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POWER POINT STORIA DELL'ARTE

Micaela Palermo

Created on November 3, 2023

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Transcript

GIOTTO
  • INTRODUZIONE;
  • VITA;
  • MADONNA DI OGNISSANTI;
  • I 2 CICLI DI AFFRESCHI (OPERE);
  • TAVOLE;
  • SAN FRANCESCO D'ASSISI;
  • SCENA-DONO MANTELLO;
  • CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI;
  • GIUDIZIO UNIVERSALE.
INTRUDUZIONE

In Europa, veniva data poca importanza alla pittura, ma non in Italia,dove nel 1200 e nel 1300, quando la tradizione bizzantina venne superata dagli artisti di Siena e Firenze che cercano: - una forma espressiva più vicina alla realtà; - una migliore descrizione hai dei sentimenti dei personaggi rappresentati; - una maggiore resa dello spazio; Il caposcuola dei pittori fiorenti fu CIMABUE. Le sue figure sono energiche e piene di umanità, e le sue composizioni monumentali mostrano una forte ricerca di movimento come nella crocifissione della basilica superiore di Assisi

VITA

Giotto fu riconosciuto come grande artista già dai suoi contemporanei, egli lavorò per le più importanti città italiane. Oltre ad Assisi, Roma, Padove e Firenze, egli fu attivo a Rimini nei primissimi anni del 1300 (dove realizzò un crocifisso) favorendo così la nascita di una scuola pittorica giottesca.

PERCHÈ LA PITTURA DI GIOTTO È RIVOLUZIONARIA?

Furono proprio il dinamismo delle scene, l'utilizzo della prospettiva e l'idea di utilizzare l'arte per comporre un racconto, per esprimere la propria concezione del mondo e della società.

MAESTÀ DI OGNISSANTI

Quest'opera è nota anche con il nome di Madonna col bambino in Maestà. Giotto ricerca la reltà di espressione, nei volti e nella rappresentazione delle emozioni, con la posizione di corpi, nella scelta di soggeti popolari e situazioni quotidiane. Come in tanti casi, la Maestà in trono, si riferisce ad una rappresentazione che pone al centro dell'opera, su di un trono, un personaggio importante della religione. Altri importanti esempi sono la Maestà di Duccio di Buoninsegna e la Maestà di Cimabue. Le ali degli angeli sono già di uccello ma hanno i colori delle ali di farfalla.

I DUE CICLI DI AFFRESCHI

L'arte rivoluzionaria di Giotto viene rappresentata attraverso due cicli di opere: gli affreschi della Cappella degli Scrovegni a Padova e quelli della Basilica di San Francesco ad Assisi ciascuno dei quali è costituito da grandi che narrano storie ed eventi attraverso le immagini.

SAN FRANCESCO D'ASSISI

Francesco, patrono principale d'Italia, venne canonizzato il 16 luglio del 1228 da Papa Gregorio IX, due anni dopo la sua morte. Esso voleva diventare una cavaliere, dimostrare il suo valore in battaglia e sposare una giovane nobile. San Francesco ci insegna che l'amore è l'arma più potente che l'uomo ha a disposizione e che il perdono potrebbe evitare l'insorgere di qualsiasi inutile guerra. Egli scrisse il Cantico delle creature.

SCENA-DONO MANTELLO

Questo affresco rappresenta San Francesco giovane e inberbe che, sceso da cavallo, dona il proprio mantello a un cavaliere nobile ma povero. Il santo è posto al centro, vestito di azzurro e con eleganti stivaletti, sulla destra c'è il cavaliere e sulla sinistra il cavallo che bruca mite e indifferente. L'azione si svolge tutto in primo piano in un muto colloquio tra i protagonisti. Il paesaggio alle spalle dei personaggi è costruito sulle diagonali che si incontrano in corrispondenza della testa di Francesco convogliando su di lui lo sguardo dello spettatore. Assisi a sinistra e il monastero di San Benedetto a destra.

CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI

Nel 1303, Enrico chiese a Giotto, di affrescare la cappella. I lavori impegnarono l'artista fino al 1305 ma procedettero celermente. Nel marzo del 1304 Papa Benedetto XI rilasciò la concessione di indulgenze ai visitatori e che i fedeli iniziarono ad affollare la cappella, anche per ammirare gli affreschi di Giotto, che a quella data erano in gran parte realizzati. Negli anni 1317-1320 venne ultimata la zona dietro l'altare, con le tombe di Enrico e di sua moglie, la cui decorazione è tuttavia opera di un mediocre pittore padovano che operò nello stile di Giotto.

GIUDIZIO UNIVERSALE

Il giudizio universale colpisce la concezione unitaria ed è nominata dalla figura di Cristo giudice. Il volto è luminoso. Cristo affiancato dagli apostoli e in alto dalle schiere angeliche. In basso si contrappongono 2 figure: gioia dei santi e degli eletti in basso a sinistra; i dannati a destra. Ai piedi della croce c'è il committente: Enrico Scrovegni. Sulla parte alta dell'affresco, due angeli arrotolano il cielo lasciando intravedere le porte dorate dio Gerusalemme.

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PALERMO MICAELA E ANOUAR SARA