La Scuola poetica siciliana
Con Scuola poetica siciliana, si indicavano i poeti che tra il 1230 e 1250, realizzavano le loro opere nella corte di Federico II di Svevia. Queste poesie erano famose per il loro linguaggio e stile elegante e raffinato. Parlavano di amore, del modo in cui si poteva manifestare e che poteva essere generale, individuale e per la natura. Il rapporto fra il poeta e la sua donna, era considerato feudale:infatti, la donna era insensibile e fredda, mentre l'uomo la proteggeva e amava. I poeti principali di quei tempi, erano Jacopo da Lentini, Pier delle Vigne, Guido delle Colonne e Rinaldo d'Aquino.
Pier delle vigne
Jacopo da lentini
Rinaldo d'aquino
Guido delle colonne
Guido delleColonne nacque a Reggio Calabria nel 1210, e morì nel 1287. Era un poeta della Scuola siciliana e giudice di Messina. Lui scrisse L'Historia destructionis Troiae, composta in 71 giorni. A causa di questa fretta nella composizione, questo racconto risulta molto disordinato. Di lui oltre a questa rimangono cinque canzoni: La mia gran pena e lo gravoso affanno, Gioiosamente canto, La mia vit'è si fort'e dura e fera, Amor che lungiamente m'ài menato, Ancor che l’aigua per lo foco lassi.
Pier delle Vigne, era un poeta, che nacque nel 1190 a Capua, e morì nel 1249 a San Miniato. Iniziò a lavorare come notaio di Federico II di Svevia nel 1220, e faceva parte dictatores, ovvero l'insieme di notai che scrivevano i documenti dell'imperatore. Nel 1249 venne arrestato, per motivi non ancora chiariti, e venne accecato da Federico II. Successivamente lo portarono in prigione, posto nel quale si suicidò sbattendo la testa su una parete della cella.
Jacopo da Lentini, nacque a Lentini nel 1210 e morì intorno al 1260. Veniva definito con l'appellativo di "Notaro", ed era il più importante tra tutti i rappresentanti della Scuola poetica siciliana. Lui inventò il sonetto, una forma metrica con la quale scrivere poesie, composta da 14 versi endecasillabi, suddivisi in due quartine composte da rime alternate ed incrociate, e due terzine di rime varie. Una tra le sue poesie più famose è Amor è un desio che ven da' core.
Sulla vita di Rinaldo d'Aquino non ci sono molte certezze. Tra le opere che realizzò ci furono: Per fin amore vao si allegramente, Già mai non mi lamento, Lamento per la partenza del crociato.
La Scuola poetica siciliana
Matilde Pepi
Created on November 7, 2023
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La Scuola poetica siciliana
Con Scuola poetica siciliana, si indicavano i poeti che tra il 1230 e 1250, realizzavano le loro opere nella corte di Federico II di Svevia. Queste poesie erano famose per il loro linguaggio e stile elegante e raffinato. Parlavano di amore, del modo in cui si poteva manifestare e che poteva essere generale, individuale e per la natura. Il rapporto fra il poeta e la sua donna, era considerato feudale:infatti, la donna era insensibile e fredda, mentre l'uomo la proteggeva e amava. I poeti principali di quei tempi, erano Jacopo da Lentini, Pier delle Vigne, Guido delle Colonne e Rinaldo d'Aquino.
Pier delle vigne
Jacopo da lentini
Rinaldo d'aquino
Guido delle colonne
Guido delleColonne nacque a Reggio Calabria nel 1210, e morì nel 1287. Era un poeta della Scuola siciliana e giudice di Messina. Lui scrisse L'Historia destructionis Troiae, composta in 71 giorni. A causa di questa fretta nella composizione, questo racconto risulta molto disordinato. Di lui oltre a questa rimangono cinque canzoni: La mia gran pena e lo gravoso affanno, Gioiosamente canto, La mia vit'è si fort'e dura e fera, Amor che lungiamente m'ài menato, Ancor che l’aigua per lo foco lassi.
Pier delle Vigne, era un poeta, che nacque nel 1190 a Capua, e morì nel 1249 a San Miniato. Iniziò a lavorare come notaio di Federico II di Svevia nel 1220, e faceva parte dictatores, ovvero l'insieme di notai che scrivevano i documenti dell'imperatore. Nel 1249 venne arrestato, per motivi non ancora chiariti, e venne accecato da Federico II. Successivamente lo portarono in prigione, posto nel quale si suicidò sbattendo la testa su una parete della cella.
Jacopo da Lentini, nacque a Lentini nel 1210 e morì intorno al 1260. Veniva definito con l'appellativo di "Notaro", ed era il più importante tra tutti i rappresentanti della Scuola poetica siciliana. Lui inventò il sonetto, una forma metrica con la quale scrivere poesie, composta da 14 versi endecasillabi, suddivisi in due quartine composte da rime alternate ed incrociate, e due terzine di rime varie. Una tra le sue poesie più famose è Amor è un desio che ven da' core.
Sulla vita di Rinaldo d'Aquino non ci sono molte certezze. Tra le opere che realizzò ci furono: Per fin amore vao si allegramente, Già mai non mi lamento, Lamento per la partenza del crociato.