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Leon Battista Alberti ppt-Evangelista, Milletti e Tirocchi 4BL

Azzurra

Created on November 11, 2023

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Transcript

Leon Battista Alberti

ttraversando

l'arte

Leon Battista Alberti:la vita e le opere

25 aprile 1472: muore a Roma

1460: Facciata di Santa Maria Novella

1447: Tempio Malatestiano

1428: va a Firenze

1404: nasce aGenova

1470: Basilica di Sant'Andrea

Dal 1436: scrive i trattati sull'arte

1452: Palazzo Rucellai

La vita di Leon Battista Alberti

La vita di Leon Battista Alberti

Leon Battista Alberti nacque a Genova il 14 febbraio del 1404, da una ricca famiglia di mercanti e banchieri fiorentini.I primi studi furono di tipo letterario, dapprima a Venezia e poi a Padova, alla scuola dell'umanista Gasparino Barzizza, dove apprese il latino e forse anche il Greco. Alberti si trasferì poi a Bologna dove studiò diritto canonico, coltivando il suo amore per molte altre discipline artistiche quali la musica, la pittura, la scultura, la matematica, la grammatica e la letteratura. Successivamente, tra il 1433 e il 1434, egli scrisse in pochi mesi i quattro libri del "De Familia", un dialogo in volgare sulle relazioni sociali dell'epoca.

Tra il 1434 e il 1443 Alberti visse prevalentemente a Firenze e Ferrara e assimilò parte della cultura fiorentina cercando di inserirsi nell'ambiente intellettuale e artistico della città, dedicandosi anche alla composizione di uno dei suoi trattati intitolato “De pictura”. Nel prologo della versione in volgare, dedica l'opera a Brunelleschi e menziona anche i grandi innovatori delle arti del tempo: Donatello, Masaccio (morto già nel 1428) e i Della Robbia. Infine egli morì il 25 aprile 1472 a Roma.

i suoi trattati

sull'arte

De Pictura, 1436
De Statua, 1443
De Re Aedificatoria, 1450

dove si trovano

le sue opere

Palazzo Rucellai

Palazzo Rucellai è una ricca residenza signorile situata a Firenze. Quest’opera venne progettata da Leon Battista Alberti per Giovanni Rucellai ed è tutt’oggi tramandata ai suoi eredi. I lavori per la sua realizzazione durarono per ben 7 anni (dal 1446 al 1452) e furono affidati all'architetto e socio di Alberti, Bernardo Rossellino.Quest'edificio consiste in un palazzo di due piani con archi in sovrapposizione che sono un chiaro riferimento al Colosseo di Roma. Alberti, piuttosto che creare un edificio da zero, preferì ristrutturare ed accorpare diverse abitazioni in modo da creare un corpo unico con una loggia interna (una sorta di porticato). Ma la facciata è senza alcun dubbio l’elemento più importante dell’intera costruzione. Essa era inizialmente costituita da 5 campate e 1 porta centrale. Le finestre erano delle medesime dimensioni e si intersecavano bene con l’edificio, orizzontalmente e verticalmente, dando un ritmo regolare alla vista. In alto, a chiudere e marcare l’estremità dell’edificio vi era un grande cornicione.

primo progetto

Palazzo Rucellai

progetto finale

Quando Alberti terminò il progetto del palazzo, Giovanni Rucellai acquistò una casa lì vicino, costringendo l’architetto a rielaborare il progetto per far sì che comprendesse anche la nuova dimora del ricco mercante. Il nuovo progetto ha solo alcuni elementi in più come due ingressi con porte classiche ed un piano terra (più alto degli altri) con un grande zoccolo a finto reticolato (opus reticulatum). Ulteriori decorazioni riguardano le lesene del piano terra, sormontate da capitelli in stile dorico mentre quelle del primo e del secondo piano sono decorate con capitelli in stile corinzio. La trabeazione si suddivide in architrave, fregio e cornice tra i quali il fregio contiene una decorazione continua con rappresentati i simboli della famiglia Rucellai. Inoltre l'intera struttura è ricoperta da un elegante Bugnato liscio in pietra forte, composto da blocchi di pietra che accentuano le giunzioni che ci sono tra di loro.

1446-52, Firenze, materiale: pietra forte

Facciata della Chiesa di Santa Maria Novella

Facciata della Chiesa di Santa Maria Novella

Santa Maria Novella è una delle chiese più importanti di Firenze. Gli interventi di Alberti sulla facciata iniziarono nel 1458. Egli presenta una soluzione innovativa, infatti gli ordini architettonici classici sono posti su un doppio livello e il prospetto si conclude con un frontone triangolare. Inoltre le due grandi volute laterali nascondono le pendenze delle navate minori.

1458-70, Firenze, materiale: marmo bianco e verde scuro di prato

Tempio

Malatestiano

1450-68, Rimini, materiale: pietra d'Istria

Basilica di Sant'Andrea

basilica di Sant'Andrea

La basilica di Sant'Andrea è la più grande chiesa di Mantova. Sviluppata a partire dall'architettura rinascimentale, venne completata molti anni dopo la morte dell'architetto. Nella cripta si conservano due reliquie con terra intrisa di sangue di Cristo, che avrebbe portato il soldato romano Longino. Leon Battista Alberti decise di creare il proprio progetto ispirandosi al modello del tempio etrusco descritto da Marco Vitruvio Pollione, un edificio con pronao anteriore a croce latina e senza peristasi. La basilica presenta una pianta a croce latina con una navata su cui si affacciano cappelle laterali rettangolari, separate fra loro da grandi setti murari, inquadrate negli ingressi da un arco a tutto sesto che riprende quello della facciata. Tre cappelle più piccole si alternano a quelle maggiori e la loro alternanza venne definita da Alberti come tipologia di "chiesa a pilastri". L'edificio è concluso in senso longitudinale dal coro e da un’abside sporgente. Inoltre le cappelle e la navata sono coperte da volte a botte cassettonate. Sulla facciata vi è un'entrata con una sorta di arco fornice ispirato all'arco di Traiano ad Ancona.

1470, Mantova, materiale: pietra
E ORA...

Buono studio!

Power Point realizzato da: Evangelista Azzurra, Milletti Alicia e Tirocchi Chiara 4BL

...con il treno!

da Cisterna di Latina a Rimini

dalla stazione di Rimini al Tempio Malatestiano

...con il treno!

da Cisterna di Latina a Mantova

dalla stazione di Mantova alla Basilica di Sant'Andrea

Oculo sormontato da un timpano con al centro il volto di Gesù Bambino inserito nel disco solare fiammeggiante, emblema del Quartiere di Santa Maria Novella.

...con il treno!

da Cisterna di Latina a Firenze

dalla stazione di Firenze alla Chiesa di Santa Maria Novella

De Re Aedificatoria

Il De Re Aedificatoria (letteralmente "Sulla materia del costruire") è un trattato di dieci libri sull'architettura scritto da Leon Battista Alberti intorno al 1450, durante la sua lunga permanenza a Roma, su commissione di Leonello d'Este ed è ricordato come uno dei più importanti trattati sull'architettura del Rinascimento. L'edizione del 1452 venne dedicata a Niccolò V. Fu scritta sul modello dei dieci libri del trattato De architectura di Vitruvio (80 a.C. - 15 a.C.), allora circolante in copie manoscritte, non ancora tradotto in volgare. Alberti riprende i tre concetti fondamentali della sua teoria: firmitas (solidità), utilitas (destinazione d'uso, funzione) e venustas (bellezza). L'opera fu contemporaneamente il tentativo di effettuare una rilettura critica del testo vitruviano e di realizzare il primo trattato moderno di teoria dell'architettura, in cui spiegare come costruire gli edifici senza ricorrere ad immagini, ma servendosi solo ed esclusivamente delle parole. Nell'opera sono presenti inoltre citazioni di autori della Grecia classica, tra cui Aristotele e Platone, che inquadrano la funzione dell'architettura. Il De re aedificatoria non fu stampato durante la vita di Alberti, il trattato ebbe quindi una diffusione abbastanza limitata. L'opera fu stampata solo nel 1485, grazie al mecenatismo di Lorenzo il Magnifico rimanendo comunque un testo riservato agli ambienti colti, a causa del fatto che fosse scritto in latino. Una maggiore diffusione si ebbe con la traduzione in italiano, apparsa nel 1546 e soprattutto con quella del 1550, a cura di Cosimo Bartoli. In seguito il trattato fu riscoperto e ristampato nel corso del XVIII secolo.

...con il treno!

da Cisterna di Latina a Firenze

dalla stazione di Firenze a Palazzo Rucellai

De Pictura

Il De pictura è un trattato sulla pittura scritto da Leon Battista Alberti. Secondo alcuni studi fu dapprima scritto in latino e successivamente in volgare e arricchito di nuove riflessioni e di correzioni di precedenti errori.Il trattato è organizzato in 3 “libri”: Il primo libro tratta della riduzione bidimensionale della realtà tridimensionale e contiene una delle prime trattazioni dirette al pubblico della prospettiva lineare geometrica, messa a punto verso il 1416, da Filippo Brunelleschi, che venne ampiamente accreditato della scoperta, arrivando a dedicargli l'intera opera nella traduzione del 1436. Nel metodo di Alberti tutte le linee perpendicolari al piano del dipinto convergono al punto di fuga. Nel secondo libro l'artista tratta di "circoscrizione, composizione, e ricevere di lumi”. la Circumscriptio consisteva nel tracciamento del contorno dei corpi; la Compositio, elemento centrale nella trattazione albertiana, era il tracciamento delle linee che uniscono i contorni dei corpi, cioè la composizione della scena pittorica; la Receptio luminum, prende in considerazione i colori e la luce. Infine il terzo libro del trattato contiene considerazioni generali sulla professione dell'artista inteso come un vero e proprio intellettuale.

La Facciata

e l'esterno

La facciata dell'edificio presenta un portale sormontato da un timpano triangolare ai lati del quale vi sono degli archi che rimandano a elementi artistici di epoca romana, nonché gli archi di trionfo. L’opera, essendo incompleta, è priva dell'arco superiore, per questo motivo è possibile vedere, ancora oggi, un pezzo della semplice facciata medievale a capanna di San Francesco, decorata con una piccola croce. La parte esterna è decorata attraverso molteplici archi situati lungo le pareti laterali della chiesa che poggiano su un basamento in pietra d’Istria. All’interno di ogni arco vi sono le tombe di uomini illustri della corte di Sigismondo che conferiscono a questo edificio un aspetto ancora più simbolico e rappresentativo. Il lato posteriore del tempio è scoperto e comprende un alto campanile eretto tra il XV ed il XVI secolo.

La facciata della Chiesa ha rapporti precisi che si possono schematizzare attraverso delle figure geometriche
1) Campate 2) Porta centrale 3) Finestre 4) Trabeazione 5) Lesene 6) Cornicione

Galleria di foto

l'interno

Le origini e le medaglie

le origini e le medaglie

Il Tempio Malatestiano, situato a Rimini, fu la prima opera architettonica realizzata da Leon Battista Alberti la quale le fu commissionata da Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore della città. Il Tempio sorge dove in precedenza vi era la chiesa gotica di San Francesco che Sigismondo desiderava convertire in un monumento celebrativo dedicato a sé stesso e a sua moglie. Fu così che nel 1450 Leon Battista Alberti cominciò a dedicarsi all’opera, decidendo di “inscatolare” la chiesa già esistente in un involucro di stampo classicistico. L’artista si dedicò perlopiù alla facciata, mentre colui che si occupò della realizzazione dell’ambiente interno fu Mattia De’ Pasti, un altro noto architetto. Quest'ultimo produsse anche alcune medaglie in bronzo raffiguranti Sigismondo e il tempio Malatestiano che appare diverso da com'è tutt'oggi, infatti nella medaglia è raffigurato con una cupola che nella realtà non venne mai realizzata.

De statua

Il De statua è un trattato, in lingua latina, composto da Leon Battista Alberti e relativo alla teoria della scultura. Esso fu composto nel 1462, pubblicato nel 1464 e tradotto in italiano nel 1568. Il De Statua si distingue dai due precedenti per la sua brevità, per la minor ambizione teorica e per una certa complessità di linguaggio. Con questo trattato Alberti dimostrò di essere uno dei primi a riconoscere dignità intellettuale alla scultura, prima di allora sempre condizionata dal pregiudizio verso un'attività tanto manuale. Il trattato si compone di 19 capitoli. Alberti parte dalla definizione dell'arte plastica tridimensionale dividendola secondo la tecnica utilizzata: togliere e aggiungere: sculture con materie molli, terra e cera eseguita dai "modellatori" levare: scultura in pietra, eseguita dagli "scultori".