EFFETTO SERRA, RISCALDAMENTO GLOBALE E OBIETTIVO 13 DELL'AGENDA 2030
Durante Diletta 4D
Cos'è l'effetto serra?
Da decenni ormai la comunità scientifica ha espresso come il clima del Pianeta stia cambiando in modo allarmante e come le responsabilità di questi cambiamenti siano delle attività umane, a cominciare dall'utilizzo massiccio dei combustibili fossili. Oggi siamo di fronte a fenomeni climatici sempre più estremi, frequenti e devastanti. Molte specie stanno tentando di ribellarsi al cambiamento: alcuni uccelli migratori stanno mutando periodi di arrivo e di partenza anno dopo anno, le fioriture stanno anticipando, le specie montane si spingono, finché possono, in alta quota. L'atmosfera e gli oceani si sono riscaldati, il livello del mare è aumentato e le dimensioni dei ghiacciai e delle calotte glaciali sono diminuite.La comunità scientifica è unanime nell’indicare le attività umane quali imputabili della crisi climatica. La causa principale delle alterazioni climatiche è l'effetto serra.
L'effetto serra è un processo naturale che riscalda la superficie terrestre. Quando l'energia del Sole raggiunge l'atmosfera terrestre, una parte di essa viene riflessa nello spazio e il resto viene assorbito e irradiato nuovamente dai gas serra. Alcuni gas presenti nell’atmosfera terrestre agiscono un po’ come il vetro di una serra: imprigionano il calore del sole impedendogli di ritornare nello spazio determinando il riscaldamento globale. Molti di questi gas sono presenti in natura, ma le attività umane fanno accrescere le concentrazioni di alcuni di essi nell’atmosfera, in particolare: • l'anidride carbonica (CO2) • il metano • l'ossido di azoto • i gas fluorurati.
Le cause dell’aumento delle emissioni sono da riscontrare: • nella combustione di carbone, petrolio e gas. Essa genera anidride carbonica e ossido di azoto. • nell'abbattimento delle foreste (deforestazione). Gli alberi aiutano a regolamentare il clima assorbendo CO2 dall'atmosfera. Abbattendoli, quest'azione viene a mancare e la CO2 immagazzinata negli alberi viene rilasciata nell'atmosfera, favorendo in tal modo l'effetto serra. • nello sviluppo dell’allevamento di bestiame. I bovini e gli ovini producono grandi quantità di metano durante il processo di digestione. • nell'impiego di fertilizzanti. I fertilizzanti azotati producono emissioni di ossido di azoto. • nell’emissione dei gas fluorurati. I gas fluorurati sono emessi da strumentazioni e prodotti che utilizzano tali gas. Queste emissioni determinano un elevato effetto serra, più forte di quello causato dalla CO2.
Poiché ogni tonnellata di CO2 emessa concorre al riscaldamento globale, tutte le diminuzioni di emissioni aiutano a rallentarlo. Per arrestarlo completamente, occorre raggiungere l'azzeramento delle emissioni nette di CO2 in tutto il mondo. Inoltre, anche la riduzione delle emissioni di altri gas a effetto serra, come il metano, può avere un forte effetto sulla riduzione del riscaldamento globale. Per riscaldamento globale si intende il riscaldamento climatico che porta le temperature del nostro pianeta ad aumentare. In altre parole il clima sta variando e il clima sulla Terra si sta surriscaldando.
Il riscaldamento globale ha conseguenze prima di tutto ambientali, ma anche economiche e sociali: • Desertificazione: Un aumento della temperatura globale porterebbe ad avere aree più soggette a fenomeni di desertificazione, in seguito a siccità e ondate di caldo. • Scioglimento dei ghiacci: Lo scioglimento dei ghiacci originato dal riscaldamento globale influenza la disponibilità di acqua fresca per l’irrigazione e per uso domestico, mette a repentaglio la vita degli animali che vivono negli ambienti ghiacciati e influisce sul livello degli oceani. • Innalzamento, riscaldamento e acidificazione degli oceani: L’incremento di CO2 nell’atmosfera oltre a modificare il ph degli oceani rendendoli più acidi e sconvolgendone gli equilibri con possibili estinzioni, accrescerebbe il rilascio di CO2 che è presente nell’acqua che evaporerebbe in maggiori quantità in seguito al riscaldamento ambientale. Il livello dei mari si innalzerebbe in seguito allo scioglimento dei ghiacci subissando le coste.
• Tropicalizzazione del Mediterraneo: Negli ultimi decenni sono aumentate le segnalazioni di specie esotiche nel Mediterraneo e si è iniziato a parlare di tropicalizzazione del Mar Mediterraneo. Questi cambiamenti hanno gravi effetti sulle specie autoctone con conseguente impatto ecologico. • Alterazioni nella circolazione atmosferica e fenomeni atmosferici estremi: La variazione della circolazione atmosferica andrebbe incontro ad aumento della frequenza e dell’intensità di eventi estremi come alluvioni, siccità, ondate di caldo e di gelo con forti ripercussioni sull’agricoltura e sulla concentrazione geografica delle zone abitate.
IL CAMBIAMENTO CLIMATICO E' UNA SFIDA GLOBALE
I provvedimenti volti a fronteggiare i cambiamenti climatici e a ridurre le emissioni di gas serra, responsabili del surriscaldamento globale, sono una delle priorità dell’Unione Europea. L’accordo di Parigi del 2015 obbliga i governi ad agire sulle emissioni di gas serra per mantenere l’aumento della temperatura sotto i 2 gradi entro il 2050 e a effettuare ogni sforzo per portarlo a 1,5 gradi. Per raggiungere l’obiettivo bisogna ridurre le emissioni di anidride carbonica del 45% entro il 2030 (rispetto ai livelli di dieci anni fa), e del 100% entro il 2050. Il cambiamento climatico interessa i paesi di tutti i continenti, è una sfida globale che non rispetta i confini nazionali. Le emissioni sono ovunque e riguardano tutti. È una questione che esige soluzioni raccordate a livello internazionale e cooperazione al fine di aiutare i Paesi in via di sviluppo a muoversi verso un’economia a bassa emissione di carbonio.
OBIETTIVO 13 DELL'AGENDA 2030
L’obiettivo 13 invita gli Stati a integrare misure di protezione dell’ambiente nelle proprie politiche nazionali e di sostenersi reciprocamente di fronte alle sfide. L’Obiettivo 13 sottolinea la necessità di “Adottare misure urgenti per combattere i cambiamenti climatici e le loro conseguenze”. In particolare: 13.1: Rafforzare in tutti i paesi la capacità di ripresa e di adattamento ai rischi legati al clima e ai disastri naturali 13.2: Integrare le misure di cambiamento climatico nelle politiche, strategie e pianificazione nazionali 13.3: Migliorare l’istruzione, la sensibilizzazione e la capacità umana e istituzionale per quanto riguarda la mitigazione del cambiamento climatico, l’adattamento, la riduzione dell’impatto e l’allerta tempestiva 13.a: Rendere effettivo l’impegno assunto dai partiti dei paesi sviluppati verso la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico, che prevede la mobilizzazione – entro il 2020 – di 100 miliardi di dollari all’anno, provenienti da tutti i paesi aderenti all’impegno preso, da indirizzare ai bisogni dei paesi in via di sviluppo, in un contesto di azioni di mitigazione significative e di trasparenza nell’implementazione, e rendere pienamente operativo il prima possibile il Fondo Verde per il Clima attraverso la sua capitalizzazione 13.b: Promuovere meccanismi per aumentare la capacità effettiva di pianificazione e gestione di interventi inerenti al cambiamento climatico nei paesi meno sviluppati, nei piccoli stati insulari in via di sviluppo, con particolare attenzione a donne e giovani e alle comunità locali e marginali
Come soluzione al cambiamento climatico ci sono:
• Efficienza energetica Necessario è un intenso programma di ricerca e sviluppo sull’efficienza energetica e sulla transizione verso fonti fossili meno inquinanti e rinnovabili.
• Trasporti Occorrerà realizzare un nuovo modello di movimento di persone e merci che permetta di razionalizzare i trasporti diminuendo il più possibile la distanza fra luoghi di residenza e di lavoro, luoghi di produzione e di consumo.
• Economia circolare Il sistema economico necessita di essere ridisegnato a vantaggio dei cicli economici circolari che prevedono il minor utilizzo delle materie prime e il minor scarto e spreco possibile quando i beni saranno arrivati a fine vita.
Un’economia circolare prevede una diminuzione dell’industria della produzione e un aumento di quella della manutenzione e riciclo.
Ciascuno di noi si deve sentire coinvolto nella battaglia al cambiamento climatico. Il risparmio dell’energia è uno dei primi passi, non basta infatti che i governi e le nazioni avviino programmi di riconversione della produzione energetica. Puntare sull’efficienza e il risparmio energetico è fondamentale e su questi punti il ruolo di ognuno di noi è indispensabile.
Effetto serra, riscaldamento globale, obiettivo 13 agenda 2030
Diletta Durante
Created on October 24, 2023
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EFFETTO SERRA, RISCALDAMENTO GLOBALE E OBIETTIVO 13 DELL'AGENDA 2030
Durante Diletta 4D
Cos'è l'effetto serra?
Da decenni ormai la comunità scientifica ha espresso come il clima del Pianeta stia cambiando in modo allarmante e come le responsabilità di questi cambiamenti siano delle attività umane, a cominciare dall'utilizzo massiccio dei combustibili fossili. Oggi siamo di fronte a fenomeni climatici sempre più estremi, frequenti e devastanti. Molte specie stanno tentando di ribellarsi al cambiamento: alcuni uccelli migratori stanno mutando periodi di arrivo e di partenza anno dopo anno, le fioriture stanno anticipando, le specie montane si spingono, finché possono, in alta quota. L'atmosfera e gli oceani si sono riscaldati, il livello del mare è aumentato e le dimensioni dei ghiacciai e delle calotte glaciali sono diminuite.La comunità scientifica è unanime nell’indicare le attività umane quali imputabili della crisi climatica. La causa principale delle alterazioni climatiche è l'effetto serra.
L'effetto serra è un processo naturale che riscalda la superficie terrestre. Quando l'energia del Sole raggiunge l'atmosfera terrestre, una parte di essa viene riflessa nello spazio e il resto viene assorbito e irradiato nuovamente dai gas serra. Alcuni gas presenti nell’atmosfera terrestre agiscono un po’ come il vetro di una serra: imprigionano il calore del sole impedendogli di ritornare nello spazio determinando il riscaldamento globale. Molti di questi gas sono presenti in natura, ma le attività umane fanno accrescere le concentrazioni di alcuni di essi nell’atmosfera, in particolare: • l'anidride carbonica (CO2) • il metano • l'ossido di azoto • i gas fluorurati.
Le cause dell’aumento delle emissioni sono da riscontrare: • nella combustione di carbone, petrolio e gas. Essa genera anidride carbonica e ossido di azoto. • nell'abbattimento delle foreste (deforestazione). Gli alberi aiutano a regolamentare il clima assorbendo CO2 dall'atmosfera. Abbattendoli, quest'azione viene a mancare e la CO2 immagazzinata negli alberi viene rilasciata nell'atmosfera, favorendo in tal modo l'effetto serra. • nello sviluppo dell’allevamento di bestiame. I bovini e gli ovini producono grandi quantità di metano durante il processo di digestione. • nell'impiego di fertilizzanti. I fertilizzanti azotati producono emissioni di ossido di azoto. • nell’emissione dei gas fluorurati. I gas fluorurati sono emessi da strumentazioni e prodotti che utilizzano tali gas. Queste emissioni determinano un elevato effetto serra, più forte di quello causato dalla CO2.
Poiché ogni tonnellata di CO2 emessa concorre al riscaldamento globale, tutte le diminuzioni di emissioni aiutano a rallentarlo. Per arrestarlo completamente, occorre raggiungere l'azzeramento delle emissioni nette di CO2 in tutto il mondo. Inoltre, anche la riduzione delle emissioni di altri gas a effetto serra, come il metano, può avere un forte effetto sulla riduzione del riscaldamento globale. Per riscaldamento globale si intende il riscaldamento climatico che porta le temperature del nostro pianeta ad aumentare. In altre parole il clima sta variando e il clima sulla Terra si sta surriscaldando.
Il riscaldamento globale ha conseguenze prima di tutto ambientali, ma anche economiche e sociali: • Desertificazione: Un aumento della temperatura globale porterebbe ad avere aree più soggette a fenomeni di desertificazione, in seguito a siccità e ondate di caldo. • Scioglimento dei ghiacci: Lo scioglimento dei ghiacci originato dal riscaldamento globale influenza la disponibilità di acqua fresca per l’irrigazione e per uso domestico, mette a repentaglio la vita degli animali che vivono negli ambienti ghiacciati e influisce sul livello degli oceani. • Innalzamento, riscaldamento e acidificazione degli oceani: L’incremento di CO2 nell’atmosfera oltre a modificare il ph degli oceani rendendoli più acidi e sconvolgendone gli equilibri con possibili estinzioni, accrescerebbe il rilascio di CO2 che è presente nell’acqua che evaporerebbe in maggiori quantità in seguito al riscaldamento ambientale. Il livello dei mari si innalzerebbe in seguito allo scioglimento dei ghiacci subissando le coste.
• Tropicalizzazione del Mediterraneo: Negli ultimi decenni sono aumentate le segnalazioni di specie esotiche nel Mediterraneo e si è iniziato a parlare di tropicalizzazione del Mar Mediterraneo. Questi cambiamenti hanno gravi effetti sulle specie autoctone con conseguente impatto ecologico. • Alterazioni nella circolazione atmosferica e fenomeni atmosferici estremi: La variazione della circolazione atmosferica andrebbe incontro ad aumento della frequenza e dell’intensità di eventi estremi come alluvioni, siccità, ondate di caldo e di gelo con forti ripercussioni sull’agricoltura e sulla concentrazione geografica delle zone abitate.
IL CAMBIAMENTO CLIMATICO E' UNA SFIDA GLOBALE
I provvedimenti volti a fronteggiare i cambiamenti climatici e a ridurre le emissioni di gas serra, responsabili del surriscaldamento globale, sono una delle priorità dell’Unione Europea. L’accordo di Parigi del 2015 obbliga i governi ad agire sulle emissioni di gas serra per mantenere l’aumento della temperatura sotto i 2 gradi entro il 2050 e a effettuare ogni sforzo per portarlo a 1,5 gradi. Per raggiungere l’obiettivo bisogna ridurre le emissioni di anidride carbonica del 45% entro il 2030 (rispetto ai livelli di dieci anni fa), e del 100% entro il 2050. Il cambiamento climatico interessa i paesi di tutti i continenti, è una sfida globale che non rispetta i confini nazionali. Le emissioni sono ovunque e riguardano tutti. È una questione che esige soluzioni raccordate a livello internazionale e cooperazione al fine di aiutare i Paesi in via di sviluppo a muoversi verso un’economia a bassa emissione di carbonio.
OBIETTIVO 13 DELL'AGENDA 2030
L’obiettivo 13 invita gli Stati a integrare misure di protezione dell’ambiente nelle proprie politiche nazionali e di sostenersi reciprocamente di fronte alle sfide. L’Obiettivo 13 sottolinea la necessità di “Adottare misure urgenti per combattere i cambiamenti climatici e le loro conseguenze”. In particolare: 13.1: Rafforzare in tutti i paesi la capacità di ripresa e di adattamento ai rischi legati al clima e ai disastri naturali 13.2: Integrare le misure di cambiamento climatico nelle politiche, strategie e pianificazione nazionali 13.3: Migliorare l’istruzione, la sensibilizzazione e la capacità umana e istituzionale per quanto riguarda la mitigazione del cambiamento climatico, l’adattamento, la riduzione dell’impatto e l’allerta tempestiva 13.a: Rendere effettivo l’impegno assunto dai partiti dei paesi sviluppati verso la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico, che prevede la mobilizzazione – entro il 2020 – di 100 miliardi di dollari all’anno, provenienti da tutti i paesi aderenti all’impegno preso, da indirizzare ai bisogni dei paesi in via di sviluppo, in un contesto di azioni di mitigazione significative e di trasparenza nell’implementazione, e rendere pienamente operativo il prima possibile il Fondo Verde per il Clima attraverso la sua capitalizzazione 13.b: Promuovere meccanismi per aumentare la capacità effettiva di pianificazione e gestione di interventi inerenti al cambiamento climatico nei paesi meno sviluppati, nei piccoli stati insulari in via di sviluppo, con particolare attenzione a donne e giovani e alle comunità locali e marginali
Come soluzione al cambiamento climatico ci sono:
• Efficienza energetica Necessario è un intenso programma di ricerca e sviluppo sull’efficienza energetica e sulla transizione verso fonti fossili meno inquinanti e rinnovabili.
• Trasporti Occorrerà realizzare un nuovo modello di movimento di persone e merci che permetta di razionalizzare i trasporti diminuendo il più possibile la distanza fra luoghi di residenza e di lavoro, luoghi di produzione e di consumo.
• Economia circolare Il sistema economico necessita di essere ridisegnato a vantaggio dei cicli economici circolari che prevedono il minor utilizzo delle materie prime e il minor scarto e spreco possibile quando i beni saranno arrivati a fine vita. Un’economia circolare prevede una diminuzione dell’industria della produzione e un aumento di quella della manutenzione e riciclo.
Ciascuno di noi si deve sentire coinvolto nella battaglia al cambiamento climatico. Il risparmio dell’energia è uno dei primi passi, non basta infatti che i governi e le nazioni avviino programmi di riconversione della produzione energetica. Puntare sull’efficienza e il risparmio energetico è fondamentale e su questi punti il ruolo di ognuno di noi è indispensabile.