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L’imperialismo e il nazionalismo

Lucrezia Mangiapane

Created on October 14, 2023

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O1

History

L'imperialismo

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Alla base dell'imperialismo c'erano anche concezioni culturali profondamente razziste: l'uomo di pelle bianca, ritenuto superiore e più evoluto, aveva il dovere moraledi civilizzare le altre popolazioni. Questa idea costituì un'eccellente arma di propaganda. Gli Stati Uniti, grande potenza economica e militare, conquistarono Cuba, Portorico,le Filippine e lo Stato di Panama.

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Lo sviluppo industriale apre la strada all'imperialismo europeo

L'aumento della produzione industriale spinse le potenze europeealla conquista di colonie allo scopo di acquisire materie primea basso costo e trovare nuovi mercati in cui vendere i propri prodotti. Questo genere di colonialismo puntava però alla creazione di veri e propri imperi. Per questo venne chiamato imperialismo. Le conseguenze dell'imperialismo sui paesi colonizzati furono devastanti: se da un lato gli europei portarono alcuni miglioramenti, soprattutto nei settori della medicina e dei trasporti, dall'altro la presenza dei colonizzatori fece scomparire le culture precedenti, imponendo leggi che non tenevano conto delle usanze locali. Inoltre le colonie furono private delle loro risorse, a vantaggio esclusivo delle industrie europee, e le loro economie rimasero deboli.

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La Gran Bretagna fu la potenza europea più attiva nella conquista imperialista. L'impero britannico impose l'uso della lingua inglese nelle sue colonie, affidando il governo a funzionari inglesi efficienti e ben pagati. Sul finire del XIX secolo, tutta l'Europa partecipò alla conquista di colonie africane: -Il Belgio conquistò il Congo, ricchissimo di miniere di rame; - La Germania occupò il Togo, il Camerun, la Tanzania e l'attuale Namibia; - La Francia, che dal 1830 possedeva l'Algeria, occupò la Tunisia, il Ciad, il Niger, la Costa D'Avorio, il Senegal e la Mauritania; - L'Italia costituì due colonie in Eritrea e in Somalia. Il dominio inglese sull'India ebbe due fasi: dapprima fu un duro sfruttamento (manifattura del cotone), poi l'economia indiana venne modernizzata con la costruzione di strade, ferrovie, ospedali, scuole, ponti, dighe e con la creazione di induestrie locali. La Gran Bretagna mostrò , invece, il volto più brutale dell'imperialismo contro la Cina, che allora attraversava una fase di grande debolezza politica: per smaltire le eccedenze di oppio, una droga redditizia prodotta nella colonia indiana, gli Inglesi costrinsero il governo cinese ad accettarne l'importazione. Alle proteste del governo cinese, l'Inghilterra rispose con la guerra dell'oppio. La sconfitta della Cina portò alla creazione di un insediamento inglese a Hong Kong e a una serie di trattati commerciali definiti ineuguali perché vantaggiosi solo per i colonizzatori, che distrussero l'economia cinese.

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sLe teorie razziste non riguardano solo i popoli delle colonie: ben presto influenzarono anche i rapporti con gli Europei. Si diffuse la convinzione che, all'interno della società umana, vi fossero individui adatti a dominare e individui fatti per essere dominati. Queste idee vennero sostenute ricorrendo alle scoperte scientifiche del 1859 di Charles Darwin che nella sua pubblicazione "Le origini della specie" aveva illustrato il meccanismo della selezione naturale. Secondo Darwin tutte le specie viventi competono per assicurarsi il cibo, l'acqua e il luogo adatto in cui vivere,ma solo gli esemplari migliori riescono a sopravvivere e a riprodursi, portando all'evoluzione della propria specie. Le teorie di Darwin riguardavano l'ambito della biologia, ma vennero adattate allo studio della società umana per giustificare fenomeni come la disuguaglianza sociale, il razzismo e il nazionalismo. Quest'ultimo si fondava sulla superiorità di alcune nazioni, superiorità che dava il diritto di imporre agli altri popoli il proprio dominio.