La
METONIMIA
SINEDDOCHE
A cura di: LAURA FRANCESCA SPECIALE VITO LOZUPONE LUCA DEMOLA
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METONIMIA
La metonimia (dal greco μετωνυμία cioè scambio di parole) è una figura retorica che consiste nel sostituire un termine o un concetto con un altro che abbia con esso una relazione di logica sostanziale e qualitativa.
Queste relazioni logiche possono essere chiaramente classificate in:
scambio del contenitore per il contenuto o il contenuto per il contenitore
scambio della causa per l’effetto o l’effetto per la causa.
scambio dell'opera per l’autore o l'autore per l'opera
scambio dell’astratto per il concreto o il concreto per l'astratto.
scambio della materia per l’oggetto e l'oggetto per la meteria
sineddoche
La sineddoche è una figura retorica che consiste nel sostituire un termine o un concetto con un altro che abbia con esso una relazione di logica quantitativa. Queste relazioni logiche possono essere chiaramente classificate in:
parte per il tutto e tutto per la parte
singolare per il plurale e plurale per il singolare
specie per il genere e genere per la specie.
Differenza sineDdoche E metonimia
La differenza tra metonimia e sineddoche è la seguente: mentre la metonimia è una figura retorica che sostituisce due concetti o due termini che hanno una relazione di logica sostanziale o qualitativa, la sineddoche è una figura retorica che sostituisce due concetti che hanno tra loro una relazione di logica quantitativa.
POESIA
POESIA
METONIMIA e SINEDDOCHE
METONIMIA e SINEDDOCHE
TEST
Due milioni di anni fa comparve l’uomo sulla Terra.
“...E quando ti corteggian liete le nubi estive e i zeffiri sereni…”
(Ugo Foscolo, Alla sera)
La "figura retorica" è un forma di espressione letteraria il cui scopo è dare un suono armonioso alla frase. Il linguaggio quindi risulta forzato, rispetto alla lingua comune. Vi sono vari tipi di figure retoriche: figure di suono (combinano l’ordine delle parole perchè il suono sia più piacevole), figure di posizione (cambiano la posizione delle parole perché siano più piacevoli da ascoltare) e le figure di significato (cambiano la parola con un altra che abbia lo stesso significato ma che sia più espressiva). La sineddoche e la metonimia sono delle figure retoriche di significato o contenuto.
“...Tutta vestita a festa
la gioventù del loco
lascia le case, e per le vie si spande…” (G. Leopardi, Il passero solitario)
"Confidare nell'amicizia"
"Amore mio, nei vapori di un bar all'alba, amore mio che inverno lungo e che brivido attenderti". (Alba, Giorgio Caproni)
“...ne l’orecchie mi percosse un duolo…” (Dante, Inferno, Canto VIII)
“Guadagnarsi il pane con il sudore della fronte”
“...Talor lasciando le sudate carte”
(G. Leopardi, A Silvia)
Un dì, s'io non andrò sempre fuggendo
di gente in gente, mi vedrai seduto su la tua pietra (In morte del fratello Giovanni Ugo Foscolo)
“I ferri del mestiere”
“Dopo due giorni si aprirono i cieli”
“...Ho sacrosante Vergini, se fami,
freddi o vigilie mai per voi soffersi,
cagion mi sprona ch’io mercé vi chiami…”
(Dante, Purgatorio, Canto XXIX)
Lui è un senzatetto.
“... E se da lunge i miei tetti saluto…”
(Ugo Foscolo, In morte del Fratello Giovanni)
"...ma per le vie del borgo dal ribbbolir dei tini va l'aspro odor dei vini l'anime a rallegrar.." (G. Carducci, San Martino)
“Bevo un bicchiere d’acqua”
“Il Policleto è conservato nel Museo archeologico di Napoli ”
Sineddoche e Metonimia
Laura Francesca Speciale
Created on October 19, 2023
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La
METONIMIA
SINEDDOCHE
A cura di: LAURA FRANCESCA SPECIALE VITO LOZUPONE LUCA DEMOLA
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METONIMIA
La metonimia (dal greco μετωνυμία cioè scambio di parole) è una figura retorica che consiste nel sostituire un termine o un concetto con un altro che abbia con esso una relazione di logica sostanziale e qualitativa. Queste relazioni logiche possono essere chiaramente classificate in:
scambio del contenitore per il contenuto o il contenuto per il contenitore
scambio della causa per l’effetto o l’effetto per la causa.
scambio dell'opera per l’autore o l'autore per l'opera
scambio dell’astratto per il concreto o il concreto per l'astratto.
scambio della materia per l’oggetto e l'oggetto per la meteria
sineddoche
La sineddoche è una figura retorica che consiste nel sostituire un termine o un concetto con un altro che abbia con esso una relazione di logica quantitativa. Queste relazioni logiche possono essere chiaramente classificate in:
parte per il tutto e tutto per la parte
singolare per il plurale e plurale per il singolare
specie per il genere e genere per la specie.
Differenza sineDdoche E metonimia
La differenza tra metonimia e sineddoche è la seguente: mentre la metonimia è una figura retorica che sostituisce due concetti o due termini che hanno una relazione di logica sostanziale o qualitativa, la sineddoche è una figura retorica che sostituisce due concetti che hanno tra loro una relazione di logica quantitativa.
POESIA
POESIA
METONIMIA e SINEDDOCHE
METONIMIA e SINEDDOCHE
TEST
Due milioni di anni fa comparve l’uomo sulla Terra.
“...E quando ti corteggian liete le nubi estive e i zeffiri sereni…” (Ugo Foscolo, Alla sera)
La "figura retorica" è un forma di espressione letteraria il cui scopo è dare un suono armonioso alla frase. Il linguaggio quindi risulta forzato, rispetto alla lingua comune. Vi sono vari tipi di figure retoriche: figure di suono (combinano l’ordine delle parole perchè il suono sia più piacevole), figure di posizione (cambiano la posizione delle parole perché siano più piacevoli da ascoltare) e le figure di significato (cambiano la parola con un altra che abbia lo stesso significato ma che sia più espressiva). La sineddoche e la metonimia sono delle figure retoriche di significato o contenuto.
“...Tutta vestita a festa la gioventù del loco lascia le case, e per le vie si spande…” (G. Leopardi, Il passero solitario)
"Confidare nell'amicizia"
"Amore mio, nei vapori di un bar all'alba, amore mio che inverno lungo e che brivido attenderti". (Alba, Giorgio Caproni)
“...ne l’orecchie mi percosse un duolo…” (Dante, Inferno, Canto VIII)
“Guadagnarsi il pane con il sudore della fronte”
“...Talor lasciando le sudate carte” (G. Leopardi, A Silvia)
Un dì, s'io non andrò sempre fuggendo di gente in gente, mi vedrai seduto su la tua pietra (In morte del fratello Giovanni Ugo Foscolo)
“I ferri del mestiere”
“Dopo due giorni si aprirono i cieli”
“...Ho sacrosante Vergini, se fami, freddi o vigilie mai per voi soffersi, cagion mi sprona ch’io mercé vi chiami…” (Dante, Purgatorio, Canto XXIX)
Lui è un senzatetto.
“... E se da lunge i miei tetti saluto…” (Ugo Foscolo, In morte del Fratello Giovanni)
"...ma per le vie del borgo dal ribbbolir dei tini va l'aspro odor dei vini l'anime a rallegrar.." (G. Carducci, San Martino)
“Bevo un bicchiere d’acqua”
“Il Policleto è conservato nel Museo archeologico di Napoli ”