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Copia - Il ghetto ebraico di Roma
Rita
Created on October 19, 2023
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Transcript
Il Ghetto di Roma
By: Capuozzo Rita, Migliaccio Eleonora, Laurano Alfredo e De Gregorio Luca
Indice
- La storia del Ghetto di Roma
- Il Portico di Ottavia
- La Fontana delle Tartarughe e le Pietre d'Inciampo
- Il Tempio Maggiore di Roma
La storia del Ghetto di Roma
Situato all’interno del Rione XI – Sant’Angelo, l’antico Ghetto ebraico di Roma è uno dei tesori nascosti della Capitale, un piccolo quartiere ricco di testimonianze archeologiche e culturali, oltre che religiose. Considerato tra i più antichi al mondo, il Ghetto di Roma nasce nel 1555 su ordine di papa Paolo IV. Le persone al suo interno avevano l’obbligo di risiedervi e di portare sempre con sé un segno distintivo di appartenenza alla comunità ebraica. Inoltre, era loro proibito di commerciare e di possedere beni immobili. Nel corso della sua storia, il Ghetto fu più volte dismesso, ma si trattò spesso di brevi periodi, ai quali seguirono nuove reclusioni, fino ad arrivare al 1870, con la breccia di Porta Pia e la fine del dominio papale, anno in cui fu definitivamente chiuso.
Nel 1904, venne inaugurato il Tempio Maggiore, la grande Sinagoga, punto di riferimento culturale per l’intera comunità ebraica e, ancora oggi, insieme al Museo Ebraico ospitato al suo interno, una delle principali attrazioni della zona.Il Ghetto è anche il luogo della persecuzione nazifascista che culminò il 16 ottobre 1943, giorno in cui ebbe luogo il più grande rastrellamento di ebrei della storia. I nomi dei deportati nei campi di sterminio nazisti sono stati impressi nelle Memorie d’inciampo, un sampietrino ricoperto da una lastra in ottone su cui è indicato nome e cognome di chi non è mai tornato. Piccole testimonianze per non dimenticare.Tra i monumenti di maggior interesse dell’area ci sono il Portico d’Ottavia, il Pons Judaeroum, il Ponte dei Quattro Capi, che collega il ghetto ebraico all’Isola Tiberina, la Chiesa di Santa Maria in Campitelli e la bellissima Fontana delle Tartarughe.
FONTANA DELLE TARTARUGHE
PORTICO D'OTTAVIA
TEMPIO MAGGIORE DI ROMA
Il Portico d'Ottavia
Il Portico d’Ottavia, l’opera Octaviae, voluto dall’Imperatore Cesare Ottaviano Augusto fù edificato tra il 27 e il 23 a.C. . A partire dal 1555 il Portico d’Ottavia venne inglobato all’interno di quello che era definito Claustro degli ebrei, appena istituito, e finì col diventarne uno dei simboli. Qui ancora trovano posto i normali gesti quotidiani degli abitanti e le piccole botteghe a conduzione familiare e dove il silenzioso rispetto per il tragico rastrellamento dell’Ottobre 1943 non viene mai dimenticato.
La Fontana delle Tartarughe e le Pietre d'Inciampo
All’interno del rione Sant’Angelo sorge una delle più deliziose e nascoste piazze di Roma: la piazza Mattei, davanti al palazzo una splendida fontana. La fontana in questione è la fontana delle Tartarughe opera del fiorentino Taddeo Landini e probabilmente di Giacomo della Porta. Quest'opera presenta la tipica forma polilobata dellaportiana ed è caratterizzata da un gruppo scultoreo bronzeo composto da efebi, che tengono la coda dei delfini da cui fuoriesce l’acqua e che quasi spingono ad abbeverarsi nella vasca superiore le celebri tartarughe, che danno il nome alla fontana e che furono aggiunte in una fase successiva.
Il Tempio Maggiore di Roma
A seguito della breccia a Porta Pia nel 1870 e della conseguente conquista di Roma da parte dell’esercito italiano, gli ebrei finalmente raggiunsero la piena emancipazione, l’equiparazione dei diritti civili e la possibilità di erigere, dopo secoli di limitazioni, le loro sinagoghe monumentali. Si decise, quindi, l’edificazione di una delle sinagoghe più grandi d’Europa, Il Tempio Maggiore, la Sinagoga fu inaugurata in pompa magna il 28 luglio 1904. Si tratta di un edificio massiccio e di grandi dimensioni, con base quadrata, sormontato da un'imponente mole rivestita in alluminio, sempre con base quadrata, in stile eclettico ispirato a forme assiro-babilonesi.Il piano interrato ospita il ricco Museo della comunità ebraica di Roma e il Tempio Spagnolo.
Grazie per l'ascolto.
- Presentazione e grafica: Rita Emanuela Capuozzo
- Argomentazioni e ricerche: Eleonora Migliaccio, Luca De Gregorio e Alfredo Laurano.
Le Memorie d'Inciampo
Si tratta delle Stolpersteine, ovvero pietre d’inciampo, installate dal 1995 in tutta Europa dall’artista tedesco Gunter Demnig.Tutto inizia nel 1990, quando una signora nega che a Colonia nel 1940 fossero stati deportati 1000 sinti, come prova generale per la deportazione degli ebrei. Gunter decide di dedicare la sua vita e il suo lavoro alla memoria di tutti i deportati, razziali, politici, militari, rom e omosessuali, in tutto il mondo.
La struttura originale
Il complesso, un quadriportico di 119 x 132 metri, incluse il più antico Tempio di Giunone Regina, al quale vennero allora affiancati il Tempio di Giove Statore, il primo a Roma integralmente di marmo, due biblioteche, greca e latina, e la Curia Octaviae, un grande ambiente per pubbliche riunioni. Oggi, del complesso rimangono solo l'angolo sudorientale e il vestibolo d’accesso.
Il Tempio Spagnolo
Alla fine dell’Ottocento la Comunità Ebraica di Roma, volendo sostituire le Cinque antiche sinagoghe del ghetto (Cinque Scole) con un Tempio monumentale, intese riservare un oratorio al rito spagnolo, officiato a Roma almeno fin dall’arrivo degli ebrei espulsi dalla Spagna nel 1492.Nel 1932 il Tempio Spagnolo venne posto nello stesso edificio monumentale del Tempio Maggiore e, nel 1948, fu abbellito con gli arredi marmorei delle Cinque Scole, ricreando l’atmosfera che si respirava nelle antiche sinagoghe del ghetto.