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Una giornata particolare
Riccardo De cesare
Created on November 5, 2023
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Transcript
UNA GIORNATA PARTICOLARE
6 maggio 1938. La Roma fascista è in festa per l'arrivo del Führer in visita al duce. In un edificio popolare Antonietta, una bella donna distrutta dalle gravidanze e dalle fatiche, moglie di un fanatico fascista Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, ha vinto 3 Nastri d'Argento, ha vinto 2 David di Donatello, 2 candidature e vinto un premio ai Golden Globes
nel complesso popolare citato precedentemente Antonietta, moglie di un usciere e madre di sei figli, prepara la colazione, sveglia la famiglia, aiuta nei preparativi per la parata. Una volta sola, inavvertitamente, apre la gabbietta del merlo che va a posarsi sul davanzale di una appartamento difronte al suo. Bussa alla porta, ad aprirle è Gabriele, ex annunciatore dell'EIAR che sta preparando la valigia in attesa di andare al confino perché omosessuale. Mentre la radio continua a trasmettere la radiocronaca dell'incontro tra Hitler e Mussolini, Antonietta e Gabriele si rispecchieranno l'una nell'altro.
L’adesione grossolana della massa al regime, il mito rozzo della virilità e il maschilismo ripugnante è un’impronta che ha segnato profondamente la società e la cultura del popolo italiano. Anche per questo, la storia di Antonietta e Gabriele evidenzia il recupero del vero Sé chiamatosi fuori dall’omologazione e dal conformismo.
Antonietta e Antonio sono gli invisibili del condominio
Gabriele non è “né soldato, né marito, né padre” e resta a casa perché nella sua posizione non c’è un posto dove andare, se non al confine. Palazzo Federici si svuota e l’unica umanità che resta è quella emarginata. Antonietta non ne è consapevole o almeno così sembra: è normale occuparsi dei letti da rifare, della cena da preparare, della casa da pulire, della biancheria da lavare… È normale, nel poco tempo libero che le resta, incollare foto e articoli di giornale sul Duce o dedicargli un ritratto fatto di piccoli bottoni cuciti insieme. Ma l’incontro con Gabriele, l’unica finestra fuori norma della sua vita, sovvertirà i sentimenti di questa donna.
Antonietta è moglie, madre e soprattutto serva di un marito maschilista e di sei figli partoriti uno in fila all’altro: resta a casa, da sola, mentre tutti corrono alla parata fascista, perché quello è il suo posto e c’è tanto da fare.
Sulle prime, avvertenze dalle chiacchiere di una diffidente portinaia, Antonietta dubita di lui, che si è autoinvitato a prendere un caffé in casa sua: lo schiaffeggia addirittura quando Gabriele le rivela la vera ragione per cui è stato cacciato dall'EIAR. Poi, la comprensione ha il sopravvento; l'uomo e la donna si confidano reciprocamente le loro pene; hanno un breve incontro d'amore. La sera sarà tutto finito: Antonietta tornerà ad essere la schiava del marito, Gabriele verrà prelevato da due poliziotti e inviato al confino.
Commento
Il film è forte e toccante e mostra la disperazione di due personaggi in un periodo storico più che disperato che si sta dirigendo verso la Seconda Guerra Mondiale. La disperazione della casalinga Loren perchè alla fine è diventata una semplice "macchina" per fare ed allevare i figli insieme al marito che ostenta con orgoglio l'appartenenza al fascismo. L'annunciatore Mastroianni vede non solo naufragare l'Italia condannata alla deriva hitleriana ma vive il dramma di non vivere la libertà di espressione e di amare chi più lo aggrada. Un film che, anche con l'ausilio della voce in sottofondo, rende benissimo l'idea del clima che si respirava in Italia sotto la violenta dittatura fascista.