICARE

Def: [dal lat. communicare, der. di communis «comune»] 1. Rendere comune, mettere in comunione, far conoscere, far sapere; per lo più di cose non materiali. 2. intr. Essere in relazione verbale o scritta con qualcuno. (Treccani)

INTERCULTURA E MULTICULTURA

APPARTENENZA E ALTERITA'

CULTURA

PER UNA SCUOLA INTERCULTURALE

Linda Berti

Portfolio di Geografia

Portfolio di Geografia / Le 7 competenze fondamentali

quando si superano i confini geografici...

L'EDUCAZIONE GEOGRAFICA INTERCULTURALE

Il testo di Cristiano Giorda “Il mio spazio nel mondo” mette in evidenza lo stretto rapporto che intercorre tra spazio e alterità. Quando tutti noi esploriamo un certo luogo, entriamo a contatto con la sua diversità e con le moltissime relazioni in continua trasformazione che lo caratterizzano. L'insegnamento geografico ha il compito di osservare e valorizzare i legami tra diversi luoghi, culture e identità presenti in un certo luogo, nella loro reciproca influenza. Inoltre, la sfida nella didattica è anche quella di sviluppare competenze emotive, relazionali, comunicative in grado di formare un pensiero critico e andare oltre pregiudizi etnici e razziali.

In generale, l'INTERCULTURA è una strategia di relazione, un modello di convivenza, un PROGETTO che cerca di costruire contatti fruttuosi tra persone di diverse culture che si trovano a convivere in uno stesso contesto geografico multiculturale.

Diversamente, la MULTICULTURA è il riconoscimento oggettivo della presenza di culture in un certo spazio.

Portfolio di Geografia

Portfolio di Geografia / Le 7 competenze fondamentali

INTERCULTURA E DIDATTICA

L'insegnante deve essere consapevole di alcuni rischi che si possono correre facendo educazione interculturale: 1. associare rigidamente una certa cultura a un determinato luogo. 2. considerare la cultura in termini assoluti e stereotipati. 3. considerare ogni cultura in termini troppo relativi. Abbiamo visto quanto sia importante riconoscersi in determinati luoghi e in determinati valori per maturare il nostro senso di appartenenza, ma tale appartenenza devere mantenere un certo grado di apertura rispetto alla diversità e alla pluralità delle culture. Dunque, il compito dell'insegnante è quello di dare consapevolezza sulle molteplici relazioni culturali in continuo mutamento che caratterizzano lo spazio e allo stesso tempo valorizzare i segni culturali presenti nello spazio stesso. Nel caso in cui l’insegnante abbia l’obiettivo di favorire la conoscenza delle diverse tradizioni che caratterizzano più luoghi, potrà proporre ai bambini diverse attività per RACCONTARSI. I bambini potranno presentare i brani musicali, piatti tipici, fiabe, aneddoti, storie, poesie, vestiti tradizionali del proprio luogo di orogine. La presentazione delle tradizioni permette di creare un clima di condivisione e di valorizzazione della diversità. Mostrare la diversità culturale non è solo un modo per favorire l’inclusione e il dialogo all’interno della classe, ma l’occasione per comprendere come ognuno di noi sia immerso in una rete di relazioni culturali da esplorare e valorizzare.

Portfolio di geografia / Le 7 competenze fondamentali

Linda Berti

RICONOSCERE IL VALORE DELL'ALTERITà CULTURALE ATTRAVERSO LO STUDIO DI UN FENOMENO

Il tema delle migrazioni umane E DELLA MOBILITA' UMANA si presta all’insegnamento della geografia interculturale.

  1. L’insegnante potrebbe avviare una discussione stimolando i bambini su quello che già sanno sul fenomeno della migrazione.
  2. Si sviluppa la tematica presentando i principali e attuali flussi migratori, trattando delle principali cause della migrazione (come il cambiamento climatico, situazioni di guerra...). L'utilizzo di una carta permetterà di spazializzare il fenomeno.
  3. Successivamente, con la classe si potrebbe riflettere sul dove si collocano i rifugiati nel mondo e attraverso una carta vengono fatte delle osservazioni sulla situazione mondiale.
  4. Contestualmente, si potrebbe riflettere su come vengono rappresentati i migranti dai nostri sistemi di comunicazione, sugli stereotipi che tendiamo ad applicare alla loro figura.

Portfolio di Geografia

Portfolio di Geografia / Le 7 competenze fondamentali

La geografia è una disciplina "di cerniera", e come tale si collega ad altri ambiti disciplinari, tra cui la storia, l'educazione civica, l'arte, la letteratura, ma anche con la matematica e con la fisica. La connessione con la storia è evidente: non si può fare ricerca geografica senza indagare i fatti nella loro evoluzione temporale o senza tener conto delle relazioni spaziali. TEMATICHE che possono essere affrontate attraverso un approccio interdisciplinare: Il fenomeno di territorializzazione deve essere inevitabilmente studiato in connessione con l'evoluzione di una società in un certo territorio. Il fenomeno dell'effetto serra puo' essere studiato in connessione con lo studio delle scienze naturali. Il tema dell'ambiente puo' essere affrontato con un viaggio attraverso l'arte. Il tema delle migrazioni puo' essere un interessante spunto per affrontare il tema della cittadinanza.

EDUCAZIONE GEOGRAFICA INTERDISCIPLINARE

La scuola deve essere interculturale e quindi plurale e dinamica.

AGIRE

In geografia questa competenza si traduce: I. nell'esercizio della CITTADINANZA.

nelle sue 4 dimensioni (nazionale, europea, interculturale e globale)

vincolo di appartenenza a uno Stato

La geografia può essere anche intesa come l'insieme di competenze strategiche che ci aiutano assumere consapevolezza del nostro ruolo di cittadini e abitanti e ad affrontare i problemi umanitari reali

II. Nella descrizione, rappresentazione, analisi del mondo. Tutto fa parte in un significativo e ampio progetto di cambiamento.

Linda Berti

Portfolio di geografia / Le 7 competenze fondamentali

EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA E STUDIO DELLA GEOGRAFIA

L'educazione alla cittadinanza si lega alla capacità di agire nel proprio spazio di vita, di agire nel bene comune, di prendere decisioni e di riflettere su tali scelte.

Nello studio della geografia, tale educazione si realizza attraverso i temi della della sostenibilità, della diversità, della giustizia sociale e del rispetto dei luoghi. Inoltre, l'insegnante deve dare consapevolezza che i bambini non sono “futuri cittadini”, ma cittadini già dal momento in cui sono nati e per questo la scuola deve incoraggiare la loro vita sociale e politica.

"Mi è anche permesso di avere voce in capitolo: perché non dovrei essere in grado di formarmi la mia opinione e provare a cambiare la mente delle persone?" GRETA THUMBERG

Linda Berti

Portfolio di geografia / Le 7 competenze fondamentali

Alessandro D'Avenia - "Ma la vita prima o poi fa l'appello"
un invito ad agire

Alessandro D’Avenia all'interno del suo articolo intitolato "Alta tensione" riesce a sintetizzare in poche righe un disagio che non riguarda solo gli studenti, ma tutti noi. In maniera provocante, afferma che “l’ultimo banco” sia diventato un posto di vita, denso di paura e noia, in cui potersi rifugiare. Il mondo tuttavia ci chiede di alzarci e di accenderci, per provare a COMPRENDERE sé stessi e gli altri. Mi ha colpito come D’Avenia dia importanza al fare «attenzione» a quello che succede attorno a noi. Penso che anche lo studio della geografia abbia la finalità di analizzare fenomeni, di cogliere la «vita intensa» al di là degli schermi, di favorire un'atteggiamento cooperativo. D'Avenia fa emergere uno dei principali obiettivi dell'educazione geografica: quello di promuovere la partecipazione attiva e consapevole dello studente ai problemi della società.

Questo brano mi ha richimato il libro “L’ospite inquietante” di Umberto Galimberti, in cui i giovani vengono ritratti come spettatori della loro vita, incapaci di agire con consapevolezza e di credere in valori saldi.

DISEGNA LA CITTA' DEL FUTURO

Il laboratorio del progetto ConVerSi di future design per esplorare gli scenari futuri per la città di Siena.

Attività

L'attività del laboratorio si è suddivisa in due parti:

  1. PRESENTAZIONE DEL COMPITO: Guidati da una facilitatrice e dalle maestre, bambini e bambine hanno ideato dei possibili modi per progettare la città di domani, cercando di renderla accogliente e inclusiva per tutti, anche per piante e animali.
  2. REALIZZAZIONE DI UN FUMETTO: Sulla base delle idee emerse, i bambini hanno realizzato un fumetto che rappresentasse un modo per rigenerare la città di Siena. Ispirati da riferimenti utopici e immaginari, hanno pensato a nuovi modi per valorizzare la città del futuro e immaginare nuovi rapporti tra società e natura. Per farlo, si sono seriviti di esempi pittorici, urbani e architettonici.

Un'attività simile è stata realizzata in collaborazione con gli studenti di un liceo artistico di Siena, che hanno lavorato alla costruzione di "Mappe Sensibili". Queste mappe rappresentavano un luogo della città, che gli alunni della scuola primaria avrebbero dovuto reinterpretare vestendo i panni di "futurologi".

Obiettivi dei progetti

  • immaginare, discutere e riflettere sul futuro
  • immaginare futuri possibili attraverso il gioco e la fantasia
  • sviluppo delle capacità di lettura ed analisi degli elementi del paesaggio quotidiano
  • sviluppo di abiltià di co-progettazione e di partecipazione attiva

In conclusione, la geografia è una disciplina che permette ai bambini e alle bambine di comprendere il proprio ruolo nel mondo e che insegna a partecipare attivamente e consapevolmente nella vita delle comunità. Le attuali emergenze globali dovrebbero costituire un punto di partenza per la costruzione di percorsi didattici orientati alla sostenibilità e allo sviluppo del senso civico.

“Senza geografia, non sei da nessuna parte.” JIMMY BUFFETT

Linda Berti MAT: 7120156 A.A. 2023/2024 CdS: Scienze della Formazione Primaria