COMMEDIA DI PLAUTO
CASINA
Presentazione di Sandrinelli Francesco, Freti Camilla, Giovanni Belotti e Gabriele Lonni
La CASINA è una commedia di Plauto scritta presumibilmente nel 185 a. C.; è una delle sue commedie è più buffe e licenziose che dileggia un vecchio libidinoso e fa trionfare i personaggi femminili contro di lui
PERSONAGGI
PRINCIPALI
CALINO
OLIMPIONE
2. *Calino* - Scudiero di Eutinico: Calino è un servo leale e obbediente. Mostra una fedeltà incrollabile al suo padrone Eutinico, caratterizzando la sua personalità con la dedizione e la lealtà, il suo nome ha origine dal termine latino “calo” che significa servo.
1. *Olimpione* - Fattore di Lisidamo: Olimpione è un fattore responsabile della gestione della casa di Lisidamo. È un personaggio astuto e opportunista, disposto a compiere azioni discutibili per raggiungere i suoi obiettivi. Il suo nome, derivato da "Olimpo," suggerisce ambizione e nobiltà.
CLEOSTRATA
LISIDAMO
6 *Lisidamo* - Il vecchio padrone: Lisidamo è un personaggio anziano, noto per il suo comportamento opportunista e infedele. È spesso disonesto e disposto a compiere azioni sleali per ottenere ciò che vuole.
è un personaggio che agisce spesso per il proprio interesse personale, indipendentemente dalle conseguenze per gli altri personaggi.
3. *Cleostrata* - Moglie di Lisidamo: Cleostrata è una donna intelligente e determinata. Agisce con fermezza per proteggere i propri interessi e quelli di Casina
SECONDARI
MIRRINA
PARDALISCA
*Mirrina* - Amica di Cleostrata: Mirrina è un'amica spavalda e astuta di Cleostrata. Mostra grande abilità nell'inganno e nel travestimento, caratterizzandosi per la sua vivacità e abilità nel gestire situazioni complesse.
*Pardalisca* - Serva: Pardalisca è una serva audace e intraprendente. È disposta a intraprendere azioni rischiose per aiutare Casina, riflettendo determinazione e coraggio.
ALCESIMO
CASINA
*Alcesimo*: Alcesimo è il vicino di Lisidamo che consente di celebrare le 'nozze' tra Casina e Olimpione
*Casina* - Casina è il personaggio centrale, una giovane schiava desiderata da vari personaggi. La sua personalità riflette l'innocenza e la vulnerabilità di una giovane schiava coinvolta in situazioni complesse, spesso oggetto di manipolazioni da parte degli altri personaggi. Molto interessante il fatto che questo personaggio non entra mai in scena
LA RAGAZZA DAL PROFUMO DI CANNELLA
LA SORTEGGIATA
LA RAGAZZA DEL CASO
PROLOGO
CAPTATIO BENEVOLENTIAE:
(PARTE I DEL PROLOGO)
ITALIANO
LATINO
“Salvere iubeo spectatores optumos,
fidem qui facitis maxumi, et vos Fides.
Si verum dixi, signum clarum date mihi,
ut vos mi esse aequos iam inde a principio sciam…
Aures vocivae si sunt, animum advortite.”
“Il mio saluto a voi, magnifici spettatori che amate la Buona Fede, la Buona Fede vi ama.
Se ho detto il vero, datemi con forza un applauso:
così che io sappia da principio se avete intenzione di essere giusti con me…
Aprite le orecchie e fate attenzione.”
EXPOSITIO ARGUMENTI
Nell'EXPOSITIO ARGUMENTI (II parte del prologo) si introduce a grandi linee la trama dell'opera
L'Argomentum è esposto sotto forma di ACROSTICO; in questo caso forma il nome CASINA
Tutte le commedie di Plauto (ad eccezione del Bacchides) sono introdotte da un EXPOSITIO ARGUMENTI in stile ACROSTICO
TESTO LATINO
«Conservam uxorem duo conservi / expetunt. Alium senex allegat alium filius. Senem adiuvat sors; verum decipitur dolis, Ita ei subicitur pro puella servulus Nequam, qui dominum mulcat atque vilicum. Adolescens ducit civem Casinam cognitam.»
TESTO ITALIANO
«Cercan due schiavi di sposare la medesima fanciulla. A fare il proprio gioco spinge uno il vecchio, l'altro il figlio. Serve il vecchio la fortuna, ma lui cade in un inganno; Infatti, al posto che con la fanciulla, celebra le nozze con un uomo Nel letto gli entra e picchia lui e il fattore Al figlio Casina, scoperta libera, va in sposa. »
PRESENTAZIONE DELLA TRAMA
Actus I
Il servo Calino e il fattore Olimpione, abituati al lavoro della campagna, stanno discutendo.
Sono entrambi invaghiti della bella Casina e Olimpione la vorrebbe portare con sé
poiché il padrone Lisidamo gliel’ha promessa mentre a Calino la bella Casina è stata
promessa da Cleostrata, moglie di Lisidamo.
I due si scambiano battute salaci e poi entrano in casa.
ATTO I, SCENA I
OLIMPYO: Mea Vita, mea mellilla, mea festivitas: Sine tuos ocellos deosculer, voluptas mea, Sine, amabo, ted amari, meus festus dies, Meus pullus passer, mea columba, mi lepus...
OLIMPIONE:Mia vita, dolcemiele, mia festa, lascia che ti baci questi occhiucci, gioia mia, lasciati amare, amore, giorno mio bello, passerotto, colomba, leprottino...
Actus II
Sulla scena si trovano Cleostrata, moglie di Lisidamo, e la sua ancella Pardalisca.
Cleostrata, adirata col marito, promette vendetta al marito che la inganna con le sue
tresche amorose: non gli darà più da mangiare a da bere. Poi esce per andare a
sfogarsi con la sua vicina Mirrina, la quale la precede venendole incontro.
Cleostrata confida a Mirrina le sue pene per il marito che si è invaghito di Casina;
questa le consiglia prudenza e indifferenza.
Ma ecco giungere Lisidamo che inneggia all’amore e cerca di rabbonire la moglie;
questa non si lascia ingannare e gli chiede da dove arriva il profumo che sente. Poi
discutono di Casina: spetta alla moglie sistemare le serve e non al marito.
Lisidamo manda a chiamare Calino e lo vuole convincere a desistere dal suo intento
di sposare Casina. Olempione si lamenta con Lisidamo a proposito di sua moglie che è contraria al matrimonio con Casina. I due si accordano per portare avanti il loro piano la mattina
seguente, e Lisidamo manda il fattore a fare la spesa per il matrimonio. Ma Calino
sta origliando….
ATTO II, SCENA II
CLEOSTRATA: Mio marito Mi offende in un modo... E io non ho il mezzo per difendere i miei diritti. MIRRINA: è strano, se dici il vero. Di solito è il contrario: il marito non sa farsi valere con la moglie. CLEOSTRATA Eh no, eh no! C'è una ragazza che è mia, che ho tirato su a mie spese, e lui vuole darla al suo fattore. Però è lui, proprio lui, quello che la desidera.
CLEOSTRATA. Vir me habet pessumis despicatam modis
Nec mihi ius meum optinendi optiost. MYRRHINA. Mira sunt, vera si praedicas: nam viri
Ius suom ad mulieres optinere haud queunt. CLEOSTRATA. Quin mihi ancillulam ingratiis postulat,
Quae meast, quae meo educta sumptu siet,
Vilico se suo dare:
sed ipsus eam amat.
Actus III
Lisidamo, impaziente per le nozze imminenti, si reca dal suo amico e complice
Alcesimo, il quale gli presterà la casa per giacere con Casina; l'amico cerca di mandare via
sua moglie Mirrina. Nel frattempo Cleostrata, messa a conoscenza del piano da
Calino, vuole convincere Mirrina a non lasciare vuota la sua dimora. Ma i due amici
riescono a liberare la casa; allora Cleostrata architetta uno stratagemma e fa
credere al marito per mezzo di Pardalisca che Casina voglia uccidere chiunque le si
avvicini durante la notte.
Lisidamo e Olempione si decidono comunque ad entrare in casa e ad attuare il piano.
ATTO III, SCENA V
PARDALISCA: Tu sentimi bene. Nel nome di tutti gli dèi e di tutte le dee, ha fatto un
giuramento: ucciderà l'uomo che dormirà con lei questa notte. LISIDAMO: Ucciderà me?
PARDALISCA :Ma tu cosa c'entri? LISIDAMO: Oh noo!
PARDALISCA: Audi.
Per omnis deos et deas deieravit
Occisurum eam hac nocte quicum cubaret. LISIDAMO: Men occidet? PARDALISCA: An quippiam ad te attinet? LISIDAMO: Vah.
Actus IV
Pardalisca racconta divertita la frenesia del giorno delle nozze nella casa, con i
cuochi complici di Cleostrata che fanno di tutto per ritardare la cerimonia, mentre le
due donne travestono da fanciulla il servo Calino. Lisidamo annuncia che passerà la
notte fuori con la scusa di accompagnare gli sposi in campagna.
ATTO IV, SCENA I
Pardalisca: Da nessuna parte c'è uno spettacolo
divertente come quelli che si fanno qui, in questa casa, a gabbo del
vecchiardo e del suo villico.
PARDALISCA: Neque usquam ludos tam festivos fieri
Quam hic intus fiunt ludi ludificabiles
Seni nostro et nostro Olympioni vilico.
INTRODUCTION HERE
Actus V
Le donne si appostano fuori dalla casa di Alcesimo e sorprendono Olimpione che
scappa dopo aver celebrato le nozze con il servo Calino ( che lui credeva essere
Casina) e dopo essere stato pestato da questi. Non avvisa Lisidamo dell’inganno. Così anche lui subirà le botte di Calino, ma troverà la moglie ad attenderlo. Moglie che
lo perdonerà e tutti si radunano in casa di Lisidamo. Casina si scoprirà essere figlia di Alcesimo e perciò verrà data in sposa,come fanciulla libera e non schiava, al figlio di Lisidamo e Cleostrata tornato giusto in quel momento da Atene.
ATTO V, SCENA I
MYRRHINA: Acceptae bene et commode eximus intus
Ludos uisere huc in uiam nuptialis.
Numquam ecastor ullo die risi adaeque
Neque hoc quod relicuomst plus risuram opinor.
Mirrina: In casa ci siamo trattate bene.No? E adesso usciamo a goderci la vista dei giochi nuziali. Per gli dei, non ho mai riso tanto, ho paura che non mi capiterà più un'occasione simile
EPILOGO
E ora, è giusto che
voi diate, col suono delle mani, il premio a chi se l'è meritato
A chi
applaudirà sarà concesso, per ora e per sempre, il diritto di godersi la
sua ganza, alle spalle della legittima consorte. A chi non applaudirà a
tutto spiano, in luogo della ganza sarà offerto un gran caprone, profumato
con l'acqua di una fogna.
Nunc vos aequomst manibus meritis meritam mercedem dare.
Qui faxit, clam uxorem ducet semper scortum quod volet:
Verum qui non manibus clare quantum poterit plauserit,
Ei pro scorto supponetur ircus unctus nautea.
CURIOSITÀ
INSULTI
Nelle commedie plautine, come elemento ironico e ilare, sono presenti anche alcuni insulti
ATTO II
ATTO I
• Cleostrata: Buonanulla, decrepita zanzara incanutita, chi mi tiene dal dirti quel che ti meriti? Alla tua età, razza di rimbambito, vai in giro tutto profumato? • Cleostrata: Vecchio, di tutti i vecchi tu sei il vecchio più cretino. Da dove arrivi, buonanulla?
Calino: Ma tu, faccia tosta, tu contadinaccio da due soldi, perché vai strisciando per la città?
ATTO IV
ATTO III
• Pardalisca: [...] il bacucco. • Lisidamo: Passa via, rifiuto dei rifiuti
• Cleostrata: Se lo vendessero per un pizzico di sale, il suo prezzo sarebbe troppo salato. • Alcesimo: Accidenti a me, l'ho fatta grossa, tutta colpa di quel caprone senza denti che mi ha cacciato nei guai • Alcesimo: [...] l'innamorato, lui, quella vecchia carcassa che ha bidonato me e mia moglie • Lisidamo: [...] uomo da quattro soldi.
• Alcesimo: Ma che gli dei ti schiantino, alla fine! • Lisidamo: [...] brutta vipera, che mi hai preso in giro sino adesso.
MODI DI DIRE
Nella commedia sono presenti diversi modi di dire, espressioni idiomatiche e frasi comuni tipiche del linguaggio parlato latino Alcuni esempi includono:
“Pecunia non olet” – “Il denaro non puzza.” Questa espressione indica che non importa da dove provenga il denaro, non ha un odore particolare e quindi non è importante da dove arriva questo: è sempre denaro.
“Cave canem” – “Attento al cane.” Questa frase è associata all’avvertimento del cane da guardia e può essere usata metaforicamente per indicare un pericolo o un avvertimento.
“Cum grano salis” – “Con un granello di sale.” Questa espressione significa prendere qualcosa con prudenza o scetticismo, non accettandola del tutto alla lettera.
“In vino veritas” – “Nel vino c’è verità.” Questo modo di dire suggerisce che sotto l’effetto dell’alcol le persone tendono a rivelare i propri pensieri o sentimenti veri.
ELEMENTI METATEATRALI
Nella commedia sono presenti diversi elementi metateatrali. Questi sono elementi che mettono in luce la natura teatrale dell’opera stessa, rompendo la quarta parete e coinvolgendo il pubblico in modi diversi. Ecco alcuni esempi:
Prologo esplicativo: Nell’opera, il personaggio Lisidamo si rivolge direttamente al pubblico nel prologo per spiegare la situazione e i personaggi, anticipando gli eventi della commedia.
Personaggi che fingono di essere attori: alcuni personaggi nella commedia fingono di essere attori o personaggi teatrali, creando una sorta di “teatro dentro al teatro”.
Intrighi legati al teatro: La trama ruota attorno a inganni e travestimenti che sono tipici delle commedie teatrali, creando una sensazione di meta-teatralità.
Riferimenti ai generi teatrali: la commedia fa spesso riferimento ad altri generi teatrali, come la tragedia, sottolineando il contrasto tra i diversi tipi di spettacolo.
Tutti questi elementi metateatrali contribuiscono a rendere la commedia di Plauto una commedia che mette in evidenza la natura teatrale dell’opera stessa, coinvolgendo il pubblico in modo intelligente e divertente.
EQUIVOCI
Nella commedia di Plauto Casina, gli equivoci sono molteplici e si sviluppano principalmente a causa di travestimenti, scambi di identità e inganni. Alcuni dei principali equivoci includono:
Il travestimento di Lisidamo: Il padre, Lisidamo, si traveste da matrona per vedere sua moglie.
Il travestimento di Cleostrata: La moglie di Lisidamo, Cleostrata, si traveste da vecchia per nascondersi dal marito.
Calino: Lo schiavo Calino è coinvolto in situazioni di scambio di identità e travestimenti.
L'identità di Casina: La giovane Casina, oggetto del desiderio di diversi personaggi, è coinvolta in un equivoco riguardo alla sua vera identità e al suo matrimonio.
Gli intrighi amorosi: I personaggi si scambiano e ingannano a vicenda riguardo alle loro relazioni amorose, creando confusione e divertimento.
Questi equivoci sono alla base dell'umorismo e del divertimento nella commedia Casina di Plauto
PRESENTAZIONE DELL'AUTORE
PLAUTO
Titio Maccio Plauto fu un commediografo romano nato a Sarsina e vissuto il 255 e il 184 a.C . Durante la sua vita Plauto scrisse una grande quantità di commedie ma ad oggi siamo certi che solo di 21 commedie che sono state scritte sicuramente dal commediografo (16 in buono stato, 3 di cui mancano alcune parti e una dispersa). Della vita di Plauto non sappiamo molto tranne che da giovane avesse cominciato la sua carriera teatrale come attore e che fosse un libero cittadino a tutti gli effetti.
INFORMAZIONI SU PLAUTO
- Plauto è un autore di commedie palliate e pratica solo questo genere
- Utilizza modelli greci rinnovandoli con creatività e personalità
- La sua comicità è influenzata dalle forme preteatrali italiche
- Lo scopo delle sue commedie è divertire vaste folle durante festività religiose
- influenza profondamente il teatro comico moderno
APPLAUSI! Meritam mercedem date!
Casina- Plauto
Sandrinelli Francesco
Created on October 27, 2023
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Transcript
COMMEDIA DI PLAUTO
CASINA
Presentazione di Sandrinelli Francesco, Freti Camilla, Giovanni Belotti e Gabriele Lonni
La CASINA è una commedia di Plauto scritta presumibilmente nel 185 a. C.; è una delle sue commedie è più buffe e licenziose che dileggia un vecchio libidinoso e fa trionfare i personaggi femminili contro di lui
PERSONAGGI
PRINCIPALI
CALINO
OLIMPIONE
2. *Calino* - Scudiero di Eutinico: Calino è un servo leale e obbediente. Mostra una fedeltà incrollabile al suo padrone Eutinico, caratterizzando la sua personalità con la dedizione e la lealtà, il suo nome ha origine dal termine latino “calo” che significa servo.
1. *Olimpione* - Fattore di Lisidamo: Olimpione è un fattore responsabile della gestione della casa di Lisidamo. È un personaggio astuto e opportunista, disposto a compiere azioni discutibili per raggiungere i suoi obiettivi. Il suo nome, derivato da "Olimpo," suggerisce ambizione e nobiltà.
CLEOSTRATA
LISIDAMO
6 *Lisidamo* - Il vecchio padrone: Lisidamo è un personaggio anziano, noto per il suo comportamento opportunista e infedele. È spesso disonesto e disposto a compiere azioni sleali per ottenere ciò che vuole. è un personaggio che agisce spesso per il proprio interesse personale, indipendentemente dalle conseguenze per gli altri personaggi.
3. *Cleostrata* - Moglie di Lisidamo: Cleostrata è una donna intelligente e determinata. Agisce con fermezza per proteggere i propri interessi e quelli di Casina
SECONDARI
MIRRINA
PARDALISCA
*Mirrina* - Amica di Cleostrata: Mirrina è un'amica spavalda e astuta di Cleostrata. Mostra grande abilità nell'inganno e nel travestimento, caratterizzandosi per la sua vivacità e abilità nel gestire situazioni complesse.
*Pardalisca* - Serva: Pardalisca è una serva audace e intraprendente. È disposta a intraprendere azioni rischiose per aiutare Casina, riflettendo determinazione e coraggio.
ALCESIMO
CASINA
*Alcesimo*: Alcesimo è il vicino di Lisidamo che consente di celebrare le 'nozze' tra Casina e Olimpione
*Casina* - Casina è il personaggio centrale, una giovane schiava desiderata da vari personaggi. La sua personalità riflette l'innocenza e la vulnerabilità di una giovane schiava coinvolta in situazioni complesse, spesso oggetto di manipolazioni da parte degli altri personaggi. Molto interessante il fatto che questo personaggio non entra mai in scena
LA RAGAZZA DAL PROFUMO DI CANNELLA
LA SORTEGGIATA
LA RAGAZZA DEL CASO
PROLOGO
CAPTATIO BENEVOLENTIAE:
(PARTE I DEL PROLOGO)
ITALIANO
LATINO
“Salvere iubeo spectatores optumos, fidem qui facitis maxumi, et vos Fides. Si verum dixi, signum clarum date mihi, ut vos mi esse aequos iam inde a principio sciam… Aures vocivae si sunt, animum advortite.”
“Il mio saluto a voi, magnifici spettatori che amate la Buona Fede, la Buona Fede vi ama. Se ho detto il vero, datemi con forza un applauso: così che io sappia da principio se avete intenzione di essere giusti con me… Aprite le orecchie e fate attenzione.”
EXPOSITIO ARGUMENTI
Nell'EXPOSITIO ARGUMENTI (II parte del prologo) si introduce a grandi linee la trama dell'opera
L'Argomentum è esposto sotto forma di ACROSTICO; in questo caso forma il nome CASINA
Tutte le commedie di Plauto (ad eccezione del Bacchides) sono introdotte da un EXPOSITIO ARGUMENTI in stile ACROSTICO
TESTO LATINO
«Conservam uxorem duo conservi / expetunt. Alium senex allegat alium filius. Senem adiuvat sors; verum decipitur dolis, Ita ei subicitur pro puella servulus Nequam, qui dominum mulcat atque vilicum. Adolescens ducit civem Casinam cognitam.»
TESTO ITALIANO
«Cercan due schiavi di sposare la medesima fanciulla. A fare il proprio gioco spinge uno il vecchio, l'altro il figlio. Serve il vecchio la fortuna, ma lui cade in un inganno; Infatti, al posto che con la fanciulla, celebra le nozze con un uomo Nel letto gli entra e picchia lui e il fattore Al figlio Casina, scoperta libera, va in sposa. »
PRESENTAZIONE DELLA TRAMA
Actus I
Il servo Calino e il fattore Olimpione, abituati al lavoro della campagna, stanno discutendo. Sono entrambi invaghiti della bella Casina e Olimpione la vorrebbe portare con sé poiché il padrone Lisidamo gliel’ha promessa mentre a Calino la bella Casina è stata promessa da Cleostrata, moglie di Lisidamo. I due si scambiano battute salaci e poi entrano in casa.
ATTO I, SCENA I
OLIMPYO: Mea Vita, mea mellilla, mea festivitas: Sine tuos ocellos deosculer, voluptas mea, Sine, amabo, ted amari, meus festus dies, Meus pullus passer, mea columba, mi lepus...
OLIMPIONE:Mia vita, dolcemiele, mia festa, lascia che ti baci questi occhiucci, gioia mia, lasciati amare, amore, giorno mio bello, passerotto, colomba, leprottino...
Actus II
Sulla scena si trovano Cleostrata, moglie di Lisidamo, e la sua ancella Pardalisca. Cleostrata, adirata col marito, promette vendetta al marito che la inganna con le sue tresche amorose: non gli darà più da mangiare a da bere. Poi esce per andare a sfogarsi con la sua vicina Mirrina, la quale la precede venendole incontro. Cleostrata confida a Mirrina le sue pene per il marito che si è invaghito di Casina; questa le consiglia prudenza e indifferenza. Ma ecco giungere Lisidamo che inneggia all’amore e cerca di rabbonire la moglie; questa non si lascia ingannare e gli chiede da dove arriva il profumo che sente. Poi discutono di Casina: spetta alla moglie sistemare le serve e non al marito. Lisidamo manda a chiamare Calino e lo vuole convincere a desistere dal suo intento di sposare Casina. Olempione si lamenta con Lisidamo a proposito di sua moglie che è contraria al matrimonio con Casina. I due si accordano per portare avanti il loro piano la mattina seguente, e Lisidamo manda il fattore a fare la spesa per il matrimonio. Ma Calino sta origliando….
ATTO II, SCENA II
CLEOSTRATA: Mio marito Mi offende in un modo... E io non ho il mezzo per difendere i miei diritti. MIRRINA: è strano, se dici il vero. Di solito è il contrario: il marito non sa farsi valere con la moglie. CLEOSTRATA Eh no, eh no! C'è una ragazza che è mia, che ho tirato su a mie spese, e lui vuole darla al suo fattore. Però è lui, proprio lui, quello che la desidera.
CLEOSTRATA. Vir me habet pessumis despicatam modis Nec mihi ius meum optinendi optiost. MYRRHINA. Mira sunt, vera si praedicas: nam viri Ius suom ad mulieres optinere haud queunt. CLEOSTRATA. Quin mihi ancillulam ingratiis postulat, Quae meast, quae meo educta sumptu siet, Vilico se suo dare: sed ipsus eam amat.
Actus III
Lisidamo, impaziente per le nozze imminenti, si reca dal suo amico e complice Alcesimo, il quale gli presterà la casa per giacere con Casina; l'amico cerca di mandare via sua moglie Mirrina. Nel frattempo Cleostrata, messa a conoscenza del piano da Calino, vuole convincere Mirrina a non lasciare vuota la sua dimora. Ma i due amici riescono a liberare la casa; allora Cleostrata architetta uno stratagemma e fa credere al marito per mezzo di Pardalisca che Casina voglia uccidere chiunque le si avvicini durante la notte. Lisidamo e Olempione si decidono comunque ad entrare in casa e ad attuare il piano.
ATTO III, SCENA V
PARDALISCA: Tu sentimi bene. Nel nome di tutti gli dèi e di tutte le dee, ha fatto un giuramento: ucciderà l'uomo che dormirà con lei questa notte. LISIDAMO: Ucciderà me? PARDALISCA :Ma tu cosa c'entri? LISIDAMO: Oh noo!
PARDALISCA: Audi. Per omnis deos et deas deieravit Occisurum eam hac nocte quicum cubaret. LISIDAMO: Men occidet? PARDALISCA: An quippiam ad te attinet? LISIDAMO: Vah.
Actus IV
Pardalisca racconta divertita la frenesia del giorno delle nozze nella casa, con i cuochi complici di Cleostrata che fanno di tutto per ritardare la cerimonia, mentre le due donne travestono da fanciulla il servo Calino. Lisidamo annuncia che passerà la notte fuori con la scusa di accompagnare gli sposi in campagna.
ATTO IV, SCENA I
Pardalisca: Da nessuna parte c'è uno spettacolo divertente come quelli che si fanno qui, in questa casa, a gabbo del vecchiardo e del suo villico.
PARDALISCA: Neque usquam ludos tam festivos fieri Quam hic intus fiunt ludi ludificabiles Seni nostro et nostro Olympioni vilico.
INTRODUCTION HERE
Actus V
Le donne si appostano fuori dalla casa di Alcesimo e sorprendono Olimpione che scappa dopo aver celebrato le nozze con il servo Calino ( che lui credeva essere Casina) e dopo essere stato pestato da questi. Non avvisa Lisidamo dell’inganno. Così anche lui subirà le botte di Calino, ma troverà la moglie ad attenderlo. Moglie che lo perdonerà e tutti si radunano in casa di Lisidamo. Casina si scoprirà essere figlia di Alcesimo e perciò verrà data in sposa,come fanciulla libera e non schiava, al figlio di Lisidamo e Cleostrata tornato giusto in quel momento da Atene.
ATTO V, SCENA I
MYRRHINA: Acceptae bene et commode eximus intus Ludos uisere huc in uiam nuptialis. Numquam ecastor ullo die risi adaeque Neque hoc quod relicuomst plus risuram opinor.
Mirrina: In casa ci siamo trattate bene.No? E adesso usciamo a goderci la vista dei giochi nuziali. Per gli dei, non ho mai riso tanto, ho paura che non mi capiterà più un'occasione simile
EPILOGO
E ora, è giusto che voi diate, col suono delle mani, il premio a chi se l'è meritato A chi applaudirà sarà concesso, per ora e per sempre, il diritto di godersi la sua ganza, alle spalle della legittima consorte. A chi non applaudirà a tutto spiano, in luogo della ganza sarà offerto un gran caprone, profumato con l'acqua di una fogna.
Nunc vos aequomst manibus meritis meritam mercedem dare. Qui faxit, clam uxorem ducet semper scortum quod volet: Verum qui non manibus clare quantum poterit plauserit, Ei pro scorto supponetur ircus unctus nautea.
CURIOSITÀ
INSULTI
Nelle commedie plautine, come elemento ironico e ilare, sono presenti anche alcuni insulti
ATTO II
ATTO I
• Cleostrata: Buonanulla, decrepita zanzara incanutita, chi mi tiene dal dirti quel che ti meriti? Alla tua età, razza di rimbambito, vai in giro tutto profumato? • Cleostrata: Vecchio, di tutti i vecchi tu sei il vecchio più cretino. Da dove arrivi, buonanulla?
Calino: Ma tu, faccia tosta, tu contadinaccio da due soldi, perché vai strisciando per la città?
ATTO IV
ATTO III
• Pardalisca: [...] il bacucco. • Lisidamo: Passa via, rifiuto dei rifiuti
• Cleostrata: Se lo vendessero per un pizzico di sale, il suo prezzo sarebbe troppo salato. • Alcesimo: Accidenti a me, l'ho fatta grossa, tutta colpa di quel caprone senza denti che mi ha cacciato nei guai • Alcesimo: [...] l'innamorato, lui, quella vecchia carcassa che ha bidonato me e mia moglie • Lisidamo: [...] uomo da quattro soldi. • Alcesimo: Ma che gli dei ti schiantino, alla fine! • Lisidamo: [...] brutta vipera, che mi hai preso in giro sino adesso.
MODI DI DIRE
Nella commedia sono presenti diversi modi di dire, espressioni idiomatiche e frasi comuni tipiche del linguaggio parlato latino Alcuni esempi includono:
“Pecunia non olet” – “Il denaro non puzza.” Questa espressione indica che non importa da dove provenga il denaro, non ha un odore particolare e quindi non è importante da dove arriva questo: è sempre denaro.
“Cave canem” – “Attento al cane.” Questa frase è associata all’avvertimento del cane da guardia e può essere usata metaforicamente per indicare un pericolo o un avvertimento.
“Cum grano salis” – “Con un granello di sale.” Questa espressione significa prendere qualcosa con prudenza o scetticismo, non accettandola del tutto alla lettera.
“In vino veritas” – “Nel vino c’è verità.” Questo modo di dire suggerisce che sotto l’effetto dell’alcol le persone tendono a rivelare i propri pensieri o sentimenti veri.
ELEMENTI METATEATRALI
Nella commedia sono presenti diversi elementi metateatrali. Questi sono elementi che mettono in luce la natura teatrale dell’opera stessa, rompendo la quarta parete e coinvolgendo il pubblico in modi diversi. Ecco alcuni esempi:
Prologo esplicativo: Nell’opera, il personaggio Lisidamo si rivolge direttamente al pubblico nel prologo per spiegare la situazione e i personaggi, anticipando gli eventi della commedia.
Personaggi che fingono di essere attori: alcuni personaggi nella commedia fingono di essere attori o personaggi teatrali, creando una sorta di “teatro dentro al teatro”.
Intrighi legati al teatro: La trama ruota attorno a inganni e travestimenti che sono tipici delle commedie teatrali, creando una sensazione di meta-teatralità.
Riferimenti ai generi teatrali: la commedia fa spesso riferimento ad altri generi teatrali, come la tragedia, sottolineando il contrasto tra i diversi tipi di spettacolo.
Tutti questi elementi metateatrali contribuiscono a rendere la commedia di Plauto una commedia che mette in evidenza la natura teatrale dell’opera stessa, coinvolgendo il pubblico in modo intelligente e divertente.
EQUIVOCI
Nella commedia di Plauto Casina, gli equivoci sono molteplici e si sviluppano principalmente a causa di travestimenti, scambi di identità e inganni. Alcuni dei principali equivoci includono:
Il travestimento di Lisidamo: Il padre, Lisidamo, si traveste da matrona per vedere sua moglie.
Il travestimento di Cleostrata: La moglie di Lisidamo, Cleostrata, si traveste da vecchia per nascondersi dal marito.
Calino: Lo schiavo Calino è coinvolto in situazioni di scambio di identità e travestimenti.
L'identità di Casina: La giovane Casina, oggetto del desiderio di diversi personaggi, è coinvolta in un equivoco riguardo alla sua vera identità e al suo matrimonio.
Gli intrighi amorosi: I personaggi si scambiano e ingannano a vicenda riguardo alle loro relazioni amorose, creando confusione e divertimento.
Questi equivoci sono alla base dell'umorismo e del divertimento nella commedia Casina di Plauto
PRESENTAZIONE DELL'AUTORE
PLAUTO
Titio Maccio Plauto fu un commediografo romano nato a Sarsina e vissuto il 255 e il 184 a.C . Durante la sua vita Plauto scrisse una grande quantità di commedie ma ad oggi siamo certi che solo di 21 commedie che sono state scritte sicuramente dal commediografo (16 in buono stato, 3 di cui mancano alcune parti e una dispersa). Della vita di Plauto non sappiamo molto tranne che da giovane avesse cominciato la sua carriera teatrale come attore e che fosse un libero cittadino a tutti gli effetti.
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