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filippo brunelleschi

Jisoo turtlerabbit Kim

Created on October 18, 2023

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Filippo

Brunelleschi

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VITA

ARCHITETTURA

FIRENZE E ROMA

SCOPERTA DELLA PROSPETTIVA

FilippoBrunelleschi

•Brunelleschi nasce a Firenze nel 1377, figlio del notaio ser Brunellesco Lippi, sin da giovanissimo è formato alle lettere e alle scienze matematiche in cui si mostra molto versato. Ben presto esplode però la passione del disegno. La formazione è veloce perché nel giro di poco tempo Filippo Brunelleschi supera in abilità il suo maestro, padroneggia la tecnica dell’incastonatura delle pietre così come il niello e il cesello, e dall’oreficeria alla fusione il passo è breve e a vent’anni è già un maestro affermato tanto da realizzare un altare in argento per la Cattedrale di San Jacopo a Pistoia. A Firenze la concorrenza è spietata ma il giovane Brunelleschi ha presto la sua occasione

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BRUNELLESCHI E IL CONCORSO DEL BATTISTERO DI FIRENZE

Nessuno scultore aveva saputo realizzare i battenti bronzei della seconda porta dopo quelli fusi all’inizio del Trecento. Ora però i tempi erano maturi, una nuova generazione di artisti si affacciava sulla scena toscana e portava un vento carico di talento e di novità. L’Arte di Calimala si assume l’onere e l’onore di finanziare il nuovo progetto e di invitare i più bravi scultori a concorrere tra loro per aggiudicarsi il prestigioso lavoro. tra i partecipanti furono “Filippo e Donato, Lorenzo Ghiberti, Iacopo della Fonte, Simone da Colle, Francesco di Valdambrina e Niccolò d’Arezzo”. subito appare chiaro che la gara è tutta tra Brunelleschi, il giovane, la rivelazione, e Ghiberti, lo scultore già affermato, solido rappresentante della tradizione tardo gotica. Alla fine la scelta ricade sul Ghiberti, artista d’esperienza, garante della buona riuscita dell’impresa. A Brunelleschi viene offerto di collaborare con il più maturo maestro Lorenzo ma egli rifiuta “avendo animo di volere essere più tosto primo in una sola arte, che pari o secondo in quell’opera • Lorenzo Ghiberti • Ghiberti realizzerà la seconda porta bronzea del Battistero mentre Filippo lascerà Firenze per andare a Roma con Donatello dove trascorrerà un periodo fecondo di studi, dove condurrà la sua appassionata ricerca sui principi dell’architettura antica, dove scoprirà e riscoprirà le ragioni matematiche e geometriche della prospettiva, dove maturerà pienamente il concetto di Rinascita della grande stagione del Quattrocento

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(Cupola di Santa Maria del Fiore)

CUPOLA DI SANTA MARIA DEL FIORE

SPEDALE DEGLI INNOCENTI

E' una cupola autoportante,la cupola si erge su un tamburo ottagonale forato da otto grandi finestre circolari che danno luce all'interno. Costruita a doppia calotta con mattoni a spina di pesce. La Cappella dei pazzi Commissionata dalla famiglia dei pazzi si trova nella basilica di santa croce a Firenze. La facciata della chiesa è l'unico esempio di facciata disegnata da Brunelleschi. si basa su un portico che ricorda la solenne struttura degli archi di trionfo romani. Nell'interno dominano la scena i costoloni e i profili dei pilastri con capitelli corinzi, tutto in pietra grigia. Lungo il perimetro interno corre una panca, sempre in pietra serena agli angoli in alto sono presenti 12 tondi di Luca della robbia in bicromia ,raffiguranti i 12 apostoli.

La Firenze del Quattrocento, ricca, creativa e turbolenta, non dimentica le emergenze sociali. L’Arte della Seta, commissiona a Brunelleschi, l’artista più colto e all’avanguardia della città, la progettazione di un orfanotrofio. L’infanzia abbandonata e il suo edificio vengono al contrario perfettamente integrati, accolti e una criticità diventa punto di forza. La costruzione di Brunelleschi, iniziata nel 1419, praticamente in contemporanea con la cupola del Duomo, prevede un porticato rettilineo che si affaccia sulla piazza della Santissima Annunziata e che da accesso ad un cortile quadrato intorno a cui si dispongono gli edifici che ospitano i dormitori, la sala comune, la chiesa, la scuola e i laboratori. La facciata è lunga circa settanta metri. Non è un elemento di separazione ma al contrario, con il suo leggero e luminoso porticato mette in relazione gli spazi dell’ospedale con il resto della città. Ancora oggi la struttura ospita asili, scuole e opere di assistenza all’infanzia.

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SCOPERTA DELLA PROSPETTIVA

SCOPERTA DELLA PROSPETTIVA

Già nel XIV secolo gli artisti sono alla ricerca di un sistema rigoroso per rappresentare lo spazio, ma il raggiungimento di un primo risultato scientificamente accettabile si ottiene con Brunelleschi che, sfruttando la sua formazione come orafo, mette a frutto lo studio dei procedimenti ottici e realizza nel 1413 una tavoletta prospettica.La tavoletta quadrata di 30 cm per lato riporta il dipinto del battistero (ma rovesciato da destra a sinistra), con un foro svasato al centro. Grazie a lui nasce la prospettiva lineare, raggiunta secondo il Vasari con lo studio incrociato della pianta e del prospetto di un edificio.

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Lo scarto dell’arte brunelleschiana nei confronti della tradizione trecentesca subisce una ulteriore accelerazione con il trasferimento a Roma. dura circa cinque anni e Brunelleschi si dedica allo studio e in cui si manifesta più che mai il suo interesse per l’architettura “tra tutte le arti la più necessaria all’utilità degli uomini”. Tutto vede, tutto misura, tutto disegna, dalle piante dei grandi edifici alle semplici cornici, dai monumenti imponenti ai singoli capitelli, in tutto cerca la regola, la proporzione, il principio che lega tra loro i singoli elementi. Sono anche gli anni in cui approfondisce la conoscenza di Vitruvio, in cui riscopre i principi matematici della prospettiva centrale e in cui comincia a mettere a fuoco l’impresa di una vita: la cupola del Duomo di Firenze.

L’impegno nella fabbrica del Duomo non impedisce a Brunelleschi di lasciare la sua impronta anche nel resto della città. Santa Maria del Fiore, pur con la nuova cupola era pur sempre un edificio medievale, la nuova sfida è portare a Firenze l’antico .I progetti di ristrutturazione per le chiese di San Lorenzo e di Santo Spirito realizzati negli anni venti si basano su strutture di forte impronta classica. Il soffitto cassettonato della navata centrale si interrompe in prossimità dell’incrocio dei bracci della croce, su cui si innesta la cupola a spicchi. La visione prospettica sottolinea l’andamento in direzione dell’altare. A differenza delle chiese romaniche e gotiche queste sono strutture contenute, bilanciate, non esageratamente slanciate in altezza. Brunelleschi, pur nelle grandi dimensioni, crea uno spazio armonico, equilibrato a misura d’uomo. I principi dell’umanesimo prendono in questi spazi una forma concreta, non sono pensati tanto per esaltare il divino quanto per calarlo nella dimensione umana. Equilibrio, proporzione e armonie geometriche sono le cose che Brunelleschi usa.

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LUCIA PUSSANCISI

BEVERLY