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TOTO' RIINA

Capolupi Nicolò

Created on November 11, 2023

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Transcript

TOTO' RIINA

vITA PRIVATA

Seconda guerra di mafia

Corleonesi

Latitanza

Curiosità

capaci e via d'amelio

Maxiprocesso

Detenzione

CORLEONESI

Il clan dei Corleonesi è stata una fazione all'interno di Cosa nostra così chiamata perché i suoi leader più importanti provenivano dalla famiglia di Corleone: Luciano Liggio, Salvatore Riina, Bernardo Provenzano. Nel 1958 il rampante Luciano Liggio entrò in conflitto con Navarra, e lo eliminò nel corso della cosiddetta guerra di mafia di Corleone.

Bernardo Provenzano
Luciano Liggio

SECONDA GUERRA DI MAFIA

La seconda guerra di mafia fu un conflitto interno a Cosa nostra svoltosi in Sicilia tra il 1981 e il 1984, tra i boss di Palermo e il clan dei corleonesi, considerati in ascesa. Il conflitto scaturì da una forte instabilità interna all'organizzazione mafiosa, scossa dai nuovi grossissimi interessi del traffico internazionale di eroina e delle nuove ambizioni della fazione di Corleone capeggiata da Totò Riina, Bernardo Provenzano e Leoluca Bagarella.Tra gli avvenimenti più importanti si registrarono:

  • 23 aprile 1981: omicidio di Stefano Bontate ;
  • 3 settembre 1982: strage di via Carini;
  • 30 novembre 1982: strage del 30 novembre 1982;
  • 13 giugno 1983: Triplice omicidio di Mario D'Aleo;
  • 18 ottobre 1984: strage di Piazza Scaffa, a Palermo.

MAXIPROCESSO

Per svolgere il processo viene edificata in tempi record un'aula specifica, ribattezzata aula bunker. Qui, il 10 febbraio 1986, sotto la presidenza di Alfonso Giordano si apre il processo di primo grado. Gli imputati presenti sono 221. 474 imputati in totale.Il 16 dicembre 1987 il presidente Giordano impiega un'ora e mezza per leggere nomi e condanne.In totale gli imputati hanno guadagnato 2665 anni di reclusione da spartirsi.

CURIOSITA'

Non solo maestra, moglie e madre. Antonietta Bagarella ha avuto – come il marito – un ruolo centrale in vicende di mafia. Basti pensare che la sua provenienza è proprio legata ad una famiglia mafiosa. Il padre, infatti, entrò in contatto con Cosa Nostra per poi essere condannato negli anni ’60. L’uomo, Salvatore Bagarella, fu mandato al soggiorno obbligato in una località del nord dal 1963 al 1968 proprio per crimini di mafia. Due dei suoi fratelli, Calogero e Leoluca, hanno legato altresì il loro nome alla mafia.

DETENZIONE

Salvatore “Totò” Riina, arrestato nel 1993, è rimasto in carcere fino alla sua morte, avvenuta il 17 novembre 2017.Destinatario di 26 condanne all’ergastolo, non ha mai rotto il muro di silenzio che ha avvolto la sua detenzione e non ha mai ammesso i suoi crimini. Per 24 anni è stato al 41 bis e nonostante il regime di carcere duro, secondo gli inquirenti, avrebbe mantenuto vivo il suo ruolo di capo di Cosa Nostra.

LATITANZA

In seguito agli scontri contro gli ex uomini di Navarra, Riina venne arrestato. Tuttavia, dopo aver scontato alcuni anni di prigione nel carcere dell'Ucciardone fu assolto per insufficienza di prove nel processo svoltosi a Bari. Gli venne applicata la misura del soggiorno obbligato per 4 anni; scarcerato e munito di foglio di via obbligatorio,Riina non raggiunse mai il luogo di soggiorno obbligato e si rese irreperibile, dando inizio alla sua latitanza durata quasi 24 anni.

VITA PRIVATA

Salvatore Riina, meglio conosciuto come Totò Riina, nasce a Corleone, il 16 novembre del 1930. Il padre Giovanni e il fratello minore, Francesco, muoiono negli anni Quaranta a causa dell’esplosione di una vecchia bomba americana trovata in un campo e cercano di aprirla per rivendere il metallo e la polvere da sparo.

STRAGE DI CAPACI E DI VIA D'AMELIO

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