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Lezione 2

Caterina Coluzzi

Created on October 15, 2023

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Transcript

Modalità di approccio all’allievo non vedente

06/10/18

- Deve procedere dall’analisi alla sintesi - L’esperienza diretta è sempre basilare perché permette di costruire le immagini di riferimento di ciò che si deve apprendere - Altro elemento imprescindibile è il favorire la conoscenza per esplorazione - Via via che il ragazzo/a cresce si introduce l’uso di sussidi strutturati e/o tecnologici
L’insegnante svolge il compito guida dell’esperienza e ha la responsabilità di ridurre gradualmente l’aiuto fornito Spetta sempre all’insegnate la scelta dei sussidi e della modalità di utilizzo ai fini del raggiungimento degli obiettivi prefissati nel PEI come, quando e in quale contesto usarli

Importante

Ogni strumento o sussidio deve essere introdotto gradualmente affinché l’alunno non solo impari ad usarlo ma ne sia anche interessato. Si deve anche tener presente che i sussidi debbono essere razionalmente inseriti e previsti dal progetto educativo sulla base dei reali bisogni e potenzialità dell’alunno.

Indipendentemente dall’età, ogni strumento nuovo deve essere proposto secondo le tappe:

- Presentazione e motivazione all’uso - Conoscenza percettiva dello strumento Uso dello strumento con l’aiuto - Riduzione progressiva dell’aiuto - Ricordarsi anche che ogni volta in cui affronti un ambiente nuovo deve essere condotto alla conoscenza (percettiva) del nuovo ambiente OGNI CAMBIAMENTO DEL CONTESTO DETERMINA UNA FASE DI CONOSCENZA E SPERIMENTAZIONE

RUOLO DELLA SCUOLA

ACCESSIBILITA’ DEGLI AMBIENTI, SEMPLIFICAZIONE E INCLUSIONE

materiali appesi ad altezza mano ordine nella disposizione della classe costruzione di oggetti tattili

adattamento/integrazione alla programmazione curriculare

relazione con i compagni

SCUOLA DELL’INFANZIA

(approccio a carattere fortemente sperimentale e pratico)

Lavorare sulle autonomie personali, sull’educazione senso percettiva, sull’uso di un linguaggio appropriato e soprattutto consapevole, sull’orientamento spaziale, sullo stimolo alla curiosità verso l’ambiente, sulla socializzazione con gli altri bambini, sulla pregrafismo braille, sulla stimolazione verso le attività motorie e ludiche, sulla manipolazione di tantissimi tipi di materiale, sull’educazione dello schema corporeo e degli schemi motori di base.

Scuola Primaria

(dall’analisi alla sintesi ma sempre con l’attenzione alla sperimentazione all’avvio di ogni attività/apprendimento)

Letto-scrittura in braille Conoscenza dei concetti topologici e lateralizzazione Consolidare lo schema corporeo e gli schemi motori di base Inserire gradualmente l’uso della dattilo-braille e del computer Cubaritmo Considerare che i tempi di svolgimento delle consegne sono necessariamente più lenti quindi selezionare e ridurre i compiti sia a scuola che a casa Avvio all’insegnamento della firma autografa

TECNOLOGIE E METODOLOGIE DIDATTICHE APPLICABILI ALLA MINORAZIONE VISIVA

SUSSIDI TIFLODIDATTICI (dal greco tiflos = cieco)

Rappresenta l’insieme di oggetti e strumenti che possono favorire, all’interno di un progetto ben declinato collegialmente, lo sviluppo dell’allievo con disabilità visiva nell’ambito cognitivo, motorio, espressivo.

Modalità d’uso del sussidio tiflodidattico

Deve essere scelto con competenza Deve essere utilizzato nel rispetto di corrette modalità Deve essere individuato uno spazio adeguato in cui condurre l’attività Deve essere ben definito il ruolo dell’adulto Deve avere significato nell’ambito generale del PEI

Quindi il docente deve conoscere il sussidio, saperlo usare e avere ben chiara la finalità La scelta del sussidio deve partire sempre dalle capacità espresse dall’allievo

Classificazione dei materiali tiflodidattici

- Area linguistica - Area logico matematica - Area tecnico espressiva - Area scientifica - Area storico-artistica - Area geografica - Area della rappresentazione spaziale

SISTEMA BRAILLE

TAVOLETTA BRAILLE

BRAILLE WRITER

CHE COS’È LA TIFLOINFORMATICA?

La tifloinformatica ( da tiflos = cieco) è una disciplina nata per permettere ai soggetti con minorazione visiva di accedere ai dispositivi tecnologici più avanzati.

LIBRI TATTILI

STRUMENTI PER STUDENTI IPOVEDENTI

Libri di testo con caratteri grandi Videoingranditori Ingranditore portatile

PROGETTARE UN’UNITA’ DIDATTICA

⮌- Delineare gli obiettivi generali ⮌ - Stabilire obiettivi specifici per una classe in cui è presente un alunno con disabilità visiva. ⮌ - Stabilire i tempi di realizzazione dell’unità didattica ( gli ipovedenti hanno ovviamente bisogno di tempi più lunghi) ⮌ - Stabilire il tipo di approccio (utilizzo del linguaggio orale, per esplorazione , deduttivo etc…) ⮌ - Preparazione di materiali e strumenti digitali adeguati. ⮌ - - Seguire una linea basata sulla semplicità e sulla chiarezza sia nel messaggio concettuale che nel messaggio testuale.

IDEE PER LA DIDATTICA

ITALIANOAttività di ascolto per la comprensione di un testo scritto: un esercizio con domande e risposte a scelta multipla, lo studente non vedente non ha la possibilità di vedere le alternative proposte; quindi, leggere a voce alta le opzioni prima dell’ascolto poi, alla fine dell’ascolto, si potranno ripercorrere le risposte chiedendo allo studente di dare la propria opzione oralmente. Lo studente ipovedente, se munito di appositi occhiali o uno strumento ingrandente può svolgerel'esercizio può svolgere l'esercizio leggendo le opzioni

IDEE PER LA DIDATTICA

PRODUZIONE SCRITTA Si può realizzare in due modi: comporre un testo sotto dettatura da parte dell’insegnante. registrare un testo composto dall’alunno utilizzando le app di google drive ( speech recognition sound writer) Se l’alunno è un ipovedente lieve può scrivere personalmente il testo con la guida dell’insegnante.

GEOGRAFIA/STORIA

Per queste materie è fondamentale l’uso di materiale per costruire modellini o plastici, usando ad esempio cartoncini per costruire laghi e fiumi, fili per realizzare confini regionali, oppure per costruire oggetti usati nella preistoria.

In caso di uscite didattiche

- organizzare attività di ascolto dei rumori, suoni, odori ecc… - porre domande all’alunno non vedente ( che rumore senti? che suono? che odore? etc…) - utilizzo di un registratore per descrivere il luogo in cui ci si trova (nel caso di gite di istruzione) - visite in musei con sculture per poter, se possibile, toccare le opere.

ATTIVITA’ CREATIVE - E DISEGNO

- Uso di materiale funzionale alla manipolazione ( argilla, plastilina etc..) - Lasciare spazio alla creatività e concentrarsi sul processo piuttosto che sul risultato: Sviluppare la motricità, ad esempio insegnando ad impugnare le forbici, a tagliare, ad incollare, ad assemblare etc...

LINGUA STRANIERA

LETTURA ❏ Necessità di materiale con scrittura in Braille; LESSICO: ❏ usare lo spelling ❏ ripetere a voce alta e lentamente i suoni PRODUZIONE SCRITTA ❏ creare un breve testo attraverso l’uso della digitazione vocale ( app di google drive). ❏ utilizzo di oggetti che possano essere toccati per far comprendere alcuni concetti, ad esempio un modellino o un plastico per far capire i termini spaziali ( avanti, dietro, sopra, sotto)

MATEMATICA

❏ Utilizzo del sistema Lambda- Matematica e Braille Si tratta di un codice messo a punto da poter essere presentato attraverso l’editor (programma per la composizione di testi), con il quale è possibile leggere il linguaggio matematico utilizzando la sintesi vocale o il display braille.

Questi sono solitamente i primi concetti topologici di cui il bambino non vedente ha coscienza, in quanto «vicino» è tutto ciò che può toccare con il proprio corpo e che si trova a portata di braccia, mentre «lontano» è tutto ciò che non può toccare direttamente ma solo percepire con i sensi residui (Bonaccorso et al., 1986). Inoltre è importante sottolineare che esiste una relatività intrinseca a questi concetti, in quanto gli oggetti o i suoni possono essere più vicini o lontani rispetto ad altri; solo l’apprendimento consolidato di queste nozioni potrà permettere al bambino non vedente di procedere dalla conoscenza del proprio corpo (micro) all’esplorazione di spazi più ampi e astratti, come le carte geografiche e gli stradari (macro). Quando il bambino non vedente utilizza il corpo dell’altro in un’attività o lavora in uno spazio limitato, come nel caso dell’esercizio 3, la comprensione dei concetti «vicino/ lontano» assume carattere relativo e ciò gli consente di sviluppare la capacità di simbolizzazione dello spazio. Affinando questa abilità, sarà in grado di rappresentare con oggetti di dimensioni ridotte situazioni spaziali di cui ha fatto esperienza. Tale esercizio inoltre può arricchire l’attività di verbalizzazione delle azioni compiute: ad esempio, dopo l’esercizio 1 il bambino può ricostruire la disposizione del gruppo che ha partecipato all’attività usando oggetti che identifichino se stesso e i compagni.

Così come per «vicino/lontano» anche in questo caso la conoscenza parte da un’esperienza soggettiva e corporea, per passare attraverso il mondo fisico degli oggetti e successivamente rivolgersi all’astrazione simbolica. La verbalizzazione assume molta importanza per l’apprendimento del bambino con disabilità visiva, in quanto il linguaggio colma le eventuali lacune nello sviluppo delle capacità cognitive dovute alla mancanza della vista (si veda il capitolo 2). Affinché questo esercizio di descrizione dell’attività svolta sia efficace e funzionale all’apprendimento, è utile non solo invitare il bambino a verbalizzare sia durante che al termine dell’attività, ma anche prevedere un momento di verbalizzazione parziale, al fine di accertarsi che si sia effettivamente reso conto dell’azione compiuta o del movimento effettuato.

Proporre attività in piccolo gruppo è utile per aiutare il bambino non vedente a sviluppare le proprie abilità sociali e per abituarlo a interagire all’interno di un contesto relazionale allargato rispetto alla diade bambino-adulto (si veda il capitolo 3). È comunque opportuno effettuare i giochi, almeno in una prima fase, con un numero limitato di bambini (4 o 5). L’attività può essere svolta bendando i bambini vedenti, sia per renderli più sensibili e consapevoli delle difficoltà del compagno disabile, sia per affinare la capacità uditiva e il controllo motorio di tutti i partecipanti.

Costruire un libro tattile, seppur semplice, contribuisce a promuovere lo sviluppo delle abilità rappresentative, stimola il bambino a utilizzare le proprie conoscenze concrete per raffigurare oggetti ma anche sentimenti, suoni, ecc. e, come accade per qualsiasi attività che richieda la produzione di un elaborato, aiuta la memorizzazione delle nuove conoscenze.

https://www.cidi.it/cms/uploads/ckeditor/files/Aglietti.pdf

https://www.fucinadelleidee.eu/upload/redazione_files/file/2056/partire%20inclusi.pdf

LOREM IPSUM DOLOR

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