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la cupola di santa maria del fiore
AUTORE: FILIPPO BRUNELLESCHI
vincenzo palaia iiib
INDICE
L' AUTORE
LA STORIA
LE DIMENSIONI
LE TECNICHE DI COSTRUZIONE
LE CURIOSITà
1. L' AUTORE DELLA CUPOLA
Le date più importanti
1377
1419
1420
1429
Scultura di Brunelleschi (in piazza del Duomo) che leva lo sguardo per osservare la Cupola del Duomo di Firenze
+INFO
1436
1446
NEXT
2. LA STORIA DELLA CUPOLA
La chiesa, dedicata alla Madonna “del fiore”, doveva rimpiazzare l’originaria chiesa di Santa Reparata, essere magnifica e spettacolare, per rappresentare la grandezza di Firenze e per riuscire a competere con le imponenti cattedrali di Siena e Pisa. Fu terminata nel 1421, quando non restava che costruire la cupola, la cui realizzazione provocò molti dubbi e preoccupazioni, a causa della scelta di materiali e dimensioni.
La chiesa vista da Piazzale Michelangelo
La chiesa senza la cupola
La cupola è un capolavoro assoluto dell’arte che incanta il mondo fin dalla sua realizzazione: è il simbolo di Firenze, del Rinascimento e dell’umanesimo occidentale.
Fu costruita tra il 1420 e il 1436 su progetto di Filippo Brunelleschi ed è la più grande volta in muratura del mondo. La stupenda cupola è il simbolo della perfezione architettonica e del genio fiorentino. Può essere ammirata da molti angoli di Firenze, ma sicuramente il luogo più affascinante è il Piazzale Michelangelo, che offre una vista a 360° su tutta la città.
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3. LE DIMENSIONI DELLA CUPOLA
Modellino in miniatura della cupola
È una struttura in pietra e mattoni a base ottagonale, con diametro esterno di 54,8m ed interno di 45,5m, composta da due cupole, una interna e una esterna, ciascuna costituita da otto “vele”, delle quali la prima ha un angolo maggiore dell’altra e la sostiene. Le calotte sono rese tra loro solidali da ventiquattro nervature meridiane e dieci parallele e nell’intercapedine tra i due gusci si svolge il percorso di salita alla lanterna (di 463 gradini). Le parti in laterizio sono realizzate a spina-pesce, mentre la cupola esterna è rivestita in tegole di cotto ed è segnata da otto costoloni di marmo bianco. Questi convergono verso il serraglio, cioè l’oculo sommitale, sul quale s’innalza la grande lanterna: una torre in marmo bianco alta 21m, che fu realizzata dopo la morte del Brunelleschi (1446), ma seguendo il suo progetto. Sulla sommità della lanterna svetta la “palla d’oro” del Verrocchio, che la mise in opera nel 1471. La struttura, in totale, presenta un peso che si aggira intorno alle 37000 tonnellate.
La lanterna della cupola
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4. LE TECNICHE DI COSTRUZIONE DELLA CUPOLA
SPINA DI PESCE
ARCO A SESTO ACUTO
DOPPIA CALOTTA
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5. LE CURIOSITà SULLA CUPOLA
UN COMPAGNO POCO GRADITO
UNA LEGGE MORALE
UN FULMINE
LA PROVENIENZA DEGLI OPERAI
UN NUOVO CONCORSO
NEXT
FINE DELLA PRESENTAZIONE
GRAZIE PER LA VISIONE
LA PROVENIENZA DEGLI OPERAI
I 4 milioni di mattoni utilizzati nella costruzione della cupola di Firenze furono realizzati e cotti nelle celebri fornaci dell’Impruneta. Per questo motivo moltissimi operai che lavorarono al cantiere provenivano proprio da lì.
DOPPIA CALOTTA
Per la sua cupola, Brunelleschi optò inoltre per una doppia calotta, cioè due cupole, una interna e una esterna, ognuna divisa in verticale da otto vele.
Per edificare la doppia calotta Brunelleschi studiò un’impalcatura aerea che s’innalzava in modo graduale da una piattaforma di legno montata all’altezza del tamburo. Finché la parete della cupola rimaneva quasi verticale, il ponteggio veniva sostenuto da travi infilate nel muro, mentre per il tratto in cui la calotta si curvava, convergendo al centro c’era un ponteggio sospeso nel vuoto in mezzo alla cupola, forse poggiato con lunghe travi a piattaforme poste a quote inferiori, dove si trovavano anche i depositi di materiali e di strumenti.
La struttura interna della cupola di Santa Maria del Fiore
1436
Nel 1436, venne inaugurata la cupola di Santa Maria del Fiore. Fin da subito rappresentò una delle opere ingegneristiche e architettoniche di maggiore importanza e successo. Il completamento totale della cupola avvenne più tardi, nel 1461 con l’edificazione della lanterna sommitale, anch’essa su disegno di Brunelleschi.
La cupola di Santa Maria del Fiore
1446
Nel 1446 iniziarono i primi lavori nella chiesa di Santo Spirito, sempre su progetto di Brunelleschi del 1428. La chiesa simboleggia uno degli ultimi lavori del maestro, dal quale emerge tutta la sua monumentalità e classicità. Il 15 aprile dello stesso anno Filippo Brunelleschi morì a Firenze: dopo una prima collocazione nel Campanile di Giotto, la sua tomba fu spostata all’interno della cattedrale di Santa Maria del Fiore.
ARCO A SESTO ACUTO
Filippo Brunelleschi, costretto da necessità pratiche ed estetiche, scelse per la cupola una forma a sesto acuto, “più magnifica e gonfiante”, dato che le dimensioni non permettevano una forma semisferica. Il maggior sviluppo in altezza del sesto acuto compensava l’eccezionale sviluppo orizzontale della navata, unificando nella cupola tutti gli spazi.
La matematica nella cupola di Santa Maria del Fiore
UN FULMINE
Un fulmine, nel 1601, fece crollare a terra la sfera dorata originale, provocando ingenti danni alla cupola e agli edifici confinanti alla cattedrale.
1419
Nel 1419, Brunelleschi fu chiamato per la progettazione dello Spedale degli Innocenti, opera commissionata dall’Arte della Seta, una delle maggiori corporazioni di arti e mestieri di Firenze a cui aderivano commercianti ed artigiani. Lo Spedale degli Innocenti fu il primo istituto d’Europa che accolse neonati abbandonati dai loro genitori, e ancora oggi presenta la medesima destinazione d’uso, ospitando bambini in affido. Da un punto di vista architettonico è una delle prime costruzioni rinascimentali del mondo.
Lo Spedale degli Innocenti
UN NUOVO CONCORSO
Molti anni dopo il termine della cupola, nel 1512, l’Opera del Duomo allestì un nuovo concorso per decorare l’unica parte rimasta scoperta. Al concorso parteciparono i più importanti artisti di Firenze tra cui Michelangelo, il cui progetto però venne scartato a favore di quello di Baccio d’Agnolo.
1429
Nel 1429 gli fu commissionata la costruzione della Cappella de' Pazzi, ad oggi una delle più importanti opere rinascimentali. Per la costruzione Brunelleschi si ispirò alla sala capitolare di Santa Maria Novella, reinterpretandone la pianta. Quest’opera è uno dei più bei esempi di eleganza e purezza dell’arte rinascimentale. L’interno è analogo a quello della Sagrestia Vecchia e presenta anch’esso parti decorate in pietra serena e una grande volta ad ombrello. L’unica differenza è che la Sagrestia Vecchia ha una pianta a base quadrata, mentre qui è a base rettangolare. Come per la Sagrestia Vecchia, proprio di fronte all’ingresso è posizionata la scarsella, abside di piccole dimensioni dove è collocato l’altare commemorativo.
La Cappella de' Pazzi
UN COMPAGNO POCO GRADITO
Brunelleschi prima della cupola non aveva mai costruito nulla. Gli fu affiancato come compagno il celebre e stimato orafo Lorenzo Ghiberti, non molto gradito da Brunelleschi che, per sminuirlo, durante i lavori si finse malato e si assentò dal cantiere per 10 giorni. In sua assenza Ghiberti non fu in grado di portare avanti il cantiere nemmeno di un mattone, e fu subito mandato via.
SPINA DI PESCE
La tecnica muraria della cupola è interessantissima: in pietra fino ai primi sette metri circa, poi in mattoni a “spinapesce”. Ossia, tra i mattoni orizzontali veniva inserito, a intervalli regolari, un mattone per lungo così che le sporgenze dei mattoni “in piedi” facessero da sostegno all’anello successivo. Una tecnica a spirale già usata in edifici orientali ma mai sperimentata nell’area fiorentina.
L'interno della cupola di Santa Maria del Fiore
1420
Nel 1420 Brunelleschi avviò la progettazione della cupola di Santa Maria del Fiore e progettò la Cappella Barbadori, situata all’interno della chiesa di Santa Felicita. Nello stesso anno ricevette la commissione da Giovanni di Bicci de’ Medici di progettare la Sagrestia della chiesa di San Lorenzo.
UNA LEGGE MORALE
Una volta concluso il cantiere, una legge non scritta obbligò gli architetti fiorentini a costruire edifici che non superassero in altezza la cupola di Brunelleschi.
1377
Filippo Brunelleschi nacque a Firenze nel 1377, figlio di Brunellesco di Lippo, famoso notaio fiorentino, e di Giuliana Spini. Fin da bambino ebbe la fortuna di ricevere un’ottima educazione che lo portò ad imparare nozioni utili per il futuro, come lo studio dell’ottica. Negli anni della formazione nacque in lui l’interesse verso la scultura e la pittura, che lo portò a lavorare da apprendista presso la bottega di un orafo amico di famiglia. Qui imparò le principali tecniche legate al mondo dell’oreficeria come la fusione dei metalli e l’utilizzo dei vari strumenti del mestiere.
LA CUPOLA DI SANTA MARIA DEL FIORE
Vincenzo Palaia
Created on November 6, 2023
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la cupola di santa maria del fiore
AUTORE: FILIPPO BRUNELLESCHI
vincenzo palaia iiib
INDICE
L' AUTORE
LA STORIA
LE DIMENSIONI
LE TECNICHE DI COSTRUZIONE
LE CURIOSITà
1. L' AUTORE DELLA CUPOLA
Le date più importanti
1377
1419
1420
1429
Scultura di Brunelleschi (in piazza del Duomo) che leva lo sguardo per osservare la Cupola del Duomo di Firenze
+INFO
1436
1446
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2. LA STORIA DELLA CUPOLA
La chiesa, dedicata alla Madonna “del fiore”, doveva rimpiazzare l’originaria chiesa di Santa Reparata, essere magnifica e spettacolare, per rappresentare la grandezza di Firenze e per riuscire a competere con le imponenti cattedrali di Siena e Pisa. Fu terminata nel 1421, quando non restava che costruire la cupola, la cui realizzazione provocò molti dubbi e preoccupazioni, a causa della scelta di materiali e dimensioni.
La chiesa vista da Piazzale Michelangelo
La chiesa senza la cupola
La cupola è un capolavoro assoluto dell’arte che incanta il mondo fin dalla sua realizzazione: è il simbolo di Firenze, del Rinascimento e dell’umanesimo occidentale. Fu costruita tra il 1420 e il 1436 su progetto di Filippo Brunelleschi ed è la più grande volta in muratura del mondo. La stupenda cupola è il simbolo della perfezione architettonica e del genio fiorentino. Può essere ammirata da molti angoli di Firenze, ma sicuramente il luogo più affascinante è il Piazzale Michelangelo, che offre una vista a 360° su tutta la città.
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3. LE DIMENSIONI DELLA CUPOLA
Modellino in miniatura della cupola
È una struttura in pietra e mattoni a base ottagonale, con diametro esterno di 54,8m ed interno di 45,5m, composta da due cupole, una interna e una esterna, ciascuna costituita da otto “vele”, delle quali la prima ha un angolo maggiore dell’altra e la sostiene. Le calotte sono rese tra loro solidali da ventiquattro nervature meridiane e dieci parallele e nell’intercapedine tra i due gusci si svolge il percorso di salita alla lanterna (di 463 gradini). Le parti in laterizio sono realizzate a spina-pesce, mentre la cupola esterna è rivestita in tegole di cotto ed è segnata da otto costoloni di marmo bianco. Questi convergono verso il serraglio, cioè l’oculo sommitale, sul quale s’innalza la grande lanterna: una torre in marmo bianco alta 21m, che fu realizzata dopo la morte del Brunelleschi (1446), ma seguendo il suo progetto. Sulla sommità della lanterna svetta la “palla d’oro” del Verrocchio, che la mise in opera nel 1471. La struttura, in totale, presenta un peso che si aggira intorno alle 37000 tonnellate.
La lanterna della cupola
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4. LE TECNICHE DI COSTRUZIONE DELLA CUPOLA
SPINA DI PESCE
ARCO A SESTO ACUTO
DOPPIA CALOTTA
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5. LE CURIOSITà SULLA CUPOLA
UN COMPAGNO POCO GRADITO
UNA LEGGE MORALE
UN FULMINE
LA PROVENIENZA DEGLI OPERAI
UN NUOVO CONCORSO
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FINE DELLA PRESENTAZIONE
GRAZIE PER LA VISIONE
LA PROVENIENZA DEGLI OPERAI
I 4 milioni di mattoni utilizzati nella costruzione della cupola di Firenze furono realizzati e cotti nelle celebri fornaci dell’Impruneta. Per questo motivo moltissimi operai che lavorarono al cantiere provenivano proprio da lì.
DOPPIA CALOTTA
Per la sua cupola, Brunelleschi optò inoltre per una doppia calotta, cioè due cupole, una interna e una esterna, ognuna divisa in verticale da otto vele. Per edificare la doppia calotta Brunelleschi studiò un’impalcatura aerea che s’innalzava in modo graduale da una piattaforma di legno montata all’altezza del tamburo. Finché la parete della cupola rimaneva quasi verticale, il ponteggio veniva sostenuto da travi infilate nel muro, mentre per il tratto in cui la calotta si curvava, convergendo al centro c’era un ponteggio sospeso nel vuoto in mezzo alla cupola, forse poggiato con lunghe travi a piattaforme poste a quote inferiori, dove si trovavano anche i depositi di materiali e di strumenti.
La struttura interna della cupola di Santa Maria del Fiore
1436
Nel 1436, venne inaugurata la cupola di Santa Maria del Fiore. Fin da subito rappresentò una delle opere ingegneristiche e architettoniche di maggiore importanza e successo. Il completamento totale della cupola avvenne più tardi, nel 1461 con l’edificazione della lanterna sommitale, anch’essa su disegno di Brunelleschi.
La cupola di Santa Maria del Fiore
1446
Nel 1446 iniziarono i primi lavori nella chiesa di Santo Spirito, sempre su progetto di Brunelleschi del 1428. La chiesa simboleggia uno degli ultimi lavori del maestro, dal quale emerge tutta la sua monumentalità e classicità. Il 15 aprile dello stesso anno Filippo Brunelleschi morì a Firenze: dopo una prima collocazione nel Campanile di Giotto, la sua tomba fu spostata all’interno della cattedrale di Santa Maria del Fiore.
ARCO A SESTO ACUTO
Filippo Brunelleschi, costretto da necessità pratiche ed estetiche, scelse per la cupola una forma a sesto acuto, “più magnifica e gonfiante”, dato che le dimensioni non permettevano una forma semisferica. Il maggior sviluppo in altezza del sesto acuto compensava l’eccezionale sviluppo orizzontale della navata, unificando nella cupola tutti gli spazi.
La matematica nella cupola di Santa Maria del Fiore
UN FULMINE
Un fulmine, nel 1601, fece crollare a terra la sfera dorata originale, provocando ingenti danni alla cupola e agli edifici confinanti alla cattedrale.
1419
Nel 1419, Brunelleschi fu chiamato per la progettazione dello Spedale degli Innocenti, opera commissionata dall’Arte della Seta, una delle maggiori corporazioni di arti e mestieri di Firenze a cui aderivano commercianti ed artigiani. Lo Spedale degli Innocenti fu il primo istituto d’Europa che accolse neonati abbandonati dai loro genitori, e ancora oggi presenta la medesima destinazione d’uso, ospitando bambini in affido. Da un punto di vista architettonico è una delle prime costruzioni rinascimentali del mondo.
Lo Spedale degli Innocenti
UN NUOVO CONCORSO
Molti anni dopo il termine della cupola, nel 1512, l’Opera del Duomo allestì un nuovo concorso per decorare l’unica parte rimasta scoperta. Al concorso parteciparono i più importanti artisti di Firenze tra cui Michelangelo, il cui progetto però venne scartato a favore di quello di Baccio d’Agnolo.
1429
Nel 1429 gli fu commissionata la costruzione della Cappella de' Pazzi, ad oggi una delle più importanti opere rinascimentali. Per la costruzione Brunelleschi si ispirò alla sala capitolare di Santa Maria Novella, reinterpretandone la pianta. Quest’opera è uno dei più bei esempi di eleganza e purezza dell’arte rinascimentale. L’interno è analogo a quello della Sagrestia Vecchia e presenta anch’esso parti decorate in pietra serena e una grande volta ad ombrello. L’unica differenza è che la Sagrestia Vecchia ha una pianta a base quadrata, mentre qui è a base rettangolare. Come per la Sagrestia Vecchia, proprio di fronte all’ingresso è posizionata la scarsella, abside di piccole dimensioni dove è collocato l’altare commemorativo.
La Cappella de' Pazzi
UN COMPAGNO POCO GRADITO
Brunelleschi prima della cupola non aveva mai costruito nulla. Gli fu affiancato come compagno il celebre e stimato orafo Lorenzo Ghiberti, non molto gradito da Brunelleschi che, per sminuirlo, durante i lavori si finse malato e si assentò dal cantiere per 10 giorni. In sua assenza Ghiberti non fu in grado di portare avanti il cantiere nemmeno di un mattone, e fu subito mandato via.
SPINA DI PESCE
La tecnica muraria della cupola è interessantissima: in pietra fino ai primi sette metri circa, poi in mattoni a “spinapesce”. Ossia, tra i mattoni orizzontali veniva inserito, a intervalli regolari, un mattone per lungo così che le sporgenze dei mattoni “in piedi” facessero da sostegno all’anello successivo. Una tecnica a spirale già usata in edifici orientali ma mai sperimentata nell’area fiorentina.
L'interno della cupola di Santa Maria del Fiore
1420
Nel 1420 Brunelleschi avviò la progettazione della cupola di Santa Maria del Fiore e progettò la Cappella Barbadori, situata all’interno della chiesa di Santa Felicita. Nello stesso anno ricevette la commissione da Giovanni di Bicci de’ Medici di progettare la Sagrestia della chiesa di San Lorenzo.
UNA LEGGE MORALE
Una volta concluso il cantiere, una legge non scritta obbligò gli architetti fiorentini a costruire edifici che non superassero in altezza la cupola di Brunelleschi.
1377
Filippo Brunelleschi nacque a Firenze nel 1377, figlio di Brunellesco di Lippo, famoso notaio fiorentino, e di Giuliana Spini. Fin da bambino ebbe la fortuna di ricevere un’ottima educazione che lo portò ad imparare nozioni utili per il futuro, come lo studio dell’ottica. Negli anni della formazione nacque in lui l’interesse verso la scultura e la pittura, che lo portò a lavorare da apprendista presso la bottega di un orafo amico di famiglia. Qui imparò le principali tecniche legate al mondo dell’oreficeria come la fusione dei metalli e l’utilizzo dei vari strumenti del mestiere.