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Becchin'amor

Petru Drumea

Created on November 6, 2023

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Transcript

A.s. 2023/24

Cecco Angiolieri

Becchin' amor

Emilia, Fatima, Petru, Nicla

Becchin' amor

Parafrasi

«Becchin’ amor!» «Che vuo’, falso tradito?» «Che·mmi perdoni». «[Tu] non ne se’ degno». «Merzé, per Deo!» «Tu vien’ molto gecchito». «E verrò sempre». «Che saràmi pegno?» «La buona fé». «Tu·nne se’ mal fornito». «No inver’ di te». «Non calmar, ch’i’ ne vegno». «In che fallai?» «Tu·ssa’ ch’i’ l’abbo udito». «Dimmel’, amor». «Va’, che·tti veng’ un segno!» «Vuo’ pur ch’i’ muoia?» «Anzi mi par mill’anni». «Tu non di’ bene». «Tu m’insegnerai». «Ed i’ morrò». «Omè, che·ttu m’inganni!» «Die te’l perdoni». «E·cché, non te ne vai?» «Or potess’io!» «Tegnoti per li panni?» «Tu tieni ’l cuore». «E terrò co’ tuo’ guai».

Figure retoriche

Metrica

Struttura

Temi

Sintassi

Parafrasi

«Becchina, amore!» «Cosa vuoi, bugiardo traditore?» «Che mi perdoni». «Non te lo meriti». «Pietà, per Dio!» «Tu vieni qui molto umile». «E ci verrò sempre». «Che pegno mi darai?» «La buona fede». «Tu ne hai poca». «Non verso di te». «Non calmarmi, perché ne ho appena fatto esperienza». «In cosa ho fallito?» «Tu sai che l'ho sentito dire». «Dimmelo, amore». «Va', che ti venga un colpo!»
«Vuoi davvero che io muoia?» «Anzi, non vedo l'ora». «Tu non parli bene». «Mi insegnerai tu». «Ed io morirò». «Ahimè, tu mi inganni!» «Che Dio te lo perdoni.». «E allora, non te ne vai?» «Potessi farlo!» «Ti tengo per i vestiti?» «Tu tieni il mio cuore». «E lo terrò procurandoti danno».

Figure retoriche

Legenda

«Becchin’ amor!» «Che vuo’, falso tradito?» «Che·mmi perdoni». «[Tu] non ne se’ degno». «Merzé, per Deo!» «Tu vien’ molto gecchito». «E verrò sempre». «Che saràmi pegno?» «La buona fé». «Tu·nne se’ mal fornito». «No inver’ di te». «Non calmar, ch’i’ ne vegno». «In che fallai?» «Tu·ssa’ ch’i’ l’abbo udito». «Dimmel’, amor». «Va’, che·tti veng’ un segno!» «Vuo’ pur ch’i’ muoia?» «Anzi mi par mill’anni». «Tu non di’ bene». «Tu m’insegnerai». «Ed i’ morrò». «Omè, che·ttu m’inganni!» «Die te’l perdoni». «E·cché, non te ne vai?» «Or potess’io!» «Tegnoti per li panni?» «Tu tieni ’l cuore». «E terrò co’ tuo’ guai».

--------- APOSTROFE --------- IPERBOLE --------- ANTIFRASI --------- METONIMIA

METRICA

STRUTTURA

FORMA METRICA:

Ogni verso contiene due battute alternative dei personaggi (Cecco e la donna da lui amata Becchina) perfettamente ripartite tra i due emistichi dell'endecasillabo. Sono presenti numerosi termini del lessico popolare: (tradito, calmar...) Nel sonetto si capisce che le parole del dialogo non sono cercate ma vengono dette senza pensare, con un risultato ironico.

E' un sonetto (composto di due terzine e due quartine) di versi endecasillabi

SCHEMA DELLE RIME:

Quartine rime alternateABAB ABAB Terzine rime alternate CDC DCD

TEMI

Cecco si umilia davanti a Becchina, questo richiama parodisticamente la figura sottomessa del CAVALIERE nella letteratura cortese.

Il sonetto è una chiara parodia di un CONTRASTO (dialogo tra due figure, spesso utilizzato nella tradizione cortese)

Becchina rappresenta una parodia della DONNA nella poesia cortese, si nega a Cecco non per troppa nobiltà ma per puro egoismo.

Inizialmente e fino alla fine Bechhina si nega a Cecco e lo RIMPROVERA del suo comportamento, ma vero la fine cambierà idea

SINTASSI

TERZINE

QUARTINE

Nelle terzine, invece, viene riferita in discorso indiretto la risposta della donna. La sintassi delle terzine risulta meno complessa: i periodi occupano uno o due versi.

Le quartine sono occupate dal discorso lirico del poeta-amante insoddisfatto, che si vale come di consueto dell’iperbole per descrivere l’infelicità della propria condizione, tale addirittura da muovere a pietà il suo peggior nemico.