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Piero Della Francesca
Matteo Carlo Agosto
Created on October 28, 2023
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Transcript
Piero della Francesca
"Con maestria assoluta, Piero della Francesca dipinse l'eternità in ogni pennellata, trasformando l'arte in un sublime dialogo tra l'uomo e l'infinito."
«maestro raro nelle difficoltà dei corpi regolari, e nell’aritmetica e geometria»
- Giorgio Vasari
La Vita
Scrive il "Libellus de quinque corporibus regolaribus (1485)
Madonna con Bambino 1435/1440
La reusrrezione di Cristo 1449/1463
Nascita 1406/1416
Nel 1451 va a Rimini
Nel 1439 va Firenze
Sogno di Costantino 1458-1466
Battesimo di Cristo 1443
Tra il 1465 e il 1475 vive ad Urbino
Muore nel 1492 a Sansepolcro
Traduzioni di Archimede
Non solo un pittore...
Piero della Francesca scrive tre trattati matematici
Trattato d'Abaco (1450)
Libellus De Quinque Corporibus Regolaribus
De Prospectiva Pingendi (1482)
Lo Stile
Piero della Francesca si ispira molto alle tecniche del maestro Domenico Veneziano, ma è capace trarre il meglio dallo stile di Beato Angelico, Masaccio e Brunelleschi. Caratteristica preponderante nella sua arte è l'uso della prospettiva, che utilizza ampiamente, facendo anche ricorso alle leggi dell'aritmetica e alla sezione aurea, andando a perfezionare le sue scelte fin nei dettagli. Per lui la figura dell'Uomo era la misura di tutte le cose, impersonando già, nonostante la sua collocazione medievale, il futuro Rinascimento.
Lo Stile
Il Battesimo di Cristo (~1443 a.C.)
Committente: Abbazia di San Giovanni in Val d'AfraOggi: National Gallery (Londra)Il dipinto è una sublime rappresentazione del momento in cui Gesù viene battezzato da Giovanni Battista, caratterizzato da un'atmosfera serena e una composizione geometrica impeccabile.Riferimenti alla trinità. Sacralità. Armonia cromatica.Paesaggio simbolico.
Piero della Francesca =Geometria + Pittura
Triangolo: richiamo al divino
Quadrato: Razionalità, Uomo
Cerchio:Dio
La scena si svolge alle prime luci dell'alba e nel cielo sono ancora visibili alcune stelle che compongono reali costellazioni
Sogno di Costantino (1458-1466)
L'angelo, avente una croce in mano, che genera luce propria, è ritratto in una inconsueta posa discendente.
Quest'opera, facente parte delle Storie della vera Croce costituisce uno dei primi e meglio realizzati panorami notturni dell'arte europea al punto che lo stesso Vasari disse : «Ma sopra ogni altra considerazione e d’ingegno e d’arte, è lo avere dipinto la notte et un Angelo in iscorto che [...] con la stessa luce sua illumina il padiglione, gl’armati e tutti i dintorni, con grandissima discrezione: per che Pietro fa conoscere in questa oscurità quanto importi imitare le cose vere, e lo andarle togliendo dal proprio.»
Il servo è posto al centro dell'opera e guarda direttamente lo spettatore
Varie interpretazioni:forse Bessarione, Buonconte da Montefeltroe Giovanni Bacci
- Firma dell'autore
- Luce ambigua
- Profondo studio architettonico
- Varie interpretazioni
Flagellazione di Cristo (datazione incerta)
Non ci sono documenti che indicano il committente, la commisione o il luogo di conservazione. Questo ha dato origine a diverse interpretazioni.Oggi: Galleria Nazionale delle Marche (Urbino).
Alla destra è presente la rinascita della vita rappresentata dagli alberi con le foglie, in contrasto con la scarnità degli alberi a sinistra
Resurrezione
Cristo è rappresentato in movimento, con un piede già fuori dal sarcofago, mentre regge una bandiera, simbolo di vittoria
Anche quest'opera, composta tra il 1463 e il 1465, per il ciclo delle Storie della Vera Croce, rappresenta Cristo che riemerge da un sarcofago trinfante sui soldati che dormono. Il manto rosso tenue di Cristo simboleggia il suo sacrificio e la sua passione, in contrasto con i colori accesi degli abiti dei soldati.
Niente è qui per caso!
La Sacra Conversazione (1472-1474)
L'uovo di struzzo, oltre ad essere un simbolo di vita e della genesi è lo stemma della casata Montefeltro
La struttura presenta un aspetto assai classicheggiante, ricco per la presenza di numerosi dettagli architettonici, e una grande varietà di marmi policromi.
Facente parte della Pala di Brera, composta da nove tavole lignee, rappresenta il culmine della ricerca prospettica e dell'attentissima rappresentazione del vero attuata da Piero della Francesca.Il dipinto rappresenta: da una parte, due occasioni di festeggiamento, la nascita dell'erede, Guidobaldo, e la vittoria di Federico su Volterra; dall'altra, sono presenti numerosi elementi che richiamano ad un evento luttuoso, ovvero la morte di Battista Sforza, consorte del principe.
In quest'opera Federico da Montefeltro è volutamente rappresentato sulla sinistra
Ripresa della Trinità di Masaccio... coincidenza oppure no?
Tanti dettagli e dove trovarli
Realizzato tra il 1472-1474 per Federico da Montefeltro, rappresenta i due signori di Urbino che si guardano, sottolineando il loro legame matrimoniale. Oltre ai due ritratti, Piero della Francesca ha anche decorato anche la parte posteriore del dittico, e, tramite le scritte lì poste, sottolinea lo stretto legame tra i due consorti.
Ritratto dei Duchi di Urbino
Federico da Montefeltro
Battista Sforza
Grazie per l'attenzione!
Madonna col bambino
La Madonna col bambino è la prima opera di Piero della Francesca a noi giunta.
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Permanenza a Rimini
Lavorò al tempio malatestiano commissionato da Sigismondo Malatesta.
Il Sogno di Costantino
Realizzata nel 1460 è un affresco facente parte delle Storie della vera croce (1452-1466) commissionate dalla città di Arezza nella cappella di San Francesco
Permanenza a Firenze
Fu aiutante dell'artista Domenico Veneziano, suo mentore, con cui lavorò a Perugia e a Loreto.
Nascita
Nasce a Sansepolcro, nei pressi di Arezzo, tra il 1406 e il 1416.
Battesimo di Cristo
Commissionata da un'abbazia di Sansepolcro per essere la tavola centrale di un polittico a cui aveva lavorato il maestro Antonio d'Anghiari
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Permanenza ad Urbino
Piero della Francesca viene ospitato nella corte di Federico da Montefeltro che gli commissiona due tra le sue opere più conosciute, La Pala di Brera (1472-1474) e il Doppio ritratto dei duchi di Urbino (1465-1472)
La Resurrezione di Cristo
Composto tra il 1459 e il 1463, il dipinto è stato commissionato dalla città di Sansepolcro, per essere posto nella camera dove si riuniva il Consiglio della città.