La letteratura nel Medioevo
Federica D'Urso 2ªB TrED
La letteratura nel Medioevo
Chanson de Geste
Romanzo cortese
Lirica trobadorica
Poesia religiosa
+ info
+ info
+ info
+ info
Poesia siculo-toscana
Poesia siciliana
+ info
+ info
Chanson de Geste
La chanson de geste (o "canzone di gesta") è un genere epico-narrativo in lingua d'oïl, nato nella Francia medievale nella seconda metà dell'XI secolo, che si diffonde in tutta Europa fino al XIII secolo.
Origini
Il termine francese "geste" deriva dal latino gesta e significa "imprese"; la chanson de geste pone dunque l'accento sull'azione, sulle imprese guerresche di eroi straordinari, narrate in "lasse" (strofe) di versi decasillabi. Il termine "chanson" indica che queste narrazioni erano destinate a essere cantate in pubblico, con l'accompagnamento di uno strumento musicale ad arco molto diffuso nel Medioevo, chiamato "viella".
Significato dell'espressione
Chanson de Geste
La letteratura della Francia inizia quindi nel Medioevo con un'epopea (narrazione delle imprese eroiche di eroi nazionali). Le storie riguardano le vicende di Carlo Magno, accadute tra l'VIII e il IX secolo, e rielaborate in modo leggendario a partire dall'XI secolo, per essere narrate a un pubblico di uditori da intrattenere. Tale pubblico è formato dall'aristocrazia feudale impegnata nelle crociate, che nella narrazione leggendaria delle imprese di Carlo Magno e dei suoi paladini (nobili cavalieri) trova l'esaltazione dei valori militari e religiosi che sono alla base dell'ordine sociale del proprio tempo.
Argomento
I temi ricorrenti delle chansons de geste sono la lotta tra Bene e Male, le imprese guerresche, l'onore feudale e familiare, la fedeltà dei vassalli, il rispetto della nazione, i valori dell'umanità e della pietà.Poiché l'argomento è eroico, lo stile è nobile e sostenuto, ricco di visioni meravigliose e simboliche che colpiscono l'immaginazione. La narrazione è al tempo presente. La psicologia dell'eroe principale è semplificata all'estremo. La destinazione orale delle chansons de geste è visibile nell'uso di tecniche mnemotecniche.
Temi
Autore anonimo
Rolando a Roncisvalle
dalla Chanson de Roland, lasse LXXXIII-LXXXVII
Romanzo cortese
A partire dalla seconda metà del XII secolo si afferma nella Francia del Nord in lingua d'oïl il romanzo cortese. La parola "romanzo" (dal latino romanice loqui, "parlare in lingua romanza") allude alla narrazione in volgare, in versi o in prosa, di avventure d'armi e d'amori di prodi cavalieri (il termine, nato allora, si è poi evoluto fino a designare il moderno genere letterario narrativo in prosa); ”cortese” (da "corte", cioè il castello feudale in cui vive il signore) fa riferimento a uno stile di vita fondato sulla raffinatezza, la generosità, la lealtà, l'eleganza dei costumi. Il romanzo cortese è piuttosto un'opera d'imitazione che d'invenzione: vengono adattate ai costumi del tempo leggende già conosciute, che circolavano oralmente.
Significato dell'espressione
Romanzo cortese
La letteratura cortese ha per temi principali l'avventura, l'amore, la magia. I protagonisti sono cavalieri che compiono imprese eroiche per la donna dei loro pensieri. Agli ideali cavallereschi si aggiunge dunque un nuovo valore: il "servizio d'amore", cioè la completa dedizione del cavaliere alla sua dama. Gli eroi sono stereotipati e descritti secondo uno schema ricorrente. Il tema dell'amore si intreccia a quello dell'avventura, e le vicende narrate sono ricche di elementi meravigliosi e fiabeschi.
Temi
Destinatari dei romanzi cortesi sono gli aristocratici che risiedono a corte ("cortese", in senso letterale, significa "che si addice a un uomo di corte"); i romanzi cortesi sono per lo più destinati alla recitazione o alla lettura.
Destinatari
Chrétien de Troyes
Lancillotto sul Ponte della Spada
da Lancillotto o il cavaliere della carretta
Lirica trobadorica
In Provenza, nella Francia meridionale, si diffonde tra la fine dell'XI secolo e i primi due decenni del XIII la poesia trobadorica o occitana (in lingua d'oc). Essa consiste in una serie di testi poetici in volgare di varia forma, cantati con l'accompagnamento di uno strumento musicale a corde e destinati al pubblico delle ricche corti signorili. Gli autori di queste liriche sono chiamati "trovatori" (dalla parola provenzale trobar, che significa "comporre versi e musica") e scrivono poesie per esprimere la propria individuale ispirazione. I giullari, invece, sono girovaghi che cantano per mestiere soprattutto versi altrui (manipolandoli e interpretandoli liberamente) e intrattengono a pagamento gli uditori. A partire dal XIII secolo i testi dei trovatori vengono raccolti in canzonieri insieme con le biografie degli autori (le vidas, "vite") e le introduzioni e spiegazioni dei testi (le razos, "ragioni").
Origini
Lirica trobadorica
Il tema principale della lirica trobadorica è l'amor cortese, detto anche «fin’amor», le cui caratteristiche sono:
- un'esperienza di educazione interiore, che nasce in un animo nobile ed eleva l'individuo, inducendolo a uno sforzo di perfezionamento per divenire degno dell’amata;
- scopo dell'amante è ottenere il favore della dama, di cui esalta la bellezza e la perfezione interiore, benché il desiderio resti spesso insoddisfatto e continui ad alimentarsi da lontano;
- l’amore è inteso come un servizio simile a quello che unisce il vassallo al suo signore (l’amante offre le proprie imprese e la propria devozione alla dama, che ispira in lui nobili pensieri, audaci azioni, virtù morali);
- il servizio d'amore è difficile e dura a lungo (l’amante deve sopportare la sofferenza dell'amore a volte non corrisposto, la freddezza della dama, la lontananza);
- l'amore è extraconiugale e non paritario: la «domna» (signora), chiamata anche midons (parola maschile in provenzale, dal latino meus dominus, "mio signore") è spesso già sposata e di rango superiore (talvolta è la moglie del signore del castello); a lei l'amante offre il proprio omaggio di fedeltà e sottomissione;
- l'amor cortese è spesso casto, ma non platonico (cioè non esclude l'unione sessuale), ed è perciò un amore adultero che deve restare segreto e proteggersi dai maldicenti e dagli invidiosi; così è frequente che il poeta usi per l'amata uno pseudonimo (senhal) per non rendere riconoscibile la sua identità.
Le caratteristiche
Guglielmo IX d'Aquitania
Come il ramo del biancospino
Ab la dolchor del temps novel
Poesia religiosa
La letteratura religiosa è costituita da testi nati con finalità devote e liturgiche, strettamente legati alla fede e alle pratiche religiose quotidiane, ma dotati di caratteristiche che li rendono interessanti anche per la storia letteraria. Il più celebre tra questi è il Cantico di Frate Sole (o Laudes creaturarum, "Lodi delle creature") di Francesco d'Assisi, scritto in volgare umbro, composto intorno al 1224 e considerato l'opera prima della letteratura italiana. .
Intenti
Fanno parte della letteratura religiosa molteplici forme letterarie: inni, prediche, exempla, vite di santi, lettere, cronache, laude; originariamente in lingua latina, a partire dal XIII secolo queste opere di letteratura devota cominciano a essere composte in volgare.Poiché nel Medioevo in Europa la fede cristiana è alla base di tutte le manifestazioni culturali, non è facile definire esattamente i confini del genere della letteratura religiosa.
Forme
Francesco d'Assisi
Cantico di Frate Sole
Laudes creaturarum
Jacopone da Todi
Donna de Paradiso
dalle Laude
O Signor, per cortesia
dalle Laude
Poesia siciliana
Le letterature francesi in lingua d'oil e in lingua d’oc si diffondono presto in gran parte delle regioni d’Italia, attraverso opere rielaborate e riscritte in forme nuove. La lingua in cui queste riscritture circolano in Italia resta a lungo quella originale. In Italia i trovatori (sia provenzali sia italiani) cantano non soltanto l'amor cortese ma anche i fatti d'attualità politica, con cui i poeti esprimono le aspirazioni di potere dei loro signori.
Origine
Federico II dà impulso nel suo regno a una scrittura poetica autonoma, in volgare siciliano: per dare dignità e prestigio culturale al suo progetto statale e segnare la differenza dalle corti feudali.La lingua ufficiale del regno rimane il latino. Il volgare si eleva a lingua letteraria.La lirica dei siciliani, poichè scritta in volgare, insieme con la contemporanea poesia religiosa in volgare umbro, si colloca all'origine della letteratura italiana.
Poesia siciliana
I rimatori che nel ventennio tra il 1230 e il 1250 operano alla corte di Federico II sotto l'impulso e la protezione del sovrano costituiscono la cosiddetta scuola siciliana. Il termine "scuola" indica un gruppo di poeti uniti da un'intenzione comune, che condividono un modo di fare letteratura e si raccolgono intorno alla figura unificante di un promotore (in questo caso Federico II, che scrive a sua volta testi poetici). Gli autori non sono poeti per professione: sono giudici, notai, segretari che fanno parte dell'apparato di governo del sovrano. La loro attività di poeti è secondaria rispetto al ruolo primario di funzionari dello Stato e uomini di legge; ne è prova l'assenza di un termine che li designi in quanto poeti, com'era "trovatore" in Provenza.
Scuola siciliana
Jacopo da Lentini
Io m'aggio posto in core a Dio servire
proposito di andare in paradiso con la sua donna
Amor è uno disio che ven da core
tratto da una tenzone
Poesia siculo-toscana
A seguito della morte di Federico II (1250) e del figlio Manfredi (1266), si disperde rapidamente il gruppo di poeti che si era radunato intorno alla corte del sovrano. L'esperienza letteraria nata nella Magna Curia tuttavia non scompare, ma si trasferisce nell'Italia centro-settentrionale, dove i testi siciliani vengono trascritti da copisti toscani e raccolti in canzonieri.Le città della Toscana e Bologna diventano la nuova area di irradiazione della poesia in lingua volgare per tre principali ragioni:
- le fitte relazioni politiche intercorse tra i funzionari-poeti della scuola siciliana e gli amministratori dei Comuni;
- i legami culturali dei funzionari di Federico II con l'ambiente dell'Università di Bologna;
- il vivace contesto culturale ed economico dei Comuni settentrionali, la cui classe dirigente è costituita da cittadini dotati di cultura giuridica, filosofica e letteraria, che leggono e scrivono versi e vi trasferiscono la propria passione civile e politica.
I rimatori vengono definiti "siculo-toscani"; essi non costituiscono propriamente una "scuola", con un promotore e un centro di aggregazione, ma agiscono in modo autonomo, uniti da una somiglianza di modelli tematici e di stile.
Origini
Guittone d'Arezzo
Tuttor ch'eo dirò «gioi'», gioiva cosa
la donna amata è capace di dare gioia
Compiuta Donzella
Letteratura Medievale
Federica D'Urso
Created on October 21, 2023
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La letteratura nel Medioevo
Federica D'Urso 2ªB TrED
La letteratura nel Medioevo
Chanson de Geste
Romanzo cortese
Lirica trobadorica
Poesia religiosa
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Poesia siculo-toscana
Poesia siciliana
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Chanson de Geste
La chanson de geste (o "canzone di gesta") è un genere epico-narrativo in lingua d'oïl, nato nella Francia medievale nella seconda metà dell'XI secolo, che si diffonde in tutta Europa fino al XIII secolo.
Origini
Il termine francese "geste" deriva dal latino gesta e significa "imprese"; la chanson de geste pone dunque l'accento sull'azione, sulle imprese guerresche di eroi straordinari, narrate in "lasse" (strofe) di versi decasillabi. Il termine "chanson" indica che queste narrazioni erano destinate a essere cantate in pubblico, con l'accompagnamento di uno strumento musicale ad arco molto diffuso nel Medioevo, chiamato "viella".
Significato dell'espressione
Chanson de Geste
La letteratura della Francia inizia quindi nel Medioevo con un'epopea (narrazione delle imprese eroiche di eroi nazionali). Le storie riguardano le vicende di Carlo Magno, accadute tra l'VIII e il IX secolo, e rielaborate in modo leggendario a partire dall'XI secolo, per essere narrate a un pubblico di uditori da intrattenere. Tale pubblico è formato dall'aristocrazia feudale impegnata nelle crociate, che nella narrazione leggendaria delle imprese di Carlo Magno e dei suoi paladini (nobili cavalieri) trova l'esaltazione dei valori militari e religiosi che sono alla base dell'ordine sociale del proprio tempo.
Argomento
I temi ricorrenti delle chansons de geste sono la lotta tra Bene e Male, le imprese guerresche, l'onore feudale e familiare, la fedeltà dei vassalli, il rispetto della nazione, i valori dell'umanità e della pietà.Poiché l'argomento è eroico, lo stile è nobile e sostenuto, ricco di visioni meravigliose e simboliche che colpiscono l'immaginazione. La narrazione è al tempo presente. La psicologia dell'eroe principale è semplificata all'estremo. La destinazione orale delle chansons de geste è visibile nell'uso di tecniche mnemotecniche.
Temi
Autore anonimo
Rolando a Roncisvalle
dalla Chanson de Roland, lasse LXXXIII-LXXXVII
Romanzo cortese
A partire dalla seconda metà del XII secolo si afferma nella Francia del Nord in lingua d'oïl il romanzo cortese. La parola "romanzo" (dal latino romanice loqui, "parlare in lingua romanza") allude alla narrazione in volgare, in versi o in prosa, di avventure d'armi e d'amori di prodi cavalieri (il termine, nato allora, si è poi evoluto fino a designare il moderno genere letterario narrativo in prosa); ”cortese” (da "corte", cioè il castello feudale in cui vive il signore) fa riferimento a uno stile di vita fondato sulla raffinatezza, la generosità, la lealtà, l'eleganza dei costumi. Il romanzo cortese è piuttosto un'opera d'imitazione che d'invenzione: vengono adattate ai costumi del tempo leggende già conosciute, che circolavano oralmente.
Significato dell'espressione
Romanzo cortese
La letteratura cortese ha per temi principali l'avventura, l'amore, la magia. I protagonisti sono cavalieri che compiono imprese eroiche per la donna dei loro pensieri. Agli ideali cavallereschi si aggiunge dunque un nuovo valore: il "servizio d'amore", cioè la completa dedizione del cavaliere alla sua dama. Gli eroi sono stereotipati e descritti secondo uno schema ricorrente. Il tema dell'amore si intreccia a quello dell'avventura, e le vicende narrate sono ricche di elementi meravigliosi e fiabeschi.
Temi
Destinatari dei romanzi cortesi sono gli aristocratici che risiedono a corte ("cortese", in senso letterale, significa "che si addice a un uomo di corte"); i romanzi cortesi sono per lo più destinati alla recitazione o alla lettura.
Destinatari
Chrétien de Troyes
Lancillotto sul Ponte della Spada
da Lancillotto o il cavaliere della carretta
Lirica trobadorica
In Provenza, nella Francia meridionale, si diffonde tra la fine dell'XI secolo e i primi due decenni del XIII la poesia trobadorica o occitana (in lingua d'oc). Essa consiste in una serie di testi poetici in volgare di varia forma, cantati con l'accompagnamento di uno strumento musicale a corde e destinati al pubblico delle ricche corti signorili. Gli autori di queste liriche sono chiamati "trovatori" (dalla parola provenzale trobar, che significa "comporre versi e musica") e scrivono poesie per esprimere la propria individuale ispirazione. I giullari, invece, sono girovaghi che cantano per mestiere soprattutto versi altrui (manipolandoli e interpretandoli liberamente) e intrattengono a pagamento gli uditori. A partire dal XIII secolo i testi dei trovatori vengono raccolti in canzonieri insieme con le biografie degli autori (le vidas, "vite") e le introduzioni e spiegazioni dei testi (le razos, "ragioni").
Origini
Lirica trobadorica
Il tema principale della lirica trobadorica è l'amor cortese, detto anche «fin’amor», le cui caratteristiche sono:
Le caratteristiche
Guglielmo IX d'Aquitania
Come il ramo del biancospino
Ab la dolchor del temps novel
Poesia religiosa
La letteratura religiosa è costituita da testi nati con finalità devote e liturgiche, strettamente legati alla fede e alle pratiche religiose quotidiane, ma dotati di caratteristiche che li rendono interessanti anche per la storia letteraria. Il più celebre tra questi è il Cantico di Frate Sole (o Laudes creaturarum, "Lodi delle creature") di Francesco d'Assisi, scritto in volgare umbro, composto intorno al 1224 e considerato l'opera prima della letteratura italiana. .
Intenti
Fanno parte della letteratura religiosa molteplici forme letterarie: inni, prediche, exempla, vite di santi, lettere, cronache, laude; originariamente in lingua latina, a partire dal XIII secolo queste opere di letteratura devota cominciano a essere composte in volgare.Poiché nel Medioevo in Europa la fede cristiana è alla base di tutte le manifestazioni culturali, non è facile definire esattamente i confini del genere della letteratura religiosa.
Forme
Francesco d'Assisi
Cantico di Frate Sole
Laudes creaturarum
Jacopone da Todi
Donna de Paradiso
dalle Laude
O Signor, per cortesia
dalle Laude
Poesia siciliana
Le letterature francesi in lingua d'oil e in lingua d’oc si diffondono presto in gran parte delle regioni d’Italia, attraverso opere rielaborate e riscritte in forme nuove. La lingua in cui queste riscritture circolano in Italia resta a lungo quella originale. In Italia i trovatori (sia provenzali sia italiani) cantano non soltanto l'amor cortese ma anche i fatti d'attualità politica, con cui i poeti esprimono le aspirazioni di potere dei loro signori.
Origine
Federico II dà impulso nel suo regno a una scrittura poetica autonoma, in volgare siciliano: per dare dignità e prestigio culturale al suo progetto statale e segnare la differenza dalle corti feudali.La lingua ufficiale del regno rimane il latino. Il volgare si eleva a lingua letteraria.La lirica dei siciliani, poichè scritta in volgare, insieme con la contemporanea poesia religiosa in volgare umbro, si colloca all'origine della letteratura italiana.
Poesia siciliana
I rimatori che nel ventennio tra il 1230 e il 1250 operano alla corte di Federico II sotto l'impulso e la protezione del sovrano costituiscono la cosiddetta scuola siciliana. Il termine "scuola" indica un gruppo di poeti uniti da un'intenzione comune, che condividono un modo di fare letteratura e si raccolgono intorno alla figura unificante di un promotore (in questo caso Federico II, che scrive a sua volta testi poetici). Gli autori non sono poeti per professione: sono giudici, notai, segretari che fanno parte dell'apparato di governo del sovrano. La loro attività di poeti è secondaria rispetto al ruolo primario di funzionari dello Stato e uomini di legge; ne è prova l'assenza di un termine che li designi in quanto poeti, com'era "trovatore" in Provenza.
Scuola siciliana
Jacopo da Lentini
Io m'aggio posto in core a Dio servire
proposito di andare in paradiso con la sua donna
Amor è uno disio che ven da core
tratto da una tenzone
Poesia siculo-toscana
A seguito della morte di Federico II (1250) e del figlio Manfredi (1266), si disperde rapidamente il gruppo di poeti che si era radunato intorno alla corte del sovrano. L'esperienza letteraria nata nella Magna Curia tuttavia non scompare, ma si trasferisce nell'Italia centro-settentrionale, dove i testi siciliani vengono trascritti da copisti toscani e raccolti in canzonieri.Le città della Toscana e Bologna diventano la nuova area di irradiazione della poesia in lingua volgare per tre principali ragioni:
- le fitte relazioni politiche intercorse tra i funzionari-poeti della scuola siciliana e gli amministratori dei Comuni;
- i legami culturali dei funzionari di Federico II con l'ambiente dell'Università di Bologna;
- il vivace contesto culturale ed economico dei Comuni settentrionali, la cui classe dirigente è costituita da cittadini dotati di cultura giuridica, filosofica e letteraria, che leggono e scrivono versi e vi trasferiscono la propria passione civile e politica.
I rimatori vengono definiti "siculo-toscani"; essi non costituiscono propriamente una "scuola", con un promotore e un centro di aggregazione, ma agiscono in modo autonomo, uniti da una somiglianza di modelli tematici e di stile.Origini
Guittone d'Arezzo
Tuttor ch'eo dirò «gioi'», gioiva cosa
la donna amata è capace di dare gioia
Compiuta Donzella