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Giovanni Verga

ALICE AMEDEI

Created on November 1, 2023

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Transcript

ALICE AMEDEI 5°AB

Giovanni Verga

Verismo e preverismo

06/10/18

STORIA DI UNA CAPINERA

MALARIA

pre-verismo

verismo

STORIA DI UNA CAPINERA

ORIGINE DEL TITOLO

PUBBLICAZIONE

pre-verismo

È uno dei primi e più famosi romanzi di Giovanni Verga nel quale (a differenza degli altri romanzi che ha scritto in questo periodo che avevano come protagonista un artista e le sue avventure sentimentali) si racconta la storia di una ragazza siciliana, di nome Maria, orfana di madre. Nel romanzo si racconta di Maria che fu costretta a farsi monaca e delle sue vicende sentimentali.

SPECULAZIONE CON LA VITA E CARATTERISTICHE DEL POETA

FASE PREVERISTA E ROMANZI MONDANI

Storia di una capinera

RIASSUNTO

Il libro inizia con un preambolo da parte dell’autore in cui si spiega l’origine del titolo. Maria dopo la morte di sua madre, a seguito di una decisione familiare, fu costretta ad entrare in convento. La ragazza non riceve più attenzioni in quanto il padre si risposò ed ebbe due figli Gigi e Giuditta. Maria entrò in convento all’età di sette anni e rimase lì fino al compimento dei suoi vent’anni perché nel 1854 nella città di Catania si diffonde un’epidemia di colera e Maria si reca con tutta la famiglia sul Monte Ilice Nella casa in campagna di famiglia. Li iniziò a scrivere delle lettere alla sua migliore amica e consorella Marianna dove descrive e racconta delle vicende e delle giornate vissute nella casa in campagna. Maria in un primo momento è felice di aver ritrovato la libertà ma con l’andare avanti nel tempo si sente inadeguata alla vita mondana in quanto non è più abituata (paura di ballare, di essere guardata e arrossisce ad ogni parola). In queste lettere si parla anche dell’amore che Maria provava nei confronti di Nino, il figlio dei loro vicini di casa. I sentimenti che Maria provava per Nino erano ricambiati e tra loro nasce quindi l’amore (si scambiano sorrisi, silenzi, sguardi). L’amore che Maria prova diventa una vera e propria ossessione e la porta poi alla follia, la matrigna si accorge del sentimento di amore che c’è tra i due giovani e fa di tutto per dividerli.

Storia di una capinera

RIASSUNTO

Maria è tormentata da sensi di colpa perché non aveva la forza di disobbedire alla sua famiglia, questi suoi sentimenti la porteranno a chiudersi in se stessa, la matrigna capì lo stato d’animo della giovane e decide di escluderla completamente dai momenti in famiglia. Maria utilizza le lettere che scrive a Marianna come via di sfogo esprimendo la sua disperazione e il suo tormento dovuti al destino che la tende in convento e al desiderio di amare e essere amata. Quando il pericolo di epidemia scompare i due ragazzi vennero definitivamente allontanati e non si incontreranno più in quanto Maria torna in convento per prendere i voti, Marianna invece resterà con la sua famiglia lasciando per sempre il convento. A seguito del ritorno convento Maria sembra quasi essersi tranquillizzata trovandola pace in Dio. La ragazza cercò di convincersi che ciò che provò per Nino era solo peccato, ma tutto ciò fu inutile perché è consapevole che dentro di lei qualcosa è cambiato e non tornerà più come prima, non non potrà più dimenticarsi di Nino. Maria finí per impazzire alla notizia che Nino sposerà la sua sorellastra Giuditta e fu quindi rinchiusa nelle celle delle folli con la consorella Agata. Verrà lì rinchiusa e consumata dal dolore dei rimpianti morendo di una morte lenta e disperata dedicando i suoi ultimi pensieri a Nino. La narrazione della storia si conclude con una lettera scritta da suor Filomena a Marianna dove descrive gli ultimi ultimi momenti di vita di Maria e delle sue volontà, la protagonista infatti chiese di far recapitare un crocifisso d’argento una ciocca di capelli e alcune foglie di rosa a Nino dopo la sua morte.

Il libro inizia con un preambolo da parte dell’autore in cui si spiega l’ORIGINE DEL NOME DEL ROMANZO. La scelta del titolo è legata a un episodio vissuto dallo scrittore, Verga infatti dice di essersi ispirato a una capinera che vide chiuse in una gabbia. Verga notò nello sguardo della capinera malinconia, tristezza e invidia dovuta al fatto che vedeva gli altri uccellini liberi di volare. Non avendo più le forze di ribellarsi e di liberarsi si lascia morire di fame e di sete nella sua gabbia.

PUBBLICAZIONE

Si tratta di un romanzo sentimentale scritto nel 1869 a Firenze ed è stato pubblicato a puntate nel 1870 sul “corriere delle dame” e poi sulla rivista di moda “la ricamatrice”. Queste riviste erano rivolte a un pubblico prettamente femminile. Nel 1971 l’opera fu raccolta in un unico volume che venne pubblicato sotto il nome di "storia di una capinera" che ottenne un grande successo per via della narrazione romantica e passionale che al tempo era molto apprezzata.

FASE PREVERISA E ROMANZI MONDANI

Dopo l’unità d’Italia i lettori, che aumentano sempre di più di numero, richiedono contenuti di intrattenimento. Verga si adegua a questa richiesta pubblicando romanzi sentimentali in cui dal lato maschile c’è:

  • passione travolgente ma superficiale
mentre dal lato femminile c’è un sentimento riconducibile a:
  • Abbandono totale dei sensi senza pudore
  • Dedizione e fedeltà fino allo struggimento (di cui un esempio è Maria)
I romanzi mondani risalgono al periodo del trasferimento a Firenze e poi a Milano di Verga. Il poeta inizia a descrivere l’ambiente mondano che frequenta. Queste storie si basano su un elemento autobiografico, infatti si parla sempre di un giovane artista che subisce l’influsso della mondanità. Verga in questo periodo aveva rapporti turbolenti con le donne che incontrano nei salotti fiorentini e milanesi.

Le opere di Verga sono ambientate in Sicilia in particolare questa è ambientata a Catania, città natale dello scrittore. Nella prima parte del romanzo ci sono spazi aperti , quando la vicenda si svolge a Monte Ilice e lei è felice e spensierata. La natura è rigogliosa nel periodo di felicità di Maria. Quando la vicenda comincia ad avere toni cupi e malinconici anche la natura diventa spoglia e spazi più chiusi, come il convento.

AMBIENTAZIONE DEL ROMANZO

Verga da giovane per fuggire da un’epidemia si rifugia in un convento nei pressi di Catania dove era ospitata sua zia suora. Qui conobbe una giovane educanda che poi divenne il suo primo amore. Anche la madre dello scrittore fu educanda presso un convento prima di sposarsi.

TRATTI AUTOBIOGRAFICI

Negli anni in cui fu scritta l’opera le monacazione forzate erano una pratica diffusa, molti scrittori come Verga iniziarono a denunciare attraverso opere. Verga si schiera dalla parte delle ragazze dando i primi cenni di interesse verso gli umili e i vinti che si svilupperà poi nella sua fase narrativa successiva. Erano molto diffusi romanzi epistolari nei quali la focalizzazione interna, personaggi esprimono il proprio punto di vista della vicenda mediante la scrittura di lettere. Questo romanzo epistolare è scritto in forma di monologo in quanto le lettere sono tutte scritte da Maria per Marianna eccetto l’ultima.

PENSIERO, POETICA E TECNICHE NARRATIVE

V ITA

  • 1840: nasce a Catania da una famiglia nobile, liberale e antiborbonica;
  • 1858: si iscrive alla facoltà di legge a Catania, ma presto la abbandona per dedicarsi alla letteratura;
  • 1860: allo sbarco dei garibaldini si arruola nella Guardia Nazionale in favore dell’unità d’Italia;
  • 1869: si trasferisce a Firenze, allora capitale d’Italia, dove frequenta salotti letterali e intellettuali e la vita mondana;
  • 1872: si trasferisce a Milano, dove resterà per vent’anni.qui a contatti con gli scrittori della scampigliatura e conosce la narrativa europea. Capuana,l’amico scrittore, gli fa conoscere il naturalismo francese;
  • 1874: con la pubblicazione della novella Anedda inizia il processo di conversione al verismo;
  • 1881: pubblica i malavoglia;
  • 1884: durante un viaggio a Parigi incontra Emile Zola e Edmond de Goncourt, esponenti del naturalismo francese;
  • 1890: torna definitivamente a Catania, dove vive nei suoi possedimenti e si allontana dalla scrittura;
  • 1920: viene nominato senatore a vita;
  • 1922: muore a Catania.

Giovanni Verga

TECNICHE NARRATIVE

OPERE

  • Fase preverista
  • Fase verista
  • Ultima fase (novelle e drammi)
  • Eclissi dell'autore
  • Regressione
  • Straniamento
  • Discorso diretto libero

OPERE

ULTIMA FASE

FASE VERISTA

FASE PREVERISTA

  • ROMANZI DI STILE PATRIOTTICO
  • ROMANZI MONDANI DI ARGOMENTO SENTIMENTALE

TECNICHE NARRATIVE

  • ECLISSI DELL'AUTORE
Nel romanzo si escludono gli interventi dell’autore che invece si mette nei panni dei personaggi, in modo tale che dal racconto emerge una visione oggettiva della realtà che permette al lettore di immedesimarsi maggiormente nel racconto.
  • REGRESSIONE
Dato che l’autore si deve mettere nei panni dei personaggi il linguaggio che utilizza deve essere corrispondente al livello sociale e culturale dei personaggi per rappresentarli meglio. In sostanza il linguaggio dello scrittore regredisce a livello di quello dei personaggi del racconto.
  • STRANIAMENTO
La visione del mondo del narratore è diversa da quella dei personaggi della vicenda per sottolineare questa differenza si descrive ciò che non è strano come se lo fosse.
  • DISCORSO DIRETTO LIBERO
È in terza persona e non è preceduto da verbi come dire o pensare e viene utilizzato per presentare gli avvenimenti direttamente dal punto di vista dei personaggi del racconto.dato che il linguaggio deve rispecchiare il livello culturale dei personaggi vengono utilizzati anche proverbi, modi di dire e una sintassi semplice.

MALARIA

LINGUAGGIO E NARRAZIONE

NOVELLE RUSTICANE

verismo

È una novella di Giovanni Verga pubblicata nel 1883 compresa nella raccolta "novelle rusticane". È collocata nella seconda fase del verismo, ovvero quella più pessimistica in cui non c’è più fede in alcun valore morale è l’unica cosa in cui crede l’uomo è la “religione della roba”.

SPECULAZIONE CON LA VITA E CARATTERISTICHE DEL POETA

FASE VERISTA E PESSIMISTICA

Malaria

RIASSUNTO

Questa novella è ambientata in Sicilia, più precisamente in un piccolo paese di contadini sulle rive di un lago. In quel periodo, gli abitanti sono vittime di un’epidemia di malaria che a quel tempo veniva quasi considerata una cosa normale. Verga fa una lunga descrizione del paesaggio e dei comportamenti degli abitanti durante questa epidemia, più precisamente racconta destini di tre uomini diversi in tre situazioni diverse:

  • Massacro croce che muore dopo trent’anni di duro lavoro e di malaria che lo ha devastato facendolo regredire quasi ad una figura animale, un rospo. Il suo fu un comune funerale durante il quale il suo cadavere venne deposto vicino a una chiesetta in campagna con un sacco sulla faccia.
  • Compare Carmine detto anche “ammazzamogli”, è l’oste del lago, costretto ad assistere alla morte dei suoi cinque figli, tre maschi e due femmine. Quel lago che tanto lo faceva stare bene, grazie alla pesca, per il clima malsano dovuto alle acque stagnanti è ora anche la causa della sua morte. Carmine non fa trasparire alcun sentimento di sofferenza in quanto è consapevole della sua condizione, si limita solamente a constatare che è meglio che muoia una femmina piuttosto che un maschio. Venne soprannominato “l’ammazzamogli” perché diventò vedovo quattro volte per colpa della malaria. Perse il lavoro per colpa della malaria che divenne uno dei sui più grandi nemici, il secondo dei quali è la ferrovia simbolo del progresso.
  • Cirino “lo scimunito”, è il più scemo del paese ed è affascinato dall’idea della ferrovia, la malaria gli aveva rovinato il cervello. Ogni volta che vede passare il treno urla, questo gesto può essere visto come protesta contro il progresso che non modifica le condizioni condizioni misere che si trovano a vivere, oppure può essere vista come una forma di richiamo verso un mondo sconosciuto che gli avrebbe potuto offrire una via di fuga immaginaria.
Il testo si conclude riunendo il destino di questi tre personaggi in un’unica condizione che accomuna anche tutti gli abitanti del paese ovvero la morte.

NOVELLE RUSTICANE

L'opera “Novelle Rusticane” è una raccolta di novelle,in totale 12, e sono state scritte tra il 1881 e il 1883. Esse sono ambientate nel mondo rurale della Sicilia e parlano di storie di singoli personaggi ma anche di vicende della collettività, analizzando diversi gruppi sociali. Tra i temi principali ci sono il conflitto tra le classi, gli scontri politici e sociali legati all’unificazione nazionale, le leggi economiche che regolano le relazioni umane, la “roba” che è l’unica ragione di vita dei personaggi. Viene accentuato il pessimismo di Verga che tende a trasformarsi in rassegnazione nei confronti del destino individuale e collettivo.

LINGUAGGIO E NARRAZIONE

Il linguaggio dell’opera è oggettivo e dettagliato, si potrebbe quindi pensare ad una narratore esterno, un osservatore colto ed estraneo alla realtà rappresentata. Durante la novella in linguaggio per lo più distaccato anche se mostra comunque un senso di pietà nei confronti delle persone vinte dalla lotta di sopravvivenza. Spesso il narratore assume il punto di vista del popolo e esprime giudizi negativi (soprannome “ammazza mogli”).

FASE VERISTA E PESSIMISTICA

Il pessimismo di Verga nasce in seguito alla visione del progresso dell’unità d’Italia non come un concreto sviluppo ma come un astratto meccanismo secondo il quale gli uomini sono destinati a essere travolti dal progresso e risultare perciò vinti. La mentalità di Verga è caratterizzata dalla realizzazione del fatto che la società non non può essere cambiata e la vita sottopone le persone ad una costante lotta per la sopravvivenza. Verga ritiene che questa condizione non si può modificare e che nessun cambiamento (neanche politico) può far migliorare la situazione. Lo scrittore si oppone a Zola e naturalisti francesi che sostenevano la funzione sociale dell’arte, secondo Verga l’arte non è in grado di intervenire per cambiare la società e non contribuisce a risolvere i problemi. Verga rimane distaccato dal mondo contadino e non lo valorizza, parla di contadini perché rispecchiano i problemi presenti in tutta Italia.

FASE VERISTA E PESSIMISTICA

  • PESSIMISMO
Nella novella è presente il tema della lotta per la vita, questa lotta crea vincitori e vinti e in questa novella i personaggi principali, come tutti gli abitanti del paese, appartengono alla categoria dei vinti. I vincitori invece sono la malaria, in quanto affligge come se fosse una maledizione solo gli abitanti di quel paese, e il progresso, perché i personaggi sembrano essere sconfitti dalla “marea del progresso“. La malaria in questa novella è come se fosse uno dei personaggi principali insieme ai tre uomini da essa colpiti.
  • MATERIALISMO
Nella novella è evidenziato anche il pensiero materialistico di Verga: tutti gli uomini sono esseri determinati che ricercano continuamente il proprio utile.

Questa novella è ambientata in Sicilia, più precisamente in un piccolo paese di contadini sulle rive di un lago. In generale le Novelle Rusticane sono ambientate nel mondo rurale della Sicilia.

AMBIENTAZIONE DEL ROMANZO

Verga da giovane attraversa un periodo caratterizzato da un’epidemia.

TRATTI AUTOBIOGRAFICI

Nella novella è presente il tema della lotta per la vita, questa lotta crea vincitori e vinti e in questa novella i personaggi principali, come tutti gli abitanti del paese, appartengono alla categoria dei vinti. I vincitori invece sono la malaria, in quanto affligge come se fosse una maledizione solo gli abitanti di quel paese, e il progresso, perché i personaggi sembrano essere sconfitti dalla “marea del progresso“. La malaria in questa novella è come se fosse uno dei personaggi principali insieme ai tre uomini da essa colpiti. Nella novella è evidenziato anche il pensiero materialistico di Verga: tutti gli uomini sono esseri determinati che ricercano continuamente il proprio utile.

PENSIERO, POETICA E TECNICHE NARRATIVE

ALICE AMEDEI 5°AB

Thank you!

nella quale si distinguono: ROMANZI DI STILE PATRIOTTICO: che sono le prime prove narrative improntate su temi di argomento storico-patriottico (tra esseri ricordiamo amore e patria, carbonari della montagna, sulle lagune) ROMANZI DI ARGOMENTO SENTIMENTALE E DI CRITICA SOCIALE: produzione attribuita al periodo del soggiorno fiorentino e milanese in cui predomina il tema sentimentale. Questi romanzi incontrano i gusti di lettori borghesi del tempo che erano affascinati dalla rappresentazione della società mondana e del lusso (ricordiamo una peccatrice, storia di una capinera, Eva Eva, tigre reale, Eros).

Comprende le ultime ultime raccolte di novelle alcuni drammi teatrali tra cui: i ricordi del capitano d’Arce, Don Candeloro & c.i . , la lupa, dal tuo al mio .

Il passaggio al verismo è segnato dall’opera Nedda, nell’opera però di verista c’è solo la concezione della vita intrisa di amarezza e fatalismo. La fase verista si apre ufficialmente con la novella Rosso Malpelo (1878) che mostra lo sfruttamento dei ragazzi in una cava di sabbia successivamente viene annesso alla raccolta vita nei campi. In questo periodo Verga pubblica le sue opere più importanti (ricordiamo vita nei campi, i malavoglia, novelle rusticani, cavalleria rusticana, vagabondaggio, mastro Don Gesualdo, Ciclo dei vinti)