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ISTITUZIONI ANTICHE E MODERNE

lorenzo clarizia

Created on November 4, 2023

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Transcript

Istituzioni antiche e moderne

Diritto all'istruzione

introduZIONE

L'Italia è uno dei Paesi più antichi d'Europa e ha una ricca storia che affonda le radici nella cultura classica della Grecia e di Roma. L'antica Roma è stata una delle civiltà più influenti della storia e ha lasciato un'eredità duratura in termini di leggi, governo, architettura e cultura. I valori fondamentali della società italiana sono il risultato dell'impegno di generazioni di uomini e donne con orientamenti diversi, sia laici che religiosi. Questi valori sono incisi nella Costituzione del 1947. La Carta costituzionale italiana è fondata sul rispetto della dignità umana, protegge e promuove i diritti umani inalienabili, sostenendo i più deboli e garantendo lo sviluppo delle capacità morali, spirituali e lavorative di ogni individuo.

La παιδεία a Roma

L'espressione "scuola pubblica” per la scuola romana è appropriata se la intendiamo come un luogo in cui avveniva l'apprendimento collettivo, ma non come un'istituzione governativa con tutti i diritti e doveri associati. In pratica, la maggior parte delle spese per l'istruzione era sostenuta direttamente dalle famiglie, come sembra indicare una lettera di Plinio il Giovane (IV,13).

Inoltre, non c'era un obbligo legale di istruzione nell'antica Roma. Le famiglie più povere dovevano scegliere tra rinunciare all'istruzione culturale dei loro figli o pagare salari minimi ai maestri per insegnare loro. Le famiglie più ricche, d'altra parte, potevano decidere di fornire un'istruzione domestica attraverso precettori privati.

Maestro che corregge il compito ad una allieva (Museo Archeologico "Giovio") -Como

Scena scolastica - particolare del sarcofago di Marco Cornelio Stazio (Museo del Louvre) Parigi

Giovane con stilus (Ercolano)

I gradi dell’istruzione erano tre: dai sette agli undici anni si frequentava il ludus letterarius dove i bambini apprendevano dal litterator a leggere,scrivere e far di conto (lo testimonierà Agostino alla fine del IV secolo, in Confessiones I,13). Il grado successivo, a cui accedeva una minoranza e certamente in gran parte maschile, era curato dal grammaticus che impartiva cognizioni linguistiche e letterarie. Al livello superiore accedevano solo pochi privilegiati, tra i diciassette i vent’anni circa: si trattava di una sorta di college in cui i giovani della classe dirigente, sotto la guida del rethor, si preparavano alla professione forense e politica.

Il celebre bassorilievo di Neumagen, del II-III secolo d.C., illustra una scena d’istruzione primaria sotto la guida di un grammaticus (Museo di Treviri).

Le punizioni corporali erano la norma: pare che la frusta, la ferŭla, fosse per il maestro lo strumento didattico fondamentale e il simbolo stesso del suo potere, al punto che Marziale, in uno degli epigrammi, definisce sarcasticamente le ferulae “scettri dei pedagoghi” (sceptra paedagogorum).

Le scuole erano tabernae in cui scolari spesso di età diverse sedevano su sgabelli senza banco disposti intorno alla cattedra del maestro. Per scrivere gli alunni utilizzavano una tavoletta in legno ricoperta di cera sulla quale incidevano grazie ad un bastoncino in metallo appuntito, chiamato stilo.

La παιδεία in Grecia

Fino all’età ellenistica non vi fu in Grecia una istruzione scolastica obbligatoria, controllata dallo Stato. Nelle città-stato greche, l'istruzione era principalmente una responsabilità familiare e privata, e non era regolamentata o finanzia dal governo centrale.

Il percorso scolastico iniziava a 7 anni con l'insegnamento elementare tenuto dal "γραμματιστής." L'insegnamento secondario durava fino ai 14 anni ed era impartito al (μειράκιον) dal "γραμματικός." Successivamente, sotto la guida del "σοφιστής," i giovani si dedicavano all'insegnamento superiore tra i 18 e i 20 anni, che includeva anche l'allenamento militare e sportivo (efebia).

Toccava ai genitori pagare le spese per i vari maestri.
Gli studi si dividevano in tre gradi distinti: Istruzione primaria: Si iniziava con l'alfabeto, la scrittura e il calcolo. Il bambino era un recettore passivo senza sollecitazione di fantasia o sensibilità. Istruzione secondaria: Si studiavano autori rappresentativi come Omero, Euripide, Menandro, e altri grandi autori fino a Callimaco e Apollonio Rodio. Questo grado comprendeva quattro fasi: l'accertamento del testo, la lettura, la spiegazione, e il commento per scopi morali. Istruzione superiore: L'apice degli studi era la retorica. Alcune discipline come la medicina prevedevano un apprendistato, mentre agli studi tecnici (come ingegneria o diritto) veniva dato meno spazio.
La coppa di Duride è un importante manufatto archeologico che fornisce una preziosa testimonianza sull'istruzione nell'antica Atene nel V secolo a.C. Questa kylix, o coppa a forma di calice, mostra vari aspetti dell’educazione greca: un insegnante seduto che tiene un rotolo in mano con un passo scritto in greco antico: "ΜΟΙΣΑΜΟΙ ΑΦΙΣΚΑΜΑΝΔΡΟΝ ΕΥΡΩΝΑΡΧΟΜΑΙ ΑΕΙΝΔΕΝ", che può essere tradotto come "O Musa, a me! Comincio a cantare dell'ampio Scamandro..." Questo è l'incipit di un poema di Stesicoro, un antico poeta lirico, anche se l'opera completa è andata perduta; un maestro e l'alunno, entrambi seduti e l'alunno sta imitando il maestro nel suono della lira, suggerendo un insegnamento musicale; un maestro flautista (haulétes) sta suonando un diaulòs (una doppia flauto), mentre l'alunno lo ascolta, indicando l'insegnamento della musica; un maestro di grammatica (grammatistès) con una tavoletta scrittoria e uno stilo, che insegna a scrivere o sta corregge il lavoro del ragazzo La coppa è oggi conservata presso lo Staatliche Museum a Berlino.
Accadeva, però, che solo i figli dei cittadini agiati potessero compiere per intero il percorso di studi, mentre quelli meno abbienti si dovevano accontentare solo dei primi rudimenti scolastici. Le lezioni erano tenute in una stanza dotata semplicemente di una scranna per il maestro (θρόνος) e di sgabelli (βάθρα) per gli allievi, i quali non disponevano di un tavolino Per scrivere gli scolari usavano tavolette di legno spalmate di cera.

UN'ISTRUZIONE DI ALTA QUALITA'

La scuola romana e greca, in un'epoca caratterizzata da profonde disuguaglianze sociali, mirava a fornire le conoscenze essenziali per la vita quotidiana. Oggi, la sfida dell'istruzione moderna è quella di superare le disparità socioeconomiche, garantendo un'istruzione di alta qualità ai meritevoli.

Nella storia dell'Italia unita, l'obbligo e la gratuità dell'istruzione sono stati istituiti fin dai primi giorni. La legge Casati del 1859, emanata nel Regno di Sardegna, rimase in vigore fino al 1887, quando fu sostituita dalla legge Coppino. Quest'ultima estese l'istruzione obbligatoria da due a tre anni, fino a nove anni di età, con sanzioni per i trasgressori. Queste misure furono adottate per combattere l'alto tasso di analfabetismo, soprattutto in un contesto in cui i bambini spesso dovevano aiutare le famiglie nell'agricoltura.

LA COSTITUZIONE ITALIANA E L'ISTRUZIONE

La Costituzione italiana dedica gli articoli 33 e 34 all'istruzione.

La scuola è aperta a tutti (art. 34, primo comma)

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi (art. 34, terzo comma)

L'arte e la scienza sono libere, e libero è l'insegnamento (art. 33, primo comma)

L'articolo dichiara che la scuola è aperta a tutti, sottolineando che l'istruzione inferiore è obbligatoria e gratuita per tutti i bambini residenti in Italia, indipendentemente dalla loro nazionalità o status di residenza. Inizialmente, l'obbligo era di otto anni, ma dal 2007 è stato aumentato a dieci anni, includendo l'obbligo di conseguire un diploma di scuola superiore o una qualifica professionale entro il diciottesimo anno di età.

L'articolo sottolinea che i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno il diritto di raggiungere gli studi più avanzati. Capacità (cioè talento) e merito (cioè impegno, sacrificio): le due qualità essenziali per farsi largo, nella scuola come nella vita.

L'articolo afferma la libertà nell'arte, nella scienza e nell'insegnamento, consentendo l'autonomia didattica

FREQUENTARE LA SCUOLA È UN DIRITTO DI TUTTI, IN TUTTO IL MONDO.

Molti paesi non considerano l’istruzione un diritto umano fondamentale, ma un di più che può essere concesso solo quando le finanze dello Stato lo permettono: Oltre un terzo dei bambini che non frequentano la scuola abita in Paesi colpiti da emergenze umanitarie. E purtroppo, le più colpite sono le bambine: in Yemen e Niger, Ciad e Mali, Guinea e Pakistan, il numero delle piccole che non vengono mandate a scuola cresce sempre di più.

THANK YOU!

Lorenzo Clarizia
Lo Stato segue le indicazioni della Costituzione in campo sanitario ed educativo. L’obbligo scolastico attualmente è stato esteso a dieci anni, fino al sedicesimo anno di età dei ragazzi e delle ragazze residenti nel Paese.