La scuola siciliana e i poeti siculo-toscani
La scuola siciliana
LA SCUOLA SICILIANA E I POETI SICULO-TOSCANI / LA SCUOLA SICILIANA
LA SCUOLA SICILIANA
Nel Sud dell’Italia, sotto l’impero di Federico II di Svevia (1194-1250), nasce la scuola siciliana, la prima scuola lirica in un volgare italiano. I protagonisti sono gli intellettuali laici che compongono la corte federiciana, alternativa alla corte papale di Roma.
LA SCUOLA SICILIANA E I POETI SICULO-TOSCANI / LA SCUOLA SICILIANA
LA CORTE DI FEDERICO II DI SVEVIA
È UN CENTRO DI CULTURA INTERNAZIONALE
RICERCA UNICITÁ E UNIFORMITÁ
Gli apporti culturali sono molteplici: dalla tradizione greco-latina alle culture romanze, fino a quella arabo-islamica. Nella biblioteca sono raccolti testi classici, narrativa romanza, testi religiosi, opere di carattere scientifico.
Il progetto politico-culturale di Federico II è ben definito. Gli intellettuali che ne fanno parte (funzionari, magistrati, notai) operano in un’unica corte imperiale, che aspira all’uniformità.
Principali poeti siciliani
SI PONE COME POLO CULTURALE LAICO
- Giacomo da Lentini (1210 ca. – 1260 ca.)
- Pier delle Vigne (1190 ca. – 1249)
- Guido delle Colonne (1210 ca. – dopo il 1287)
Raccoglie intellettuali laici che utilizzano la lingua volgare. Il polo rappresenta un’alternativa alla corte papale di Roma, storico centro della cultura religiosa in lingua latina.
LA SCUOLA SICILIANA E I POETI SICULO-TOSCANI / LA SCUOLA SICILIANA
IL SICILIANO “ILLUSTRE”
I poeti siciliani compongono utilizzando il “siciliano illustre”, un siciliano depurato dai tratti locali, arricchito dal lessico tecnico della poesia provenzale e influenzato dal latino cancelleresco. Le poesie siciliane vengono presto tradotte in toscano. Con la caduta della casata sveva, molte vanno perdute: per questo si è a lungo creduto che gli autori avessero composto direttamente in toscano.
Dagli occhi al cuore: caratteri della poesia siciliana
LA SCUOLA SICILIANA E I POETI SICULO-TOSCANI / DAGLI OCCHI AL CUORE: CARATTERI DELLA POESIA SICILIANA
DALLA POESIA DEI TROVATORI A QUELLA DEI SICILIANI
I poeti siciliani utilizzano come modello la poesia dei trovatori. Tuttavia, introducono una serie di novità significative, che differenziano in modo sostanziale la poesia siciliana da quella provenzale.
SCUOLA SICILIANA E I POETI SICULO-TOSCANI / DAGLI OCCHI AL CUORE: CARATTERI DELLA POESIA SICILIANA
IL SONETTO
Il sonetto risponde al bisogno di avere un genere metrico breve, ma anche sufficientemente articolato per sviluppare un discorso compiuto.
Sonetto (forma base)
oppure
RIME ALTERNATE
RIME INCROCIATE
2 quartine
versi endecasillabi
2 terzine
RIME ALTERNATE
RIME RIPETUTE
RIME INVERTITE
oppure
oppure
I temi prevalenti
LA SCUOLA SICILIANA E I POETI SICULO-TOSCANI / I TEMI PREVALENTI
I TEMI DELLA POESIA SICILIANA IN SINTESI
è ineffabile: indescrivibile a parole
2. L’ORIGINE VISIVA DELL’AMORE
3. LA RICOMPENSA D’AMORE
l’amore:
- si genera dagli occhi
- è nutrito dai desideri del cuore
- è idealizzato fino a diventare “ossessione mentale”
- “signoreggia” nell’animo
la passione ambisce a una ricompensa, il “guiderdone”
la ricompensa non è il semplice soddisfacimento sessuale, ma ha anche una natura sentimentale
POESIA SICILIANA (tematiche amorose)
1. LA LODE DELLA DONNA
4. LA DOLOROSA LONTANANZA
- celebrazione della bellezza e della virtù dell’amata
- ricorso alla metafora della luce
- l’amata è lontana, concede solo fugaci apparizioni, che fanno soffrire l’uomo
- la dolorosa lontananza acuisce il desiderio
- la contemplazione dell’amata tende ad essere interiorizzata e trova posto nel cuore dell’amante
I poeti siculo-toscani
LA SCUOLA SICILIANA E I POETI SICULO-TOSCANI / I POETI SICULO-TOSCANI
CHI SONO I POETI SICULO-TOSCANI
I “siculo-toscani” sono i poeti toscani che, nel XIII secolo, trapiantano i modi della poesia siciliana nella loro terra. La diffusione della poesia siciliana in aree geograficamente lontane dal Sud Italia si era infatti radicata ben prima del crollo della potenza sveva, avvenuta nel 1266. Principali esponenti della poesia siculo-toscana sono Guittone d’Arezzo e Bonagiunta Orbicciani da Lucca.
Il Dolce stil novo
La poesia del cuore gentile
IL DOLCE STIL NOVO / LA POESIA DEL CUORE GENTILE
IL DOLCE STIL NOVO: UNA POESIA NUOVA
Nella seconda metà del Duecento alcuni poeti, prevalentemente toscani, definiscono un modo nuovo di fare poesia in volgare. Il più illustre tra questi poeti, Dante Alighieri, definisce la nuova poesia “dolce stil novo” (o semplicemente Stilnovo).
IL DOLCE STIL NOVO / LA POESIA DEL CUORE GENTILE
I PROTAGONISTI DEL DOLCE STIL NOVO
principali esponenti
appartengono al vivace contesto comunale
giovani promotori
hanno una formazione universitaria
- Guido Guinizzelli
- Guido Cavalcanti
- Cino da Pistoia
- Dante Alighieri
sono un gruppo di amici che condividono interessi, cultura ed eccellenza d’ingegno
DOLCE STIL NOVO (o STILNOVO)
Dante Alighieri
MA…
hanno sensibilità diverse e visioni divergenti
crea il nome e inventa la categoria critica «Dolce stil novo»
è testimone e interprete della nuova poesia come fenomeno letterario
lo Stilnovo ha un’identità plurale, frammentata in esperienze individuali differenti
Le caratteristiche, i temi e le forme del nuovo stile
IL DOLCE STIL NOVO / LE CARATTERISTICHE, I TEMI E LE FORME DEL NUOVO STILE
LA POETICA STILNOVISTA
nonostante le differenze individuali, i giovani poeti si riconoscono in un comune sentire, una visione estetica condivisa
SODALITAS
OBIETTIVO trascrivere fedelmente la personale esperienza amorosa
DOLCEZZA registro stilistico chiaro e ricercato
RIGORE SPECULATIVO
solo una cultura raffinata permette di descrivere la materia amorosa con la poesia (Guinizzelli, Cavalcante, Dante)
opposto al trobar clus, poetare aspro e oscuro, che agli occhi degli stilnovisti risulta rozzo, sgradevole indice di un limite intellettuale e di una sensibilità poco raffinata
l’Amore è “dittatore”: il poeta è tenuto a scrivere fedelmente ciò che Lui dice stretto legame tra esperienza amorosa e poesia
i poeti precedenti non sono in grado di apprezzare/eguagliare lo spessore della poetica stilnovista
IL DOLCE STIL NOVO / LE CARATTERISTICHE, I TEMI E LE FORME DEL NUOVO STILE
UNA NUOVA IDEA DI AMORE
L’amore è espressione naturale di un animo nobile. Finezza d’animo, raffinatezza e profondità spirituale sono indici del sentimento di amore.
L’amore genera una serie di effetti interni, che i poeti:
- osservano utilizzando uno sguardo fortemente introspettivo
- descrivono ricorrendo a concetti filosofici, teologici, scientifici.
L’AMORE NEL DOLCE STIL NOVO
descritto attraverso concetti, immagini, procedimenti logici raffinati, frutto degli studi filosofici e scientifici dei poeti
L’amore, seppur terreno, si apre a una dimensione spirituale nuova, legata alla figura della donna angelicata (che trova il suo culmine in Beatrice, la guida di Dante in Paradiso).
Per alcuni (ad esempio, Guido Cavalcanti), l’amore ha una connotazione maggiormente pessimistica: la bellezza della donna, mistero sfuggente, conduce l’uomo all’autodistruzione.
Alle soglie dello Stilnovo:Guido Guinizzelli
IL DOLCE STIL NOVO / ALLE SOGLIE DELLO STILNOVO: GUIDO GUINIZZELLI
COLUI CHE DANTE CHIAMÒ PADRE
Guinizzelli non immagina il ruolo di precursore che gli verrà riconosciuto, per indubbi meriti, dalla schiera di letterati dello Stil novo che lo seguirono. Tra questi, Dante, che lo chiamò ‘‘padre’’: il padre / mio e de li altri miei miglior che mai / rime d’amor usar dolci e leggiadre Purg, XXVI, 97 - 99
IL DOLCE STIL NOVO / ALLE SOGLIE DELLO STILNOVO: GUIDO GUINIZZELLI
GUIDO GUINIZZELLI: LA VITA IN 3 TAPPE
LA FORMAZIONE
L’ESILIO E LA MORTE
LA GRATIFICA DI DANTE
Nasce a Bologna nei primi anni Trenta del Duecento.
Di parte ghibellina, viene esiliato nel 1274.
Viene definito “padre” da Dante: la sua poetica diventa un modello per il gruppo dello Stil novo.
Sempre a Bologna studia legge e diventa notaio. L’esperienza universitaria è fondamentale per la sua formazione: a Bologna giungono insegnanti e studenti da ogni parte del continente e si insegnano le teorie filosofiche più recenti.
Muore nel 1276 a Monselice, non lontano da Padova.
Guinizzelli utilizza le sue conoscenze filosofiche e scientifiche per indagare la natura dell’Amore. La sua argomentazione è rigorosa e limpida.
Oltre lo Stilnovo: l’amore-malattia di Cavalcanti
IL DOLCE STIL NOVO / OLTRE LO STILNOVO: L’AMORE-MALATTIA DI CAVALCANTI
GUIDO CAVALCANTI: AI CONFINI DELLO STIL NOVO
Con Guido Cavalcanti lo Stil novo raggiunge i suoi limiti estremi, fino all’esaurimento delle sue tematiche e modalità espressive. Dotato di grande carisma, il poeta è in grado di portare a sintesi scrittura letteraria e forza speculativa.
La poesia di Cavalcanti mostra un carattere elitario: i destinatari possiedono un buon bagaglio dottrinale.
IL DOLCE STIL NOVO / OLTRE LO STILNOVO: L’AMORE-MALATTIA DI CAVALCANTI
GUIDO CAVALCANTI: LA VITA IN 3 TAPPE
L’IMPEGNO POLITICO
IL RAPPORTO CON DANTE
L’ESILIO E LA MORTE
Nasce a Firenze intorno al 1258, in una famiglia aristocratica.
Stringe amicizia con Dante poiché condivide con lui interessi culturali, finezza d’ingegno, schieramento politico.
Esule a Sarzana, in Liguria, contrae la malaria e muore poco dopo essere rientrato a Firenze: è il 1300.
Prende parte alle lotte cittadine del Duecento.
A seguito di alcuni episodi di violenza tra fazioni avverse, viene condannato all’esilio da un provvedimento firmato dai priori della città. Tra di essi, siede anche Dante: è la fine della loro amicizia.
Le divergenze tra Guido e Dante risalgono comunque a prima della condanna e sono motivate da differenti visioni filosofiche, teologiche e ideologiche.
IL DOLCE STIL NOVO / OLTRE LO STILNOVO: L’AMORE-MALATTIA DI CAVALCANTI
IL PENSIERO DI GUIDO CAVALCANTI
LA CONCEZIONE DELL’AMORE
L’amore è fonte di distruzione e annichilimento. Il poeta, razionalmente, guarda alla sua condizione ed è sospeso tra il ruolo di osservatore e quello di vittima della malattia d’amore. Sotto l’effetto distruttivo dell’amore, il corpo va in pezzi.
La moltiplicazione delle voci
IL LEGAME CON LA TRADIZIONE SICILIANA E GUITTONIANA
Nella sua poesia Cavalcanti è capace di mettere in scena una molteplicità di «personaggi di un dramma», ciascuno portatore del proprio punto di vista. Il contesto è un surreale teatro interiore.
In contrasto con lo Stilnovo, Guido mostra un forte legame con la poesia siciliana e la tradizione guittoniana. Sono di gusto siciliano, ad esempio, l’uso del paragone naturalistico e le scelte lessicali e ritmiche.
La scuola poetica siciliana ed il dolce stil novo
Domenica Lavalle
Created on October 30, 2023
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La scuola siciliana e i poeti siculo-toscani
La scuola siciliana
LA SCUOLA SICILIANA E I POETI SICULO-TOSCANI / LA SCUOLA SICILIANA
LA SCUOLA SICILIANA
Nel Sud dell’Italia, sotto l’impero di Federico II di Svevia (1194-1250), nasce la scuola siciliana, la prima scuola lirica in un volgare italiano. I protagonisti sono gli intellettuali laici che compongono la corte federiciana, alternativa alla corte papale di Roma.
LA SCUOLA SICILIANA E I POETI SICULO-TOSCANI / LA SCUOLA SICILIANA
LA CORTE DI FEDERICO II DI SVEVIA
È UN CENTRO DI CULTURA INTERNAZIONALE
RICERCA UNICITÁ E UNIFORMITÁ
Gli apporti culturali sono molteplici: dalla tradizione greco-latina alle culture romanze, fino a quella arabo-islamica. Nella biblioteca sono raccolti testi classici, narrativa romanza, testi religiosi, opere di carattere scientifico.
Il progetto politico-culturale di Federico II è ben definito. Gli intellettuali che ne fanno parte (funzionari, magistrati, notai) operano in un’unica corte imperiale, che aspira all’uniformità.
Principali poeti siciliani
SI PONE COME POLO CULTURALE LAICO
Raccoglie intellettuali laici che utilizzano la lingua volgare. Il polo rappresenta un’alternativa alla corte papale di Roma, storico centro della cultura religiosa in lingua latina.
LA SCUOLA SICILIANA E I POETI SICULO-TOSCANI / LA SCUOLA SICILIANA
IL SICILIANO “ILLUSTRE”
I poeti siciliani compongono utilizzando il “siciliano illustre”, un siciliano depurato dai tratti locali, arricchito dal lessico tecnico della poesia provenzale e influenzato dal latino cancelleresco. Le poesie siciliane vengono presto tradotte in toscano. Con la caduta della casata sveva, molte vanno perdute: per questo si è a lungo creduto che gli autori avessero composto direttamente in toscano.
Dagli occhi al cuore: caratteri della poesia siciliana
LA SCUOLA SICILIANA E I POETI SICULO-TOSCANI / DAGLI OCCHI AL CUORE: CARATTERI DELLA POESIA SICILIANA
DALLA POESIA DEI TROVATORI A QUELLA DEI SICILIANI
I poeti siciliani utilizzano come modello la poesia dei trovatori. Tuttavia, introducono una serie di novità significative, che differenziano in modo sostanziale la poesia siciliana da quella provenzale.
SCUOLA SICILIANA E I POETI SICULO-TOSCANI / DAGLI OCCHI AL CUORE: CARATTERI DELLA POESIA SICILIANA
IL SONETTO
Il sonetto risponde al bisogno di avere un genere metrico breve, ma anche sufficientemente articolato per sviluppare un discorso compiuto.
Sonetto (forma base)
oppure
RIME ALTERNATE
RIME INCROCIATE
2 quartine
versi endecasillabi
2 terzine
RIME ALTERNATE
RIME RIPETUTE
RIME INVERTITE
oppure
oppure
I temi prevalenti
LA SCUOLA SICILIANA E I POETI SICULO-TOSCANI / I TEMI PREVALENTI
I TEMI DELLA POESIA SICILIANA IN SINTESI
è ineffabile: indescrivibile a parole
2. L’ORIGINE VISIVA DELL’AMORE
3. LA RICOMPENSA D’AMORE
l’amore:
la passione ambisce a una ricompensa, il “guiderdone”
la ricompensa non è il semplice soddisfacimento sessuale, ma ha anche una natura sentimentale
POESIA SICILIANA (tematiche amorose)
1. LA LODE DELLA DONNA
4. LA DOLOROSA LONTANANZA
I poeti siculo-toscani
LA SCUOLA SICILIANA E I POETI SICULO-TOSCANI / I POETI SICULO-TOSCANI
CHI SONO I POETI SICULO-TOSCANI
I “siculo-toscani” sono i poeti toscani che, nel XIII secolo, trapiantano i modi della poesia siciliana nella loro terra. La diffusione della poesia siciliana in aree geograficamente lontane dal Sud Italia si era infatti radicata ben prima del crollo della potenza sveva, avvenuta nel 1266. Principali esponenti della poesia siculo-toscana sono Guittone d’Arezzo e Bonagiunta Orbicciani da Lucca.
Il Dolce stil novo
La poesia del cuore gentile
IL DOLCE STIL NOVO / LA POESIA DEL CUORE GENTILE
IL DOLCE STIL NOVO: UNA POESIA NUOVA
Nella seconda metà del Duecento alcuni poeti, prevalentemente toscani, definiscono un modo nuovo di fare poesia in volgare. Il più illustre tra questi poeti, Dante Alighieri, definisce la nuova poesia “dolce stil novo” (o semplicemente Stilnovo).
IL DOLCE STIL NOVO / LA POESIA DEL CUORE GENTILE
I PROTAGONISTI DEL DOLCE STIL NOVO
principali esponenti
appartengono al vivace contesto comunale
giovani promotori
hanno una formazione universitaria
sono un gruppo di amici che condividono interessi, cultura ed eccellenza d’ingegno
DOLCE STIL NOVO (o STILNOVO)
Dante Alighieri
MA…
hanno sensibilità diverse e visioni divergenti
crea il nome e inventa la categoria critica «Dolce stil novo»
è testimone e interprete della nuova poesia come fenomeno letterario
lo Stilnovo ha un’identità plurale, frammentata in esperienze individuali differenti
Le caratteristiche, i temi e le forme del nuovo stile
IL DOLCE STIL NOVO / LE CARATTERISTICHE, I TEMI E LE FORME DEL NUOVO STILE
LA POETICA STILNOVISTA
nonostante le differenze individuali, i giovani poeti si riconoscono in un comune sentire, una visione estetica condivisa
SODALITAS
OBIETTIVO trascrivere fedelmente la personale esperienza amorosa
DOLCEZZA registro stilistico chiaro e ricercato
RIGORE SPECULATIVO
solo una cultura raffinata permette di descrivere la materia amorosa con la poesia (Guinizzelli, Cavalcante, Dante)
opposto al trobar clus, poetare aspro e oscuro, che agli occhi degli stilnovisti risulta rozzo, sgradevole indice di un limite intellettuale e di una sensibilità poco raffinata
l’Amore è “dittatore”: il poeta è tenuto a scrivere fedelmente ciò che Lui dice stretto legame tra esperienza amorosa e poesia
i poeti precedenti non sono in grado di apprezzare/eguagliare lo spessore della poetica stilnovista
IL DOLCE STIL NOVO / LE CARATTERISTICHE, I TEMI E LE FORME DEL NUOVO STILE
UNA NUOVA IDEA DI AMORE
L’amore è espressione naturale di un animo nobile. Finezza d’animo, raffinatezza e profondità spirituale sono indici del sentimento di amore.
L’amore genera una serie di effetti interni, che i poeti:
L’AMORE NEL DOLCE STIL NOVO
descritto attraverso concetti, immagini, procedimenti logici raffinati, frutto degli studi filosofici e scientifici dei poeti
L’amore, seppur terreno, si apre a una dimensione spirituale nuova, legata alla figura della donna angelicata (che trova il suo culmine in Beatrice, la guida di Dante in Paradiso).
Per alcuni (ad esempio, Guido Cavalcanti), l’amore ha una connotazione maggiormente pessimistica: la bellezza della donna, mistero sfuggente, conduce l’uomo all’autodistruzione.
Alle soglie dello Stilnovo:Guido Guinizzelli
IL DOLCE STIL NOVO / ALLE SOGLIE DELLO STILNOVO: GUIDO GUINIZZELLI
COLUI CHE DANTE CHIAMÒ PADRE
Guinizzelli non immagina il ruolo di precursore che gli verrà riconosciuto, per indubbi meriti, dalla schiera di letterati dello Stil novo che lo seguirono. Tra questi, Dante, che lo chiamò ‘‘padre’’: il padre / mio e de li altri miei miglior che mai / rime d’amor usar dolci e leggiadre Purg, XXVI, 97 - 99
IL DOLCE STIL NOVO / ALLE SOGLIE DELLO STILNOVO: GUIDO GUINIZZELLI
GUIDO GUINIZZELLI: LA VITA IN 3 TAPPE
LA FORMAZIONE
L’ESILIO E LA MORTE
LA GRATIFICA DI DANTE
Nasce a Bologna nei primi anni Trenta del Duecento.
Di parte ghibellina, viene esiliato nel 1274.
Viene definito “padre” da Dante: la sua poetica diventa un modello per il gruppo dello Stil novo.
Sempre a Bologna studia legge e diventa notaio. L’esperienza universitaria è fondamentale per la sua formazione: a Bologna giungono insegnanti e studenti da ogni parte del continente e si insegnano le teorie filosofiche più recenti.
Muore nel 1276 a Monselice, non lontano da Padova.
Guinizzelli utilizza le sue conoscenze filosofiche e scientifiche per indagare la natura dell’Amore. La sua argomentazione è rigorosa e limpida.
Oltre lo Stilnovo: l’amore-malattia di Cavalcanti
IL DOLCE STIL NOVO / OLTRE LO STILNOVO: L’AMORE-MALATTIA DI CAVALCANTI
GUIDO CAVALCANTI: AI CONFINI DELLO STIL NOVO
Con Guido Cavalcanti lo Stil novo raggiunge i suoi limiti estremi, fino all’esaurimento delle sue tematiche e modalità espressive. Dotato di grande carisma, il poeta è in grado di portare a sintesi scrittura letteraria e forza speculativa.
La poesia di Cavalcanti mostra un carattere elitario: i destinatari possiedono un buon bagaglio dottrinale.
IL DOLCE STIL NOVO / OLTRE LO STILNOVO: L’AMORE-MALATTIA DI CAVALCANTI
GUIDO CAVALCANTI: LA VITA IN 3 TAPPE
L’IMPEGNO POLITICO
IL RAPPORTO CON DANTE
L’ESILIO E LA MORTE
Nasce a Firenze intorno al 1258, in una famiglia aristocratica.
Stringe amicizia con Dante poiché condivide con lui interessi culturali, finezza d’ingegno, schieramento politico.
Esule a Sarzana, in Liguria, contrae la malaria e muore poco dopo essere rientrato a Firenze: è il 1300.
Prende parte alle lotte cittadine del Duecento.
A seguito di alcuni episodi di violenza tra fazioni avverse, viene condannato all’esilio da un provvedimento firmato dai priori della città. Tra di essi, siede anche Dante: è la fine della loro amicizia.
Le divergenze tra Guido e Dante risalgono comunque a prima della condanna e sono motivate da differenti visioni filosofiche, teologiche e ideologiche.
IL DOLCE STIL NOVO / OLTRE LO STILNOVO: L’AMORE-MALATTIA DI CAVALCANTI
IL PENSIERO DI GUIDO CAVALCANTI
LA CONCEZIONE DELL’AMORE
L’amore è fonte di distruzione e annichilimento. Il poeta, razionalmente, guarda alla sua condizione ed è sospeso tra il ruolo di osservatore e quello di vittima della malattia d’amore. Sotto l’effetto distruttivo dell’amore, il corpo va in pezzi.
La moltiplicazione delle voci
IL LEGAME CON LA TRADIZIONE SICILIANA E GUITTONIANA
Nella sua poesia Cavalcanti è capace di mettere in scena una molteplicità di «personaggi di un dramma», ciascuno portatore del proprio punto di vista. Il contesto è un surreale teatro interiore.
In contrasto con lo Stilnovo, Guido mostra un forte legame con la poesia siciliana e la tradizione guittoniana. Sono di gusto siciliano, ad esempio, l’uso del paragone naturalistico e le scelte lessicali e ritmiche.