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LE CROCIATE
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Transcript
Le crociate
Lavoro a cura di cardile gabriele valmorbida matteo veronese simone
VERONESE SIMONE
Il passaggium
L’ XI secolo fu un periodo di sviluppo economico, sociale e della chiesa e si riscoprirono pratiche di devozione collettiva, la più importante era il pellegrinaggio in Terra Santa, per visitare i luoghi della nascita, passione e morte di Gesù, questo pellegrinaggio era definito “sacro passaggio”. Si era diffuso anche il pellegrinaggio al santuario di Santiago de Compostela, in Spagna.
VERONESE SIMONE
Le motivazioni delle crociate
I pellegrinaggi ripresero sia per motivi spirituali, sia per alcuni fattori che vanno oltre la religione che trasformarono questi pellegrinaggi in spedizioni militari: le crociate. Esse ebbero anche una motivazione sociale: in occidente vi erano molti cavalieri senza terre, data l’assenza di guerre per trarre profitto, vivevano come briganti assalendo e saccheggiando villaggi. La crescita demografica contribuì a rendere la società più volenterosa di ricchezze, perciò la chiesa cercò di spostare questi conflitti interni in oriente, dicendo ai cavalieri di combattere contro i nemici di dio che erano gli Islamici. In occidente la discriminazione religiosa era molto forte siccome la maggior parte dei fedeli era cattolica ed erano ben convinti di seguire l’unica religione autentica e le fonti dell’epoca danno un’immagine del diverso(Delle altre religioni)non molto attendibile perché gli uomini di Chiesa criticavano qualsiasi religione al di fuori della loro. L’ultimo fattore è quello politico. Dal 1055 il territorio arabo era stato conquistato dai Salgiuchidi(Turchi), che non erano concordi ai pellegrini cristiani. In fine giunsero dall’Occidente false notizie che portarono i cristiani a correre alle armi per la Terra Santa.
VERONESE SIMONE
«Nel nome di Dio,vi imploro di portare tutti i soldati fedeli a Cristo Se verrete, riceverete il giusto guiderdone nell'alto dei cieli; se non verrete, ricadrà su di voi il castigo di Dio.»
Le parole di Urbano II nel consiglio di clermont
VERONESE SIMONE
Crociata dei pezzenti
L’entusiasmo religioso aumentò per iniziativa del predicatore francese Pietro d’Amiens, detto l’Eremita, che incentivava le folle d’Occidente a una guerra di sterminio contro tutti gli “infedeli”. Questa armata era composta prevalentemente da contadini e povera gente, decisero di fare strage di ebrei, che vivevano in mezzo ai cristiani. Essi erano considerati nemici dei cristiani in quanto additati come gli uccisori di Cristo. Questa spedizione fu detta “dei pezzenti”per l’estrema disorganizzazione tecnica e militare. Dopo poco si trovarono senza rifornimenti e senza cibo, perciò, spinti dalla fame, commisero gesti estremi nel tentativo di trovare cibo e risorse di prima necessità.
VERONESE SIMONE
La prima crociata
L’armata di Pietro l’Eremita si disperse lungo il viaggio e coloro che arrivarono in Asia Minore furono decimati dai Turchi. I pochi rimasti tornarono indietro a Costantinopoli, dove intanto erano giunte le truppe dei crociati partite dopo quella di Pietro l’Eremita. La crociata “ufficiale” partì il 15 agosto del 1096: assistiti per mare dalla flotta genovese, conquistarono vari territori dell’Asia Minore. La cavalleria europea aveva sparso il terrore presso le popolazioni per la sua forza distruttiva, ma arrivata a Gerusalemme non aveva i mezzi per combattere. Dopo un lungo assedio, il 14 luglio 1099 Gerusalemme fu conquistata.
Seconda e terza crociata
VERONESE SIMONE
Nel 1144, gli emiri di Mossul, di ascendenza arabo-turca, pianificarono una strategia di riconquista che culminò con la presa di Edessa. Questo evento storico fu il pretesto che spinse alla formazione della seconda crociata, una spedizione militare promossa con fervore da san Bernardo di Clairvaux e capitanata dai sovrani Luigi VII di Francia e Corrado III di Germania. Tuttavia, i risultati di questa impresa non furono quelli auspicati, anzi, furono un catalizzatore per l'ascesa del rinomato Saladino, noto in Occidente come il grande comandante al-Din. Grazie alla sua abile guida, Saladino riuscì a unificare la regione comprendente Siria ed Egitto. Nel 1187, durante la feroce battaglia dei Corni di Hattin, Saladino riconquistò Gerusalemme, che da allora non sarebbe più tornata sotto il controllo dei cristiani. La notizia della caduta di Gerusalemme suscitò un profondo sconcerto in Occidente e fu il motore che spinse i grandi sovrani a organizzare la terza crociata. A tale impresa parteciparono l'imponente imperatore Federico Barbarossa, l'abile Filippo II Augusto di Francia e il valoroso Riccardo Cuor di Leone, re d'Inghilterra.
CARDILE GABRIELE
Quarta crociata
La quarta crociata fu un capitolo straordinario nella storia delle Crociate. I crociati si erano radunati a Venezia con il sogno di raggiungere la Terra Santa. Tuttavia, trovandosi in numero inferiore alle aspettative, non riuscirono a raccogliere la somma necessaria per saldare il debito contratto con i Veneziani, che nel frattempo avevano allestito una potente flotta. Zara, pur facendo parte del regno di Ungheria e quindi essendo una città cristiana, era considerata vitale per gli interessi di Venezia in quanto rappresentava un importante centro commerciale. Una volta conquistata Zara, i Veneziani persuasero i crociati, affascinati dalle promesse di ricchi bottini, a rivolgere le loro forze verso l'Impero Bizantino. Nel luglio del 1203, Costantinopoli fu assediata e conquistata. La città subì poi un secondo e brutale attacco nel 1204, che portò a un altro spietato massacro. Chiese e monasteri furono rasi al suolo, tesori e oggetti sacri saccheggiati, mentre l'imperatore e la sua corte cercarono rifugio a Nicea. Su quelle rovine emerse l'Impero Latino d'Oriente, con Baldovino di Fiandra come sovrano. Un dato curioso è che Venezia ottenne il controllo di isole e territori di fondamentale importanza per i propri commerci, guadagnando condizioni vantaggiose per i suoi mercanti. Questo episodio ebbe un impatto duraturo sulla storia della regione e delle Crociate stesse.
CARDILE GABRIELE
Crociate conclusive
In seguito, le crociate ripresero il loro corso ufficiale. La quinta crociata, nota come la "Crociata Ungherese" poiché guidata da Andrea II d'Ungheria, si indirizzò per la prima volta verso l'Egitto. La sesta crociata ebbe come protagonista l'illustre imperatore Federico II: nel 1229, riuscì a recuperare Gerusalemme attraverso mezzi diplomatici, evitando così spargimenti di sangue. Analogamente alla quarta crociata, anche le ultime due, sotto la guida del re di Francia Luigi IX, noto come il Santo, si svolsero lontano dai luoghi tradizionalmente associati alla passione di Cristo, focalizzandosi su Egitto e Tunisia. Luigi IX fu effettivamente l'ultimo a mantenere fede all'ideale delle crociate. Tuttavia, è interessante notare che l'obiettivo primario di queste spedizioni era il controllo dei cruciali porti commerciali del Mediterraneo. Nella settima crociata, sia il re che gran parte dell'esercito furono catturati ad al-Mansura in Egitto, venendo liberati solo dopo un cospicuo riscatto. Tornato finalmente in Francia, Luigi IX partì nuovamente nel 1270 per l'ottava crociata. La flotta cristiana approdò a Tunisi, poiché i crociati erroneamente credevano che la città fosse in prossimità dei porti egiziani di Alessandria e Damietta, quando in realtà distano migliaia di chilometri. Questo errore clamoroso derivò dalla limitata precisione delle mappe geografiche a loro disposizione, dimostrando quanto fosse diversa la conoscenza del mondo all'epoca.
CARDILE GABRIELE
La conta dei danni
Le crociate causarono la morte di circa due milioni di combattenti, sia cristiani che musulmani, principalmente uomini e giovani. Purtroppo, questo periodo fu segnato dalla segregazione e dall'ostilità tra le due fedi. Complessivamente, le crociate si rivelarono un quasi totale fallimento. Ad eccezione delle città marinare italiane, in particolare Venezia, prosperarono notevolmente durante questo periodo. Venezia addebitava ai crociati i costi di trasporto sulle sue navi e di tutto il necessario per la guerra. Inoltre, queste città facevano affari anche con i musulmani, vendendo loro armamenti, nonostante i divieti religiosi. Ciò dimostra come gli interessi commerciali spesso prevalgano sulle divisioni ideologiche e religiose.
CARDILE GABRIELE
Le riconquiste
Seconda fase
Prima fase
Nella tarda fase dell'XI secolo, la Reconquista subì un arresto a causa dell'arrivo nella penisola iberica delle dinastie berbere degli Almoravidi e degli Almohadi, provenienti dal Marocco. Nonostante ciò, i regni cristiani si fortificarono: nel 1137 Aragona e Catalogna si unirono; nel 1139 il regno di León si separò dando origine al futuro regno di Portogallo; infine, nel 1230, si fuse il regno di Castiglia con quello di León. Verso la fine del XII secolo, Portogallo, Castiglia e Aragona ripresero l'avanzata verso sud attraverso un piano coordinato, culminando in una grande vittoria nel 1212 a Las Navas de Tolosa. Si potrebbe dire che la Reconquista fosse stata completata; i musulmani conservarono a sud un ultimo baluardo, l'emirato di Granada, un territorio di dimensioni contenute ma prospero.
Visti gli insediamennti dei mussulmani in spagna nel corso dell’XI secolo, approfittando della debolezza del califfato di Cordoba,i regni cristiani diedero vita a un progetto militare più ambizioso: l’idea della Reconquista, cioè di una guerra santa finalizzata a sottomettere i musulmani che abitavano la penisola. Il diffondersi dell’ideologia della crociata contro gli islamici fece affluire nell’attuale Spagna molti cavalieri normanni e francesi, come stava avvenendo in Terra Santa. I sovrani iberici non sempre accettarono il loro aiuto, perché non erano interessati a sterminare i musulmani né a impedire loro di professare la propria religione, ma piuttosto a sottometterli dal punto di vista politico, ad esempio attraverso il pagamento di un tributo. La prima fase della Reconquista culminò nella conquista di Toledo nel 1085.
CARDILE GABRIELE
Le eresie
Il crescente sviluppo commerciale e l'espansione delle città nell'Europa occidentale favorirono la diffusione della cultura al di fuori dei circoli ecclesiastici. Questo fenomeno, precedentemente riservato principalmente ai membri del clero, permise ai laici di accedere a nuove opportunità economiche e culturali, spingendoli a rivendicare un ruolo più attivo e influente anche nel contesto religioso. I laici iniziarono quindi a esprimere il loro dissenso nei confronti della Chiesa, criticandone l'immoralità e la corruzione, talvolta entrando in conflitto aperto con la dottrina ufficiale. Di conseguenza, la Chiesa reagì perseguitando in modo rigido coloro che venivano considerati eretici.
Movimenti pauperistici
VALMORBIDA MATTEO
L'aspirazione a un rinnovamento morale e spirituale portò all'emergere di numerosi movimenti pauperistici che richiamavano la Chiesa ai valori di povertà e semplicità delle sue origini. Questo movimento inizialmente ottenne successo, appoggiato da papa alessandro II. Pietro Valdo, un ricco mercante di Lione, sottolineò l'importanza della povertà come autentico valore evangelico. Per questo motivo, fece tradurre il Vangelo dal latino in lingua volgare. I valdesi, noti anche come "poveri di Lione", proposero un cambiamento di prospettiva radicale. Mentre in passato erano i monaci chiusi nei loro monasteri e i preti che attendevano i fedeli nelle chiese, ora i valdesi si proponevano di vivere in costante movimento per diffondere la parola di Cristo ovunque. Questo movimento si diffuse rapidamente in Francia e nell'Italia settentrionale. Tuttavia, la Chiesa, inizialmente favorevole, ordinò a Valdo e ai suoi seguaci di smettere di predicare, non potendo tollerare di essere messa sotto accusa e considerata superflua. I valdesi non obbedirono, e di conseguenza furono condannati come ribelli ed eretici dal papa Innocenzo III. Molti valdesi, in particolare molte donne, persero la vita a causa delle loro idee. Questo movimento portò sempre più donne a richiedere un ruolo attivo nei vari movimenti religiosi, cercando un riconoscimento del loro impegno di fede anche come laiche.
VALMORBIDA MATTEO
I catari
Innocenzo III concentrò i suoi sforzi nella lotta contro l'eresia, concentrandosi principalmente sull'annientamento dei càtari, un gruppo religioso diffuso nell'Italia centrale e settentrionale, ma soprattutto nel sud della Francia. La ragione dell'ostilità del papa verso i càtari risiedeva nel fatto che, a differenza di altri movimenti pauperistici, il catarismo rappresentava più che un'eresia, una vera e propria fede distinta. I càtari credevano infatti in due divinità costantemente in conflitto: il Dio del bene, creatore di tutto ciò che è spirituale, e il Dio del male, responsabile della materia e di tutte le cose create. Nel 1209, Innocenzo III lanciò una vera e propria crociata contro di loro, conosciuta come la crociata albigese, così denominata dalla città francese di Albi, dove i càtari erano particolarmente numerosi. Dopo circa vent'anni di conflitti e violenze, intorno al 1229, i càtari subirono una sconfitta definitiva e furono in gran parte sterminati.
VALMORBIDA MATTEO
I tribunali dell'inquisizione
All'inizio del XIII secolo, la Chiesa adottò un altro strumento per contrastare la diffusione delle eresie càtare e valdese: istituì degli inquisitori, giudici ecclesiastici speciali direttamente sottoposti all'autorità del papa, incaricati di individuare e processare gli eretici. Gli inquisitori lavoravano a fianco dei vescovi; mentre questi ultimi avevano autorità solamente sulle proprie diocesi, gli inquisitori potevano spostarsi e svolgere il loro incarico ovunque necessario. Tuttavia, gli inquisitori non cercavano tanto di convincere e persuadere, quanto piuttosto di costringere gli eretici a rinunciare pubblicamente alle proprie convinzioni. Questo perché tali credenze rappresentavano una minaccia al potere del papa e della Chiesa. Durante il processo, oltre al giudice inquisitore, partecipavano il vescovo o un suo delegato, il custode del carcere, alcuni funzionari rappresentanti dell'autorità laica e un notaio.
VALMORBIDA MATTEO
San francesco d'assisi
Un altro ordine francescano che ottenne un notevole successo fu quello dei frati francescani, fondato da Francesco d'Assisi. Questo giovane e facoltoso mercante, simile a Valdo, un giorno vendette tutti i suoi beni, distribuendo il ricavato ai bisognosi, e iniziò a predicare l'amore per il prossimo, mettendo in pratica i principi del Vangelo. Francesco fu immediatamente seguito da numerosi compagni e insieme a loro attraversò in modo instancabile villaggi e città, continuando a diffondere il suo messaggio. A differenza di Valdo, Francesco non entrò mai in conflitto con la Chiesa. Piuttosto che condannare i sacerdoti dalla condotta discutibile, preferiva influenzarli con la forza del suo esempio positivo. Proibì ai suoi frati di impegnarsi in dispute con gli eretici o di giudicare colpevoli i sacerdoti indegni. Di fronte ai càtari che ritenevano che la creazione fosse opera del Dio del male, Francesco rispose con il meraviglioso Cantico delle Creature, nel quale lodò tutte le creature, iniziando dal sole. Nel 1219, durante la quinta crociata, si recò persino in Egitto per persuadere i crociati a non uccidere, proprio perché erano cristiani. Purtroppo, non fu ascoltato. Il proseguimento della sua regola visse ancora a lungo fino ad i nostri giorni.
FINE