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i sumeri
Nicole Guastella
Created on October 24, 2023
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Transcript
I Sumeri
Indice:
Civiltà sumera
La mezzaluna fertile
Organizzazione sociale
ARTE SUMERA
arti minori
architettura
scultura
arte votiva
Arti minori
Col termine “arti minori” intendiamo tutte quelle forme artistiche che si distinguono dalla pittura, dalla scultura e dell'architettura. Si tratta quindi dell'ebanisteria (la lavorazione del legno), della scultura in avorio, della lavorazione dell’oro o dei metalli preziosi (oreficeria).
Un esempio di arti minori è rappresentato dagli stendardi, opere di raffinata ebanisteria realizzate intorno al 2600-2400 a.C., la cui funzione non è ancora chiara. Sono composti da quattro pannelli, due di forma rettangolare montati in modo inclinato e due laterali. Le decorazioni, si sviluppano su fasce sovrapposte dette registri. Lo Stendardo di Ur (conservato al British Museum di Londra) è uno dei più celebri e meglio conservati. Esso rappresenta sui due pannelli principali rispettivamente scene di guerre e scene di pace, realizzate inserendo minute figurine , intagliate in madreperla, conchiglie o avorio su un fondo in prezioso lapislazzuli e cementate con del bitume.
Scena di guerra: nel registro inferiore troviamo i carri da guerra, che travolgono i nemici, nel mediano troviamo i soldati che marciano con un lungo mantello e il capo cinto da una cuffia, infine, nel registro superiore troviamo il re che guida il suo esercito. Scena di pace: nel registro inferiore ci sono gli schiavi che portano tutto ciò che serve per il banchetto, nel mediano c’è la processione del popolo che offre i prodotti al re, infine, nel registro superiore troviamo il re seduto davanti a cortigiani e musicisti.
Il bassorilievo
-IL BASSORILIEVO E ALTORILIEVO *altorilievo: le forme sono definite a tre dimensioni, ma ancora attaccate allo sfondo, creando così un maggiore effetto di profondità che si avvicina alla scultura a tutto tondo.: le forme sono definite a tre dimensioni, ma ancora attaccate allo sfondo, creando così un maggiore effetto di profondità che si avvicina alla scultura a tutto tondo. *bassorilievo: le figure emergono con una sporgenza inferiore, ridotta alla metà del loro volume. Oltre alle sculture a tutto tondo, I Sumeri realizzarono molti bassorilievi, cioè un tipo di scultura, attuata con l’utilizzo dello scalpello in cui le figure sono rappresentate su un piano di fondo (di marmo, di pietra, di bronzo, d'avorio, ecc.), dal quale sporgono con un rilievo. In essi vengono raffigurati scene di guerra e di animali. Un esempio è la Stele degli avvoltoi.
La stele degli avvoltoi
La Stele degli avvoltoi è un monumento del III secolo, realizzato da un’ unica lastra calcarea, che celebra una vittoria della città-stato di Lagash sulla vicina Umma. Mostra varie scene di battaglia e religiose e prende il nome dagli avvoltoi. La stele non è completa; oggi se ne conoscono solo sette frammenti. I primi tre frammenti furono trovati durante gli scavi all'inizio del 1880, gli altri tre frammenti vennero alla luce durante gli scavi del 1888-1889 e il settimo frammento sul mercato nel 1898. Inoltre, essa è composta di vari registri in cui sono scolpite scene di battaglia assieme a scene religiose-mitologiche. Il registro superiore mostra Eannatum, sovrano di Lagash (il suo nome appare inciso intorno alla sua testa) che indossa la tipica veste di lana dei re e il copricapo a cuffia o una protuberanza sul retro. E’ lui stesso che conduce una falange di soldati in battaglia, con i loro nemici sconfitti calpestati sotto i loro piedi. Sopra di loro volano gli avvoltoi da cui prende il nome la stele, con le teste mozzate dei nemici di Lagash nel becco.
Mattoni per costruire le ziqqurat
Per l’architettura ricordiamo le ziqqurat e le prime città. Le prime città costruite erano formate da grandi mura composte da mattoni. La loro costruzione avveniva in 4 passaggi: -venivano mischiati insieme l’argilla con la paglia triturata; -il composto veniva poi pressato all’interno di forme di legno rettangolari di varie dimensioni; -i mattoni venivano messi ad essiccare per 3/4 settimane, alla fine delle quali si ottenevano i mattoni crudi; -i mattoni destinati alle parti strutturali degli edifici venivano invece cotti in delle fornaci apposite per renderli più resistenti.
Le ziqqurat
LE ZIGGURAT All’interno delle città si ergevano costruzioni gigantesche ovvero le ziqqurat. Le ziqqurat chiamata anche “Collina del cielo” o “Montagna di dio” simboleggiava la comunicazione tra il cielo e la terra e doveva essere ben visibile da lontano, per dimostrare la potenza delle città e la benevolenza degli déi che la proteggevano. Queste strutture a pianta rettangolare erano costituite da più piattaforme sovrapposte, ciascuna accessibile mediante rampe e scalinate esterne, che potevano essere più di una, le scale laterali erano per i laici, mentre quella centrale per i sacerdoti, permettendogli di arrivare al templio, posto alla sommità della ziqqurat. Nelle piattaforme sottostanti, chiamati “gradoni”, si trovano sale di rappresentanza, luoghi di culto e riunione, appartamenti reali, magazzini, botteghe ed anche grandi giardini.
La ziqqurat di Ur
LA ZIQQURAT DI UR: ai giorni d’oggi una delle ziqqurat meglio conservate, è proprio quella della città di Ur. La famosa ziqqurat ancora rimasta, è stata costruita più volte, per ordine del re Ur- Nammu, per onore della divinità Nanna, dio della luna. L’opera però alla morte del re Ur rimase incompleta, ma fu il figlio Shulgi a completarla. Con il passare del tempo però, gli agenti atmosferici, soprattutto il vento, ha eroso le 2 piattaforme superiori; nel VI secolo a.C. rimaneva poco della struttura originaria, ed infatti Nabonide ultimo re di Babilonia fece ricostruire la struttura.
L'organizzazione sociale
Ogni città costituiva un’unità politica e amministrativa indipendente, infatti non si organizzarono in uno Stato unitario, ma in comunità autonome, vale a dire, la città-Stato. L’organizzazione politica e sociale sumerica aveva marcati tratti “teocratici”, in quanto il potere era considerato discendere direttamente dalla divinità. La città era governata proprio da un re-sacerdote, che per i suoi attributi religiosi acquisiva anche un’autorità politica. Il sovrano era detto “Lugal”, cioè “grande uomo”, ma anche “Ensi”, cioè “signore della città” ed esecutore del volere divino.
LA MEZZALUNA FERTILE La Mezzaluna fertile (o Mesopotamia), che fu il fulcro della rivoluzione agricola del Neolitico, fu anche l’area in cui fiorirono le due più antiche civiltà della storia umana: la civiltà egizia e le civiltà mesopotamiche, tra cui i Sumeri, Mesopotamia significa “terra che sta in mezzo ai fiumi”, ovvero tra i fiumi Tigri e Eufrate. Grazie all’avvicendarsi di civiltà, di regni e di imperi si estende l’intreccio tra genti e popoli diversi e con esso la diffusione del contagio del sapere, che dà vita alle scienze e alle arti
La civiltà sumera
Chi erano?
I sumeri sono considerati la prima civiltà urbana, che vissero in quella porzione di terra tra il IV e il III millennio a.C. Questa civiltà inizialmente veniva chiamata “le teste nere” e la sua regione “terra di Sumer”. Fu proprio questo popolo che inventò la scrittura, inizialmente chiamata “scrittura cuneiforme”, cioè un tipo di scrittura ideografica, basata sulla corrispondenza fra simboli convenzionali e gli oggetti o le azioni a cui tali simboli fanno riferimento. Inoltre, essi fondarono una serie di grandi città, di cui la principale era Uruk, che raggiunse forse i 50.000 abitanti.
I Sumeri sono fra i primi a elaborare una vera e propria religione, essa si basa sull’esistenza di varie divinità che personificano le forze della natura. Di conseguenza tutta la produzione sumerica di sculture in terracotta (nel IV millennio a. C.) e in pietra calcàrea (nel III millennio a. C.) ha una forte ispirazione religiosa. Quindi, si parla di statuette votive, offerte alle divinità per esprimere devozione e ringraziamento, raffiguranti divinità antropomòrfe. Queste statuette potevano rappresentare un sacerdote, un re, un dio, un fedele o un soldato. Si riusciva a comprendere chi fosse raffigurato, attraverso la postura e la minuziosa descrizione dell’abbigliamento.
Arte votiva
La statuetta di Gudèa
Un esempio è la statuetta di Gudèa, oggi conservata al Museo del Louvre. Risale circa al 2120 a.C. ed è realizzata in diorìte (tipo di roccia di formazione vulcanica, di colore nerastro e di consistenza durissima) Essa mostra, il governatore più importante di Lagash a piedi nudi uniti, rivestito con un lungo mantello dal rigido panneggio che gli lascia scoperti solo la spalla e il braccio destri. Tale indumento, simbolo di dignità regale, è decorato da minute iscrizioni incise in caratteri cuneiformi, nelle quali si esaltano la potenza del sovrano e la rarità della diorite.
In mano tiene un'ampolla dalla quale escono due rivoli d'acqua simmetrici simbolo di fecondità e benessere. Nel suo volto non è rappresentata nessuna espressione.