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Opere di Italo Calvino

pepe andrea

Created on November 9, 2023

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Transcript

Italo Calvino

Le opere

Le opere in questione sono:1-"Oltre il ponte"; 2-"Il sentiero dei nidi di ragno"; 3-"Ultimo viene il corvo" 4-"Il castello dei destini incrociati"

olTRE IL PONTE

Opera scritta nel 1958,tratta della Resistenza italiana e vede un ex partigiano narrare alla sua giovane figlia le sue avventure in guerra

Riassunto di "oltre il ponte

L'opposizione ai Tedeschi ed ai Fascisti. Nella poesia, che fu poi musicata dal musicista italiano Sergio Liberovici, “Oltre il ponte”, Calvino, rivolgendosi ad una ragazza che rappresenta la nuova generazione, narra poeticamente gli eventi e spiegai sentimenti di quegli anni tragici e allo stesso tempo gloriosi e persino (“felici”). Egli racconta l'occupazione militare tedesca con tutto il suo corollario di scontri armati ed agguati, vista attraverso gli occhi di un ragazzo (“Avevamo vent'anni”, comincia il ritornello) che si unisce ai partigiani per non obbedire ai Tedeschi ed ai Fascisti.

Riassunto di "oltre il ponte"

Gli occhi di un ventenne in guerra. Il mondo, per chi ha vent'anni, e soprattutto per chi aveva vent'anni durante la Resistenza, era diviso in giusti e malvagi: da una parte stavano coloro che combattevano per un mondo migliore, libero e giusto; dall'altra stavano coloro che della sopraffazione, del razzismo, della ferocia indiscriminata avevano fatto le proprie leggi. Ecco perché il ritornello recita “Tutto il male avevamo di fronte, tutto il bene avevamo nel cuore”. Forse Calvino, con il suo abituale stile lievemente ironico, sembra voler sottolineare la visione un po' semplicistica e malinconica della realtà che è caratteristica dei giovani. La ragazza ha le guance color dell'aurora (“rosate”) non solo perché è giovane, ma anche perché l'alba rappresenta il futuro.

ANalisi di "oltre il ponte"

La poesia che hai appena letto è composta da sedici strofe,ovvero sedici gruppi di versi.Ci sono delle strofe che si ripetono, perché questo testo è stato scritto per essere poi recitato con accompagnamento musicale: le strofe uguali sono i ritornello della canzone e iniziano tutte con le parole "Avevamo vent'anni". Le poesie utilizzano un linguaggio particolare fatto di colori, suoni e immagini significativi: lo scopo è quello di suscitare nei lettori emozioni forti e indurre a delle riflessioni su temi importanti come l'amore, il dolore, la libertà , la speranza etc.Nel testo che hai appena letto trovi espressioni come" guance di pesca","ragazza dal color dell'aurora": sono delle metafore Parole come pesca e aurora, che normalmente indicano un frutto e un momento della giornata, nella poesia vengono associate ad una ragazza che ha le guance di un rosa così intenso e talmente chiaro che vengono in mente i frutti estivi e le prime luci del giorno.ll poeta parla a questa ragazza e le racconta una storia di vita vera, vissuta durante gli anni della Resistenza.

Il sentiero dei nidi di ragno

"Il sentiero dei ragni è il primo romanzo pubblicato da Italo Calvino.Il libro esce nel 1947 presso l'editore Einaudi di Torino, per cui Calvino aveva iniziato a lavorare in quegli anni

Riassunto di"il sentiero dei nidi di ragno"

Corre l’anno 1943. Nella Riviera del Ponente, tra le colline sanremesi, vive Pin, bambino orfano di madre e abbandonato dal padre. Privo di punti di riferimenti, il bambino vive con la sorella, la Nera di Carrugio Lungo, una prostituta che usualmente s’intrattiene con i militari tedeschi. Pin è un ragazzino vivace e ribelle, cresciuto precocemente e che ama stare con i grandi, nella continua ricerca di un po’ di attenzione, e di qualche amico. A causa di una scommessa lanciata dagli uomini dell’osteria, viene rinchiuso in prigione per aver rubato la pistola a un soldato tedesco, “cliente” della sorella. Prima della prigionia riesce però a nascondere la P38 in campagna, in un luogo segreto che solo lui conosce: il luogo dove i ragni fanno il nido. Riesce a evadere dalla prigione grazie all’aiuto di Lupo Rosso, un partigiano comunista, che ben presto lo abbandona. Nelle montagne Pin incontra un nuovo personaggio, il Cugino, un partigiano burbero e solitario, dalle poche parole, che lo conduce sulle montagne presso una banda di partigiani militanti di cui fa parte: un gruppo di uomini “disperati”, per lo più caratterizzati da evidenti difetti fisici e dalla dubbia eroicità. Sono uomini che si sono trovati per caso dalla parte “giusta” di una battaglia portata avanti con pochi mezzi e molte meno forze. Una visione della prodezza partigiana qui completamente rovesciata da Calvino che la rende propriamente “umanizzata”

Analisi di "il sentiero dei nidi di ragno"

Calvino scrive nella prefazione a Il sentiero dei nidi di ragno che «il neorealismo non fu una scuola», ma «un insieme di voci in gran parte periferiche, una molteplice scoperta delle diverse Italie». Il romanzo si inserisce all'interno della corrente neorealista italiana per la presenza di elementi caratteristici, come un capitolo di dibattito politico-ideologico, in cui è evidente il clima di sostanziale fiducia nella storia. Tuttavia lo scopo dell'autore non è quello di descrivere una realtà sociale, quanto piuttosto la complessità della vita, con i suoi momenti di gioia e dolore, di vittorie e sconfitte, di coraggio e paura. È per paura che Pelle decide di tradire gli amici ed entrare nelle brigate fasciste. In questo romanzo l'ideologia resta sottintesa e spetta al lettore individuarla. L'unico capitolo in cui è apertamente svelata è il IX, in cui il commissario Kim espone le ragioni ideali della lotta partigiana, con ingenua fiducia di rappresentare il giusto («qui si è nel giusto, là nello sbagliato […] noi, nella storia, siamo dalla parte del riscatto, loro dall'altra»). Attraverso il punto di vista del giovane Pin la descrizione della vita partigiana e delle sue lotte perde l'elemento retorico e si discosta dalla letteratura resistenziale di quegli anni.

Analisi di "il sentiero dei nidi di ragno"

Si tratta di un neorealismo sui generis anche per la componente fantastica e fiabesca che lo caratterizza. Il racconto risulta infatti sospeso tra realtà e immaginazione. Calligaris sottolinea i motivi che lo sguardo infantile di Pin evoca: gioco, incantesimo, fiaba, con i loro elementi meravigliosi e misteriosi. La Resistenza è vista da Pin come una fiaba a lieto fine, quando si allontana con il compagno Cugino in cui ha trovato l'amico tanto sognato. Lo scopo dell'adozione di queste tecnica da parte dell'autore, insieme alla scelta di personaggi sbandati e non del tutto consapevoli delle ragioni delle loro azioni, è anche quello di non abbassarsi al livello di un facile populismo, lasciando comunque agli eventi il loro significato storico. Lo stesso Calvino nel prologo afferma: «Inventai una storia che restasse in margine alla guerra partigiana, ai suoi eroismi e sacrifici, ma allo stesso tempo ne rendesse il colore, l'aspro sapore, il ritmo». Il romanzo adotta modelli facilmente fruibili, secondo il procedimento della semplificazione delle forme narrative. Benussi individua, oltre all'elemento romanzesco e fiabesco, anche echi di romanzi americani, oltre che di film e fumetti. Lo stesso linguaggio adottato presenta numerosi motivi dialettali (trascrizione di canzoni, voci gergali e termini volgari). La volontà è quella di dar vita ad una letteratura che sia accessibile anche al lettore “ingenuo”, nell'ottica di uno scrittore populista politicamente impegnato. Successivamente Calvino subirà una crisi ideologica e formale: si incrina la sua fiducia nella storia e l'elemento fiabesco risulta snaturato. Negli anni successivi egli sperimenta nuove forme espressive, contaminando anche vari generi, senza però venir meno all'intento di rivolgersi ad un pubblico vasto e a diversi livelli di lettura.

ultimo viene il corvo

Ultimo viene il corvo è un racconto scritto da Italo Calvino nell’immediato dopoguerra; fa parte della prima raccolta di racconti dall’omonimo titolo, tutti scritti tra il 1945 e il 1948. A seconda dell'edizione, furono inserite diversi racconti: nell'edizione finale le opere sono 30.

Riassunto del "ultimo viene il corvo"

Alcuni partigiani di pattuglia in un bosco incontrano un ragazzo che si dimostra abile nel tiro con il fucile; così decidono di portarlo con loro e di affidargli un’arma. Il ragazzo si diverte a sparare a tutto ciò che incontra, animali o cose. Durante una caccia vede avvicinarsi una pattuglia di tedeschi: mira ad un soldato e, lo tiene sotto tiro, non gli lascia via di fuga. L’uomo, disperato, spera che alcuni uccelli che volano sulla radura distraggano il suo nemico. Il giovane però non perde di vista l’avversario. Quando un corvo comincia a volteggiare sopra i due duellanti, il ragazzo lo ignora e mira alle pigne di un albero lì vicino, che cadono una ad una. Il corvo continua a girare sopra le loro teste e il soldato, divorato dalla tensione poiché il giovane si ostina a non colpirlo, esce improvvisamente dal proprio rifugio, indicando il volatile. Il ragazzo lo colpisce in pieno petto, proprio sull’aquila cucita sull’uniforme.L’autore Italo Calvino ci fa riflettere su due temi: la spietatezza della guerra, che insegna anche ai più giovani a sparare, e l’agonia dell’attesa della morte. Il corvo assume il valore emblematico della morte incombente e inevitabile, già annunciata dalla caduta degli altri uccelli.

analisi del "ultimo viene il corvo"

La vicenda si svolge sui monti, alla fine della seconda guerra mondiale durante la Resistenza. Esso segue lo schema della fabula, cioè non ci sono flashback ma è raccontato in ordine cronologico. Nel racconto vi sono numerosi sommari e pause ma la forma della durata usata maggiormente è la scena. L'autore attribuisce alla descrizione dei luoghi un ampio spazio forse per rendere il racconto il più realistico possibile. Il protagonista del racconto è un giovane di cui non viene specificata l'età, di lui non si hanno molte informazioni sull'aspetto fisico, si sa solamente che ha la faccia "a mela rossa e bianca". Il ragazzo appare come non umano, privo di sentimenti, che non capisce l'importanza della vita umana e che prende tutto come un gioco. Il suo antagonista è un soldato tedesco sul quale non si hanno informazioni. Gli aiutanti del protagonista sono i partigiani che prendono parte alla guerra al suo fianco invece i tedeschi sono gli aiutanti del soldato. I personaggi ci vengono presentati tramite indizi, il protagonista è un personaggio statico poichè mantiene per tutta la durata del racconto lo stesso atteggiamento e le stesse idee, invece il soldato tedesco può essere definito un personaggio dinamico, poichè alla fine rinuncia alla sua vita e partecipa al gioco del ragazzo.

il castello dei destini incrociati

Il castello dei destini incrociati è un breve romanzo fantastico di Italo Calvino pubblicato nel 1969.

Riassunto di "il castello dei destini incrociati"

Alcuni viandanti, attraversando un bosco, raggiungono un castello dove si fermano a banchettare; qui si avvedono di aver perso l'uso della parola, e decidono quindi di raccontarsi le reciproche avventure facendo ricorso ad un mazzo di tarocchi che l'oste ha messo a loro disposizione.Poggiando sul tavolo le varie carte in sequenza si ottengono diverse narrazioni per diverse disposizioni. Tutti i racconti sono legati gli uni agli altri dalle stesse carte già posate sul tavolo e s'intrecciano narrando eventi, luoghi e storie completamente distinti. La particolarità è che, narrata una storia, e interpretata in modo del tutto individuale da ciascuno dei protagonisti; è possibile sviare da un percorso narrativo per seguire nuove strade e nuovi filoni. È possibile che una stessa sequenza di carte rappresenti storie diverse a seconda che la si legga dall'inizio oppure dalla fine. Ciò che Italo Calvino intende comunicarci è che il mondo è un labirinto di segni indecifrabili, dove regna il caos, dove la nostra storia non lascia il segno: passando inosservata la nostra esistenza si intreccia con altre fino a perdere poi il significato primo della vita.

Analisi di "il castello dei destini incrociati"

Italo Calvino, ispirandosi ai tarocchi, scrive il libro “Il castello dei destini incrociati”, strutturando i racconti che lo compongono in sequenze di tarocchi che corrispondono alle scene che il narratore racconta alla folla, prima all’interno del castello, poi nella taverna. Calvino, nella presentazione, afferma che l’idea di utilizzare i tarocchi come linea di narrazione, gli venne da un “Seminario internazionale sulle strutture di un racconto” di Paolo Fabbri. Partendo da questa idea e da come le varie carte prendessero vari significati se accostate ad altre iniziò a scrivere narrazioni fantastiche che poi fonderà nel libro. Su consiglio anche di vari autori, Calvino usufruisce di diversi tarocchi, cominciando con quelli di Marsiglia e poi con quelli Viscontei, i quali avevano immagini differenti. In questo modo crea storie più dettagliate e divertenti. L’autore afferma di aver avuto molta difficoltà nel combinare i vari tarocchi in modo da creare una logica, soprattutto per “la taverna dei destini incrociati”. Rinunciò ad un sequel (il motel dei destini incrociati) ambientato ai giorni nostri.

Grazie per l'attenzione

Presentazione realizzata da:Andrea Pepe;MIchele Cicala;Domenico Marcosano;Pietro Cassano