L'Inferno di Dante nella cultura
III AG
arte, letteratura e cinematografia
ma prima di tutto:
cos'è l'Inferno?
L' Inferno
- è la prima delle tre cantiche che compongono la “Divina Commedia”
- è composto da 34 canti, 33 più che funge da introduzione
- ogni canto è diviso in terzine composte in tre endecasillabi con rima incatenata
L'Inferno ha una struttura concentrica che assume la forma di una sorta di cono. Man mano che si scende, questo si rimpicciolisce sempre di più. È diviso in nove Cerchi, simili a delle cornici rocciose che circondano la parte interna della voragine e che ospitano i vari dannati.
La distribuzione dei peccati è basata sull'Etica Nicomachea di Aristotele, secondo la quale questi sono più o meno gravi a seconda del quantitativo di ragione usato nell'atto peccaminoso stesso.
Le tre tipologie di peccati che appaiono nell'Inferno di Dante sono di incontinenza, violenza e fraudolenza.
La modalità della punizione è applicata secondo la legge del contrappasso: la pena si stabilisce secondo il contrario della colpa commessa o per analogia ad essa.
'Dante Alighieri che sorresse il mondoin suo pugno ed i fonti dell'universa vita ebbe in suo cuore'
Gabriele D'Annunzio
- Dante Alighieri è considerato un simbolo nazionale italiano fin dal Risorgimento.
- Basti pensare che la Società Dante Alighieri, preposito all'insegnamento della cultura italiana nel mondo, porta il suo nome.
- Il culto dantesco è mantenuto vivo grazie al lavoro di vari enti museali e turistici sparsi su gran parte del territorio nazionale, specialmente in quelle città a lui profondamente legate, come Firenze, dove si trova la sua casa, o Ravenna, luogo in cui è conservata la sua tomba.
L'influenza dell'Inferno di Dante si è estesa ben oltre il suo tempo, influenzando numerose opere letterarie e artistiche contemporanee. Molte opere letterarie moderne richiamano i temi e le immagini dell'Inferno dantesco, creando un dialogo continuo tra passato e presente.
Conosciuta e apprezzata nel corso del '400, la produzione dantesca cominciò quindi a diffondersi anche in Spagna, Francia, Inghilterra e Germania.
In seguito, con la Controriforma, Dante conobbe anche la censura ecclesiastica per via del trattato "filo-imperiale" De Monarchia.
Contemporaneamente alla riscoperta di Dante da parte degli intellettuali italiani romantici, ci fu un rinnovato interesse per la sua figura e la sua poetica nei restanti Paesi europei e anche extraeuropei.
Con la nascita della cultura di massa e lo sviluppo dei mezzi di comunicazione nella seconda metà del secolo scorso, la Commedia e l'universo poetico dantesco sono stati divulgati anche al di fuori degli ambienti filologici e letterari, approdando nel cinema, nella fumettistica e nel mondo dei videogiochi.
L’impatto di Dante e della sua Divina Commedia si vede anche nella cinematografia
Nel 1911, in occasione del cinquantenario dell'Unità d'Italia, la società "Milano Films" produce l’Inferno, un film, lungo circa 70 minuti, che narra con fedeltà la prima cantica della Divina Commedia con una serie di quadri animati ispirati alle illustrazioni di Gustave Doré.
Ricordiamo poi il lungometraggio uscito nel 2022 di Pupi Avati, dedicato alla vita del Sommo Poeta, Dante.
Il mistero di Dante (2013) di Louis Nero, traccia un percorso anche esoterico della costruzione dell'Inferno e della Divina Commedia.
Molti sono i film che semplicemente si ispirano al mondo dantesco
In Seven (1995) di David Fincher, il serial killer scandisce i delitti secondo i sette peccati capitali, come sono scanditi nel Purgatorio.
Il giovane pubblico ha imparato a conoscere Dante grazie alla sua apparizione nel mondo dei fumetti, ad opera di Guido Martina e Angelo Bioletto che, in vari numeri di Topolino, pubblicarono la prima Grande Parodia Disney: L'inferno di Topolino.
Se nei disegni è facile ritrovare le atmosfere delle illustrazioni di Gustave Doré, la particolarità di questa storia sta nelle terzine dantesche create da Martina a mo' di didascalia. Alla fine della lunga versione disneyana dell'opera compare Dante in persona, in veste di giudice dei due fumettisti, ritratti incappucciati come "peccatori massimi", rei di aver scherzato troppo con un capolavoro immortale della letteratura, per poi essere perdonati grazie all'intercessione di Topolino.
La Divina Commedia ha persino ispirato diversi videogiochi
Devil May Cry, il protagonista è Dante, un ibrido uomo-demone. Contiene varie allusioni alla Divina Commedia: la compagna di Dante si chiama Trish (abbreviativo di Beatrish), suo fratello si chiama Vergil e il suo più grande nemico è Mundus (Satana).
Dante's Inferno, il giocatore controlla un pellegrino a piedi che deve attraversare tutto l'Inferno dantesco, pieno di demoni e anime dannate ostili, fino a raggiungere il Purgatorio.
È interessante seguire l’evoluzione, nel corso dei secoli, dell’iconografia infernale e di quella relativa a Satana
Nel 1481 la prima illustrazione della Divina Commedia fu commissionata a Sandro Botticelli.
Tali illustrazioni sono caratterizzate dalla leggerezza e dal clima spirituale tipico delle opere dell’artista, che riesce a rappresentare in modo notevole l’ambientazione metafisica ed eterea della Commedia, alternata però ad episodi di crudo realismo ripreso dalle miniature medievali.
L'Inferno
La Voragine Infernale
Una delle opere più importanti permeate di influenze dantesche è il Giudizio Universale di Michelangelo, realizzato tra il 1531 e il 1541 nella Cappella Sistina a Roma: riprendendo il clima spaventoso e terribile dell’Inferno, Michelangelo pone a traghettare i dannati proprio la figura di Caronte.
Le opere dei pittori fiamminghi del Cinquecento offrono una visione fantastica fatta di diavoli e mostriciattoli, buffa e spaventosa allo stesso tempo, in linea con una concezione ancora legata all’immaginazione medievale.
infine nel XIX secolo abbiamo Gustave Doré il quale ha legato così tanto il suo nome a quello della Divina Commedia che in generale è conosciuto proprio per questo. Infatti ha realizzato delle illustrazioni famosissime sulla Divina Commedia, che vengono tutt’oggi riprese.
Grazie per l'attenzione
Valeria Camorino, Maria Grazia Coticelli, Annachiara Pipelnino, Adriana Pone, Giada Somma, Federica Vitale
(per favore ci metta 10 per fare questo video non abbiamo dormito)
impatto culturale dell'inferno di dante
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L'Inferno di Dante nella cultura
III AG
arte, letteratura e cinematografia
ma prima di tutto:
cos'è l'Inferno?
L' Inferno
L'Inferno ha una struttura concentrica che assume la forma di una sorta di cono. Man mano che si scende, questo si rimpicciolisce sempre di più. È diviso in nove Cerchi, simili a delle cornici rocciose che circondano la parte interna della voragine e che ospitano i vari dannati.
La distribuzione dei peccati è basata sull'Etica Nicomachea di Aristotele, secondo la quale questi sono più o meno gravi a seconda del quantitativo di ragione usato nell'atto peccaminoso stesso.
Le tre tipologie di peccati che appaiono nell'Inferno di Dante sono di incontinenza, violenza e fraudolenza.
La modalità della punizione è applicata secondo la legge del contrappasso: la pena si stabilisce secondo il contrario della colpa commessa o per analogia ad essa.
'Dante Alighieri che sorresse il mondoin suo pugno ed i fonti dell'universa vita ebbe in suo cuore'
Gabriele D'Annunzio
L'influenza dell'Inferno di Dante si è estesa ben oltre il suo tempo, influenzando numerose opere letterarie e artistiche contemporanee. Molte opere letterarie moderne richiamano i temi e le immagini dell'Inferno dantesco, creando un dialogo continuo tra passato e presente.
Conosciuta e apprezzata nel corso del '400, la produzione dantesca cominciò quindi a diffondersi anche in Spagna, Francia, Inghilterra e Germania. In seguito, con la Controriforma, Dante conobbe anche la censura ecclesiastica per via del trattato "filo-imperiale" De Monarchia. Contemporaneamente alla riscoperta di Dante da parte degli intellettuali italiani romantici, ci fu un rinnovato interesse per la sua figura e la sua poetica nei restanti Paesi europei e anche extraeuropei.
Con la nascita della cultura di massa e lo sviluppo dei mezzi di comunicazione nella seconda metà del secolo scorso, la Commedia e l'universo poetico dantesco sono stati divulgati anche al di fuori degli ambienti filologici e letterari, approdando nel cinema, nella fumettistica e nel mondo dei videogiochi.
L’impatto di Dante e della sua Divina Commedia si vede anche nella cinematografia
Nel 1911, in occasione del cinquantenario dell'Unità d'Italia, la società "Milano Films" produce l’Inferno, un film, lungo circa 70 minuti, che narra con fedeltà la prima cantica della Divina Commedia con una serie di quadri animati ispirati alle illustrazioni di Gustave Doré.
Ricordiamo poi il lungometraggio uscito nel 2022 di Pupi Avati, dedicato alla vita del Sommo Poeta, Dante.
Il mistero di Dante (2013) di Louis Nero, traccia un percorso anche esoterico della costruzione dell'Inferno e della Divina Commedia.
Molti sono i film che semplicemente si ispirano al mondo dantesco
In Seven (1995) di David Fincher, il serial killer scandisce i delitti secondo i sette peccati capitali, come sono scanditi nel Purgatorio.
Il giovane pubblico ha imparato a conoscere Dante grazie alla sua apparizione nel mondo dei fumetti, ad opera di Guido Martina e Angelo Bioletto che, in vari numeri di Topolino, pubblicarono la prima Grande Parodia Disney: L'inferno di Topolino.
Se nei disegni è facile ritrovare le atmosfere delle illustrazioni di Gustave Doré, la particolarità di questa storia sta nelle terzine dantesche create da Martina a mo' di didascalia. Alla fine della lunga versione disneyana dell'opera compare Dante in persona, in veste di giudice dei due fumettisti, ritratti incappucciati come "peccatori massimi", rei di aver scherzato troppo con un capolavoro immortale della letteratura, per poi essere perdonati grazie all'intercessione di Topolino.
La Divina Commedia ha persino ispirato diversi videogiochi
Devil May Cry, il protagonista è Dante, un ibrido uomo-demone. Contiene varie allusioni alla Divina Commedia: la compagna di Dante si chiama Trish (abbreviativo di Beatrish), suo fratello si chiama Vergil e il suo più grande nemico è Mundus (Satana).
Dante's Inferno, il giocatore controlla un pellegrino a piedi che deve attraversare tutto l'Inferno dantesco, pieno di demoni e anime dannate ostili, fino a raggiungere il Purgatorio.
È interessante seguire l’evoluzione, nel corso dei secoli, dell’iconografia infernale e di quella relativa a Satana
Nel 1481 la prima illustrazione della Divina Commedia fu commissionata a Sandro Botticelli.
Tali illustrazioni sono caratterizzate dalla leggerezza e dal clima spirituale tipico delle opere dell’artista, che riesce a rappresentare in modo notevole l’ambientazione metafisica ed eterea della Commedia, alternata però ad episodi di crudo realismo ripreso dalle miniature medievali.
L'Inferno
La Voragine Infernale
Una delle opere più importanti permeate di influenze dantesche è il Giudizio Universale di Michelangelo, realizzato tra il 1531 e il 1541 nella Cappella Sistina a Roma: riprendendo il clima spaventoso e terribile dell’Inferno, Michelangelo pone a traghettare i dannati proprio la figura di Caronte.
Le opere dei pittori fiamminghi del Cinquecento offrono una visione fantastica fatta di diavoli e mostriciattoli, buffa e spaventosa allo stesso tempo, in linea con una concezione ancora legata all’immaginazione medievale. infine nel XIX secolo abbiamo Gustave Doré il quale ha legato così tanto il suo nome a quello della Divina Commedia che in generale è conosciuto proprio per questo. Infatti ha realizzato delle illustrazioni famosissime sulla Divina Commedia, che vengono tutt’oggi riprese.
Grazie per l'attenzione
Valeria Camorino, Maria Grazia Coticelli, Annachiara Pipelnino, Adriana Pone, Giada Somma, Federica Vitale
(per favore ci metta 10 per fare questo video non abbiamo dormito)