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BENEDETTO CROCE
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2- Vita
3- Opere
1- Contesto storico
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7- Video
5- Pedagogia
4- Ruolo politico
Contesto storico
Benedetto Croce- La vita
25 febbraio 1866
28 luglio 1883
Si iscrive all'università di Giurisprudenza a Napoli, ma segue le lezioni di filosofia morale a Roma.
Perde i genitori e la sorella durante il terremoto di Casamicciola
Nasce a Pescasseroli, Abruzzo.
Gennaio 1903
Fra i fondatori della Società dei Nove Musi
Muore a Napoli
Esce il primo numero della rivista "La Critica" in collaborazione con Giovanni Gentile
20 novembre 1952
1890
Benedetto Croce- Le opere
Manifesto degli Intellettuali antifascisti 1925
Storia d'Italia 1928
Storia d'Europa 1932
La Poesia 1933
+ info
Benedetto Croce- Ruolo Politico
-Venne nominato per censo senatore del Regno d'Italia nel 1910. -Durante la Prima guerra mondiale, fra interventismo o neutralismo, si rivolse alla seconda: il suo era un neutralismo che adattava le posizioni liberali con la possibilità dell'intervento, rimanendo comunque poco favorevole alla guerra. -Dal 1920 al 1921 divenne Ministro della pubblica istruzione nel quinto e ultimo governo di Giolitti. -Con un decreto del 21 maggio 1920 gli fu concesso il titolo di "Nobile". -Elaborò una riforma della pubblica istruzione che fu poi ripresa in parte da Giovanni Gentile.
Benedetto Croce-Il rapporto con il fascismo
Inizialmente Benedetto Croce fu vicino al fascismo, ascoltò ed applaudì il discorso di Mussolini al teatro San Carlo di Napoli il 24 ottobre 1922.
Durante le elezioni del 24 giugno 1924, successive all'uccisione del deputato socialista Matteotti, Croce fu tra i 225 senatori che votarono la fiducia al governo Mussolini, insieme a Giovanni Gentile.
Si allontanò dal fascismo quando scrisse il "Manifesto degli intellettuali antifascisti" in replica al "Manifesto degli intellettuali fascisti" di Giovanni Gentile. Il Manifesto sancì l'assunzione da parte di Croce del ruolo di "coscienza morale dell'antifascismo italiano" e di "filosofo della libertà".
Segnò, inoltre, la rottura dell'amicizia con Gentile
La Bibbia, Croce, la geometria, la fisica, ci apparivano fonti di certezza
- Primo Levi
Benedetto Croce- Manifesto degli intellettuali antifascisti.
- L'autonomia della cultura.
- Inutilità di sottoporre il Manifesto fascista agli intellettuali stranieri.
- Confutazione del carattere dogmatico e irrazionale del Fascismo e dello Stato totalitario.
- Rievocazione del passato risorgimentale.
.
Benedetto Croce- il rapporto con il fascismo
L'unico atto di ostilità violenta compiuto dal fascismo verso Croce fu la devastazione della sua casa napoletana nel novembre del 1926.
Negli anni successivi il fascismo ritenne Croce un avversario poco temibile, sostenitore della tesi di un fascismo come "malattia morale" superata dal progresso della storia.
Nel 1938 il governo inviò a tutti i professori universitari un questionario da compilare ai fini della "classificazione razziale", tutti gli insegnanti risposero tranne Croce, unico intellettuale non ebreo a non esporsi. Fu espulso da tutte le accademie di cui era membro.
Benedetto Croce- Ruolo politico
- Divenne Presidente del Partito Liberale Italiano.
- Ministro nel secondo governo Badoglio.
- Entrò a far parte del secondo governo Bonomi.
- Non accettò la proposta come Capo provvisiorio dello Stato e la nomina di senatore a vita.
+ info
Benedetto Croce- Pedagogia
La pedagogia di Croce fu fortemente influenzata da un criticismo teso tra Herbart e Hegel poi riattivata da Marx.
- Pedagogia scolastica legata al suo ruolo di Ministro dell'Istruzione e del suo storicismo. - Figura del docente. - Modello liberale. - Creatività e scoperta personale, piuttosto che insegnamento dogmatico. - Insegnamento delle arti e della cultura.
Benedetto Croce- Pedagogia
Durante l'operato di ministro nell'ultimo governo di Giolitti in Croce emerge un'idea di scuola e di didattica connessa al ruolo-guida dello Stato. Come rappresentanre del "Liberalismo" guarda ad una scuola "libera" (statale e privata) ma anche "religiosa" (educativa) e che ponesse al centro il ruolo di controllo da parte dello Stato, con l'esame finale al termine della secondaria superiore, in modo da esercitare una verifica su tutto il sistema "istruttivo", correlato alla scuola pubblica e privata.
Della scuola aveva una visione pratica, come uno spazio di incontro di soggetti e di trasmissione di sapere e formazione del pensiero.
Benedetto Croce- Pedagogia
Croce concepisce l'educazione come un processo di sviluppo dell'individuo, finalizzato alla sua realizzazione personale e alla formazione di un cittadino consapevole e responsabile, concentrandosi sulla sua libertà e autonomia.
L'educazione dovrebbe essere un'esperienza creativa, in cui l'individuo impara attraverso l'azione e la partecipazione attiva, in quanto è importante stimolare la curiosità e l'interesse degli studenti, incoraggiandoli a esplorare e scoprire il mondo intorno a loro.
Benedetto Croce- Pedagogia
Croce sottolinea anche l'importanza dell'arte e della cultura all'interno dell'educazione: crede che l'arte abbia un ruolo centrale nell'espressione della personalità e nell'acquisizione di valori morali ed estetici.
L'educazione artistica deve essere parte integrante del percorso educativo.
L'apprendimento non deve limitarsi all'ambito scolastico, ma deve accompagnare l'individuo lungo tutta la vita, favorendo il suo sviluppo personale e professionale
Benedetto Croce- Pedagogia dello storicismo
Sin instaura nella pedagogia di Benedetto Croce una visione del mondo da introiettare,da far propria e da rendere attiva nel pensare e nell'agire. Si presenta un modello di formazione di sè come soggetto nutrito di storia e in essa operante, in quanto la storia è in primo luogo conoscenza, in particolare conoscenza contemporanea, perchè la storia non è passata, ma viva in quanto il suo studio è motivato da interessi del presente.
Tale concezione costituì per i colti un modello di vita, una coscienza di sè, ed ebbe una valenza antropologica ed educativa forte e significativa, soprattutto durante il regime totalitario
Benedetto Croce- Video
http://www.ovovideo.com/benedetto-croce/
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Benedetto Croce
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BENEDETTO CROCE
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4- Ruolo politico
Contesto storico
Benedetto Croce- La vita
25 febbraio 1866
28 luglio 1883
Si iscrive all'università di Giurisprudenza a Napoli, ma segue le lezioni di filosofia morale a Roma.
Perde i genitori e la sorella durante il terremoto di Casamicciola
Nasce a Pescasseroli, Abruzzo.
Gennaio 1903
Fra i fondatori della Società dei Nove Musi
Muore a Napoli
Esce il primo numero della rivista "La Critica" in collaborazione con Giovanni Gentile
20 novembre 1952
1890
Benedetto Croce- Le opere
Manifesto degli Intellettuali antifascisti 1925
Storia d'Italia 1928
Storia d'Europa 1932
La Poesia 1933
+ info
Benedetto Croce- Ruolo Politico
-Venne nominato per censo senatore del Regno d'Italia nel 1910. -Durante la Prima guerra mondiale, fra interventismo o neutralismo, si rivolse alla seconda: il suo era un neutralismo che adattava le posizioni liberali con la possibilità dell'intervento, rimanendo comunque poco favorevole alla guerra. -Dal 1920 al 1921 divenne Ministro della pubblica istruzione nel quinto e ultimo governo di Giolitti. -Con un decreto del 21 maggio 1920 gli fu concesso il titolo di "Nobile". -Elaborò una riforma della pubblica istruzione che fu poi ripresa in parte da Giovanni Gentile.
Benedetto Croce-Il rapporto con il fascismo
Inizialmente Benedetto Croce fu vicino al fascismo, ascoltò ed applaudì il discorso di Mussolini al teatro San Carlo di Napoli il 24 ottobre 1922.
Durante le elezioni del 24 giugno 1924, successive all'uccisione del deputato socialista Matteotti, Croce fu tra i 225 senatori che votarono la fiducia al governo Mussolini, insieme a Giovanni Gentile.
Si allontanò dal fascismo quando scrisse il "Manifesto degli intellettuali antifascisti" in replica al "Manifesto degli intellettuali fascisti" di Giovanni Gentile. Il Manifesto sancì l'assunzione da parte di Croce del ruolo di "coscienza morale dell'antifascismo italiano" e di "filosofo della libertà".
Segnò, inoltre, la rottura dell'amicizia con Gentile
La Bibbia, Croce, la geometria, la fisica, ci apparivano fonti di certezza
- Primo Levi
Benedetto Croce- Manifesto degli intellettuali antifascisti.
- Confutazione del carattere dogmatico e irrazionale del Fascismo e dello Stato totalitario.
- Rievocazione del passato risorgimentale.
.Benedetto Croce- il rapporto con il fascismo
L'unico atto di ostilità violenta compiuto dal fascismo verso Croce fu la devastazione della sua casa napoletana nel novembre del 1926.
Negli anni successivi il fascismo ritenne Croce un avversario poco temibile, sostenitore della tesi di un fascismo come "malattia morale" superata dal progresso della storia.
Nel 1938 il governo inviò a tutti i professori universitari un questionario da compilare ai fini della "classificazione razziale", tutti gli insegnanti risposero tranne Croce, unico intellettuale non ebreo a non esporsi. Fu espulso da tutte le accademie di cui era membro.
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La pedagogia di Croce fu fortemente influenzata da un criticismo teso tra Herbart e Hegel poi riattivata da Marx.
- Pedagogia scolastica legata al suo ruolo di Ministro dell'Istruzione e del suo storicismo. - Figura del docente. - Modello liberale. - Creatività e scoperta personale, piuttosto che insegnamento dogmatico. - Insegnamento delle arti e della cultura.
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Durante l'operato di ministro nell'ultimo governo di Giolitti in Croce emerge un'idea di scuola e di didattica connessa al ruolo-guida dello Stato. Come rappresentanre del "Liberalismo" guarda ad una scuola "libera" (statale e privata) ma anche "religiosa" (educativa) e che ponesse al centro il ruolo di controllo da parte dello Stato, con l'esame finale al termine della secondaria superiore, in modo da esercitare una verifica su tutto il sistema "istruttivo", correlato alla scuola pubblica e privata.
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Croce concepisce l'educazione come un processo di sviluppo dell'individuo, finalizzato alla sua realizzazione personale e alla formazione di un cittadino consapevole e responsabile, concentrandosi sulla sua libertà e autonomia.
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