Il primo è Nereo, il“non scorrente” o il “vecchio del mare”. Dio di un fondo marino sempre tranquillo e inalterabile, è però egli stesso irrequieto e bizzarro: ha la capacità di assumere aspetti diversi, è profeta, cavalca indomito sulle onde del mare o sul dorso dei tritoni, accompagnato dalle sue cinquanta stupen- de figlie: le Nereidi.
Il secondo figlio di Urano, Iperione, significa “Colui che si muove in alto”. È una divinità del cielo,
una delle Oceanidi, figlia di Oceano e di Teti, moglie di Giapeto e madre di Atlante, Menezio, Prometeo e Epimeteo
Astreo era il titano delle stelle e dei pianeti, dell'astrologia e del crepuscolo (inteso come l'attimo intercorrente tra la scomparsa della luce solare e l'arrivo della luce degli astri nel buio notturno). Crio si è unito ad una cugina, figlia di Ponto, chiamataEuribia. Ne ha avuto tre figli: Astreo, Pallante e Perseo. Astreo, unito alla cugina Eos, l’Aurora, ha generato i Venti. Sono quattro e i loro nomi sono: Euro, Zefiro, Borea e Noto.
Figlia della titanide Febe e del titano Ceo, Asteria era per i Greci un'antica divinità minore, sorella di Leto. Venerata in quanto dea protettrice delle stelle, si unì a sua volta al titano Perse insieme al quale concepì Ecate, la dea della profezia, della luna, della notte.
un personaggio della mitologia greca, la personificazione della forza e della violenza e figlia del titano Pallante e della ninfa Oceanina Stige.
Terzo e quarta sono Forci e Ceto. Forci è un altro ”vec-chio del mare” che, con la sorella e moglie Ceto, personifica il mondo dei mostri marini. Loro figlie sono, infatti, le Gorgoni, orribili creature alate con serpenti al posto dei ca- pelli, chiamate Steno, Euriale e Medusa. Chiunque le guardi rimane impietrito.
Zefiro è il vento della sera che spira sui lidi ancora tiepidi per il sole appena tramontao
Figlio, come Prometeo, del titano Giapeto, rappresenta il tipo contrario del fratello: preveggente per eccellenza questi, tardi accorto quegli. Dopo che Prometeo ha ingannato gli Dei e ha pure compiuto il furto del fuoco, egli avverte il fratello E. di non ricevere nessun dono da Giove.
Dea della caccia e della castità,era armata di arco e, accompagnata dalle ninfe, frequentava boschi, montagne e fresche radure. I Greci la veneravano come 'signora delle fiere'. E con gli animali selvaggi, soprattutto con la cerva e con l'orsa, era spesso identificata.
Kratos si distingue per una forza sovrumana legata alla sua natura di semidio, che gli consente di scatenare poteri devastanti e persino di resistere alla morte. rappresenta il potere di dominio, il potere che soggioga e si impone sugli avversari,
Euro è il vento del mattino che soffia sulle montagne riscaldate dal sole appena alzato.
Noto aleggia sui paesi del sud e porta pioggia.
Gli Ecatonchiri, Cotto, Briareo e Gie, hanno cento mani e cinquanta teste per ciascuno. Cento mani (per cui sono detti anche Centimani) con le quali, dalle profondità del mondo, si aggrappano alle radici del suolo e fanno tremare la terra.
Stige, figlia di Oceano, ha generato i concetti astratti: vittoria, potere, forza: Nike, Kratos, Bia.
Terra figlia di Caos di cui nome Gea colei che fu la madre di altri due potenti elementi
Da Temi, la giustizia, e da Zeus trarranno origine, invece,l’ordine, l’equità e la pace: Eunomia, Dike, Eirene, dette le “Ore”.
Mitico figlio di Licaone re di Arcadia, eponimo della città di Pallantio, dalla quale il nipote Evandro avrebbe mosso per la colonizzazione del Lazio.
Nome greco del dio Sole, col quale fu venerato in Grecia ma anche in Frigia, Assiria, Persia, Egitto, Libia, Etiopia. E. è il sole personificato, figlio dei titani Iperione e Teia (o Eurifaessa); in Omero è detto anche Iperione, come il padre, e Iperionide. E. nel suo cammino attraversa la volta celeste, sorgendo dalla parte orientale dell’Oceano, e si rituffa alla sera nell’Oceano all’estremo occidente per tornare al punto di partenza. Il suo carro è trainato da 4 focosi cavalli e da 7 mandrie di buoi e 7 greggi di pecore.
Prometeo è un titano amico dell'umanità e del progresso poiché ruba il fuoco agli Dei per darlo agli uomini, subisce la punizione di Zeus, che lo incatena a una rupe ai confini del mondo per poi farlo sprofondare nel Tartaro. Prometeo aveva cinque coppie di fratelli gemelli.
Era la dea della padronanza sul mare, che presiedeva perlopiù ciò che influenzava il mare stesso, come il vento, i tempi stagionali e il sorgere delle costellazioni.Cognuge di Crio e Madre di tre figli Astreo, Pallante e Perseo.
Nike è un personaggio della mitologia greca, personificazione della vittoria e figlia del titano Pallante e della ninfa Oceanina Stige. Nome orig. Nike viene raffigurata come una donna con le ali; da qui, l'appellativo di Vittoria Alata.
Urano il figlio più potente di Gea è il dio del cielo, in particolare del cielo stellato, e con Gea costituisce la coppia divina primigenia
Infine Euribia, quinta ed ultima figlia di Ponto e di Gea, è la sposa del Titano Crio, e i suoi figli sono i Venti e i concetti astratti di cui abbiamo già parlato.
È in generale la personificazione dell'aurora, per quanto qualche volta venga ad avere lo stesso significato di Emera, la personificazione del giorno. E poiché col crepuscolo mattutino, allorché ancora brillano in cielo le stelle, suole accompagnarsi un fresco venticello, presso Esiodo
Da Crio, il settimo Titano della cronologia, traggono origine indistintamente le tempeste morali e materiali, poiché nell’aria si addensano i venti e negli animi penetrano le pas- sioni e turbinano nello stesso modo. Crio si è unito ad una cugina, figlia di Ponto,
Essi sorgono all’estremo confine dell’oceano, si alternano nel cielo nelle diverse ore del giorno e della notte per rituffarsi, compiuto il loro giro, nel mare, dalla parte opposta, al di là della terra.
Esiodo narra che Atlante fu costretto a tenere sulle spalle l'intera volta celeste per volere di Zeus che decise di punirlo perché durante la Titanomachia si era alleato con Crono quando guidò i titani contro gli dèi dell'Olimpo.
una delle Oceanidi, figlia di Oceano e di Teti, moglie di Giapeto e madre di Atlante, Menezio, Prometeo e Epimeteo
Al fianco di Oceano, la dolce sorella e sposa Teti, dagli occhi chiari, aleggia sulle terre bagnate dall’immenso fiume,placa le onde, conforta e rassicura chi a lei ricorre. I tremila fiumi della terra sono i loro figli e pure le tremila ninfe oceanine dalle sottilissime caviglie e dai nomi che espri- mono bellezza, ricchezza e virtù.
I Ciclopi si chiamano Bronte, Sterope, Arge: ”il tuono”, ”il lampo”, ”la folgore” ed hanno un unico occhio nel mezzo della fronte. Meno perfetti sono i Ciclopi e gli Ecatonchiri: potenze dell’aria gli uni, forze sconvolgitrici della terra gli altri. Le loro mansioni ispirano i loro nomi e giustificano il loro aspetto
Figlia di Asteria sarà una dea lunare chiamata Ecate, o“colei che opera da lontano”, che allo stesso tempo sarà dea del mondo sotterraneo e della terra. Simbolo delle sue tripli- ci mansioni, avrà tre teste e tre corpi e reggerà in mano fiaccole, serpenti e pugnali.
Fu chiamata così, presso i Greci, la divinità personificante la luna; da cui il fulgore del fuoco. La personificazione della luna in divinità - e di solito in una divinità del ciclo solare - è fenomeno comune a quasi tutti i popoli primitivi; per altro, non risulta che i Greci abbiano venerato S.
Ponto figlio di GeaEra la personificazione divina e maschile del mare, nato agli albori della creazione ed era il mare stesso, non solo la sua divinità residente.
Caos, mistero senza fine La natura, lentamente, ricompone gli elementi, districa i corpi dal loro sviluppo cieco, li separa e costringe con armonia ai loro posti. Regola il moto dei pianeti, divide il giorno dalla notte, il freddo dal caldo. Dal Caos isola la terra, dalla terra i flutti del mare.
Nelle acque dell’Oceano i figli di Ponto e di Gea domina-no incontrastati, come i Titani sulla terra o nel cielo. Più miti, meno forti, conoscono però le sottigliezze del pensiero, le astuzie che possono trarre in inganno: la loro apparente tranquillità può, all’improvviso, divenire tempesta. Il mondo acquatico è prezioso e del tutto particolare. Ha le sue divinità, le sue suddivisioni e non tollera interferenze. I figli di Ponto e di Gea sono cinque.
Mitico gigante, figlio di Giapeto e dell'oceanina Climene, fratello di Atlante, Prometeo ed Epimeteo. Per il suo orgoglio fu fulminato e scagliato da Giove nell'Erebo.
una delle Oceanidi, figlia di Oceano e di Teti, moglie di Giapeto e madre di Atlante, Menezio, Prometeo e Epimeteo
una delle Oceanidi, figlia di Oceano e di Teti, moglie di Giapeto e madre di Atlante, Menezio, Prometeo e Epimeteo
una delle Oceanidi, figlia di Oceano e di Teti, moglie di Giapeto e madre di Atlante, Menezio, Prometeo e Epimeteo
Thea (detta anche Eurifaessa, cioè “colei che splende vastamente”), sposa di Oceano, genera le divinità della luce: l’Aurora, il Sole, la Luna, cioè Eos, Helios, Selene.
Il secondo, Taumante, che significa ”il mirabile”, ha per figlie l’arcobaleno e la furia delle procelle. Iride, è l’arcobaleno, le Arpie, dal corpo di uccello e dal viso di vergine, sono le tremende procelle che insidiano i naviganti.
Borea invade i paesi del nord e porta il freddo.
Apollo, figlio di Zeus e di Latona, fu partorito nell'Isola di Delo, nelle Cicladi. Lì sorgeva un tempio del dio frequentato da gente proveniente da ogni parte della Grecia. In quanto dio delle arti, Apollo è spesso associato alle Muse e raffigurato con la cetra tra le mani.
una delle Oceanidi, figlia di Oceano e di Teti, moglie di Giapeto e madre di Atlante, Menezio, Prometeo e Epimeteo
Dai Titani discende la razza degli dei e degli uomini. I Titani hanno forme armoniose e perfette. Nè i Ciclopi e nè i Ecantochiri hanno una discendenza I Titani si sono quasi tutti sposati tra di loro. I loro nomi, che corrispondono per lo più alle loro mansioni, sono: Oce- ano, Iperione, Giapeto, Crio, Ceo, Crono. E le femmine: Teti, Thea, Rhea, Temi, Febe, Mnemosine.
Oceano, il primo figlio di Urano e di Gea, è l’immenso fiume che circonda la terra. Da esso traggono origine tutte le acque. Al di là dell’Oceano è la notte perpetua; nella notte e nel buio boschi misteriosi nascondono l’ingresso dell’Erebo, il tenebroso luogo, al centro della terra, per cui transitano le anime dei morti.
Mitologia
Sole Fernando
Created on October 29, 2023
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Transcript
IL Mito
le origini delmondo
START
Caos
Gea (Terra)
Ciclopi
Ecatoncheri
Titani
Urano (dio del cielo)
Ponto (Mare)
Febe
Ceo
. Oceano
Teti
Thea
. Iperione
Asteria
Leto
Eos (l'Aurora)
Selene(la Luna)
Diana
Helios (Sole)
Apollo
Ecate
Crio
Euribia
Perseo
Pallante
Stige
Astreo
Vittoria (Nike)
Noto
Euro
Potere (Kratos)
Borea
Forza(Bia)
Zefiro
Gipeto
Climene
Atlante
Epimeteo
Menezio
Prometeo
Mnemosine &Temi
Le Moire
o Parche
Zeus
Eunomia
Dike
Eirene
Crono con la sorella Rhea
Ponto e Gea
Euribia
Nereo
Foci e Ceto
Taumante
Grazie!!
Il primo è Nereo, il“non scorrente” o il “vecchio del mare”. Dio di un fondo marino sempre tranquillo e inalterabile, è però egli stesso irrequieto e bizzarro: ha la capacità di assumere aspetti diversi, è profeta, cavalca indomito sulle onde del mare o sul dorso dei tritoni, accompagnato dalle sue cinquanta stupen- de figlie: le Nereidi.
Il secondo figlio di Urano, Iperione, significa “Colui che si muove in alto”. È una divinità del cielo,
una delle Oceanidi, figlia di Oceano e di Teti, moglie di Giapeto e madre di Atlante, Menezio, Prometeo e Epimeteo
Astreo era il titano delle stelle e dei pianeti, dell'astrologia e del crepuscolo (inteso come l'attimo intercorrente tra la scomparsa della luce solare e l'arrivo della luce degli astri nel buio notturno). Crio si è unito ad una cugina, figlia di Ponto, chiamataEuribia. Ne ha avuto tre figli: Astreo, Pallante e Perseo. Astreo, unito alla cugina Eos, l’Aurora, ha generato i Venti. Sono quattro e i loro nomi sono: Euro, Zefiro, Borea e Noto.
Figlia della titanide Febe e del titano Ceo, Asteria era per i Greci un'antica divinità minore, sorella di Leto. Venerata in quanto dea protettrice delle stelle, si unì a sua volta al titano Perse insieme al quale concepì Ecate, la dea della profezia, della luna, della notte.
un personaggio della mitologia greca, la personificazione della forza e della violenza e figlia del titano Pallante e della ninfa Oceanina Stige.
Terzo e quarta sono Forci e Ceto. Forci è un altro ”vec-chio del mare” che, con la sorella e moglie Ceto, personifica il mondo dei mostri marini. Loro figlie sono, infatti, le Gorgoni, orribili creature alate con serpenti al posto dei ca- pelli, chiamate Steno, Euriale e Medusa. Chiunque le guardi rimane impietrito.
Zefiro è il vento della sera che spira sui lidi ancora tiepidi per il sole appena tramontao
Figlio, come Prometeo, del titano Giapeto, rappresenta il tipo contrario del fratello: preveggente per eccellenza questi, tardi accorto quegli. Dopo che Prometeo ha ingannato gli Dei e ha pure compiuto il furto del fuoco, egli avverte il fratello E. di non ricevere nessun dono da Giove.
Dea della caccia e della castità,era armata di arco e, accompagnata dalle ninfe, frequentava boschi, montagne e fresche radure. I Greci la veneravano come 'signora delle fiere'. E con gli animali selvaggi, soprattutto con la cerva e con l'orsa, era spesso identificata.
Kratos si distingue per una forza sovrumana legata alla sua natura di semidio, che gli consente di scatenare poteri devastanti e persino di resistere alla morte. rappresenta il potere di dominio, il potere che soggioga e si impone sugli avversari,
Euro è il vento del mattino che soffia sulle montagne riscaldate dal sole appena alzato.
Noto aleggia sui paesi del sud e porta pioggia.
Gli Ecatonchiri, Cotto, Briareo e Gie, hanno cento mani e cinquanta teste per ciascuno. Cento mani (per cui sono detti anche Centimani) con le quali, dalle profondità del mondo, si aggrappano alle radici del suolo e fanno tremare la terra.
Stige, figlia di Oceano, ha generato i concetti astratti: vittoria, potere, forza: Nike, Kratos, Bia.
Terra figlia di Caos di cui nome Gea colei che fu la madre di altri due potenti elementi
Da Temi, la giustizia, e da Zeus trarranno origine, invece,l’ordine, l’equità e la pace: Eunomia, Dike, Eirene, dette le “Ore”.
Mitico figlio di Licaone re di Arcadia, eponimo della città di Pallantio, dalla quale il nipote Evandro avrebbe mosso per la colonizzazione del Lazio.
Nome greco del dio Sole, col quale fu venerato in Grecia ma anche in Frigia, Assiria, Persia, Egitto, Libia, Etiopia. E. è il sole personificato, figlio dei titani Iperione e Teia (o Eurifaessa); in Omero è detto anche Iperione, come il padre, e Iperionide. E. nel suo cammino attraversa la volta celeste, sorgendo dalla parte orientale dell’Oceano, e si rituffa alla sera nell’Oceano all’estremo occidente per tornare al punto di partenza. Il suo carro è trainato da 4 focosi cavalli e da 7 mandrie di buoi e 7 greggi di pecore.
Prometeo è un titano amico dell'umanità e del progresso poiché ruba il fuoco agli Dei per darlo agli uomini, subisce la punizione di Zeus, che lo incatena a una rupe ai confini del mondo per poi farlo sprofondare nel Tartaro. Prometeo aveva cinque coppie di fratelli gemelli.
Era la dea della padronanza sul mare, che presiedeva perlopiù ciò che influenzava il mare stesso, come il vento, i tempi stagionali e il sorgere delle costellazioni.Cognuge di Crio e Madre di tre figli Astreo, Pallante e Perseo.
Nike è un personaggio della mitologia greca, personificazione della vittoria e figlia del titano Pallante e della ninfa Oceanina Stige. Nome orig. Nike viene raffigurata come una donna con le ali; da qui, l'appellativo di Vittoria Alata.
Urano il figlio più potente di Gea è il dio del cielo, in particolare del cielo stellato, e con Gea costituisce la coppia divina primigenia
Infine Euribia, quinta ed ultima figlia di Ponto e di Gea, è la sposa del Titano Crio, e i suoi figli sono i Venti e i concetti astratti di cui abbiamo già parlato.
È in generale la personificazione dell'aurora, per quanto qualche volta venga ad avere lo stesso significato di Emera, la personificazione del giorno. E poiché col crepuscolo mattutino, allorché ancora brillano in cielo le stelle, suole accompagnarsi un fresco venticello, presso Esiodo
Da Crio, il settimo Titano della cronologia, traggono origine indistintamente le tempeste morali e materiali, poiché nell’aria si addensano i venti e negli animi penetrano le pas- sioni e turbinano nello stesso modo. Crio si è unito ad una cugina, figlia di Ponto,
Essi sorgono all’estremo confine dell’oceano, si alternano nel cielo nelle diverse ore del giorno e della notte per rituffarsi, compiuto il loro giro, nel mare, dalla parte opposta, al di là della terra.
Esiodo narra che Atlante fu costretto a tenere sulle spalle l'intera volta celeste per volere di Zeus che decise di punirlo perché durante la Titanomachia si era alleato con Crono quando guidò i titani contro gli dèi dell'Olimpo.
una delle Oceanidi, figlia di Oceano e di Teti, moglie di Giapeto e madre di Atlante, Menezio, Prometeo e Epimeteo
Al fianco di Oceano, la dolce sorella e sposa Teti, dagli occhi chiari, aleggia sulle terre bagnate dall’immenso fiume,placa le onde, conforta e rassicura chi a lei ricorre. I tremila fiumi della terra sono i loro figli e pure le tremila ninfe oceanine dalle sottilissime caviglie e dai nomi che espri- mono bellezza, ricchezza e virtù.
I Ciclopi si chiamano Bronte, Sterope, Arge: ”il tuono”, ”il lampo”, ”la folgore” ed hanno un unico occhio nel mezzo della fronte. Meno perfetti sono i Ciclopi e gli Ecatonchiri: potenze dell’aria gli uni, forze sconvolgitrici della terra gli altri. Le loro mansioni ispirano i loro nomi e giustificano il loro aspetto
Figlia di Asteria sarà una dea lunare chiamata Ecate, o“colei che opera da lontano”, che allo stesso tempo sarà dea del mondo sotterraneo e della terra. Simbolo delle sue tripli- ci mansioni, avrà tre teste e tre corpi e reggerà in mano fiaccole, serpenti e pugnali.
Fu chiamata così, presso i Greci, la divinità personificante la luna; da cui il fulgore del fuoco. La personificazione della luna in divinità - e di solito in una divinità del ciclo solare - è fenomeno comune a quasi tutti i popoli primitivi; per altro, non risulta che i Greci abbiano venerato S.
Ponto figlio di GeaEra la personificazione divina e maschile del mare, nato agli albori della creazione ed era il mare stesso, non solo la sua divinità residente.
Caos, mistero senza fine La natura, lentamente, ricompone gli elementi, districa i corpi dal loro sviluppo cieco, li separa e costringe con armonia ai loro posti. Regola il moto dei pianeti, divide il giorno dalla notte, il freddo dal caldo. Dal Caos isola la terra, dalla terra i flutti del mare.
Nelle acque dell’Oceano i figli di Ponto e di Gea domina-no incontrastati, come i Titani sulla terra o nel cielo. Più miti, meno forti, conoscono però le sottigliezze del pensiero, le astuzie che possono trarre in inganno: la loro apparente tranquillità può, all’improvviso, divenire tempesta. Il mondo acquatico è prezioso e del tutto particolare. Ha le sue divinità, le sue suddivisioni e non tollera interferenze. I figli di Ponto e di Gea sono cinque.
Mitico gigante, figlio di Giapeto e dell'oceanina Climene, fratello di Atlante, Prometeo ed Epimeteo. Per il suo orgoglio fu fulminato e scagliato da Giove nell'Erebo.
una delle Oceanidi, figlia di Oceano e di Teti, moglie di Giapeto e madre di Atlante, Menezio, Prometeo e Epimeteo
una delle Oceanidi, figlia di Oceano e di Teti, moglie di Giapeto e madre di Atlante, Menezio, Prometeo e Epimeteo
una delle Oceanidi, figlia di Oceano e di Teti, moglie di Giapeto e madre di Atlante, Menezio, Prometeo e Epimeteo
Thea (detta anche Eurifaessa, cioè “colei che splende vastamente”), sposa di Oceano, genera le divinità della luce: l’Aurora, il Sole, la Luna, cioè Eos, Helios, Selene.
Il secondo, Taumante, che significa ”il mirabile”, ha per figlie l’arcobaleno e la furia delle procelle. Iride, è l’arcobaleno, le Arpie, dal corpo di uccello e dal viso di vergine, sono le tremende procelle che insidiano i naviganti.
Borea invade i paesi del nord e porta il freddo.
Apollo, figlio di Zeus e di Latona, fu partorito nell'Isola di Delo, nelle Cicladi. Lì sorgeva un tempio del dio frequentato da gente proveniente da ogni parte della Grecia. In quanto dio delle arti, Apollo è spesso associato alle Muse e raffigurato con la cetra tra le mani.
una delle Oceanidi, figlia di Oceano e di Teti, moglie di Giapeto e madre di Atlante, Menezio, Prometeo e Epimeteo
Dai Titani discende la razza degli dei e degli uomini. I Titani hanno forme armoniose e perfette. Nè i Ciclopi e nè i Ecantochiri hanno una discendenza I Titani si sono quasi tutti sposati tra di loro. I loro nomi, che corrispondono per lo più alle loro mansioni, sono: Oce- ano, Iperione, Giapeto, Crio, Ceo, Crono. E le femmine: Teti, Thea, Rhea, Temi, Febe, Mnemosine.
Oceano, il primo figlio di Urano e di Gea, è l’immenso fiume che circonda la terra. Da esso traggono origine tutte le acque. Al di là dell’Oceano è la notte perpetua; nella notte e nel buio boschi misteriosi nascondono l’ingresso dell’Erebo, il tenebroso luogo, al centro della terra, per cui transitano le anime dei morti.