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Ester Vona
Created on October 12, 2023
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Transcript
Cinque giornate di milano
insurrezione in francia
1848
differenza tra lo statuto albertino e la costituzione
prima guerra d'indipendenza
le cinque giornate di Milano
Nei centri urbani grandi e piccoli si prefigurava l’obbiettivo di porre fine alla dominanza austriaca nella penisola e avviare il processo di unificazione del paese. A Milano l’anno si era aperto con il cosiddetto “sciopero del fumo”, ovvero i cittadini intendevano colpire le entrate fiscali dell’impero asburgico, a cui il commercio del tabacco forniva un apporto rilevante. Le truppe austriache presenti in città reagirono con crescenti violenze.
Le Cinque giornate di Milano sono un episodio di insurrezione armata avvenuto tra il 18 e il 22 marzo 1848 nell'allora capitale del Regno Lombardo-Veneto, che portò alla temporanea liberazione della città dal dominio austriaco sotto il comando del maresciallo Radetzky.tutto iniziò la mattina del 18 marzo, i milanesi volevano avere più potere nel governo e non sopportavano che le tasse da loro pagate andassero a vantaggio dell'austria.
18 Marzo 1848
A Milano giunse la notizia dell’insurrezione di Vienna, però il generale Radetzky ritenne che la situazione non sarebbe degenerata. Invece, la mattina del 18 marzo dovette constatare che il palazzo del governo austriaco in Borgo Monforte era stato occupato e che ovunque erano sorte barricate approntate con qualsiasi cosa mentre i milanesi si preparavano alla battaglia raccogliendo armi dalle case dei nobili, dai musei e dai negozi. Verso sera il palazzo del Municipio fu espugnato nonostante l'eroica difesa degli assediati. Al termine della prima giornata Radetzky era profondamente sorpreso dal carattere forte dei cittadini
19 Marzo
Le barricate sorgevano ovunque. Nelle case venivano praticate aperture per poter creare una rete di comunicazione; il passaggio dei viveri e delle armi da una barricata all'altra fu affidato ai martinitt, (i ragazzini dell'orfanotrofio). Gli scontri più accesi quel giorno, si ebbero a Porta Tosa, Porta Orientale, Porta Comasina e Porta Ticinese. I Milanesi, se da una parte fallirono nel tentativo di riprendere il municipio e di convincere alla diserzione alcune truppe ungheresi, riuscirono a conquistare piazza Mercanti e Porta Nuova.
20 Marzo
Il 20 marzo fu una giornata positiva per i ribelli in quanto le truppe imperiali abbandonarono il centro di Milano . Venne costituito un Comitato di Guerra. Fu catturato un maresciallo, forse mandato da Radetzky per offrire la possibilità di una tregua. Ma quando giunse la notizia dell’eccidio compiuto dai soldati tedeschi nella chiesa di San Bartolomeo i capi ribelli decisero di non accettare la tregua. Lo stesso giorno Radetzky inviò una lettera ai consoli stranieri nel quale proponeva di fare da mediatori per una pausa di tre giorni
21 Marzo
I consoli presentarono la proposta di tre giorni di tregua ma le condizioni parvero svantaggiose per i milanesi. Ebbene, l’offerta fu rifiutata. Mentre Radetzky, ormai a corto di viveri, meditava la ritirata, si intensificavano i lanci di palloni aerostatici per informare le campagne e spingerle alla rivolta. Il maresciallo preparò un piano di ritirata passando per Porta Tosa ma questa Porta fu scelta anche dai ribelli come punto da forzare per poter comunicare con le campagne, e sia il feldmaresciallo che gli insorti avevano stabilito di agire il giorno successivo.
22 Marzo
Gli insorti riuscirono a dar fuoco alla Porta, da cui poterono entrare i contadini, anche se, le truppe tedesche se ne impadronirono di nuovo, tenendola fino a che non fosse completata l'uscita dell'esercito dalla città. Durante il giorno invece l'artiglieria attaccava dal Castello con un bombardamento durato sei ore, così che i milanesi vennero effettivamente impegnati su due fronti ma con l'aiuto dei contadini si impadronirono però dapprima di Porta Comasina, poi seguirono Porta Nuova, Porta Orientale, e infine, quando gli austriaci si furono ritirati presero Porta Tosa e Porta Romana. Dopo cinque giornate di lotta i 14000 soldati austriaci furono costretti a ritirarsi dalla città e a ripiegare all’interno delle fortezze del cosiddetto “quadrilatero”.
grazie per l'attenzione