le origini della letteratura italiana
Lasciate ogni speranza voi che Guardate
Indice
1.
La letteratura religiosa
2.
La scuola poetica siciliana
3.
Il dolce stil novo
4.
La poesia giullaresca
5.
La poesia comica-parodica
6.
Conclusione
La letteratura religiosa
La letteratura religiosa è la prima forma di poesia italiana, originata dalle scritture latine e greche del cristianesimo. La poesia religiosa rappresenta l'amore per Dio attraverso la parola poetica.
Francesco d'Assisi
Francesco d’Assisi, nacque nel 1181 e morì nel 1226, figlio di commercianti e compì buoni studi, dopo i quali curò gli affari paterni e si dedicò al mestiere delle armi, partecipò alla quarta crociata ma Francesco non arrivò mai in Terra Santa. A Spoleto si ammalò gravemente e fu costretto a restare in Italia. Ma è proprio a Spoleto che Francesco ebbe quella visione mistica che lo portò alla conversione. Francesco d’Assisi si spogliò dei beni paterni e scelse la povertà assoluta e una vita di predicazione.
Iacopone da Todi
Jacopo de' Benedetti, detto Jacopone, nacque a Todi nel 1230, abbandonò la carriera legale dopo la morte della moglie e si unì ai Flagellanti. Successivamente divenne frate francescano, sostenendo gli Spirituali in opposizione al papa Bonifacio VIII. Le sue critiche portarono a una ribellione e all'assedio della rocca di Castel san Pietro Romano. Catturato nel 1298, fu imprigionato e torturato fino al 1303. Trascorse gli ultimi anni in preghiera e meditazione in un convento a Collazzone, dove morì nel 1306.
La scuola poetica siciliana
La Scuola Poetica Siciliana è un movimento letterario che avviene in Sicilia durante il XIII secolo. Questa scuola poetica si focalizza sul concetto di "dolcezza" nel verso e sull'elaborazione di un nuovo stile poetico. Fu fondata da Federico II di Svevia. La scuola poetica riprende dei caratteri della letteratura provenzale
Jacopo da Lentini
Giacomo da Lentini, noto anche come Jacopo da Lentini, nacque a Lentini intorno al 1210. È considerato uno dei principali rappresentanti della Scuola Siciliana e il padre fondatore del sonetto. Servì come funzionario nella Corte dell'imperatore Federico di Svevia. Sebbene le informazioni sulla sua vita siano limitate, si attribuiscono a lui circa 22 sonetti e 16 canzoni scritte tra il 1233 e il 1241 in lingua siciliana, contribuendo così in modo significativo alla scuola poetica siciliana.
Il dolce stil novo
Il "Dolce Stil Novo" è un movimento poetico italiano che emerse nel XIII secolo ed è noto per il suo stile raffinato e complesso. Questo movimento si caratterizza per la sua rappresentazione dell'amore ideale e spesso allegorico, oltre all'uso di forme poetiche complesse, come il sonetto. I poeti di questo periodo, tra cui Dante Alighieri e Guido Guinizelli, esaltavano il concetto di amore cortese, esprimendo i loro sentimenti in modo sofisticato e intellettuale.
Guido Cavalcanti
Guido Cavalcanti, membro di una nobile famiglia fiorentina, nacque sei anni prima di Dante e diventerà il suo grande amico, insieme a Gianni Lapo. Cavalcanti è una figura affascinante, con un temperamento impetuoso e inquieto, combinando azione e riflessione astratta. Come Dante, ha avuto una vita pubblica impegnata, influenzata dal caotico clima politico di Firenze, divisa tra guelfi e ghibellini durante il conflitto tra papato e impero. Guido era un guelfo di parte bianca, favorevole all'autonomia cittadina, ma a causa delle tensioni politiche, è stato esiliato nel 1300. Durante l'esilio, contrasse la malaria e morì in pochi mesi.
Guido Guinizzelli
Guido Guinizelli, nacque a Bologna intorno al 1240. Pur provenendo da una famiglia di modesta nobiltà, aveva legami con importanti casati di Bologna. Poco si sa della sua vita, ma si presume fosse un uomo di legge e giudice. Guinizelli fu attivo nella politica, sostenendo la fazione ghibellina dei Lambertazzi nella loro lotta contro i guelfi Geremei. Questo lo portò all'esilio a Monselice, vicino a Padova, dove presumibilmente morì intorno al 1276.
La poesia giullaresca
La poesia giullaresca, spesso associata ai giullari medievali, è un genere di poesia popolare che si caratterizza per il suo tono umoristico e spesso satirico. I giullari, con il loro stile frizzante e scherzoso, utilizzavano queste poesie per intrattenere il pubblico nelle corti, nelle piazze e nei mercati medievali. Queste composizioni, spesso in forma di versi o canzoni, trattavano di temi vari, tra cui l'amore, la politica, e la vita quotidiana. La poesia giullaresca rappresentava un'importante forma di espressione popolare nel Medioevo.
Cielo d'Alcamo
Cielo D'alcamo chiamato "Ciullo", si pensa che il suo vero nome sia Michele. Anche se alcuni lo hanno considerato un giullare, è molto probabile che Cielo d'Alcamo fosse legato alla corte di Federico II. La sua opera più conosciuta, "Rosa fresca aulentissima,". La comprensione di Cielo d'Alcamo si basa principalmente sul contenuto delle sue opere, che fossero di origini siciliane.
La poesia comica-parodica
La poesia comica-parodica è il contrario del dolce stil novo usa uno stile basso, si occupa di elementi quotidiani di una realtà spesso volgare e degradata. Vengono anche presentati personaggi spregevoli e deformi, ambienti malfamati e corrotti. Tuttavia si tratta di un'operazione letteraria, che si propone di rovesciare gli schemi e le convenzioni della poesia elevata, con intento caricaturale e grottesco.
Cecco Angiolieri
Cecco Angiolieri, nacque a Siena da famiglia nobile, condusse una vita contraddistinta da avventure giudiziarie e dall'abitudine di frequentare compagnie discutibili nella sua città natale. Partecipò alla battaglia di Arezzo, probabilmente incontrando Dante Alighieri. Angiolieri è noto per la sua frivolezza e il suo stile di vita dissoluto, caratterizzato dall'adorazione per le donne, il gioco e la taverna. Nonostante ciò, la sua raccolta di sonetti, il Canzoniere, rivela un lato romantico attraverso l'amore per Becchina (Rebecca). La sua poesia esprime odio verso i genitori e ribellione contro tutto ciò che gli impedisce di seguire le sue passioni. La sua poesia comico-realistica si concentra sulla vita e sull'amore, ma in un contesto meno spirituale rispetto al dolce stilnovo.
Grazie per l'attenzione
Pietro Caruso
Le origini della letteratura italiana
Pietro Caruso
Created on October 25, 2023
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Audio tutorial
View
Pechakucha Presentation
View
Desktop Workspace
View
Decades Presentation
View
Psychology Presentation
View
Medical Dna Presentation
View
Geometric Project Presentation
Explore all templates
Transcript
le origini della letteratura italiana
Lasciate ogni speranza voi che Guardate
Indice
1.
La letteratura religiosa
2.
La scuola poetica siciliana
3.
Il dolce stil novo
4.
La poesia giullaresca
5.
La poesia comica-parodica
6.
Conclusione
La letteratura religiosa
La letteratura religiosa è la prima forma di poesia italiana, originata dalle scritture latine e greche del cristianesimo. La poesia religiosa rappresenta l'amore per Dio attraverso la parola poetica.
Francesco d'Assisi
Francesco d’Assisi, nacque nel 1181 e morì nel 1226, figlio di commercianti e compì buoni studi, dopo i quali curò gli affari paterni e si dedicò al mestiere delle armi, partecipò alla quarta crociata ma Francesco non arrivò mai in Terra Santa. A Spoleto si ammalò gravemente e fu costretto a restare in Italia. Ma è proprio a Spoleto che Francesco ebbe quella visione mistica che lo portò alla conversione. Francesco d’Assisi si spogliò dei beni paterni e scelse la povertà assoluta e una vita di predicazione.
Iacopone da Todi
Jacopo de' Benedetti, detto Jacopone, nacque a Todi nel 1230, abbandonò la carriera legale dopo la morte della moglie e si unì ai Flagellanti. Successivamente divenne frate francescano, sostenendo gli Spirituali in opposizione al papa Bonifacio VIII. Le sue critiche portarono a una ribellione e all'assedio della rocca di Castel san Pietro Romano. Catturato nel 1298, fu imprigionato e torturato fino al 1303. Trascorse gli ultimi anni in preghiera e meditazione in un convento a Collazzone, dove morì nel 1306.
La scuola poetica siciliana
La Scuola Poetica Siciliana è un movimento letterario che avviene in Sicilia durante il XIII secolo. Questa scuola poetica si focalizza sul concetto di "dolcezza" nel verso e sull'elaborazione di un nuovo stile poetico. Fu fondata da Federico II di Svevia. La scuola poetica riprende dei caratteri della letteratura provenzale
Jacopo da Lentini
Giacomo da Lentini, noto anche come Jacopo da Lentini, nacque a Lentini intorno al 1210. È considerato uno dei principali rappresentanti della Scuola Siciliana e il padre fondatore del sonetto. Servì come funzionario nella Corte dell'imperatore Federico di Svevia. Sebbene le informazioni sulla sua vita siano limitate, si attribuiscono a lui circa 22 sonetti e 16 canzoni scritte tra il 1233 e il 1241 in lingua siciliana, contribuendo così in modo significativo alla scuola poetica siciliana.
Il dolce stil novo
Il "Dolce Stil Novo" è un movimento poetico italiano che emerse nel XIII secolo ed è noto per il suo stile raffinato e complesso. Questo movimento si caratterizza per la sua rappresentazione dell'amore ideale e spesso allegorico, oltre all'uso di forme poetiche complesse, come il sonetto. I poeti di questo periodo, tra cui Dante Alighieri e Guido Guinizelli, esaltavano il concetto di amore cortese, esprimendo i loro sentimenti in modo sofisticato e intellettuale.
Guido Cavalcanti
Guido Cavalcanti, membro di una nobile famiglia fiorentina, nacque sei anni prima di Dante e diventerà il suo grande amico, insieme a Gianni Lapo. Cavalcanti è una figura affascinante, con un temperamento impetuoso e inquieto, combinando azione e riflessione astratta. Come Dante, ha avuto una vita pubblica impegnata, influenzata dal caotico clima politico di Firenze, divisa tra guelfi e ghibellini durante il conflitto tra papato e impero. Guido era un guelfo di parte bianca, favorevole all'autonomia cittadina, ma a causa delle tensioni politiche, è stato esiliato nel 1300. Durante l'esilio, contrasse la malaria e morì in pochi mesi.
Guido Guinizzelli
Guido Guinizelli, nacque a Bologna intorno al 1240. Pur provenendo da una famiglia di modesta nobiltà, aveva legami con importanti casati di Bologna. Poco si sa della sua vita, ma si presume fosse un uomo di legge e giudice. Guinizelli fu attivo nella politica, sostenendo la fazione ghibellina dei Lambertazzi nella loro lotta contro i guelfi Geremei. Questo lo portò all'esilio a Monselice, vicino a Padova, dove presumibilmente morì intorno al 1276.
La poesia giullaresca
La poesia giullaresca, spesso associata ai giullari medievali, è un genere di poesia popolare che si caratterizza per il suo tono umoristico e spesso satirico. I giullari, con il loro stile frizzante e scherzoso, utilizzavano queste poesie per intrattenere il pubblico nelle corti, nelle piazze e nei mercati medievali. Queste composizioni, spesso in forma di versi o canzoni, trattavano di temi vari, tra cui l'amore, la politica, e la vita quotidiana. La poesia giullaresca rappresentava un'importante forma di espressione popolare nel Medioevo.
Cielo d'Alcamo
Cielo D'alcamo chiamato "Ciullo", si pensa che il suo vero nome sia Michele. Anche se alcuni lo hanno considerato un giullare, è molto probabile che Cielo d'Alcamo fosse legato alla corte di Federico II. La sua opera più conosciuta, "Rosa fresca aulentissima,". La comprensione di Cielo d'Alcamo si basa principalmente sul contenuto delle sue opere, che fossero di origini siciliane.
La poesia comica-parodica
La poesia comica-parodica è il contrario del dolce stil novo usa uno stile basso, si occupa di elementi quotidiani di una realtà spesso volgare e degradata. Vengono anche presentati personaggi spregevoli e deformi, ambienti malfamati e corrotti. Tuttavia si tratta di un'operazione letteraria, che si propone di rovesciare gli schemi e le convenzioni della poesia elevata, con intento caricaturale e grottesco.
Cecco Angiolieri
Cecco Angiolieri, nacque a Siena da famiglia nobile, condusse una vita contraddistinta da avventure giudiziarie e dall'abitudine di frequentare compagnie discutibili nella sua città natale. Partecipò alla battaglia di Arezzo, probabilmente incontrando Dante Alighieri. Angiolieri è noto per la sua frivolezza e il suo stile di vita dissoluto, caratterizzato dall'adorazione per le donne, il gioco e la taverna. Nonostante ciò, la sua raccolta di sonetti, il Canzoniere, rivela un lato romantico attraverso l'amore per Becchina (Rebecca). La sua poesia esprime odio verso i genitori e ribellione contro tutto ciò che gli impedisce di seguire le sue passioni. La sua poesia comico-realistica si concentra sulla vita e sull'amore, ma in un contesto meno spirituale rispetto al dolce stilnovo.
Grazie per l'attenzione
Pietro Caruso