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Lavoro educazione civica

Felicia Fantini

Created on November 10, 2023

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L'ACQUA

fonte essenziale di vita

Fantini Felicia 1A

Con i suoi 10 mila miliardi di metri cubi l’acqua ricopre più del 70% della superficie terrestre di cui solo il 3% circa è costituita da acqua dolce e potenzialmente potabile.

L'acqua potabile è un'acqua limpida, inodore, incolore, insapore e innocua, priva cioè di microrganismi patogeni e sostanze chimiche nocive per l'uomo.

Di tutta quest’acqua dolce viene utilizzato circa l’8% di cui:

  • L'acqua è una sostanza polare
  • L'acqua è un potente solvente
  • Forza di coesione e forza di adesione
  • Capillarità
  • Tensione superficiale
  • Evaporazione 100°
  • Solidificazione 0°
  • Densità 1 g/cm3

PARAMETRI CHIMICO-FISICI

  • Temperatura: 12-25°
  • pH: 6.5-9.5
  • Durezza totale 15-50 gradi francesi
  • Residuo fisso 180°; 1500 mh/l
  • Ammoniaca: 0,05 mg/l
  • Nitriti:assenti
  • Nitrati:5 mg/l
  • Cloruri: 25 mg/l

L'IMPRONTA IDRICA

L’impronta idrica è costituita dalla somma delle tre componenti ed esprime il volume richiesto per la produzione di beni e servizi. Come ridurre l’impronta idrica della propria alimentazione ? Sul sito del Water Footprint Network è possibile calcolare l’impronta idrica di tutto ciò che mangiamo.

L’impronta idrica è un indicatore ambientale che misura il volume di acqua dolce consumata ,in maniera diretta e indiretta ,per produrre beni e servizi da parte di un singolo individuo, di una comunità, di un prodotto o di un’azienda.

Arjen Hoekstra ha dato vita al Water Footprint Network: una piattaforma che avvia la collaborazione tra associazioni, aziende, università e società civile per promuovere la transizione verso un uso sostenibile, equo ed efficiente delle risorse di acqua dolce in tutto il mondo

Regola delle 4R: riduzione, riutilizzo, riciclo e recupero

Secondo il metodo di analisi sviluppato dal Water Footprint Network, l’impronta idrica si articola in tre componenti qualitative:

La Water Footprint blu; rappresenta il volume di acqua dolce prelevato dalla superficie e dalle falde acquifere, utilizzato e non restituito si riferisce al prelievo di risorse idriche superficiali e sotterranee per scopi agricoli, domestici e industriali.

La Water Footprint grigia indica la quantità di risorse idriche necessarie a diluire il volume di acqua inquinata per far sì che la qualità delle acque, nell’ambiente in cui l’inquinamento si è prodotto, possa ritornare al di sopra degli standard idrici prefissat.

La Water Footprint verde indica l’acqua piovana che evapora o traspira, nelle piante e nei terreni, soprattutto in riferimento alle aree coltivate.

L'ACQUA NELLA STORIA

Dalle origini ai giorni nostri l’uomo ha progressivamente imparato a gestire le acque a proprio uso e consumo.

L'uomo è sempre stato dipendente dalle acque e dalla loro disponibilità.Gli uomini primitivi non sapevano coltivare, si procuravano il cibo e l’acqua limitandosi a consumare le risorse naturali che trovavano. Successivamente l’uomo è stato artefice di opere mirate al controllo delle acque: canali di drenaggio, dighe e acquedotti consentirono di passare gradualmente dal nomadismo alla sedentarizzazione.

Nel campo delle acque i romani impiegarono i migliori architetti e ingegneri della storia per realizzare imponenti acquedotti, lunghi anche decine di chilometri, per trasportare presso i centri abitati le acque provenienti da sorgenti lontane.

la vita sociale nacque in prossimità dei grandi corsi d’acqua.

L’epoca medioevale segnò la morte delle grandi opere idrauliche romane. Nei secoli che seguirono quindi l’acqua tornò ad essere stagnante e per molto tempo attinta nuovamente da pozzi e dai torrenti, con un peggioramento generale delle condizioni igieniche e di salute della popolazione.

Per le prime importanti applicazioni nel settore della potabilizzazione si dovette arrivare gli inizi del XX secolo

In quegli anni gli studi di microbiologia di Pasteur permisero di avvalorare le teorie secondo le quali ci poteva essere una correlazione tra il livello igienico di un’acqua e il proliferare di alcune malattie

Verso la metà del secolo scorso iniziano ad emergere le problematiche indotte dalla contaminazione da metalli e dalla presenza di microinquinanti organici, piogge acide, tensioattivi e radioattività. Dagli anni ottanta le ricerche sono rivolte allo studio dei cosiddetti patogeni emergenti e agli interferenti endocrini, all’indagine della loro presenza in acqua e agli effetti che possono avere sulla salute umana.

IL SISTEMA DI RACCOLTA DELLE ACQUE DEI SASSI DI MATERA

I Sassi di Matera, cioè pietre, rocce, sono un sistema abitativo realizzato direttamente in una roccia calcarea, chiamata tufo, lungo i pendii di un profondo vallone detto Gravina. Nel corso dei secoli i pendii furono scavati e scolpiti per realizzare cunicoli, cisterne e ambienti sotterranei.

Il sottosuolo del centro storico di Matera è attraversato da un vero e proprio acquedotto scavato nella roccia, con canalizzazioni, vasche di decantazione e palombari.

Un’estesa rete di canalette ricavate nella roccia consentiva di convogliare l’acqua proveniente dai versanti e dai tetti all’interno delle grotte. Le acque canalizzate attraversavano vasche di decantazione che permettevano l’accumulo di acqua piovana chiarificata ai livelli inferiori.

Il sistema idrico utilizzava in modo combinato la raccolta e la condensazione.

L’ingegnoso sistema garantiva un livello stabile di risorsa all’interno delle cisterne e ogni abitazione aveva una propria autonomia idrica.

C’era una volta un fiume bello e impetuoso, con acque cristalline e abbondanti dove le ninfe del bosco avevano l’abitudine di fare il bagno. Un giorno una ninfa, una delle più belle, si recò al fiume, esso la vide e si innamorò di lei tanto da volerla possedere,la ninfa rimase incinta. Questo figlio nacque bellissimo e con tutta la forza di quel fiume: Narciso. Narciso era il figlio di una violenza poiché il fiume non aveva mai ricevuto consenso dalla ninfa, dunque portò con se una maledizione: non poteva guardare il suo volto altrimenti sarebbe morto. La mamma spaventata da questa maledizione lo fece vivere in un bosco protetto e senza alcun rapporto con altri. Narciso crebbe come un selvaggio. Un giorno la ninfa Eco incontrò il bellissimo Narciso e se ne innamorò follemente. Iniziò a seguirlo senza riuscir mai a proferire parola perché portava con se una maledizione. Zeus notando l'attitudine di Eco per il pettegolezzo, la spinse ad intrattenere sua moglie Era in modo da distrarla mentre egli passava del tempo con le sue amanti. La dea Era, gelosa e vendicativa, si accorse dell’inganno e la punì, togliendole l’uso della parola. La condannò a ripetere solo l’ultima parola che le veniva rivolta o l’ ultima che udiva. Narciso si accorse della situazione e iniziò a parlare con lei, rimanendo sin da subito infastidito poiché lei rispondeva con le stesse parole. La respinse violentemente. Eco cominciò a soffrire terribilmente, scappò e si lasciò morire di fame, di pianto e di dolore. Di lei rimase solo la voce. Una dea furiosa con Narciso, gli fece venire una gran sete quindi si diresse verso un lago. Arrivato a destinazione si chinò per bere e vide il suo stesso volto. Narciso finì per innamorarsi di se stesso. Dopo giorni e giorni cercava di capire come fare poiché pensava fosse la persona giusta per lui. Quando provò a toccare il suo riflesso nell’ acqua, esso svanì, capì che non era reale e si pugnalò. Lo schizzo del suo sangue con il terreno fecondò la terra che in seguito produsse dei fiori bellissimi: i narcisi.

L'ACQUA NELLA MITOLOGIA GRECA

L'acqua rappresenta per l'uomo greco uno dei principali elementi della realtà essa popola il mito.

NARCISO

ACQUA ELEMENTO SACRO

Nella religione l’acqua è sempre presente come elemento sacro.

  • Nel Cristianesimo l’acqua ha un ruolo fondamentale, essendo associata al battesimo.
  • Nell’Islam l’acqua è simbolo di purezza, della misericordia di Allah e della sua potenza divina.
  • Nella Bibbia e nei Vangeli l’acqua è protagonista di molti passi fondamentali.
  • Ritorna in molti passi del Corano.
  • Ancora oggi è centrale nei rituali di purificazione: per questo, molte moschee hanno una vasca, destinata alle abluzioni rituali, così che il fedele possa purificarsi prima di entrare nel luogo sacro.
  • Nella vita di Gesù molti sono i miracoli legati all’acqua.
  • Entrando e uscendo dalle chiese cattoliche è abitudine utilizzare l’acqua benedetta per bagnarsi le dita nell’atto di compiere il segno della croce.
  • Anche nell’Ebraismo l’acqua riveste un ruolo importante, essendo protagonista delle abluzioni rituali legate alla purificazione: tevilah e lavaggio delle mani.
  • Tra e abluzioni una delle più importanti è la netilat yadayim, il lavaggio che si compie prima di toccare il pane.

USCITA DIDATTICA "LE VIE DELL'ACQUA" SPINOSO/SARCONI

L'Acquedotto Cavour rappresenta uno dei patrimoni storico-culturali del borgo di Sarconi, parte integrante del suo panorama.

L'opera, sotto il profilo storico-tecnologico, rappresenta una delle più antiche testimonianze di ingegneria idraulica della Val d’Agri, di cui oggi è ancora possibile ammirare parte della struttura architettonica.

L'acquedotto si occupò per molti anni dell'irrigazione dei terreni nell'Agro di Sarconi e Moliterno e permise lo sviluppo delle superfici agricole irrigue con conseguente incremento di produzioni di qualità, quali il fagiolo di Sarconi. Nei pressi del paese si possono ammirare due antichi mulini ad acqua, uno dei quali interessa il Torrente Maglie.

La diga del Lago di Pietra del Pertusillo rappresenta la porta di accesso all’alta Val d’Agri, provenendo dallo Ionio. Si trova infatti in uno splendido scenario naturalistico nel cuore della Val d’Agri, che rientra nelle zone protette del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. La Val d’Agri infatti è una pianura dall’atmosfera magica, in cui i colori della terra, della luce e delle acque si fondono in una cornice unica nel suo genere caratterizzata da boschi, pascoli verdi e fiumi che sgorgano da antiche sorgenti.