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Poesia Giacomo da Lentini

Sofii

Created on October 15, 2023

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Transcript

Io m’aggio posto in core a Dio servire

Giacomo da Lentini

210-1250é stato un funzionario di corte dell imperatore Federico II fra il 1233 e il 1240. Era il più antico fra i poeti della scuola siciliana e anche l’ideatore del sonetto. La sua produzione letteraria e della scuola siciliana tratta principalmente poesie d’amore

Io m’aggio posto in core a Dio servire

Io m’aggio posto in core a Dio servire, com’io potesse gire in paradiso, al santo loco ch’aggio audito dire, u’ si manten sollazzo, gioco e riso. Sanza mia donna non vi voria gire, quella c’ha blonda testa e claro viso, ché sanza lei non poteria gaudere, estando da la mia donna diviso. Ma non lo dico a tale intendimento, perch’io peccato ci volesse fare; se non veder lo suo bel portamento e lo bel viso e ’l morbido sguardare: ché lo mi teria in gran consolamento, veggendo la mia donna in ghiora stare

Significato:

Come nasce l’amore secondo lui? L’amore ha origine dagli occhi: sono loro a inviare al cuore le immagini reali di tutto ciò che vedono, buona o cattiva che sia

Il significato iniziale della poesia tratta della volontà nel servire Dio. Nelle strofe successive parla della donna amata e di come non potrebbe viverne senza nemmeno in paradiso. Fa poi riferimento a una donna angelo che scende in terra per portare consolazione solo guardandola. Nell'ultima strofa l'autore non rinuncia alla gloria e alla contemplazione che la sua donna gli procura, così che la beatitudine sia completa. Viene umanizzato il paradiso che sembra perdere l'alto valore spirituale quando l'autore gli attribuisce i tre sostantivi gioia, divertimento e allegria, aspetti tipicamente terreni

Analisi

  • poesia d’amore
  • tra il 1233 e il 1240
  • è un sonetto
  • versi endecasillabi
  • rime alternate prime due strofe (ABAB-ABAB)
  • rime invertire ultime due strofe (CDC-DCD)
  • personaggio fulcro=donna
  • fa alcuni riferimenti ironici

collegamenti:

  • canzona di Bacco di Lorenzo de’ Medici
  • Quando erba nuova e nuova foglia nasce di Bernart de Ventadorn

Grazie dell’attenzione