Canto II
Purgatorio
Inizio
Indice
5. Analisi
1. Introduzione
6. Spazio e tempo
2. Lettura canto
7. Personaggi
3. Sequenze (prima parte)
4. Sequenze (seconda parte
8. Temi
introduzione al canto
Queste numerose anime sono smarrite poiché non conoscono il percorso che devono intraprendere: si avvicinano dunque a Dante e, rendendosi conto di trovarsi al cospetto di un uomo vivo, gli si accalcano intorno. Fra di loro Dante incontra il defunto amico e musicista Casella, a cui chiede di intonare una propria canzone. Il canto è interrotto dall’arrivo di Catone, che indirizza le anime verso il loro cammino di redenzione. Anche Dante e Virgilio si allontanano velocemente.
Il secondo canto del Purgatorio si apre quando Dante e Virgilio si trovano ancora sulla spiaggia ai piedi della montagna dove si era svolto il rituale di purificazione ordinato da Catone nel canto precedente. È giunta intanto l’alba, che il poeta descrive con una complessa immagine astronomica. Si avvicina un’imbarcazione, guidata da un angelo luminosissimo che al posto delle vele fa vento con le sue stesse ali. È così che le anime penitenti, destinate alla salvezza, raggiungono il luogo della loro espiazione.
LETTURA CANTO
sEQUENZE NARRATIVE
Prima sequenzavv. 1-36 Il sole si trova sull'orizzonte di Gerusalemme, il bianco dell'alba e il rosso dell'aurora si confondono ormai nel colore dorato del primo mattino. I due poeti sono ancora sulla riva del mare, e pensano alla via da percorrere, quando, appare un lume che si avvicina velocissimo sulle onde: nel breve tempo in cui Dante ne distoglie lo sguardo per interrogare Virgilio, esso è già diventato più grande e più lucente; poi comincia a vedersi ai due lati e al di sotto di questo lume qualcosa di bianco; poi ancora si capisce che ciò che biancheggia ai lati sono le ali di un angelo. A quel punto Virgilio fa inginocchiare Dante, dicendogli che quello è il primo degli angeli che egli incontrerà nel purgatorio, e mostrandogli come quello navighi senza remo né vele, ma col solo aiuto delle ali che tiene diritte verso il cielo, e sono eternamente incorruttibili.
Seconda sequenzavv. 37-75 Avvicinandosi, l'angelo diviene sempre più splendente, tanto che l'occhio di Dante non ne sostiene più la vista, e si abbassa; e l'angelo approda con una navicella svelta e leggera, che non affonda minimamente in acqua. Più di cento spiriti si trovano a bordo, cantando tutti insieme il salmo In exitu Israel de Aegypto, e quando l'angelo fa loro il segno della croce si gettano tutti sulla spiaggia, mentre quello riparte velocemente com'è venuto. Le anime sulla spiaggia mostrano di non conoscere il luogo e, visti i due poeti, chiedono loro quale sia la via da seguire. Virgilio risponde spiegando la condizione di loro due e la via che hanno percorso. Intanto le anime si sono accorte che Dante è vivo, perché respira, e, impallidendo per la meraviglia, gli si accalcano come intorno a un messaggero che porta un ramo d'olivo in segno di buone notizie, quasi dimenticando di andare verso la loro purificazione.
sEQUENZE NARRATIVE
Terza sequenzavv. 76-117 Dante vede farglisi incontro in atto di abbracciarlo una di quelle anime, con tanto affetto da indurlo a fare lo stesso; ma per tre volte stringe invano le braccia in quel gesto, perché l’ombra non ha corpo. Egli parla, cosicché Dante riconosce in essa l'amico Casella. Gli chiede perché, pur essendo morto qualche tempo prima, giunga solo ora alla spiaggia del purgatorio Casella risponde che non gli si è fatto alcun torto, se l'angelo ha negato più volte di trasportarlo sulla sua navicella, perché egli sceglie secondo la sua volontà, che è la volontà stessa di Dio; ma da tre mesi egli accoglie tutte le anime , e così ha accolto anche lui, che si trovava alla foce del Tevere. Dante prega allora l'amico, se nessuna legge divina gliene toglie la memoria o la facoltà, di confortarlo dell'asprezza del viaggio con il canto, come con il canto lo confortava in vita: e Casella si mette a cantare la canzone di Dante Amor che ne la mente mi ragiona con tanta dolcezza che Virgilio e Dante stesso e tutti gli spiriti presenti rimangono così estatici nel canto, come se non pensassero più a nient'altro.
Quarta sequenzavv.118-133 Mentre tutti sono così rapiti nell'ascolto del canto di Casella, sopraggiunge Catone, che li rimprovera aspramente della loro negligenza, e ordina loro di correre verso il monte per purificarsi dalla scorza del peccato che impedisce loro di vedere Dio. Come i colombi raccolti quietamente a beccare biada o loglio, se appare qualcosa che li spaventi, fuggono velocemente abbandonando il cibo, così Dante vede fuggire le anime verso la costa del monte, sebbene non sappiano dove andare; e i due poeti si allontanano altrettanto velocemente.
figure retoriche
v.38 L’uccel divino = perifrasi. v.41 Snelletto e leggero = endiadi. vv. 52-53 Selvaggia parea = anastrofe. v. 58 La fronte = sineddoche. La parte per il tutto. v. 78 Ohi ombre vane, fuor che ne l’aspetto = apostrofe . Cioè: "Oh ombre vane, tranne che nell'aspetto". v.103 L’ala = sineddoche. v. 112 Amor che ne la mente mi ragiona = personificazione v. 118 Fissi e attenti = endiadi.
v.1 A l’orizzonte giunto = anastrofe.
v.3 Più alto punto = anastrofe. v.5 Di Gange fuor = anastrofe v.7 Sì che le bianche e le vermiglie guance...divenivan rance = personificazione. Il soggetto non è una persona bensì l'alba. v.12 Va col cuore = metonimia. Il concreto per l'astratto. v.18 Che ‘l muover suo nessun volar pareggia = similitudine vv.19-20 Ritratto l’occhio = sineddoche. Singolare per il plurale v.21 Lucente e maggior = endiadi.
Spazio e tempo
IL PAESAGGIOAlla fine del canto precedente Dante aveva descritto l’alba sulla riva del mare che circonda l’isola-montagna. Il canto secondo comincia con il trascolorare dell’aurora (che Dante personifica in Aurora, l’antica Eos greca) dal bianco al rosso al dorato. Il sole infatti è all’orizzonte e si sta alzando rapidamente e nell’altro emisfero sta invece tramontando: Dante si prodiga in queste perifrasi astronomiche per fissare il tempo che passa poiché sul Purgatorio vige il tempo terrestre, cronologico, fatto di giorni e di notti, di anni, di secoli, in attesa dell’incontro fatale con Dio.
L'ALBAIl viaggio sta cominciando nella mattina presto (circa le 6). L’umanità con cui Dante registra questo dato psicologico è davvero commovente: Dante e Virgilio, senza parlarsi, guardando lo spettacolo del cielo che si colora, pensano al lungo viaggio che li attende senza parlarsi: «Noi eravam lunghesso mare ancora, / come gente che pensa a suo cammino, / che va col cuore e col corpo dimora» (vv. 12-14).
PERSONAGGI
CASELLA Musico e cantore del sec, XIII, morto prima della primavera del 1300. Nulla di preciso si sa della sua vita. Dante lo colloca tra le anime dei penitenti che scendono dalla barca dell'angelo nocchiero sulla spiaggia del Purgatorio: Casella riconosce Dante e si fa avanti per abbracciarlo, così che il poeta tenta di fare altrettanto ma ogni volta le sue braccia tornano al petto perchè lo spirito è inconsistente. Dante riconosce a sua volta Casella e i due si appartano per parlare; Dante chiede a Casella di cantare in memoria dell'antico affetto e per confortarlo della fatica del viaggio: il musico intona la canzone "Amor che ne la mente mi ragiona" dello stesso Dante, commentata nel III Trattato del Convivio. E viene descritto l'effetto del canto su Dante, Virgilio e le altre anime che vengono rapiti dal canto, ma d'improvviso giunge Catone che li rimprovera aspramente e li accusa di pigrizia, esortandoli a correre al monte per iniziare a purificarsi dal peccato. Casella non ricompare più nel poema.
L'ANGELO NOCCHIEROÈ l'angelo incaricato di raccogliere sulla sua barca le anime salve destinate al Purgatorio, che dopo la morte si raccolgono alla foce del Tevere. Presentato per la prima volta in questo, quando Dante si trova ancora sulla spiaggia ai lati. Virgilio riconosce l'angelo e invita Dante a inginocchiarsi, poi lo descrive come un essere che evita gli strumenti umani, non usa remi né vele e si limita a drizzare le ali verso il cielo, senza che il vento muova le loro penne. L'angelo spinge una barchetta leggera che non affonda nell'acqua, dentro la quale ci sono più di cento anime che intonano il Salmo 113; approdato a riva, l'angelo fa il segno della croce ai penitenti che scendono dalla barca, quindi si allontana con la stessa velocità.Il suo vasello snelletto e leggiero è il lieve legno che, porterà Dante in Purgatorio; su di esso, secondo la testimonianza di Casella, l'angelo fa salire chi vuole lui e quando vuole, secondo la volontà divina, ma da circa tre mesi egli ha accolto tutti coloro che l'hanno richiesto.
PERSONAGGI
CONFRONTO TRA CARONTE E L' ANGELO NOCCHIERO
Caronte e l’angelo nocchiero sono i due traghettatori presenti nella Divina Commedia. Nonostante svolgano lo stesso compito hanno sostanziali differenze: -La prima differenza è sicuramente lo stile tra le due cantiche, infatti, il Purgatorio rispetto all'Inferno è rivolto a persone di maggior livello culturale: Caronte viene presentato come demonio,«Il demonio Caronte, con gli occhi come brace», a differenza della sua figura classica, ed ha il compito di trasportare i dannati da una sponda all’altra dell’Acheronte. L'angelo nocchiero viene definito «ministro di Dio» e i due poeti si inginocchiano al suo arrivo quindi al contrario di Caronte è una figura divina, Dante prima di vedere l’angelo, scorge da lontano la luce che emana che è il simbolo di Dio. -Un'altra caratteristica che divinizza l'angelo rispetto a Caronte sta nel modo di muovere la barca. Caronte per muovere la barca utilizza i remi, mentre l’angelo come afferma Dante per bocca di Virgilio, rifiuta gli strumenti umani come vele o remi e utilizza solo le sue ali per muoverla.-Inoltre i dannati sono ancora schiavi del loro corpo e quindi pesano, infatti, la barca di Caronte sembra che stia per affondare mentre le anime del Purgatorio sono private dei loro corpo e dunque - come sostiene Dante «e quello arrivò a riva con una piccola imbarcazione, tanto che nessuna sua parte si trovava sott acqua».
TEMI
DISTACCO DAL MONDO TERRENO: L’evocazione del mondo terreno diventa una sensazione soffusa, da dimenticare, per esempio l'angelo nocchiero rifiuta di usare oggetti umani per muovere la barca. Inoltre, nel canto Casella invita Dante e i penitenti a cantare insieme, ma quando Catone interviene, egli ricorda loro che il loro tempo è prezioso e che devono concentrarsi sulla loro ascesa al Paradiso piuttosto che indulgere in attività terrene.
Questo episodio sottolinea il concetto di distacco e rinuncia ai desideri e alle attività terrene come parte del processo di purificazione delle anime nel Purgatorio. Quindi, il tema del distacco dal mondo terreno è presente nel Canto II, sebbene in un contesto più specifico legato alla necessità di concentrarsi sulla redenzione e la salvezza anziché sugli aspetti mondani.
AMICIZIA E MUSICA: In questo canto è presente il tema dell'amicizia nell'incontro tra Dante e Casella, vecchio amico oltre che ottimo musico. Il tema della musica è al centro del canto sottolineato dalla presenza del musicista Casella. Dante aveva appena proclamato nel proemio del Purgatorio che la poesia morta sarebbe risorta e che in questa cantica avrebbe trionfato la dolcezza della lirica; con questa espressività Dante avrebbe cantato la natura e l’amicizia, la speranza e l’attesa che permeano tutto il secondo regno. Dunque Casella ha un ruolo prolettico, cioè anticipa l’atmosfera musicale che sentiremo per tutto il Purgatorio con i cori di preghiere dei penitenti e infine in Paradiso dove ci sarà l’eterna armonia di Dio e i cori degli angeli e il riso angelico dei beati.
Bibliografia e sitografia
Studenti.it weschool.com Skuola.net Scuolissima.com "Per l'alto mare aperto" Pearson
Grazie dell'attenzione!
Canto II Purgatorio
Christian Bonerba
Created on November 1, 2023
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Canto II
Purgatorio
Inizio
Indice
5. Analisi
1. Introduzione
6. Spazio e tempo
2. Lettura canto
7. Personaggi
3. Sequenze (prima parte)
4. Sequenze (seconda parte
8. Temi
introduzione al canto
Queste numerose anime sono smarrite poiché non conoscono il percorso che devono intraprendere: si avvicinano dunque a Dante e, rendendosi conto di trovarsi al cospetto di un uomo vivo, gli si accalcano intorno. Fra di loro Dante incontra il defunto amico e musicista Casella, a cui chiede di intonare una propria canzone. Il canto è interrotto dall’arrivo di Catone, che indirizza le anime verso il loro cammino di redenzione. Anche Dante e Virgilio si allontanano velocemente.
Il secondo canto del Purgatorio si apre quando Dante e Virgilio si trovano ancora sulla spiaggia ai piedi della montagna dove si era svolto il rituale di purificazione ordinato da Catone nel canto precedente. È giunta intanto l’alba, che il poeta descrive con una complessa immagine astronomica. Si avvicina un’imbarcazione, guidata da un angelo luminosissimo che al posto delle vele fa vento con le sue stesse ali. È così che le anime penitenti, destinate alla salvezza, raggiungono il luogo della loro espiazione.
LETTURA CANTO
sEQUENZE NARRATIVE
Prima sequenzavv. 1-36 Il sole si trova sull'orizzonte di Gerusalemme, il bianco dell'alba e il rosso dell'aurora si confondono ormai nel colore dorato del primo mattino. I due poeti sono ancora sulla riva del mare, e pensano alla via da percorrere, quando, appare un lume che si avvicina velocissimo sulle onde: nel breve tempo in cui Dante ne distoglie lo sguardo per interrogare Virgilio, esso è già diventato più grande e più lucente; poi comincia a vedersi ai due lati e al di sotto di questo lume qualcosa di bianco; poi ancora si capisce che ciò che biancheggia ai lati sono le ali di un angelo. A quel punto Virgilio fa inginocchiare Dante, dicendogli che quello è il primo degli angeli che egli incontrerà nel purgatorio, e mostrandogli come quello navighi senza remo né vele, ma col solo aiuto delle ali che tiene diritte verso il cielo, e sono eternamente incorruttibili.
Seconda sequenzavv. 37-75 Avvicinandosi, l'angelo diviene sempre più splendente, tanto che l'occhio di Dante non ne sostiene più la vista, e si abbassa; e l'angelo approda con una navicella svelta e leggera, che non affonda minimamente in acqua. Più di cento spiriti si trovano a bordo, cantando tutti insieme il salmo In exitu Israel de Aegypto, e quando l'angelo fa loro il segno della croce si gettano tutti sulla spiaggia, mentre quello riparte velocemente com'è venuto. Le anime sulla spiaggia mostrano di non conoscere il luogo e, visti i due poeti, chiedono loro quale sia la via da seguire. Virgilio risponde spiegando la condizione di loro due e la via che hanno percorso. Intanto le anime si sono accorte che Dante è vivo, perché respira, e, impallidendo per la meraviglia, gli si accalcano come intorno a un messaggero che porta un ramo d'olivo in segno di buone notizie, quasi dimenticando di andare verso la loro purificazione.
sEQUENZE NARRATIVE
Terza sequenzavv. 76-117 Dante vede farglisi incontro in atto di abbracciarlo una di quelle anime, con tanto affetto da indurlo a fare lo stesso; ma per tre volte stringe invano le braccia in quel gesto, perché l’ombra non ha corpo. Egli parla, cosicché Dante riconosce in essa l'amico Casella. Gli chiede perché, pur essendo morto qualche tempo prima, giunga solo ora alla spiaggia del purgatorio Casella risponde che non gli si è fatto alcun torto, se l'angelo ha negato più volte di trasportarlo sulla sua navicella, perché egli sceglie secondo la sua volontà, che è la volontà stessa di Dio; ma da tre mesi egli accoglie tutte le anime , e così ha accolto anche lui, che si trovava alla foce del Tevere. Dante prega allora l'amico, se nessuna legge divina gliene toglie la memoria o la facoltà, di confortarlo dell'asprezza del viaggio con il canto, come con il canto lo confortava in vita: e Casella si mette a cantare la canzone di Dante Amor che ne la mente mi ragiona con tanta dolcezza che Virgilio e Dante stesso e tutti gli spiriti presenti rimangono così estatici nel canto, come se non pensassero più a nient'altro.
Quarta sequenzavv.118-133 Mentre tutti sono così rapiti nell'ascolto del canto di Casella, sopraggiunge Catone, che li rimprovera aspramente della loro negligenza, e ordina loro di correre verso il monte per purificarsi dalla scorza del peccato che impedisce loro di vedere Dio. Come i colombi raccolti quietamente a beccare biada o loglio, se appare qualcosa che li spaventi, fuggono velocemente abbandonando il cibo, così Dante vede fuggire le anime verso la costa del monte, sebbene non sappiano dove andare; e i due poeti si allontanano altrettanto velocemente.
figure retoriche
v.38 L’uccel divino = perifrasi. v.41 Snelletto e leggero = endiadi. vv. 52-53 Selvaggia parea = anastrofe. v. 58 La fronte = sineddoche. La parte per il tutto. v. 78 Ohi ombre vane, fuor che ne l’aspetto = apostrofe . Cioè: "Oh ombre vane, tranne che nell'aspetto". v.103 L’ala = sineddoche. v. 112 Amor che ne la mente mi ragiona = personificazione v. 118 Fissi e attenti = endiadi.
v.1 A l’orizzonte giunto = anastrofe. v.3 Più alto punto = anastrofe. v.5 Di Gange fuor = anastrofe v.7 Sì che le bianche e le vermiglie guance...divenivan rance = personificazione. Il soggetto non è una persona bensì l'alba. v.12 Va col cuore = metonimia. Il concreto per l'astratto. v.18 Che ‘l muover suo nessun volar pareggia = similitudine vv.19-20 Ritratto l’occhio = sineddoche. Singolare per il plurale v.21 Lucente e maggior = endiadi.
Spazio e tempo
IL PAESAGGIOAlla fine del canto precedente Dante aveva descritto l’alba sulla riva del mare che circonda l’isola-montagna. Il canto secondo comincia con il trascolorare dell’aurora (che Dante personifica in Aurora, l’antica Eos greca) dal bianco al rosso al dorato. Il sole infatti è all’orizzonte e si sta alzando rapidamente e nell’altro emisfero sta invece tramontando: Dante si prodiga in queste perifrasi astronomiche per fissare il tempo che passa poiché sul Purgatorio vige il tempo terrestre, cronologico, fatto di giorni e di notti, di anni, di secoli, in attesa dell’incontro fatale con Dio.
L'ALBAIl viaggio sta cominciando nella mattina presto (circa le 6). L’umanità con cui Dante registra questo dato psicologico è davvero commovente: Dante e Virgilio, senza parlarsi, guardando lo spettacolo del cielo che si colora, pensano al lungo viaggio che li attende senza parlarsi: «Noi eravam lunghesso mare ancora, / come gente che pensa a suo cammino, / che va col cuore e col corpo dimora» (vv. 12-14).
PERSONAGGI
CASELLA Musico e cantore del sec, XIII, morto prima della primavera del 1300. Nulla di preciso si sa della sua vita. Dante lo colloca tra le anime dei penitenti che scendono dalla barca dell'angelo nocchiero sulla spiaggia del Purgatorio: Casella riconosce Dante e si fa avanti per abbracciarlo, così che il poeta tenta di fare altrettanto ma ogni volta le sue braccia tornano al petto perchè lo spirito è inconsistente. Dante riconosce a sua volta Casella e i due si appartano per parlare; Dante chiede a Casella di cantare in memoria dell'antico affetto e per confortarlo della fatica del viaggio: il musico intona la canzone "Amor che ne la mente mi ragiona" dello stesso Dante, commentata nel III Trattato del Convivio. E viene descritto l'effetto del canto su Dante, Virgilio e le altre anime che vengono rapiti dal canto, ma d'improvviso giunge Catone che li rimprovera aspramente e li accusa di pigrizia, esortandoli a correre al monte per iniziare a purificarsi dal peccato. Casella non ricompare più nel poema.
L'ANGELO NOCCHIEROÈ l'angelo incaricato di raccogliere sulla sua barca le anime salve destinate al Purgatorio, che dopo la morte si raccolgono alla foce del Tevere. Presentato per la prima volta in questo, quando Dante si trova ancora sulla spiaggia ai lati. Virgilio riconosce l'angelo e invita Dante a inginocchiarsi, poi lo descrive come un essere che evita gli strumenti umani, non usa remi né vele e si limita a drizzare le ali verso il cielo, senza che il vento muova le loro penne. L'angelo spinge una barchetta leggera che non affonda nell'acqua, dentro la quale ci sono più di cento anime che intonano il Salmo 113; approdato a riva, l'angelo fa il segno della croce ai penitenti che scendono dalla barca, quindi si allontana con la stessa velocità.Il suo vasello snelletto e leggiero è il lieve legno che, porterà Dante in Purgatorio; su di esso, secondo la testimonianza di Casella, l'angelo fa salire chi vuole lui e quando vuole, secondo la volontà divina, ma da circa tre mesi egli ha accolto tutti coloro che l'hanno richiesto.
PERSONAGGI
CONFRONTO TRA CARONTE E L' ANGELO NOCCHIERO
Caronte e l’angelo nocchiero sono i due traghettatori presenti nella Divina Commedia. Nonostante svolgano lo stesso compito hanno sostanziali differenze: -La prima differenza è sicuramente lo stile tra le due cantiche, infatti, il Purgatorio rispetto all'Inferno è rivolto a persone di maggior livello culturale: Caronte viene presentato come demonio,«Il demonio Caronte, con gli occhi come brace», a differenza della sua figura classica, ed ha il compito di trasportare i dannati da una sponda all’altra dell’Acheronte. L'angelo nocchiero viene definito «ministro di Dio» e i due poeti si inginocchiano al suo arrivo quindi al contrario di Caronte è una figura divina, Dante prima di vedere l’angelo, scorge da lontano la luce che emana che è il simbolo di Dio. -Un'altra caratteristica che divinizza l'angelo rispetto a Caronte sta nel modo di muovere la barca. Caronte per muovere la barca utilizza i remi, mentre l’angelo come afferma Dante per bocca di Virgilio, rifiuta gli strumenti umani come vele o remi e utilizza solo le sue ali per muoverla.-Inoltre i dannati sono ancora schiavi del loro corpo e quindi pesano, infatti, la barca di Caronte sembra che stia per affondare mentre le anime del Purgatorio sono private dei loro corpo e dunque - come sostiene Dante «e quello arrivò a riva con una piccola imbarcazione, tanto che nessuna sua parte si trovava sott acqua».
TEMI
DISTACCO DAL MONDO TERRENO: L’evocazione del mondo terreno diventa una sensazione soffusa, da dimenticare, per esempio l'angelo nocchiero rifiuta di usare oggetti umani per muovere la barca. Inoltre, nel canto Casella invita Dante e i penitenti a cantare insieme, ma quando Catone interviene, egli ricorda loro che il loro tempo è prezioso e che devono concentrarsi sulla loro ascesa al Paradiso piuttosto che indulgere in attività terrene. Questo episodio sottolinea il concetto di distacco e rinuncia ai desideri e alle attività terrene come parte del processo di purificazione delle anime nel Purgatorio. Quindi, il tema del distacco dal mondo terreno è presente nel Canto II, sebbene in un contesto più specifico legato alla necessità di concentrarsi sulla redenzione e la salvezza anziché sugli aspetti mondani.
AMICIZIA E MUSICA: In questo canto è presente il tema dell'amicizia nell'incontro tra Dante e Casella, vecchio amico oltre che ottimo musico. Il tema della musica è al centro del canto sottolineato dalla presenza del musicista Casella. Dante aveva appena proclamato nel proemio del Purgatorio che la poesia morta sarebbe risorta e che in questa cantica avrebbe trionfato la dolcezza della lirica; con questa espressività Dante avrebbe cantato la natura e l’amicizia, la speranza e l’attesa che permeano tutto il secondo regno. Dunque Casella ha un ruolo prolettico, cioè anticipa l’atmosfera musicale che sentiremo per tutto il Purgatorio con i cori di preghiere dei penitenti e infine in Paradiso dove ci sarà l’eterna armonia di Dio e i cori degli angeli e il riso angelico dei beati.
Bibliografia e sitografia
Studenti.it weschool.com Skuola.net Scuolissima.com "Per l'alto mare aperto" Pearson
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