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Ara Pacis
Francesca Di Trana
Created on October 26, 2023
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Arapacis
Di Trana Francesca & Palermo Giuseppe
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INDEX
introduzione
8. Processione famiglia imperiale
1. Ara Pacis
9. Lato nord
2. Descrizione generale
10. Registro inferiore registro essterno
3. Decorazioni esterne
11. Decorazioni interne
4. Il lupercale
12. Altare
5. Il sacrificio di Enea
13. Colori
6. La Saturnia Tellus
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"Quando tornai a Roma dalla Gallia e dalla Spagna, sotto il consolato di Tiberio Nerone e Publio Quintilio, portate felicemente a termine le imprese in quelle province, il Senato decretò che si dovesse consacrare un'ara alla Pace augustea nel Campo Marzio e ordinò che in essa i magistrati, i sacerdoti e le vergini vestali celebrassero ogni anno un sacrificio".
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L'Ara Pacis
È un altare dedicato da Augusto nel 9 a.C. alla Pace nell’età Augusta, intesa come dea romana, doveva infatti mostrare il “Dono della Pace” che Augusto aveva fatto al popolo romano e la fioritura dell’Italia sotto il suo dominio. Era collocato presso il Campo Marzio, luogo emblematico posto a un miglio dal pomerium, limite sacro della città. Un’altra entrata dava invece sulla Via Flaminia.
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Presenta elementi dell’arte greca classica, dell’arte ellenistica e dell’arte romana. Viene chiamato rilievo storico/celebrativo; è notevole infatti l’aspetto politico – propagandistico del quale Augusto ha fatto uso (esplicito collegamento con Enea, progenitore della Gens Iulia).
L’Ara Pacis è costituito da un recinto pressoché quadrato privo di copertura, elevato su un podio marmoreo, quasi interamente di restauro, nei lati corti del quale si aprono due porte, a cui di accedeva da una rampa di 9 gradini. La superficie del recinto presenta una raffinata decorazione a bassorilievo ed è suddivisa in due registi decorativi:
- Quello inferiore vegetale
- Quello superiore figurato
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Lupercale
Questo bassorilievo, andato quasi completamente perduto, ricorda le origini mitiche di Roma e quindi anche di Augusto. Rappresenta infatti il Lupercale, la grotta dove la lupa, secondo la legenda, avrebbe allattato Romolo e Remo. Inoltre viene rappresentato sulla sinistra Marte, dio che li generò, sulla destra, invece, troviamo Faustolo, il pastore che trovò i bambini e li allevò
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L’esterno è suddiviso in due registri:
- Inferiore: presente una decorazione naturalistica di girali d’acanto, che si dipartono in modo simmetrico da un unico cespo
- Superiore: ornato da un fregio figurato, con rappresentazioni mitologiche e scene allegoriche (sui lati dei due ingressi) e con una lunga processione con i più importanti personaggi della famiglia imperiale disposti secondo un rigido ordine gerarchico (sui lati più lunghi).
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Raffigura il sacrificio di una scrofa, che Enea fa ai Penati. L’eroe viene raffigurato anziano (uomo pio, saggio) con il capo velato. È accompagnato da due giovani camilli, che lo aiutano nell’atto del sacrificio. Dietro Enea si riconosce la figura, pressoché perduta, di Iulo, capostipite della Gens Iulia (celebrazione di Augusto).
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La Saturnia Tellus
È una scena allegorica che rappresenta una figura matronale, seduta su un trono con in grembo due bambini da lei nutriti. Essa rappresenta Tellus, la personificazione della terra. Ha il capo velato e porta un diadema di fiori e frutti. Ai suoi piedi ci sono un bue e una pecora. L’affiancano altre due personificazioni: quella dell’aria e quella dell’acqua, sedute rispettivamente su un cigno in volo e su un drago marino lambito dalle onde. Riecheggiano la serenità della pace, sia in terra che in mare.
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Processione famiglia imperiale
Il lato SUD è quello meglio conservato. Il fregio rappresenta una lunga processione con i più importanti membri della famiglia imperiale, disposti secondo un rigido ordine gerarchico. Funzione: rievocare il corteo ufficiale del giorno dell’inaugurazione dell’ara
- 1° parte: Rinvenuti solo pochi frammenti. Aprono il corteo i litori e i sacerdoti. Segue poi AUGUSTO, nelle vesti di pontefice massimo, con il capo velato e una corona d’alloro;
- 2° parte: Troviamo gli auguri e i flamines;
- 3° parte: Poi viene rappresentato Agrippa, luogotenente di Augusto egli muore nel 12 a.C (a processione rappresentata non è quella svoltasi nella realtà); segue poi Giulia/Livia e Tiberio, successore di Ottaviano. Infine altri membri della famiglia imperiale.
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lato nord
È il lato esterno del recinto meno conservato. Gran parte delle teste sono state perse e poi essere ricostruite nel XVI sec. In cima prosegue la processione con gli auguri e altri collegi sacerdotali. Riparte poi la sfilata dei personaggi della casa imperiale, aperta da Lucio Cesare e da sua madre Giulia maggiore, figlia di Augusto; segue il figlio di Iulo Antonio. A questo punto è la volta di Claudia Marcella Maggiore col console Iullo Antonio, e la piccola Giulia minore; poi Claudia Marcella Minore, il figlio e il marito Sesto Appuleio, console nel 29 a.C.
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Il registro inferiore del recinto esterno è decorato con un fregio vegetale composto da girali che partono da un rigoglioso cespo di acanto. Da questo si sviluppano foglie di edera, alloro e vite. Sbocciano fiori di tutti i tipi e trovano ospitalità anche piccoli animaletti come cigni, serpenti, farfalle etc.
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L’interno del recinto si presenta, come l’esterno, diviso in due registri separati da una fascia decorata a palmette:
- Registro inferiore: La decorazione sembra riprodurre il motivo delle assi di un recinto di legno;
- Registro superiore: E’ arricchito da un motivo di festoni, ghirlande ricche di spighe, bacche e frutta e bucrani, teschi animali che dovevano ricordare gli animali sacrificati, intervallati da paterae o phialai (coppe rituali).
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L’Ara Pacis è composto da un recinto che racchiude la mensa, la quale occupa quasi totalmente lo spazio interno al recinto separata da uno stretto corridoio leggermente inclinato. L’altare è costituito da un podio di 4 gradini, sul quale poggia un basamento che presenta altri 4 gradini su un solo fronte. Sopra di essi si eleva la vera e propria mensa, stretta tra due volute vegetali e leoni alati. L’altare è andato completamente perduto, tranne le volute e qualche piccolo fregio, perciò è stato ricostruito in modo molto schematico.
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Inizialmente l’Ara Pacis era completamente dipinto. Con il passare del tempo il colore si è cancellato, lasciando spazio al bianco del marmo. Il 29 novembre 2009 il lato principale e quello secondario sono stati illuminati a colori attraverso una tecnologia virtuale applicata per la prima volta.
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