L'industria serica nella bergamasca
Cereda Cristiano
Inizio
Come è fatta e da dove deriva?
Prima ancora di divenire un tessuto, la seta viene naturalmente prodotta dalle larve di una particolare specie di farfalla, il Bombyx mori chiamato comunemente baco da seta. Queste piccole larve si nutrono di foglie dei gelso e vengono allevate da secoli per la loro capacità di secernere una fibra proteica lunga e continua che deriva dalla loro bava solidificata. Come previsto dal loro ciclo di vita, ad un certo punto dello sviluppo i bachi iniziano a produrre un filo sottilissimo e molto resistente per crearsi il bozzolo di protezione in cui avverrà la metamorfosi. Questo processo permette il passaggio da fase larvale a fase adulta durante il quale il baco si trasforma in una splendida farfalla. Una volta completata la metamorfosi la farfalla esce dal bozzolo rompendolo e spezzando le preziose fibre, ma se il bozzolo viene raccolto e trattato prima che ciò avvenga, riusciamo ad ottenere il filo tanto richiesto.
Produzione della seta
Prima che i bachi da seta si trasformino in falene, i bozzoli vengono accuratamente raccolti. Per ottenere fibre di seta lunghe e continue, i bozzoli vengono solitamente bolliti, il che uccide i bachi al loro interno.
Una volta raccolti i bozzoli, inizia il processo di trattura della seta. I bozzoli vengono immersi in acqua bollente (in passato veniva fatto da donne e bambini) per ammorbidire il bozzolo e facilitare lo svolgimento delle fibre di seta. Le fibre di diversi bozzoli vengono accuratamente srotolate e combinate per formare un unico filo di seta.
Una volta estratti, i fili di seta vengono ritorti per formare il filo di seta. Il filo viene tinto e preparato per la tessitura. Il tessuto di seta viene creato intrecciando i fili su un telaio, dando vita a diversi tessuti di seta.
La Rasica
La storia della Rasica ha radici profonde, che nascono ben prima dell’arrivo del baco da seta e del lavoro in fabbrica. All’Archivio storico bergamasco, già nel lontano 1469, si trovano testimonianze del luogo dove ora sorge il vecchio stabilimento. I documenti ci riportano quindi nel Quattrocento, dove al posto dell’odierna struttura si trovava un mulino a due ruote per la molitura dei cereali, che sfruttava le acque del Canale Marzola, chiamato negli anni successivi Roggia Brembilla. Negli anni che seguirono, insieme al mulino, è stata impiantata poi una segheria, la Rasica appunto. Con il passare dei decenni, la struttura passa di proprietà a varie famiglie bergamasche, fino all’acquisto da parte del conte Carlo Lazzarini nel lontano 1656. I Lazzarini resteranno così proprietari della tenuta per più di duecento anni, salvandola da quello che sarebbe stato un sicuro degrado. Nel 1750 i Lazzarini faranno edificare una piccola chiesetta dedicata a San Giovanni Battista e restaurata nel corso degli anni. Adiacente allo stabilimento è visibile ancora oggi.
L o sviluppo della Rasica
La filanda vede la sua nascita nel 1872, anno in cui la famiglia Lazzarini cede gli stabili, alcuni lotti di terreno e il diritto di sfruttamento dell’acqua della Roggia Brembilla a Guglielmo Schroeder, residente a Crezeld, nell’impero germanico. Schroeder demolì e ristrutturò alcuni edifici costruendo l’odierna filanda per la preparazione e torcitura della seta. La cultura del baco era già affermata sul territorio bergamasco e su quello del piccolo paese di Osio Sopra, che negli anni è cresciuto con lo stabilimento. Nel 1888 alla Rasica si contavano più di 235 lavoratrici e lavoratori, destinati a crescere a 520 nel 1906 fino ad arrivare a quasi 700 nel 1927.Dal Novecento ai giorni nostri, Wilhelm Schroeder mantiene il controllo della filana fino all’arrivo della Prima Guerra Mondiale, nel 1914. A quel punto preferisce abbandonare l’Italia e cede la proprietà della Rasica a un noto industriale della zona, Paolo Orsi Mangelli, già proprietario di industrie tessili in Lombardia. In questi anni la filanda vive il suo momento di massimo splendore, arrivando fino ad occupare 680 posti di lavoro. Negli anni Cinquanta si scontrerà invece con la prima crisi del settore manifatturiero. Per garantire l’occupazione alla Rasica viene introdotta la lavorazione di fibre sintetiche.
Il degrado della Rasica
Nel 1952 diviene proprietà della Soam, «Società Anonima Orsi Mangelli», con sede a Milano. La vecchia costruzione viene quasi del tutto abbandonata e sull’area libera all’interno della proprietà vengono costruiti nuovi capannoni. Verso la metà degli anni Settanta si troverà a combattere con quella che sarà la più profonda crisi del settore tessile, e la Soam sarà costretta ancora a diminuire il personale. Nel 1977, dopo due anni disastrosi, la Rasica viene ceduta, con ormai solo 200 dipendenti, a un gruppo di industriali di Vercelli: nasce cosi la Jet-Seta Industrie. All’inizio degli anni 2000 la Rasica cambia ancora proprietà e diventa Interplast, con sede principale ad Osio Sotto. Ormai la seta è stata dimenticata da decenni e il centinaio di dipendenti rimasti produce fibre sintetiche e materiali vetrosi, con una prospettiva sempre meno rosea.
La Rasica oggi
Oggi la Rasica è di proprietà della Special Fabrics Srl e conta un pugno di dipendenti. A esclusione degli ultimi reparti costruiti, il resto della fabbrica è in completo stato di abbandono. Il sindaco di Osio Sopra, Piergiorgio Gregori, racconta: «La Rasica è parte del patrimonio culturale di Osio Sopra. Le aree più vecchie sono ormai inutilizzate e purtroppo abbandonate. Protetta dal Plis, è nei progetti della Regione per un possibile restauro nei prossimi anni. Purtroppo, per ora resta in attesa di un possibile finanziatore e di fondi per poter dar vita a questa idea.
L a piantina della Rosica
Curiosità
Nel 1979 alla Rasica è stato girato anche un film, La settimana di Chiara Brenna, realizzato dal regista Giorgio Pelloni per la Rai. Il film racconta le vicende di alcune operaie di una filanda lombarda, stanche delle disumane condizioni di lavoro, che nel 1890 organizzano uno dei primi scioperi della classe operaia. Il lungometraggio ha visto protagonisti un centinaio di persone, come comparse, di Osio Sopra. Poco lontano dallo stabilimento, sembra in zona Rasica, venne costruito uno dei primi campi volo bergamaschi. La costruzione ebbe inizio nel novembre 1910, quando Stefano Minossi, pilota autodidatta, effettuò alcuni esperimenti di volo proprio sopra la Rasica. Il 17 e 18 aprile viene così inaugurato il primo aerodromo bergamasco. Ora resta solo un ricordo. Con il passare degli anni è nato infatti l’aeroporto di Orio al Serio.
Video
Sitografia
-https://www.geopop.it/il-backstage-della-seta-che-tessuto-e-da-dove-proviene-e-come-si-produce/ -https://www.treccani.it/enciclopedia/seta -https://filandarasica.it/ -https://primabergamo.it/persone/storia-della-filanda-osio-la-rasica-mondo/ -https://www.silkbynature.com/2019/01/15/dal-bozzolo-al-filato-come-nasce-la-seta/
Grazie per l 'attenzione
L'industria serica della Bergamasca
cristiano cereda
Created on October 23, 2023
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L'industria serica nella bergamasca
Cereda Cristiano
Inizio
Come è fatta e da dove deriva?
Prima ancora di divenire un tessuto, la seta viene naturalmente prodotta dalle larve di una particolare specie di farfalla, il Bombyx mori chiamato comunemente baco da seta. Queste piccole larve si nutrono di foglie dei gelso e vengono allevate da secoli per la loro capacità di secernere una fibra proteica lunga e continua che deriva dalla loro bava solidificata. Come previsto dal loro ciclo di vita, ad un certo punto dello sviluppo i bachi iniziano a produrre un filo sottilissimo e molto resistente per crearsi il bozzolo di protezione in cui avverrà la metamorfosi. Questo processo permette il passaggio da fase larvale a fase adulta durante il quale il baco si trasforma in una splendida farfalla. Una volta completata la metamorfosi la farfalla esce dal bozzolo rompendolo e spezzando le preziose fibre, ma se il bozzolo viene raccolto e trattato prima che ciò avvenga, riusciamo ad ottenere il filo tanto richiesto.
Produzione della seta
Prima che i bachi da seta si trasformino in falene, i bozzoli vengono accuratamente raccolti. Per ottenere fibre di seta lunghe e continue, i bozzoli vengono solitamente bolliti, il che uccide i bachi al loro interno. Una volta raccolti i bozzoli, inizia il processo di trattura della seta. I bozzoli vengono immersi in acqua bollente (in passato veniva fatto da donne e bambini) per ammorbidire il bozzolo e facilitare lo svolgimento delle fibre di seta. Le fibre di diversi bozzoli vengono accuratamente srotolate e combinate per formare un unico filo di seta. Una volta estratti, i fili di seta vengono ritorti per formare il filo di seta. Il filo viene tinto e preparato per la tessitura. Il tessuto di seta viene creato intrecciando i fili su un telaio, dando vita a diversi tessuti di seta.
La Rasica
La storia della Rasica ha radici profonde, che nascono ben prima dell’arrivo del baco da seta e del lavoro in fabbrica. All’Archivio storico bergamasco, già nel lontano 1469, si trovano testimonianze del luogo dove ora sorge il vecchio stabilimento. I documenti ci riportano quindi nel Quattrocento, dove al posto dell’odierna struttura si trovava un mulino a due ruote per la molitura dei cereali, che sfruttava le acque del Canale Marzola, chiamato negli anni successivi Roggia Brembilla. Negli anni che seguirono, insieme al mulino, è stata impiantata poi una segheria, la Rasica appunto. Con il passare dei decenni, la struttura passa di proprietà a varie famiglie bergamasche, fino all’acquisto da parte del conte Carlo Lazzarini nel lontano 1656. I Lazzarini resteranno così proprietari della tenuta per più di duecento anni, salvandola da quello che sarebbe stato un sicuro degrado. Nel 1750 i Lazzarini faranno edificare una piccola chiesetta dedicata a San Giovanni Battista e restaurata nel corso degli anni. Adiacente allo stabilimento è visibile ancora oggi.
L o sviluppo della Rasica
La filanda vede la sua nascita nel 1872, anno in cui la famiglia Lazzarini cede gli stabili, alcuni lotti di terreno e il diritto di sfruttamento dell’acqua della Roggia Brembilla a Guglielmo Schroeder, residente a Crezeld, nell’impero germanico. Schroeder demolì e ristrutturò alcuni edifici costruendo l’odierna filanda per la preparazione e torcitura della seta. La cultura del baco era già affermata sul territorio bergamasco e su quello del piccolo paese di Osio Sopra, che negli anni è cresciuto con lo stabilimento. Nel 1888 alla Rasica si contavano più di 235 lavoratrici e lavoratori, destinati a crescere a 520 nel 1906 fino ad arrivare a quasi 700 nel 1927.Dal Novecento ai giorni nostri, Wilhelm Schroeder mantiene il controllo della filana fino all’arrivo della Prima Guerra Mondiale, nel 1914. A quel punto preferisce abbandonare l’Italia e cede la proprietà della Rasica a un noto industriale della zona, Paolo Orsi Mangelli, già proprietario di industrie tessili in Lombardia. In questi anni la filanda vive il suo momento di massimo splendore, arrivando fino ad occupare 680 posti di lavoro. Negli anni Cinquanta si scontrerà invece con la prima crisi del settore manifatturiero. Per garantire l’occupazione alla Rasica viene introdotta la lavorazione di fibre sintetiche.
Il degrado della Rasica
Nel 1952 diviene proprietà della Soam, «Società Anonima Orsi Mangelli», con sede a Milano. La vecchia costruzione viene quasi del tutto abbandonata e sull’area libera all’interno della proprietà vengono costruiti nuovi capannoni. Verso la metà degli anni Settanta si troverà a combattere con quella che sarà la più profonda crisi del settore tessile, e la Soam sarà costretta ancora a diminuire il personale. Nel 1977, dopo due anni disastrosi, la Rasica viene ceduta, con ormai solo 200 dipendenti, a un gruppo di industriali di Vercelli: nasce cosi la Jet-Seta Industrie. All’inizio degli anni 2000 la Rasica cambia ancora proprietà e diventa Interplast, con sede principale ad Osio Sotto. Ormai la seta è stata dimenticata da decenni e il centinaio di dipendenti rimasti produce fibre sintetiche e materiali vetrosi, con una prospettiva sempre meno rosea.
La Rasica oggi
Oggi la Rasica è di proprietà della Special Fabrics Srl e conta un pugno di dipendenti. A esclusione degli ultimi reparti costruiti, il resto della fabbrica è in completo stato di abbandono. Il sindaco di Osio Sopra, Piergiorgio Gregori, racconta: «La Rasica è parte del patrimonio culturale di Osio Sopra. Le aree più vecchie sono ormai inutilizzate e purtroppo abbandonate. Protetta dal Plis, è nei progetti della Regione per un possibile restauro nei prossimi anni. Purtroppo, per ora resta in attesa di un possibile finanziatore e di fondi per poter dar vita a questa idea.
L a piantina della Rosica
Curiosità
Nel 1979 alla Rasica è stato girato anche un film, La settimana di Chiara Brenna, realizzato dal regista Giorgio Pelloni per la Rai. Il film racconta le vicende di alcune operaie di una filanda lombarda, stanche delle disumane condizioni di lavoro, che nel 1890 organizzano uno dei primi scioperi della classe operaia. Il lungometraggio ha visto protagonisti un centinaio di persone, come comparse, di Osio Sopra. Poco lontano dallo stabilimento, sembra in zona Rasica, venne costruito uno dei primi campi volo bergamaschi. La costruzione ebbe inizio nel novembre 1910, quando Stefano Minossi, pilota autodidatta, effettuò alcuni esperimenti di volo proprio sopra la Rasica. Il 17 e 18 aprile viene così inaugurato il primo aerodromo bergamasco. Ora resta solo un ricordo. Con il passare degli anni è nato infatti l’aeroporto di Orio al Serio.
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Sitografia
-https://www.geopop.it/il-backstage-della-seta-che-tessuto-e-da-dove-proviene-e-come-si-produce/ -https://www.treccani.it/enciclopedia/seta -https://filandarasica.it/ -https://primabergamo.it/persone/storia-della-filanda-osio-la-rasica-mondo/ -https://www.silkbynature.com/2019/01/15/dal-bozzolo-al-filato-come-nasce-la-seta/
Grazie per l 'attenzione