Cecco Angiolieri, S’i fosse foco, ardere’ il mondo
ANALISI POETICA
PARAFRASI
TEMI
TESTO
METRICA
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FIGURE RETORICHE
SINTASSI
STRUTTURA
+ info
+ info
+ info
How are we going to evaluate?
LA TENDENZA IPERBOLICA
I desideri paradossali di Cecco sono espressi dal carattere iperbolico dei suoi propositi affidati al condizionale dell’apodosi.
ALTRE FIGURE RETORICHE
Doppia antitesi ai vv. 9-10
Chiasmo ai vv. 13-14
LA CENTRALITÀ DELL’ANAFORA
Il sonetto è costruito sulla ripetizione martellante della proposizione condizionale S’i fosse.
FORMA METRICA
Sonetto di endecasillabi raggruppati in due quartine e due terzine
SCHEMA DELLE RIME Quartine a rime incrociate: ABBA ABBA
Terzine a rime alternate: CDC DCD
ROVESCIAMENTO COMICO DEL PLAZER
Nel componimento si contano 9 periodi ipotetici: ai primi 8, che rimandano tutti a situazioni fortemente irreali, si contrappone l’ultimo, che è irreale solo dal punto di vista grammaticale perché il poeta è realmente Cecco. Anche il desiderio che ne segue diventa molto più realistico. Da questa battuta irreverente nasce la comicità del finale.
TEMI
UNA FURIA APOCALITTICA
Cecco sfoga il suo sentimento di rabbia e frustrazione prendendosela con il pianeta intero e tutta l’umanità; rivolge auguri di morte in ugual misura a tutti e due i suoi genitori. UNA RABBIA SENZA SCRUPOLI
Nella sua foga distruttiva Cecco coinvolge i principali elementi della natura, le istituzioni religiose e politiche e addirittura Dio e immagina per assurdo di immedesimarsi in essi.
IL RITORNO ALLA REALTÀ
Dopo la furia apocalittica delle prime tre strofe e la formulazione di desideri smisurati e impossibili, Cecco torna improvvisamente alla realtà con una battuta spavalda e irriverente.
S’i’ fosse foco, ardere’ il mondo; s’i’ fosse vento, lo tempestarei; s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei; s’i’ fosse Dio, mandereil en profondo; s’i’ fosse papa, serei allor giocondo, ché tutti ’cristïani embrigarei; s’i’ fosse ’mperator, sa’ che farei? a tutti mozzarei lo capo a tondo. S’i’ fosse morte, andarei da mio padre; s’i’ fosse vita, fuggirei da lui:
similemente faria da mi’ madre. S’i’ fosse Cecco com’i’ sono e fui, torrei le donne giovani e leggiadre: le vecchie e laide lasserei altrui.
SINTASSI
LA COMBINAZIONE DI SINTASSI E METRO
La ripetizione in anafora della condizionale è variata dal ritmo della sintassi:
- 1a quartina: 4 periodi ipotetici dell’irrealtà ognuno lungo un verso
- 2a quartina: 2 periodi ipotetici dell’irrealtà espansi da un’altra proposizione
- 1a terzina: 2 periodi ipotetici dell’irrealtà formulati con termini antitetici esprimono in realtà lo stesso concetto ai vv. 9, 10 e 11 (in cui il poeta riprende sinteticamente il concetto estendendolo al suo rapporto con la madre)
- 2a terzina: un periodo ipotetico, nella cui protasi fa capolino la realtà, seguito da due apodosi
PARAFRASI
Se fossi il fuoco, brucerei il mondo;
se fossi il vento, lo colpirei con tempeste:
se fossi l’acqua, lo sommergerei;
se fossi Dio, lo farei sprofondare.
Se fossi il papa, allora sarei allegro,
perché metterei tutti i cristiani nei guai;
se fossi l’imperatore, sai cosa farei?
Taglierei di netto la testa a tutti.
Se fossi la morte, andrei da mio padre;
se fossi la vita, mi allontanerei da lui;
farei lo stesso con mia madre.
Se fossi Cecco, come sono e fui,
prenderei le donne giovani e belle
e lascerei quelle vecchie e brutte agli altri.
Teacher's study guide
Vanessa Pacher
Created on October 23, 2023
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Cecco Angiolieri, S’i fosse foco, ardere’ il mondo
ANALISI POETICA
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FIGURE RETORICHE
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LA TENDENZA IPERBOLICA I desideri paradossali di Cecco sono espressi dal carattere iperbolico dei suoi propositi affidati al condizionale dell’apodosi.
ALTRE FIGURE RETORICHE Doppia antitesi ai vv. 9-10 Chiasmo ai vv. 13-14
LA CENTRALITÀ DELL’ANAFORA Il sonetto è costruito sulla ripetizione martellante della proposizione condizionale S’i fosse.
FORMA METRICA Sonetto di endecasillabi raggruppati in due quartine e due terzine SCHEMA DELLE RIME Quartine a rime incrociate: ABBA ABBA Terzine a rime alternate: CDC DCD
ROVESCIAMENTO COMICO DEL PLAZER
Nel componimento si contano 9 periodi ipotetici: ai primi 8, che rimandano tutti a situazioni fortemente irreali, si contrappone l’ultimo, che è irreale solo dal punto di vista grammaticale perché il poeta è realmente Cecco. Anche il desiderio che ne segue diventa molto più realistico. Da questa battuta irreverente nasce la comicità del finale.
TEMI
UNA FURIA APOCALITTICA Cecco sfoga il suo sentimento di rabbia e frustrazione prendendosela con il pianeta intero e tutta l’umanità; rivolge auguri di morte in ugual misura a tutti e due i suoi genitori. UNA RABBIA SENZA SCRUPOLI Nella sua foga distruttiva Cecco coinvolge i principali elementi della natura, le istituzioni religiose e politiche e addirittura Dio e immagina per assurdo di immedesimarsi in essi. IL RITORNO ALLA REALTÀ Dopo la furia apocalittica delle prime tre strofe e la formulazione di desideri smisurati e impossibili, Cecco torna improvvisamente alla realtà con una battuta spavalda e irriverente.
S’i’ fosse foco, ardere’ il mondo; s’i’ fosse vento, lo tempestarei; s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei; s’i’ fosse Dio, mandereil en profondo; s’i’ fosse papa, serei allor giocondo, ché tutti ’cristïani embrigarei; s’i’ fosse ’mperator, sa’ che farei? a tutti mozzarei lo capo a tondo. S’i’ fosse morte, andarei da mio padre; s’i’ fosse vita, fuggirei da lui: similemente faria da mi’ madre. S’i’ fosse Cecco com’i’ sono e fui, torrei le donne giovani e leggiadre: le vecchie e laide lasserei altrui.
SINTASSI
LA COMBINAZIONE DI SINTASSI E METRO La ripetizione in anafora della condizionale è variata dal ritmo della sintassi:
PARAFRASI
Se fossi il fuoco, brucerei il mondo; se fossi il vento, lo colpirei con tempeste: se fossi l’acqua, lo sommergerei; se fossi Dio, lo farei sprofondare. Se fossi il papa, allora sarei allegro, perché metterei tutti i cristiani nei guai; se fossi l’imperatore, sai cosa farei? Taglierei di netto la testa a tutti. Se fossi la morte, andrei da mio padre; se fossi la vita, mi allontanerei da lui; farei lo stesso con mia madre. Se fossi Cecco, come sono e fui, prenderei le donne giovani e belle e lascerei quelle vecchie e brutte agli altri.