La diversita' nell'antica roma
start
-Camilla claudia capone -Luca lucich 4^csu
indice
1. l'omosessualità nella Roma antica-introduzione
2. l'omosessualità maschile
3. l'omosessualità femminile
4. curiosità
L'omosessualità nella Roma antica
Nell'antica Roma, l'omosessualità era considerata un vizio greco e un'offesa al mos maiorum. Tuttavia, un cittadino romano poteva essere un omosessuale rispettato, purché mantenesse sempre un ruolo “attivo” nell’ambito della propria scelta e a patto che l’amante fosse di rango inferiore. La distinzione era in genere tra attivo (uomo) e passivo (donna), ma ciò valeva anche in casi tra persone dello stesso sesso.
Delle relazioni omosessuali tra le donne non si sa molto,
anche se le donne nell'antica Roma appartenenti alle classi più alte (come le matrone) erano solitamente istruite e vi sono esempi noti di scrittura poetica e vaste corrispondenze con parenti di sesso maschile, molto poco e frammentario è ciò che è sopravvissuto rispetto a quello che potrebbe essere stato effettivamente scritto da mani femminili.
L'OMOSESSUALITA' MASCHILE
Era molto considerata la classe sociale, i rapporti tra le varie classi dovevano mantenere uno schema, infatti i rapporti omosessuali non erano mai consumati tra uomini dello stesso ceto sociale. Come affermato da Seneca: "la passività sessuale per un uomo libero è un crimine, per uno schiavo una necessità, per un liberto un dovere". Gli schiavi divenuti liberti dovevano comunque adempiere, per questioni morali, al ruolo di sottomissione nei confronti dell'ex dominus.
Nella Roma antica era molto importante per un uomo la viralità. Un vero uomo per essere considerato tale doveva essere dominante, quindi ricevere "sesso anale" o praticare "sesso orale" porterebbe in una situazione d'inferiorità e di sottomissione. Quindi essere passivi era considerato disonorevole per la figura maschile. Al contrario era lecito essere attivi o ricevere il cosiddetto "sesso orale".
L'OMOSESSUALITA' FEMMINILE
Ciò che era vista male era la "effemminatezza".
Chiaramente, due maschi non potevano sposarsi e la famiglia era solamente quella fra uomo e donna.
C'era anche chi vedeva le relazioni omoerotiche che andassero oltre il solo sesso come una parodia dei rapporti uomo-donna.
più avanti, soprattutto in epoca imperiale, possiamo ricavare le prime fonti sull'omosessualità femminile che venivano rese pubbliche sottoforma di ricette mediche, incantesimi, e pozioni d'amore. Per gli uomini romani non era una cosa "normale" l'avvenimento di un rapporto tra due donne in quanto per loro ci dovesse essere sempre una parte attiva dominante e in questo momento che gli scrittori si sono immaginati
come le donne potessero risolvere questo problema e arrivarono alla conclusione che le donne utilizzassero un cosiddetto "fallo finto". Questo aspetto delle donne, unito al fatto che si impegnano in potenti esercizi fisici e che bevono e mangiano come gli uomini, spiega le ansie culturali sulla crescente indipendenza delle donne romane.
CURIOSITA'
Anche il primo princeps Ottaviano, ovvero il primo romano ad essere chiamato Augustus, provava attrazione verso gli uomini. Dopo la battaglia di Filippi infatti è documentato che l’imperatore prese con sé un ragazzo di nome Sarmento come amante. Tiberio, nella sua villa a Capri intratteneva molti rapporti con ragazzi, mentre Caligola, come Cesare, era bisessuale.
Molti uomini illustri tra i più noti e stimati, uno fra tutti Gaio Giulio Cesare - membro autorevole della Gens Giulia e capostipite della dinastia giulio-claudia - provavano una forte attrazione nei confronti di persone dello stesso sesso: l'omosessualità, o meglio la bisessualità, di Cesare è ben testimoniata da Cicerone secondo cui egli era "il marito di tutte le mogli e la moglie di tutti i mariti". Cesare veniva di volta in volta definito "rivale della regina di Bitinia", "stalla di Nicomede", "bordello di Bitinia".
Ma la storia più famosa probabilmente è quella dell’imperatore Adriano e di Antinoo. L’amore che legava i due era veramente molto forte, tanto che nel luogo della morte del suo amato, in Egitto, sulle sponde del Nilo, Adriano fece costruire una città che portava il suo nome, Antinopoli. Il sentimento che li legava portò l’imperatore anche a far diventare il suo amato oggetto di culto.
Sappiamo che il matrimonio era vietato tra partner dello stesso sesso, ma per esempio Nerone fu il primo a sposarsi per ben due volte con degli uomini: la prima volta con un uomo chiamato Pitagora, la seconda con Sporo.
Ma la storia più famosa probabilmente è quella dell’imperatore Adriano e di Antinoo. L’amore che legava i due era veramente molto forte, tanto che nel luogo della morte del suo amato, in Egitto, sulle sponde del Nilo, Adriano fece costruire una città che portava il suo nome, Antinopoli. Il sentimento che li legava portò l’imperatore anche a far diventare il suo amato oggetto di culto.
FINE.
LA DIVERSITA' NELL'ANTICA ROMA
LUCICH LUCA
Created on November 4, 2023
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La diversita' nell'antica roma
start
-Camilla claudia capone -Luca lucich 4^csu
indice
1. l'omosessualità nella Roma antica-introduzione
2. l'omosessualità maschile
3. l'omosessualità femminile
4. curiosità
L'omosessualità nella Roma antica
Nell'antica Roma, l'omosessualità era considerata un vizio greco e un'offesa al mos maiorum. Tuttavia, un cittadino romano poteva essere un omosessuale rispettato, purché mantenesse sempre un ruolo “attivo” nell’ambito della propria scelta e a patto che l’amante fosse di rango inferiore. La distinzione era in genere tra attivo (uomo) e passivo (donna), ma ciò valeva anche in casi tra persone dello stesso sesso.
Delle relazioni omosessuali tra le donne non si sa molto, anche se le donne nell'antica Roma appartenenti alle classi più alte (come le matrone) erano solitamente istruite e vi sono esempi noti di scrittura poetica e vaste corrispondenze con parenti di sesso maschile, molto poco e frammentario è ciò che è sopravvissuto rispetto a quello che potrebbe essere stato effettivamente scritto da mani femminili.
L'OMOSESSUALITA' MASCHILE
Era molto considerata la classe sociale, i rapporti tra le varie classi dovevano mantenere uno schema, infatti i rapporti omosessuali non erano mai consumati tra uomini dello stesso ceto sociale. Come affermato da Seneca: "la passività sessuale per un uomo libero è un crimine, per uno schiavo una necessità, per un liberto un dovere". Gli schiavi divenuti liberti dovevano comunque adempiere, per questioni morali, al ruolo di sottomissione nei confronti dell'ex dominus.
Nella Roma antica era molto importante per un uomo la viralità. Un vero uomo per essere considerato tale doveva essere dominante, quindi ricevere "sesso anale" o praticare "sesso orale" porterebbe in una situazione d'inferiorità e di sottomissione. Quindi essere passivi era considerato disonorevole per la figura maschile. Al contrario era lecito essere attivi o ricevere il cosiddetto "sesso orale".
L'OMOSESSUALITA' FEMMINILE
Ciò che era vista male era la "effemminatezza". Chiaramente, due maschi non potevano sposarsi e la famiglia era solamente quella fra uomo e donna. C'era anche chi vedeva le relazioni omoerotiche che andassero oltre il solo sesso come una parodia dei rapporti uomo-donna.
più avanti, soprattutto in epoca imperiale, possiamo ricavare le prime fonti sull'omosessualità femminile che venivano rese pubbliche sottoforma di ricette mediche, incantesimi, e pozioni d'amore. Per gli uomini romani non era una cosa "normale" l'avvenimento di un rapporto tra due donne in quanto per loro ci dovesse essere sempre una parte attiva dominante e in questo momento che gli scrittori si sono immaginati
come le donne potessero risolvere questo problema e arrivarono alla conclusione che le donne utilizzassero un cosiddetto "fallo finto". Questo aspetto delle donne, unito al fatto che si impegnano in potenti esercizi fisici e che bevono e mangiano come gli uomini, spiega le ansie culturali sulla crescente indipendenza delle donne romane.
CURIOSITA'
Anche il primo princeps Ottaviano, ovvero il primo romano ad essere chiamato Augustus, provava attrazione verso gli uomini. Dopo la battaglia di Filippi infatti è documentato che l’imperatore prese con sé un ragazzo di nome Sarmento come amante. Tiberio, nella sua villa a Capri intratteneva molti rapporti con ragazzi, mentre Caligola, come Cesare, era bisessuale.
Molti uomini illustri tra i più noti e stimati, uno fra tutti Gaio Giulio Cesare - membro autorevole della Gens Giulia e capostipite della dinastia giulio-claudia - provavano una forte attrazione nei confronti di persone dello stesso sesso: l'omosessualità, o meglio la bisessualità, di Cesare è ben testimoniata da Cicerone secondo cui egli era "il marito di tutte le mogli e la moglie di tutti i mariti". Cesare veniva di volta in volta definito "rivale della regina di Bitinia", "stalla di Nicomede", "bordello di Bitinia".
Ma la storia più famosa probabilmente è quella dell’imperatore Adriano e di Antinoo. L’amore che legava i due era veramente molto forte, tanto che nel luogo della morte del suo amato, in Egitto, sulle sponde del Nilo, Adriano fece costruire una città che portava il suo nome, Antinopoli. Il sentimento che li legava portò l’imperatore anche a far diventare il suo amato oggetto di culto.
Sappiamo che il matrimonio era vietato tra partner dello stesso sesso, ma per esempio Nerone fu il primo a sposarsi per ben due volte con degli uomini: la prima volta con un uomo chiamato Pitagora, la seconda con Sporo.
Ma la storia più famosa probabilmente è quella dell’imperatore Adriano e di Antinoo. L’amore che legava i due era veramente molto forte, tanto che nel luogo della morte del suo amato, in Egitto, sulle sponde del Nilo, Adriano fece costruire una città che portava il suo nome, Antinopoli. Il sentimento che li legava portò l’imperatore anche a far diventare il suo amato oggetto di culto.
FINE.