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Progetto letteratura per l'infanzia

Elisa Albricci

Created on October 27, 2023

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Transcript

La letteratura per l'infanzia e come cambiano le idee

Una mappa interattiva di Elisafrancesca Albricci (matricola 5281925)
Gli ideali cambiano nel tempo, questo è innegabile, ma come hanno influenzato la letteratura dell'infanzia? Gli autori e le autrici hanno seguito gli schemi della propria epoca, o hanno deciso di fare di testa propria? Vediamo in questa linea temporale della breve storia dall'Unità d'Italia fino ad oggi come si è evoluta la letteratura per l'infanzia rispetto agli ideali e alle personalità di ogni epoca.

Istruzioni per l'uso

Cliccando su queste icone si trovano delle informazioni sui vari periodi!
Alcune immagini o testi ruotano quando ci si passa sopra il cursore... scopri qualcosa di più!
Qui ci saranno dei focus su alcuni autori e autrici particolarmente intriganti!

Personaggio

Dal Risorgimento ai Primi del Novecento

Risorgimento

Dopo l'Unità

L'Italia Umbertina

Gli esordi del Novecento

Linea del tempo

Carlo collodi

Risorgimento

Dopo l'Unità

L'italia Umbertina

Gli esordi del Novecento

1861
1914
1870
1878
1900

Le Grandi Guerre

Prima guerra mondiale

Il ventennio fascista

L'età della ricostruzione e gli anni cinquanta

Primo dopoguerra

maria Maltoni

la ricostruzione
Primo dopoguerra
Prima guerra mondiale
Gli anni Cinquanta
Il ventennio fascista
1915
1918
1922
1950
1960
1943

Dagli anni Sessanta a Oggi

Il Duemila

Anni Sessanta

Prima del nuovo secolo

italo Calvino

Gli anni Sessanta
Prima del nuono secolo
Il Duemila
2000
1960

1970

Oggi

Grazie per l'attenzione!

Fonte bibliografica principale: Boero, P., & De Luca, C. (1996). La letteratura per l’infanzia. Editori Laterza.
Dopo l'Unità
Ideologie principali

La lingua italiana è un problema che è necessario affrontare soprattutto a scuola, oltre all'analfabetismo dei nuovi italiani. Molti intellettuali hanno apprezzato gli interventi messi in campo su questo argomento, tra cui Edmondo De Amicis. Molti libri cercano di scardinare "La gabbia del pedagogismo patriottardo e del paternalismo edificante" sarebbe stato destinato alla bocciatura. I tre grandi autori che hanno fatto la scuola italiana delle origini sono:

  • Il mondo capitalistico
  • L'industrializzazione
  • Carità e sacrificio

La letteratura dell'infanzia si muove in questo periodo nella paura di non riuscire a controllare l'alfabetizzazione, quindi cresce tra divieti e diffidenza.

  • Carlo Collodi
  • Ida Baccini
  • Edmondo De Amicis
Il ventennio fascista

Dal 1926 inizia una campagna di "fascizzazione" e la letteratura per l'infanzia subisce dei controlli estremi.

In questi anni si vede nella maniera più concreta come la letteratura per l'infanzia sia stata usata per ottenere consensi e cercare di plasmare le menti dei giovani. La comunicazione verso i giovani è stata una forma privilegiata di propaganda fascista. Si crea una retorica basata sull'esaltazione del patriottismo e dei miti guerriglieri. Molte storie vengono riscritte in chiave fascista e pian piano si cerca (senza successo) di creare una cultura fascista di massa, che di fatto si basava sulla censura.

Commissione per la bonifica libraria (1938)Un convegno che aveva lo scopo di adeguare la letteratura e la cultura all'animo fascista. Da questo convegno escono delle affermazioni che fanno ben intuire l'ideologia fascista, tra cui: il bambino "naturalmente fascista", bisogna allontanarsi dai libri stranieri, poiché nocivi e così via...

Gli anni Duemila

La comunicazione è sempre più veloce, perciò i messaggi sono sempre più concentrati. per quanto riguarda la letteratura per l'infanzia, l'offerta diventa sempre più ampia e variegata, con albi illustrati e romanzi sempre più inclusivi e liberi.

Il nuovo secolo porta con sé l'evoluzione di Internet e del World Wide Web. Con questo arrivano una grandissima quantità di possibilità per la letteratura dell'infanzia. Nel frattempo i bambini e le bambine sono di fronte a una quantità di informazioni prima d'ora mai sperimentata e in alternativa alla lettura si presentano: DVD, cinema, videogiochi, youtube, social e molto altro. La lettura e la scrittura a loro modo iniziano a "semplificarsi".

La ricostruzione
Gli anni '50

La guerra fredda ha un ruolo e un'incidenza anche nella letteratura per l'infanzia. La rivista "schedario" rappresenta una svolta, perché lo sguardo all'infanzia non è più episodico ma sistematico. In questi anni nasce il premio Andersen. Sono anni di grande diffusione, soprattutto grazie agli accordi tra editori e scuole. Iniziano a farsi conoscere personaggi che hanno rivoluzionato il mondo dell'infanzia, come Don Milani, Gianni Rodari e Calvino.

Si inizia a pensare che la letteratura per l'infanzia sia qualcosa di effettivamente importante per quanto riguarda l'educazione. Rimane ancora presente l'ombra della "buona lettura", ma molte scelte iniziano ad avere aria di innovazione. Alfonso Gatto rappresenta, con le sue poesie per l'infanzia, un punto di rottura con la retorica fino ad ora presente nella letteratura per bambini. Invita, nel suo Vaporetto, all'irriverenza, all'originalità e all'amore per la vita.

Carlo Collodi (1826-1890)

Carlo Lorenzini, più conosciuto come Carlo Collodi, fu un importante giornalista e scrittore italiano, conosciuto soprattutto per essere il padre del burattino Pinocchio. Collabora con il "giornale per i bambini", dove i protagonisti sono sempre i poveri, i diversi che si riscattano. La "Storia di un burattino" ha dell'incredibile, perché fuori dagli schemi del suo tempo.

Elementi di diversità:

  • Gli adulti non sono idealizzati
  • Come unica figura genitoriale c'è Geppetto, nessuna madre
  • Capovolgimento della retorica dei poveretti rappresentati nel Giornale dei Bambini
  • Ribellione nei confronti della petulanza pedagogica dell'epoca, rappresentato dall'uccisione del grillo parlante come atto estremo.
  • Il mondo di Pinocchio non da risposte soddisfacenti e anzi, è spesso mostrato "al contrario"

Gli esordi del Novecento

Ci sono due tendenze:

  • La creazione di una letteratura basata sull'infanzia;
  • rinnovamenti rispetto alla letteratura didascalica dell'Ottocento.
I libri e la letteratura a cui i bambini e i giovani dell'epoca hanno accesso sono pieni di sentimenti, dove i protagonisti (spesso coetanei dei lettori) sono soggetti a eventi estremamente traumatici. Rimangono dall'epoca precedente gli ideali di Dio Patria e Famiglia. Da questo periodo esce comunque qualcosa di particolare...

Prima Guerra Mondiale

Nonostante gli anni della guerra, le cifre di analfabetismo piano piano diminuiscono e i dialetti vengono rivalutati, apprezzati invece come strumento culturale e di arricchimento. Come si può immaginare, durante la Guerra la scuola e i libri dell'infanzia rimangono in una situazione di stallo, ma sono interessanti gli anni immediatamente dopo.

Una guerra di trincea che ha segnato profondamente la popolazione italiana, lo si vedrà moltissimo anche dai libri e le pubblicazioni immediatamente sucessive.

Primo dopoguerra

Laura Orvieto

Laura Orvieto pubblica, nel 1925 (al decennio dall'entrata in guerra dell'Italia) la cronaca romanzata "Beppe racconta la guerra". Un libro dai tre livelli narrativi:

  • Il primo è un racconto sentimentale, dove Beppe racconta ai colleghi il fatto di essere stato soldato automobilista.
  • Il secondo è un racconto storico, ove si narra della guerra rievocando vicende e fatti realmente accaduti.
  • Il terzo è invece molto sottile, infatti si percepisce la necessità di avere fiducia in chi è a capo della nazione, in questo caso, una fiducia nel fascismo.
Lei fu una scrittrice famosa soprattutto per "Storie della storia del mondo", pubblicate tra il 1911 e il 1933.

Il primo dopoguerra viene investito inizialmente dalla speranza. Si inizia a dare spazio a un'infanzia più allegra a cui viene data più attenzione. Ma questo atteggiamento ha vita breve. Presto salirà al potere il fascismo, che cambierà i paradigmi dell'educazione portando alla creazione di letteratura per l'infanzia focalizzata alla subordinazione dei bambini allo stato autoritario.

Italo Calvino

Fiabe italiane

Le Fiabe Italiane vengono pubblicate nel 1956 e rappresentano un progetto incredibile per la letteratura per l'infanzia (e non). Questo lavoro è fondamentale per molti aspetti, in primis una ricerca della varietà della tradizione orale della nostra penisola, ma anche l'attenzione nei confronti della lingua usata. Calvino infatti decide di non "tradurre" le storie dal linguaggio popolare, ma anzi usa i modi di dire e le parole usate per quella storia per rimarcare la diversità e l'importanza dei dialetti per la nostra cultura.

Risorgimento

Le ideologie di quest'epoca sono molto incentrate sul lavoro, in particolare al lavoro come obbligo morale e che il riposo sia legittimo, ma con moderazione. In Italia si diffonde l'idea di un sistema scolastico unico, per cui sia necessario l'insegnamento dell'italiano. Il dialetto, si ritiene appartenere al passato, perciò la scuola si modifica, a partire dai libri di testo, per insegnare la lingua italiana. Un caso emblematico è Il Giannetto di Parravicini, che narra dell'ascesa sociale. Oltre ad essere un romanzo di successo, si promuove come libro per la scuola a tutti gli effetti. La storia di Giannetto serve a ispirare i giovani lettori, poiché da umile apprendista artigiano, il protagonista diventa agiato imprenditore, cercando di portare un'ottica di industrializzazione per il paese.

Maria Maltoni

I Diari di San Gersolé

Nel 1948 viene messa al centro dell'attenzione la scuola di San Gersolé di Maria Maltoni. Un anno dopo vengono pubblicati i "Diari di San Gersolé" che con disegni e parti scritte raccontano in maniera diretta la realtà, senza distaccarsi dall'importanza dell'impegno civile. Si mette al centro l'esperienza dei bambini nella natura, fonte incredibile di insegnamenti. I disegni e i racconti sono pieni di dettagli della quotidianità di questi bambini, che appartengono alle campagne. Lei come molti altri hanno avuto il merito di portare elementi di innovazione non solo a scuola ma anche nella letteratura per l'infanzia.

Italo Calvino parlerà dell'esperienza di Maria Maltoni come l'esperimento pedagogico più importante dell'Italia del dopoguerra.

Gli anni Sessanta

Si fa riferimento soprattutto alla diversità crescente tra la realtà che vivono i bambini e i ragazzi e la "normalità" proposta dalla letteratura per l'infanzia.

Questo decennio è segnato da molti alti e bassi, che si concludono con la rivoluzione culturale del '68. Ancora ci sono impronte più tradizionali, ma in alcuni luoghi si cerca di portare novità e soprattutto riflessione su ciò che viene trasmesso dalla letteratura per l'infanzia. Nelle scuole, nonostante le leggi siano laiche, continua ad essere presente la dottrina cattolica e molti insegnanti (ricordiamo un'indagine effettuata da quattro insegnanti di Genova) denunciano il "leggere inutile" dei libri a scuola.

Dagli anni 70 agli anni 90

Questi anni sono segnati da un enorme cambiamento culturale e sociale. La televisione è a COLORI ed entra sempre di più nelle case degli italiani. Gli editori pubblicano sempre più libri ma... purtroppo i dati ISTAT mostrano che ancora quasi la metà dei bambini e delle bambine in Italia non legge libri nella vita privata. La scuola prova a portare la lettura nelle case, ma spesso associandola a esercizi e didattica che insegnano a "odiare la lettura"

L'Italia Umbertina
Patria, religione e famiglia

La letteratura per l'infanzia si organizza in modo da creare collane, progetti e novità, ma il tema di fondo rimane lo stesso. Ruota tutto intorno a Patria, religione e famiglia, poiché le tradizioni, nonostante vengano messe in crisi, sono dure a morire.

"Fatta l'Italia, resta da fare gli italiani" è un motto comune in questo periodo.. Le nuove generazioni hanno bisogno che gli avvenimenti del Risorgimento vengano sacralizzati, In questo modo non è più solo un ricordo, ma è anche parte integrante della vita della gioventù italiana.