Giulio Cesare
L'età di Cesare e la fine della repubblica
Indice
Chi era Pompeo e il suo operato
La guerra civile condotta da Cesare
Chi era Giulio Cesare
Le riforme di Cesare dittatore
La morte di Cesare e il secondo triumvirato
La congiura di Catilina
La fine della repubblica
Il primo triumvivirato
La cultura della tarda repubblica
La guerra gallica e la battaglia di Alesia
Chi era Pompeo e il suo operato
Gneo Pompeo discendeva da una famiglia nobile ed era uno dei luogotenenti più attivi di Silla. Si distinse particolarmente nella lotta contro Mario e i suoi seguaci ottenendo il sporannome di "Magno". Era stato inviato dal senato nella penisola iberica, preoccupato delle azioni di Sertorio in Spagna.
Giulio Cesare
Giulio Cesare era un propretore della provincia romana, membro della gens Iulia, una delle famiglie più antiche di Roma. Da giovane si era schierato trai i sostenitori di Mario e per questo fu costretto ad allontanarsi da Roma in seguito alla dittatura di Silla. Dopo la morte del dittatore Cesare fu quindi finalmente libero di tornare dalla Spagna. Si candidò successivamente come console, assicurandosi il sostenimento di Pompeo.
La congiura di Catilina
Erano scoppiati gravissimi tumulti a Roma durante l'assenza di Pompeo e ormai il Senato non aveva più forza di governare. Proprio per questo la corruzione crebbe incredibilmente e molti nobili, impoveriti dalle proscrizioni sillane, iniziarono a provocare disordini per riprendere a vivere nel lusso e acquistare più potere. La repubblica era quindi in una grave crisi e Lucio Sergio Catilina attuò una congiura contro lo Stato per riprendersi il potere con la forza, perchè il senato gli aveva impedito per due volte l'elezione al consolato. Cicerone però smascherò la sua cospirazione pubblicamente e nel 62 a.C. venne ucciso.
La congiura era un patto segreto finalizzato per l'eliminazione di un avversario politico.
Il primo triumvivirato
Per aiutarsi a vicenda in modo da ottenere il controllo dello Stato, Cesare, Pompeo e Crasso, strinsero un patto tra di loro: nacque il primo triumvirato. Così facendo tolsero ogni iniziativa all'aristocrazia senatoria, conquistando un enorme potere. Unirono infatti: - le forze dello schieramento, rappresentato da Cesare; - le forze dell'ordine dei cavalieri, rappresentato da Crasso; - le forze dell'esercito, rappresentato da Pompeo.
Triumvirato deriva dalla parola latina "triumviri" a sua volta da tres "tre" e vir "uomo."
La guerra gallica e la battaglia di Alesia
Gli Edui e gli Svevi (tribù galliche), avevano chiesto l'intervento dell'esercito romano per fermare l'avanzata degli Elvezi (una tribù germanica). Cesare riuscì a respingere gli invasori e questo gli permise di dare inizio a un'azione di conquista per impadronirsi di tutta la Gallia in poco tempo. Nel 52 a.C. però i Galli si ribbellarono e si unirono sotto il comando di Vercingetorige. Cesare quindi, dopo essere stato sconfitto a Gergovia, accerchiò l'avversario ad Alesia contringendolo alla resa e consolidando la conquista dell'intera regione.
La GalliaTransalpina comprendeva l'odierna Francia, il Belgio e la Germania.
La guerra civile condotta da Cesare
Pompeo convinse il Senato a togliere a Cesare il comando delle Gallie e a farlo tornare a Roma come privato cittadino. Lo scontro fra Cesare e Pompeo era quindi inevitabile. Cesare però non obbedì al comando datogli dal senato e attraversò il fiume Rubicone, che segnava il confine del pomerio, per avanzare a Roma. Iniziò perciò un'altra guerra civile che durò quattro anni. Pompeo si rifugiò a Brindisi e Cesare rimase a Roma convincendo i senatori rimasti a passare dalla sua parte mentre si faceva costruire una flotta. Poi attaccò i pomeiani in Grecia e in Spagna e Pomepo fu costretto a fuggire in Egitto dove morì ucciso da Tolomeo.
Il pomerio era il confine del territorio di Roma che nessuno poteva varcare con le armi.
Le riforme di Cesare dittatore
Quando Cesare tornò a Roma si impegnò a rafforzare l'autorità dello Stato. In ambito socio-economico: -risanò le finanze pubbliche attraverso una riforma monetaria; -distibuì le terre ai suoi soldati e ai cittadini poveri. In ambito giuridico e amministartivo: -abolì la condanna a morte di un cittadino senza un regolare processo; -perfezionò la legislazione sul modo di governare le province. In ambito politico: -aumentò il numero dei senatori da 600 a 900 per avere un controllo maggiore sul Senato. -concesse la cittadinanza romana a molti provinciali.
La morte di Cesare e il secondo triumvirato
Gli atteggiamenti che Cesare assumeva in quanto dittatore avevano provocato insofferenze e odio sopratutto da parte del vecchio partito senatorio. Per questo motivo nacque una congiura organizzata da Gaio Cassio Longino e il suo figliastro Marco Giunio Bruto. Cesare venne quindi ucciso il 15 marzo del 44 a.C. subendo 23 pugnalate ai piedi della statua di Pompeo. Dopo la morte di Cesare, ebbe inizio una nuova guerra civile tra Marco Antonio (collaboratore di Cesare e console per il seguente anno) e Ottaviano (pronipote ed erede di Cesare). Questa guerra si scatenò perchè Antonio si rifiutò di consegnare i beni di Cesare che spettavano per diritto ad Ottaviano. La guerra finì con la vittoria di Ottaviano, che chiese al Senato di essere proclamato console. Il senato però rifiutò e Ottaviano marciò verso Roma con i suoi soldati per farsi proclamare console dal popolo. Una volta diventato console decise di stringere un patto con Antonio e Emilio Lepido formando il secondo triumvirato.
La fine della repubblica
Quando Antonio si recò in Egitto, pur essendo sposato con Ottavia, sorella di Ottaviano, si legò con la regina Cleopatra. Per questo motivo l'alleanza dei triumviri si ruppe e Antonio si considerò il sovrano orientale essendo stato molto tempo in Egitto. Appariva quindi agli occhi dei romani come un traditore. Ottaviano decise di affidare a Lepido la carica di pontefice massimo privandogli il governo in Africa e trasformando il triumvirato in duumvirato. In seguito Ottaviano dichiarò guerra a Cleopatra e all'Egitto (32 a.C.), ottenendo la vittoria. Antonio riuscì a fuggire, ma venne inseguito dalle truppe di Ottaviano e si suicidò insieme a Cleopatra. La vittoria di Ottaviano portò alla fine della repubblica, Roma infatti aveva bisogno di un unico capo, capace di garantire gli interessi di tutti i cittadini.
La carica di pontefice massimo era la carica religiosa più alta.
La cultura della tarda repubblica
Nel I secolo a.C. la cultura latina accolse l'influenza greca, appropriandosi dei loro generi letterali (oratoria e storiografia) e delle scuole filosofiche nate e sviluppate in Grecia. L'oratoria è l'arte di tenere discorsi in pubblico tramite la forza della parola per persuadere il pubblico e far valere la propria tesi. La storiografia è un altro genere letterario, ereditato dalla Grecia, che assunse dei tratti nazionalistici celebrando la gloria del mos maiorum. Il racconto storico divenne così uno strumento di propaganda.
Il mos maiorum è il complesso dei valori e delle tradizioni romane.
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Created on October 20, 2023
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Giulio Cesare
L'età di Cesare e la fine della repubblica
Indice
Chi era Pompeo e il suo operato
La guerra civile condotta da Cesare
Chi era Giulio Cesare
Le riforme di Cesare dittatore
La morte di Cesare e il secondo triumvirato
La congiura di Catilina
La fine della repubblica
Il primo triumvivirato
La cultura della tarda repubblica
La guerra gallica e la battaglia di Alesia
Chi era Pompeo e il suo operato
Gneo Pompeo discendeva da una famiglia nobile ed era uno dei luogotenenti più attivi di Silla. Si distinse particolarmente nella lotta contro Mario e i suoi seguaci ottenendo il sporannome di "Magno". Era stato inviato dal senato nella penisola iberica, preoccupato delle azioni di Sertorio in Spagna.
Giulio Cesare
Giulio Cesare era un propretore della provincia romana, membro della gens Iulia, una delle famiglie più antiche di Roma. Da giovane si era schierato trai i sostenitori di Mario e per questo fu costretto ad allontanarsi da Roma in seguito alla dittatura di Silla. Dopo la morte del dittatore Cesare fu quindi finalmente libero di tornare dalla Spagna. Si candidò successivamente come console, assicurandosi il sostenimento di Pompeo.
La congiura di Catilina
Erano scoppiati gravissimi tumulti a Roma durante l'assenza di Pompeo e ormai il Senato non aveva più forza di governare. Proprio per questo la corruzione crebbe incredibilmente e molti nobili, impoveriti dalle proscrizioni sillane, iniziarono a provocare disordini per riprendere a vivere nel lusso e acquistare più potere. La repubblica era quindi in una grave crisi e Lucio Sergio Catilina attuò una congiura contro lo Stato per riprendersi il potere con la forza, perchè il senato gli aveva impedito per due volte l'elezione al consolato. Cicerone però smascherò la sua cospirazione pubblicamente e nel 62 a.C. venne ucciso.
La congiura era un patto segreto finalizzato per l'eliminazione di un avversario politico.
Il primo triumvivirato
Per aiutarsi a vicenda in modo da ottenere il controllo dello Stato, Cesare, Pompeo e Crasso, strinsero un patto tra di loro: nacque il primo triumvirato. Così facendo tolsero ogni iniziativa all'aristocrazia senatoria, conquistando un enorme potere. Unirono infatti: - le forze dello schieramento, rappresentato da Cesare; - le forze dell'ordine dei cavalieri, rappresentato da Crasso; - le forze dell'esercito, rappresentato da Pompeo.
Triumvirato deriva dalla parola latina "triumviri" a sua volta da tres "tre" e vir "uomo."
La guerra gallica e la battaglia di Alesia
Gli Edui e gli Svevi (tribù galliche), avevano chiesto l'intervento dell'esercito romano per fermare l'avanzata degli Elvezi (una tribù germanica). Cesare riuscì a respingere gli invasori e questo gli permise di dare inizio a un'azione di conquista per impadronirsi di tutta la Gallia in poco tempo. Nel 52 a.C. però i Galli si ribbellarono e si unirono sotto il comando di Vercingetorige. Cesare quindi, dopo essere stato sconfitto a Gergovia, accerchiò l'avversario ad Alesia contringendolo alla resa e consolidando la conquista dell'intera regione.
La GalliaTransalpina comprendeva l'odierna Francia, il Belgio e la Germania.
La guerra civile condotta da Cesare
Pompeo convinse il Senato a togliere a Cesare il comando delle Gallie e a farlo tornare a Roma come privato cittadino. Lo scontro fra Cesare e Pompeo era quindi inevitabile. Cesare però non obbedì al comando datogli dal senato e attraversò il fiume Rubicone, che segnava il confine del pomerio, per avanzare a Roma. Iniziò perciò un'altra guerra civile che durò quattro anni. Pompeo si rifugiò a Brindisi e Cesare rimase a Roma convincendo i senatori rimasti a passare dalla sua parte mentre si faceva costruire una flotta. Poi attaccò i pomeiani in Grecia e in Spagna e Pomepo fu costretto a fuggire in Egitto dove morì ucciso da Tolomeo.
Il pomerio era il confine del territorio di Roma che nessuno poteva varcare con le armi.
Le riforme di Cesare dittatore
Quando Cesare tornò a Roma si impegnò a rafforzare l'autorità dello Stato. In ambito socio-economico: -risanò le finanze pubbliche attraverso una riforma monetaria; -distibuì le terre ai suoi soldati e ai cittadini poveri. In ambito giuridico e amministartivo: -abolì la condanna a morte di un cittadino senza un regolare processo; -perfezionò la legislazione sul modo di governare le province. In ambito politico: -aumentò il numero dei senatori da 600 a 900 per avere un controllo maggiore sul Senato. -concesse la cittadinanza romana a molti provinciali.
La morte di Cesare e il secondo triumvirato
Gli atteggiamenti che Cesare assumeva in quanto dittatore avevano provocato insofferenze e odio sopratutto da parte del vecchio partito senatorio. Per questo motivo nacque una congiura organizzata da Gaio Cassio Longino e il suo figliastro Marco Giunio Bruto. Cesare venne quindi ucciso il 15 marzo del 44 a.C. subendo 23 pugnalate ai piedi della statua di Pompeo. Dopo la morte di Cesare, ebbe inizio una nuova guerra civile tra Marco Antonio (collaboratore di Cesare e console per il seguente anno) e Ottaviano (pronipote ed erede di Cesare). Questa guerra si scatenò perchè Antonio si rifiutò di consegnare i beni di Cesare che spettavano per diritto ad Ottaviano. La guerra finì con la vittoria di Ottaviano, che chiese al Senato di essere proclamato console. Il senato però rifiutò e Ottaviano marciò verso Roma con i suoi soldati per farsi proclamare console dal popolo. Una volta diventato console decise di stringere un patto con Antonio e Emilio Lepido formando il secondo triumvirato.
La fine della repubblica
Quando Antonio si recò in Egitto, pur essendo sposato con Ottavia, sorella di Ottaviano, si legò con la regina Cleopatra. Per questo motivo l'alleanza dei triumviri si ruppe e Antonio si considerò il sovrano orientale essendo stato molto tempo in Egitto. Appariva quindi agli occhi dei romani come un traditore. Ottaviano decise di affidare a Lepido la carica di pontefice massimo privandogli il governo in Africa e trasformando il triumvirato in duumvirato. In seguito Ottaviano dichiarò guerra a Cleopatra e all'Egitto (32 a.C.), ottenendo la vittoria. Antonio riuscì a fuggire, ma venne inseguito dalle truppe di Ottaviano e si suicidò insieme a Cleopatra. La vittoria di Ottaviano portò alla fine della repubblica, Roma infatti aveva bisogno di un unico capo, capace di garantire gli interessi di tutti i cittadini.
La carica di pontefice massimo era la carica religiosa più alta.
La cultura della tarda repubblica
Nel I secolo a.C. la cultura latina accolse l'influenza greca, appropriandosi dei loro generi letterali (oratoria e storiografia) e delle scuole filosofiche nate e sviluppate in Grecia. L'oratoria è l'arte di tenere discorsi in pubblico tramite la forza della parola per persuadere il pubblico e far valere la propria tesi. La storiografia è un altro genere letterario, ereditato dalla Grecia, che assunse dei tratti nazionalistici celebrando la gloria del mos maiorum. Il racconto storico divenne così uno strumento di propaganda.
Il mos maiorum è il complesso dei valori e delle tradizioni romane.