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Machiavelli vs Guicciardini

Mattia Vasco

Created on October 29, 2023

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Transcript

Machiavelli vs Guicciardini

da Firenze con furore

Partipilo Eugenia

Vasco Mattia

1450

1550

Dal Medioevo al Rinascimento

Un' epoca di profonde trasformazioni culturali, sociali e politiche, in cui l'Italia era divisa in varie città-stato e regioni che si contendevano il potere.

1498

1494

1492

1450

Condanna dei Savonarola

Discesa di Carlo VIII in Italia

Scoperta dell'America

1500

1519

1517

1512

Riprese delle guerre in Italia

Rientro dei Medici a Firenze

Lutero affligge le 95 tesi

1520

1526

1527

1550

Lega di Cognac

Sacco di Roma

Niccolò Machiavelli

BIOGRAFIA:

  • Nasce a Firenze nel 1469.
  • Studia i classici latini, specialmente Tito Livio.
  • Diventa segretario della seconda cancelleria fiorentina.
  • Nel 1512, col ritorno dei Medici, Machiavelli viene esiliato con l'accusa di congiura.
  • Con la cacciata dei Medici del 1527, spera di tornare a Firenze, ma viene accusato di aver avuto rapporti con la casata medicea.
  • Muore il 21 giugno 1527 per malattia.

Bibliografia di Machiavelli

  • Il Principe (1513)

Trattato politico, nonché sua opera più importante

Produzione letteraria

  • La Mandragola (1518)

Commedia dominata dalla concezione pessimistica del pensiero machiaveliano.

  • Istorie fiorentine (1525)

Opera storiografica incentrata sulla lotta tra guelfi e ghibellini.

  • Belfagor arcidiavolo (1518-27)

Novella ambientata tra Firenze, Napoli e la corte di Francia

  • Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio (1513-20)
  • Dell'arte della guerra (1519-20)

Trattato sull'uso delle armi in politica.

  • Discoro intorno alla nostra lingua (1524/25)

Difende l'uso del toscano come lingua letteraria

  • Vita di Castruccio Castracani (1520)

Biografia di un condottiero, esemplificando il discorso teorico del principe

Francesco Guicciardini

BIOGRAFIA:

  • Nasce a Firenze nel 1483.
  • Laureato in giurisprudenza a Pisa
  • Diventa segretario della seconda cancelleria fiorentina.
  • Nel 1512 diventa ambasciatore di Firenze presso il Re di Spagna Ferdinando D'Aragona.
  • Nel 1516 Papa Leona X lo nomina governatore di Modena
  • Nel 1521 conosce Macchiavelli.
  • Sostenitore della Lega di Cognac.
  • Muore il 22 maggio 1540 per malattia.

Bibliografia di Guicciardini

Produzione letteraria

  • I Ricordi (1512-1530)

Raccolta di pensieri annotati da Guicciardini

  • Dialogo del reggimento di Firenze (1526)

trattato politico ambientato durante la cacciata di piero de' Medici.

  • Storie fiorentine (1511)

opera incompiuta sulla storia di Firenze

  • Considerzioni attorno ai discorsi di Machiavelli (1528-30)

commento ai "Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio" di Machiavelli

  • Cose fiorentine (1528-30)

Opera incompiuta narrante le vicende di Firenze dal 1375 al 1441

  • Storia d'Italia (1537-40)

Divisa in 20 libri, che raccontano le vicende italiane dal 1494 al 1534, unica opera realmente pensata per la pubblicazione

Approccio politico

Guicciardini

Francesco Guicciardini, a differenza di Machiavelli, era un intellettuale organico al potere, legato a doppio filo con la politica medicea. A testimonianza di ciò vi è la sua carriera diplomatica basata sull'ideale umano di colui che ama il potere e che accetta la sconfitta con dignità, consapevole del fatto che la politica non può piegarsi all'interesse del singolo.

Machiavelli

Niccolò Machiavelli promuove una visione interamente laica della politica, svincolata da considerazioni religiose e ancorata al piano dell'esperienza. L'agire politico deve essere analizzato solo in rapporto con la realtà concreta delle cose e va giudicato sulla base della sua efficacia in relazione ai propri fini. Su queste basi Machiavelli può essere considerato il fondatore di una nuova "scienza della politica".

Visione della storia

Guicciardini

Guicciardini aveva una visione più scettica e cauta della storia. Egli riteneva chegli eventi storici sono incontrollabili e totalmente dipendenti dalla mano della fotuna (intesa come destino).

Machiavelli

Aveva una visione ciclica della storia, ritenendo che gli eventi storici si ripetevano nei secoli. Per Machiavelli, questo era uno spunto per imparare dagli errori del passato. Tuttavia l'uomo non riesce mai a cogliere le crisi storiche, seppur preannunciate

IL PRINCIPE di Machiavelli

"Quot sint genera principatuum et quibus modis acquirantur."

Trattato politico suddiviso in 26 capitoli, ciascuno preceduto da una piccola dedica.

Il nucleo del Principe fu scritto in pochi mesi nel 1513, per poi proseguire il lavoro fino al maggio 1514, e forse per alcuni anni dopo.

Fu scritto per attirare l'attenzione dei Medici e la loro benevolenza dopo il suo esilio.

Inizialmente fu dedicato a papa Leone X (Giuliano de' Medici), ma a seguito della sua morte prematura fu indirizzato al nipote Lorenzo.

I TEMI DEL PRINCIPE

Le tipologie di principati

I capitoli I-XI descrivono le varie tipologie di principati: non esiste infatti un solo tipo di Stato, ma Stati o principati diversi a partire dal modo in cui si sono formati. Abbiamo ad esempio principati ereditari o principati nuovi, ottenuti con le armi o con le virtù personali del nuovo principe. Fra i principati nuovi abbiamo poi: principati misti (formati a partire da uno stato preesistente di tipo repubblicano), principati civili (formati perché il popolo elegge un principe) e principati ecclesiastici (come lo Stato della Chiesa).

Tutti gli stati, tutti e' dominii che hanno avuto e hanno imperio sopra gli uomini, sono stati e sono o repubbliche o principati.

I TEMI DEL PRINCIPE

Gli eserciti mercenari: Si o No?

I capitoli XII-XIV affrontano invece il problema degli eserciti mercenari: perché Machiavelli è contrario a questo tipo di esercito? Semplicemente perché non è un esercito fedele. I soldati mercenari infatti non sono legati né al paese che difendono né al principe che li governa. Guerrieri “assunti” che non possono avere grandi ideali oltre i beni economici che traggono dal loro lavoro. È necessario che chi lotta per un principe sia mosso da profondo rispetto e fedeltà verso la sua causa.

I capitani mercenari o sono uomini eccellenti, o no; se sono, non te ne puoi fidare, perchè sempre aspirano alla grandezza propria o con l’opprimere te, che li siei padrone, o con l’opprimere altri fuora della tua intenzione; ma se non è il capitano virtuoso, ti rovina per l’ordinario.

I TEMI DEL PRINCIPE

La figura del Principe

I capitoli XV – XXIII, che si concentrano sulla figura del principe, sono tutt'ora i più discussi nella storiografia moderna e questo a causa della male interpretat frase “il fine giustifica i mezzi”. lo scopo del principe è quello di migliorare sempre di più il suo principato e per raggiungerlo non deve avere scrupoli, stando però sempre attento a bilanciando cinismo e bontà, poichè un principe cattivo è sempre maggiormente soggetto ad una congiura. Sarà quindi un principe razionale e benevolo, furbo come una volpe e forte come un leone, che penserà al bene del suo dominio tanto quanto a quello per se stesso. Viene inoltre enfatizzata la visione pessimistica di Machiavelli sull'essere umano, descritto come un essere spregievole ed egoista.

Nasce da questo una disputa: s’egli è meglio essere amato che temuto, o temuto che amato. Rispondesi, che si vorrebbe essere l’uno e l’altro; ma perchè egli è difficile, che e’ stiano insieme, è molto più sicuro l’esser temuto che amato, quando s’abbi a mancare dell’un de’ duoi.

I TEMI DEL PRINCIPE

Virtù e Fortuna

Nei capitoli XXIV e XXV vengono analizzate le colpe commesse dai principi italiani durante il periodo caotico delle guerre d’Italia (ancora in atto quando Machiavelli scrisse il Principe) e viene trattato il rapporto fra virtù e fortuna: la fortuna è intesa al tempo di Machiavelli non come la intendiamo noi, ma come “sorte” o "fato", ovvero il corso degli eventi esterni contro cui un essere umano non può intervenire direttamente e che possono essere favorevoli o contrari ai nostri piani. Per riuscire ad affrontare i capricci della fortuna -Machiavelli scrive che la fortuna è mutevole e incontrollabile e che va affrontata con polso duro: il principe deve essere dotato di una virtù incrollabile, la base del suo essere e della sua persona, tutto ciò su cui fare affidamento.

Non mi è incognito, come molti hanno avuto e hanno opinione, che le cose del mondo siano in modo governate dalla fortuna, e da Dio, che gli uomini con la prudenza loro non possino correggerle, anzi non vi abbino rimedio alcuno; e per questo potrebbono giudicare che non fusse da insudare molto nelle cose, ma lasciarsi governare dalla sorte.

I TEMI DEL PRINCIPE

Lorenzo de' Medici

Infine il capitolo XXVI è un’esortazione a Lorenzo De' Medici per mettersi a capo degli Stati italiani e guidare il paese verso una nuova era, scacciando gli invasori stranieri, francesi e tedeschi, e restituire il paese ai regnanti.

Virtù contro al furore Prenderà l’armi, e fia il combatter corto; Chè l’antico valore Negli Italici cuor non è ancor morto.

i RICORDI di Guicciardini

Raccolta di aforismi e brevi riflessioni scritti tra il 1512 e il 1530.

La struttura è frammentaria e i vari pensieri non sono collegati tra di loro

I TEMI DEI RICORDI

La Fortuna

La Discrezione

Il Particulare

Per Guicciardini, la fortuna spesso determina i risultati dell'agire umano, a prescindere dalle capacità del singolo

L’uomo, solo ed in preda agli eventi, non può far altro che agire in base alla discrezione, che è la capacità di saper analizzare correttamente le singole situazioni per trarne vantaggio.

Questa parola per Guicciardini rimanda: sul piano etico-antropologico, all'interesse del singolo, anche per la ricerca di una buona reputazione; sul piano della conoscenza, rimanda all'analisi delle singole circostanze della vita

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