LA FORTUNA CRISTIANA DELLA IV ECLOGA DI VIRGILIO
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Napoli, 20 ottobre 2023
PAGANI VS CRISTIANI
DIFFUSIONE DEL CRISTIANESIMO
Perché i pagani erano ostili ai cristiani?
Go!
PAGANI VS CRISTIANI
Rifiuto di tributare onori divini all'imperatore
Uguaglianza sociale
Cannibalismo e infanticidio
Pauperismo e condanna dei beni materiali
Immoralità e pratiche incestuose
Segretezza delle riunioni
NERONE E L'INCENDIO DI ROMA
PLINIO IL GIOVANE A TRAIANO: COME COMPORTARSI CON I CRISTIANI?
A istruttorie sui Cristiani non ho mai partecipato: perciò non so che cosa e fino a che punto di solito o si punisca o si indaghi. Né poco mi sono chiesto se ci sia una qualche differenza tra le età, oppure se persone per quanto giovani non differiscano per nulla da quelle più adulte; se si conceda perdono al pentimento, oppure se a colui che è stato certamente Cristiano non giovi il fatto di aver smesso; se si punisca il nome stesso anche se è libero da reati oppure i reati connessi col nome. (Ep. X 96)
CHRISTIANUS SUM
COSTANTINO IL GRANDE
IN HOC SIGNO VINCES
EDITTO DI MILANO DEL 313
Nella felice occasione in cui io, Costantino Augusto, e io, Licinio Augusto, ci incontrammo a Milano, affrontammo insieme tutte le questioni relative al benessere e alla sicurezza pubblica. Tra i provvedimenti che ci sembrava avrebbero giovato a più persone e che fossero da disporre per primi, ci parve esservi questo, che stabilisce a quali divinità dovesse essere tributato onore di culto, al fine di dare, tanto ai cristiani quanto a tutti, libera facoltà di seguire la religione che ciascuno voglia [...]. Perciò ci è sembrato con sana e retta riflessione di dover stabilire che non si debba assolutamente negare il permesso ad alcuno che si voglia dedicare alle pratiche dei cristiani o alla religione che senta a sé più congeniale, cosicché la somma divinità, alla cui venerazione ci dedichiamo con libertà di coscienza, possa manifestare in tutto il suo consueto favore e la sua benevolenza.
Come ottenere il consenso dell'opinione pubblica?
Go!
VIRGILIO E LA IV BUCOLICA
Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc Parthenope; cecini pascua rura duces
Una presentazione della IV Bucolica
La quarta ecloga è la più significativa ed elevata stilisticamente dei carmi bucolici: infatti lo stesso Virgilio invoca le Muse della poesia pastorale affinché ciò che si appresta a scrivere sia di tono più elevato. La quarta ecloga è anche quella su cui più i critici hanno discusso sia per le difficoltà del tema sia per la poca chiarezza di alcuni concetti. L'argomento principale del carme è costituito dall'immagine del puer che è data dall'autore per celebrare l'imminente nascita del figlio dell'illustre Asinio Pollione. Virgilio alludendo marcatamente alle credenze messianiche ebree, che moltissimo a quel tempo influenzavano l'animo dei Romani, annuncia che con la nascita di quel fanciullo si chiuderà l'età del ferro e si aprirà quella dell'oro; comincerà una nuova era in cui nuovamente regnerà la dea della giustizia, Astrea, nella quale il serpente e la pianta velenosa moriranno, nella quale dagli alberi stillerà il miele e l'uomo lascerà la vanga, perché il campo incolto produrrà copiosa messe. [Gianfranco de Rosa, ex alunno del liceo "Caro" di Napoli]
L'annuncio di una nuova "età dell'oro"
Muse siciliane, cantiamo argomenti un po’ più elevati:
non a tutti piacciono gli arbusti e le umili tamerici;
se cantiamo le selve, le selve siano degne di un console.
È giunta ormai l’ultima età del carme cumano, nasce da capo un grande ciclo di secoli;
già torna la Vergine (e) ritornano i regni di Saturno,
già una nuova progenie viene mandata dall’alto del cielo.
Tu, o casta Lucina, sii favorevole al bambino che ora nasce, con cui per la prima volta cesserà la generazione del ferro e in tutto il mondo nascerà quella dell’oro: già regna il tuo Apollo. (verg., ecl. IV 1-10)
ANTONIO VS OTTAVIANO
PACE DI BRINDISI DEL 40 a.C.
MAGNUS SAECLORUM ORDO
ORO
BRONZO
EROI
FERRO
ARGENTO
NOVA PROGENIES CAELO DEMITTITUR ALTO
PUER
ORIENTALISTI
OCCIDENTALISTI
Ottaviano Augusto
MITO ORIENTALE DEL "DIVINO FANCIULLO"
Asinio Gallo, figlio di Asinio Pollione
Antonia, figlia di Antonio e Ottavia
Giulia, figlia di Ottaviano e Scribonia
ISAIA 11, 1-8
Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse,
un virgulto germoglierà dalle sue radici.
[...] Non giudicherà secondo le apparenze
e non prenderà decisioni per sentito dire; ma giudicherà con giustizia i miseri
e prenderà decisioni eque per gli oppressi del paese. [...] Fascia dei suoi lombi sarà la giustizia [...] Il lupo dimorerà insieme con l'agnello,
la pantera si sdraierà accanto al capretto;
il vitello e il leoncello pascoleranno insieme
e un fanciullo li guiderà. La vacca e l'orsa pascoleranno insieme;
si sdraieranno insieme i loro piccoli.
Il leone si ciberà di paglia, come il bue. Il lattante si trastullerà sulla buca dell'aspide;
il bambino metterà la mano nel covo di serpenti velenosi.
ORACOLI SIBILLINI: CUMAEUM CARMEN
IV BUCOLICA DI VIRGILIO
Eventi prodigiosi che accompagneranno alla nascita del puer
Spontaneamente la culla spargerà per te fiori soavi (v. 23)
Ritorna ormai anche la Vergine (v. 6)
Una nuova progenie viene ormai fatta scendere dall’alto cielo (v. 7)
Gli armenti non temeranno più i grandi leoni (v. 22)
Il serpente morirà e morirà l’ingannevole erba velenosa; dovunque nascerà l’amomo assiro (vv. 24-25)
Se permangono alcune tracce del nostro delitto, dissolte, libereranno le terre dalla paura continua (vv. 13-14);
Ogni terra produrrà tutto: la terra non patirà più i rastrelli (vv. 39-40)
Egli riceverà la vita degli dèi (v. 15)
La terra, senza che nessuno la coltivi, elargirà, […] quali primi piccoli doni, le edere erranti qua e là con l’elicriso e la colocasia mista al ridente acanto (vv. 18-20)
FILARGIRIO, Explanationes
Scholia Bernensia
LATTANZIO (IV SEC.), Divinae Institutiones
In breve, allora [durante il regno di Cristo in terra] avverranno quelle cose che i poeti dissero essere già accadute nell’età dell’oro, durante il regno di Saturno. L’errore di costoro è derivato da ciò, dal fatto che i profeti anticipano e parlano di molti eventi futuri come già compiuti. Lo Spirito divino, infatti, offriva ai loro occhi delle visioni ed essi vedevano quelle cose, per così dire, realizzate e compiute alla loro vista. E quando la fama ebbe a poco a poco diffuso le loro profezie, quanti erano estranei alla religione, ignorando in che modo tali profezie fossero pronunciate, pensavano che si fossero già adempiute nei secoli antichi tutte quelle cose che, evidentemente, non potevano essere compiute e adempiute sotto il regno di un uomo. (Lattanzio, Divinae Institutiones VII 24-25)
Test
Per Lattanzio Virgilio era un profeta?
Sì
NO
COSTANTINO, Oratio ad Sanctorum Coetum
Virgilio usò un "linguaggio in codice"
Ci accorgiamo che questi concetti sono stati espressi in un modo che è al tempo stesso chiaro e oscuro a causa delle allegorie: coloro che indagano più in profondità la forza espressiva dei versi, vi ravvisano la rivelazione della divinità di Cristo, ma il poeta, onde evitare che qualcuno dei potenti dello stato monarchico in cui viveva potesse accusarlo di aver scritto contro le leggi patrie e di aver sovvertito le credenze che in antico gli avi avevano stabilito riguardo agli dèi, occulta la verità. Presentava, infatti, come ritengo, il mistero beato da cui trasse il nome il Salvatore, ma al fine di evitare la feroce crudeltà, portò le menti degli ascoltatori verso la consuetudine loro propria e affermò che bisognava costruire are, erigere templi e compiere sacrifici per il neonato. (Costantino, Oratio 182, 15)
Iam redit et Virgo, redeunt Saturnia regna (v. 6)
TRADUZIONE GRECA: Di nuovo la Vergine viene a portare l’amabile re (cfr. Verg., ecl. IV 6) COMMENTO: Chi potrebbe essere dunque la Vergine che ritorna? Non è forse colei che è divenuta piena e gravida dello Spirito divino? (Si noti che i Saturnia regna di Virgilio sono stati rimpiazzati con l'amabile re: è un chiaro riferimento a Cristo e ai Vangeli di Luca e Matteo, che pure identificano il figlio con un "re")
Sceleris vestigia nostri...
VIRGILIO (ecl. IV 8-14): Tu, casta Lucina, sii propizia al bambino che sta nascendo, con il quale cesserà la generazione del ferro e in tutto il mondo sorgerà quella dell’oro: il tuo Apollo regna già. Proprio sotto il tuo consolato, Pollione, inizierà questa era gloriosa e cominceranno a trascorrere i grandi mesi; sotto la tua guida, se permangono alcune tracce del nostro delitto, dissolte, libereranno le terre dalla paura continua.
VS
TRADUZIONE GRECA: O luna che rechi la luce adora il bambino appena generato
che ha avviato la generazione dell’oro in luogo di quella del ferro.
Durante il regno di costui, infatti, tutte le piaghe dei mortali
vengono sanate e cessano i gemiti dei malvagi.
Ipsa tibi blandos fundent cunabula flores
VIRGILIO (ecl. IV 23-25): Spontaneamente la culla spargerà per te fiori soavi. Il serpente morirà e morirà l’ingannevole erba velenosa; dovunque nascerà l’amomo assiro.
VS
TRADUZIONE GRECA: Le tue fasce effonderanno profumi per la tua nascita.
Perisce la stirpe del serpente velenoso, perisce
la malapianta degli Assiri, nelle valli fiorisce l’amomo. COMMENTO: Nessuno potrebbe dire niente di più vero di questo, né di più confacente alla virtù del Salvatore: le fasce stesse di Dio, infatti, potenza dello Spirito santo, recarono fiori davvero profumati alla nuova progenie. Perisce il serpente e il veleno di quel serpente, che per primo ingannò i primi uomini creati, spingendo le loro menti dall’innata temperanza verso il godimento dei piaceri [...] A buon diritto, dunque, si disse che tutta la stirpe degli animali velenosi si estinse, che la morte stessa si estinse mentre la resurrezione ricevette conferma e che anche la generazione degli Assiri, che erano stati all’origine della fede in Dio, fu distrutta. Dicendo, inoltre, che ovunque, senza limiti, è nato l’amomo, fa riferimento alla moltitudine dei cristiani: essa nasce infatti da un’unica radice, come una moltitudine di rami adorna di fiori profumati e in giusta misura irrorata di rugiada.
Achille = Salvatore
VIRGILIO (ecl. IV 36): E di nuovo il grande Achille sarà mandato a Troia.
TRADUZIONE GRECA: E di nuovo
Achille si cimenterà nella guerra fra Troiani e Danai.COMMENTO: [Il poeta] descrive Achille che, nelle vesti del Salvatore, parte per la guerra di Troia, e per Troia intende tutto il mondo. Inviato dalla sua propria Provvidenza e dall’ordine del Sommo Padre, combatté contro il potere avversario e maligno.
Risu cognoscere matrem...
VIRGILIO (ecl. IV 60-63): Comincia, piccolo fanciullo, a riconoscere la madre attraverso il sorriso (dieci mesi portarono a tua madre lunghe sofferenze). Comincia, piccolo fanciullo: colui al quale non sorrisero i genitori, né un dio lo degna della sua mensa né una dea del suo letto.
VS
TRADUZIONE GRECA: Comincia a riconoscere la madre solerte,
sorridendo mentre la guardi: ella, infatti, ti ha portato in grembo per molti mesi.
A te, invece, i genitori non sorrisero affatto, in quanto mortali,
né avesti contatto con letti nuziali né esperienza di una mensa sontuosa. COMMENTO: Infatti, come avrebbero potuto sorridergli i genitori? Egli era il loro Dio, potenza senza distinzione di qualità e senza forma, che circoscrive le altre cose, ma non è fornita di un corpo umano. Chi non sa che lo Spirito Santo non ha esperienza di letti nuziali? Quale desiderio potrebbe nutrire la qualità interiore di quel bene cui ogni cosa aspira? E ancora, cosa ci potrebbe essere in comune tra la saggezza e il piacere?
Test
Per Costantino Virgilio era un profeta?
Sì
NO
PROBA (IV sec.) Cento Vergilianus de laudibus Christi
v. 377 Haec tibi prima, puer, fundent cunabula flores(verg., ecl. IV 18 + 23: At tibi prima, puer, nullo munuscula cultu + Ipsa tibi blandos fundent cunabula flores)v. 378 Mixtaque ridenti, passim cum baccare tellus (verg., ecl. IV 20 + 19: Mixtaque ridenti colocasia fundet acantho + Errantis hederas passim cum baccare tellus) v. 379 Molli paulatim colocasia fundet acantho (verg., ecl. IV 28 + 20: Molli paulatim flavescet campus arista + Mixtaque ridenti colocasia fundet acantho)
GIROLAMO (IV-V sec.)
Ciceronianus es, non Christianus!
Virgilio: un "cristiano senza Cristo"
Taccio su quelli che, come me, dopo la letteratura profana sono casualmente approdati alle Sacre Scritture; costoro, quando incantano gli orecchi del popolo con il loro stile adorno, credono che qualsiasi cosa dicano sia “legge di Dio”: non si degnano di capire ciò che abbiano inteso dire i Profeti e gli Apostoli, ma adattano ai propri significati testimonianze con essi contrastanti, come se fosse un grande modo di insegnare, e non scorrettissimo, invece, quello di travisare le affermazioni e di attribuire alla Scrittura un significato incompatibile con essa. Come se non avessimo letto i centoni di Omero e Virgilio e non potessimo perciò affermare che Marone è un cristiano senza Cristo, perché scrisse: Iam redit et virgo, redeunt Saturnia regna. / Iam nova progenies caelo demittitur alto [verg., ecl. IV 6-7]. […] Ma tutto questo è puerile, e somiglia al gioco dei ciarlatani insegnare ciò che non si conosce, anzi, a dirla con sdegno, ciò che nemmeno si sa di non sapere. (Girolamo, Epistola 53 a Paolino di Nola)
AGOSTINO (IV-V sec.)
Ci furono infatti Profeti non di Dio, negli scritti dei quali si trovano cantate cose riguardanti Cristo, secondo ciò che essi avevano a loro volta ascoltato. Questo si dice, ad esempio, della Sibilla. Né io crederei facilmente a tale affermazione se non la ripetesse anche il poeta più illustre fra quanti scrissero in lingua latina. Costui, prima di narrare, sulla palingenesi del Creato, cose che diresti consone e appropriate anche al Regno del nostro Signore Gesù Cristo, scrive un verso che suona così: È ormai giunta l’ultima delle ere descritte dal carme cumano [verg., ecl. IV 4], cioè, come tutti sanno, del carme della Sibilla. (Agostino, Epistolae ad Romanos inchoata expositio 3)
MEDIOEVO
Esegesi cristiana della IV Bucolica
FILONE GERONIMIANO
FILONE AGOSTINIANO
DANTE
PETRARCA
BOCCACCIO
DANTE E VIRGILIO
“Tu se' lo mio maestro e 'l mio autore”
DANTE, Purgatorio XXII 61-73: Stazio
"Se così è, qual sole o quai candele ti stenebraron sì, che tu drizzasti poscia di retro al pescator le vele?". Ed elli a lui: "Tu prima m’invïasti verso Parnaso a ber ne le sue grotte, e prima appresso Dio m’alluminasti. Facesti come quei che va di notte, che porta il lume dietro e sé non giova, ma dopo sé fa le persone dotte, quando dicesti: ‘Secol si rinova; torna giustizia e primo tempo umano, e progenïe scende da ciel nova’.
(cfr. verg., ecl. IV 5-7) Per te poeta fui, per te cristiano".
PETRARCA: Virgilio profeta inconsapevole
Queste parole e mille altre erano state dette di Cristo ben prima della Sua incarnazione e furono ripetute intorno al tempo della Sua nascita, perché suscitassero negli uomini la fede nel vero ed eterno figlio di Dio; e ciò avvenne non solo per mezzo dei profeti e dei Suoi [di Dio] eletti, ma anche per mezzo di estranei, sia santi come Giobbe, sia anche infedeli che non sapevano quel che dicevano. A questo evento [la nascita di Cristo] possono essere in effetti ricondotte anche le parole che Virgilio scrive nelle Bucoliche, riferendole ad altro: Ritorna ormai anche la Vergine, ritornano i regni di Saturno / Una nuova progenie viene fatta ormai discendere dall'alto cielo (verg., ecl. IV 6-7). E nell'Eneide scrive, trattando dell'Impero di Augusto, sotto il quale, come abbiamo detto prima, nacque Cristo: Fin d'ora i regni del Caspio e la terra Meozia / rabbrividiscono all'avvento di lui per i responsi degli dèi / e si turbano trepidi gli sbocchi del Nilo dalle sette foci (verg., aen. VI 798-800: profezia di Anchise). Questi versi, benché parlino di Cesare, un lettore religioso e pio li riferirà piuttosto all'imperatore celeste, la venuta del quale era stata preceduta in tutto il mondo da segni; il poeta, sentendo di tali segni, li riferì all'avvento dell'imperatore romano: non aspirava a nulla di più alto, non conosceva nulla di più grande. Ma se la vera luce fosse brillata nei suoi occhi, senza dubbio li avrebbe riferiti a un altro. (Petrarca, De otio religioso I)
BOCCACCIO: Virgilio non è un profeta
Né della venuta di Cristo nella Vergine, per quello che comprender si possa, [Virgilio] sentì alcuna cosa: come che santo Augustino, in un sermone Della natività di Cristo, scriva lui avere la venuta di Cristo profetata ne' versi scritti nella quarta egloga della sua Buccolica, dove dice: Ultima Cumaei venit iam carminis aetas: / magnus ab integro saeclorum nascitur ordo. / Iam redit et virgo, redeunt Saturnia regna: / Iam nova progenies caelo demittitur alto (verg., ecl. IV 4-7). De' quali versi alcun santo non sente quello che forse vuole pretendere santo Augustino; e, se pure son di
quelli che 'l sentono (e per avventura santo Augustino medesimo), non credono lui avere inteso quello che esso medesimo disse [...]. Non adunque sentì Virgilio di Dio, come sentir si volea a chi volea avanti al cristianesmo salvarsi. (Boccaccio, Comento alla Divina
commedia, canto IV, vv. 37-39, lezione XI: lo scrittore ritiene corretta la scelta di Dante di collocare Virgilio nel limbo)
2001: Odissea nello spazio (1968)
Resta, delle Bucoliche, l’ultima immagine: la stessa che Stanley Kubrick ha posto come sigillo alla sua Odissea nello spazio. Il bambino. Sempre un bambino. Sempre il bambino. Segno del Nuovo che viene. Della guerra che muore. Della vita che nasce. Dell’amore che, quando tutto finisce, ogni cosa comincia. Perché al principio dei tempi fu la guerra. E alla fine dei tempi è sempre un bambino. Salvatore Lo Bue
LA FORTUNA CRISTIANA DELLA IV ECLOGA DI VIRGILIO
Melania Giardino
Created on October 12, 2023
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LA FORTUNA CRISTIANA DELLA IV ECLOGA DI VIRGILIO
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Napoli, 20 ottobre 2023
PAGANI VS CRISTIANI
DIFFUSIONE DEL CRISTIANESIMO
Perché i pagani erano ostili ai cristiani?
Go!
PAGANI VS CRISTIANI
Rifiuto di tributare onori divini all'imperatore
Uguaglianza sociale
Cannibalismo e infanticidio
Pauperismo e condanna dei beni materiali
Immoralità e pratiche incestuose
Segretezza delle riunioni
NERONE E L'INCENDIO DI ROMA
PLINIO IL GIOVANE A TRAIANO: COME COMPORTARSI CON I CRISTIANI?
A istruttorie sui Cristiani non ho mai partecipato: perciò non so che cosa e fino a che punto di solito o si punisca o si indaghi. Né poco mi sono chiesto se ci sia una qualche differenza tra le età, oppure se persone per quanto giovani non differiscano per nulla da quelle più adulte; se si conceda perdono al pentimento, oppure se a colui che è stato certamente Cristiano non giovi il fatto di aver smesso; se si punisca il nome stesso anche se è libero da reati oppure i reati connessi col nome. (Ep. X 96)
CHRISTIANUS SUM
COSTANTINO IL GRANDE
IN HOC SIGNO VINCES
EDITTO DI MILANO DEL 313
Nella felice occasione in cui io, Costantino Augusto, e io, Licinio Augusto, ci incontrammo a Milano, affrontammo insieme tutte le questioni relative al benessere e alla sicurezza pubblica. Tra i provvedimenti che ci sembrava avrebbero giovato a più persone e che fossero da disporre per primi, ci parve esservi questo, che stabilisce a quali divinità dovesse essere tributato onore di culto, al fine di dare, tanto ai cristiani quanto a tutti, libera facoltà di seguire la religione che ciascuno voglia [...]. Perciò ci è sembrato con sana e retta riflessione di dover stabilire che non si debba assolutamente negare il permesso ad alcuno che si voglia dedicare alle pratiche dei cristiani o alla religione che senta a sé più congeniale, cosicché la somma divinità, alla cui venerazione ci dedichiamo con libertà di coscienza, possa manifestare in tutto il suo consueto favore e la sua benevolenza.
Come ottenere il consenso dell'opinione pubblica?
Go!
VIRGILIO E LA IV BUCOLICA
Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc Parthenope; cecini pascua rura duces
Una presentazione della IV Bucolica
La quarta ecloga è la più significativa ed elevata stilisticamente dei carmi bucolici: infatti lo stesso Virgilio invoca le Muse della poesia pastorale affinché ciò che si appresta a scrivere sia di tono più elevato. La quarta ecloga è anche quella su cui più i critici hanno discusso sia per le difficoltà del tema sia per la poca chiarezza di alcuni concetti. L'argomento principale del carme è costituito dall'immagine del puer che è data dall'autore per celebrare l'imminente nascita del figlio dell'illustre Asinio Pollione. Virgilio alludendo marcatamente alle credenze messianiche ebree, che moltissimo a quel tempo influenzavano l'animo dei Romani, annuncia che con la nascita di quel fanciullo si chiuderà l'età del ferro e si aprirà quella dell'oro; comincerà una nuova era in cui nuovamente regnerà la dea della giustizia, Astrea, nella quale il serpente e la pianta velenosa moriranno, nella quale dagli alberi stillerà il miele e l'uomo lascerà la vanga, perché il campo incolto produrrà copiosa messe. [Gianfranco de Rosa, ex alunno del liceo "Caro" di Napoli]
L'annuncio di una nuova "età dell'oro"
Muse siciliane, cantiamo argomenti un po’ più elevati: non a tutti piacciono gli arbusti e le umili tamerici; se cantiamo le selve, le selve siano degne di un console. È giunta ormai l’ultima età del carme cumano, nasce da capo un grande ciclo di secoli; già torna la Vergine (e) ritornano i regni di Saturno, già una nuova progenie viene mandata dall’alto del cielo. Tu, o casta Lucina, sii favorevole al bambino che ora nasce, con cui per la prima volta cesserà la generazione del ferro e in tutto il mondo nascerà quella dell’oro: già regna il tuo Apollo. (verg., ecl. IV 1-10)
ANTONIO VS OTTAVIANO
PACE DI BRINDISI DEL 40 a.C.
MAGNUS SAECLORUM ORDO
ORO
BRONZO
EROI
FERRO
ARGENTO
NOVA PROGENIES CAELO DEMITTITUR ALTO
PUER
ORIENTALISTI
OCCIDENTALISTI
Ottaviano Augusto
MITO ORIENTALE DEL "DIVINO FANCIULLO"
Asinio Gallo, figlio di Asinio Pollione
Antonia, figlia di Antonio e Ottavia
Giulia, figlia di Ottaviano e Scribonia
ISAIA 11, 1-8
Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. [...] Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire; ma giudicherà con giustizia i miseri e prenderà decisioni eque per gli oppressi del paese. [...] Fascia dei suoi lombi sarà la giustizia [...] Il lupo dimorerà insieme con l'agnello, la pantera si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guiderà. La vacca e l'orsa pascoleranno insieme; si sdraieranno insieme i loro piccoli. Il leone si ciberà di paglia, come il bue. Il lattante si trastullerà sulla buca dell'aspide; il bambino metterà la mano nel covo di serpenti velenosi.
ORACOLI SIBILLINI: CUMAEUM CARMEN
IV BUCOLICA DI VIRGILIO
Eventi prodigiosi che accompagneranno alla nascita del puer
Spontaneamente la culla spargerà per te fiori soavi (v. 23)
Ritorna ormai anche la Vergine (v. 6)
Una nuova progenie viene ormai fatta scendere dall’alto cielo (v. 7)
Gli armenti non temeranno più i grandi leoni (v. 22)
Il serpente morirà e morirà l’ingannevole erba velenosa; dovunque nascerà l’amomo assiro (vv. 24-25)
Se permangono alcune tracce del nostro delitto, dissolte, libereranno le terre dalla paura continua (vv. 13-14);
Ogni terra produrrà tutto: la terra non patirà più i rastrelli (vv. 39-40)
Egli riceverà la vita degli dèi (v. 15)
La terra, senza che nessuno la coltivi, elargirà, […] quali primi piccoli doni, le edere erranti qua e là con l’elicriso e la colocasia mista al ridente acanto (vv. 18-20)
FILARGIRIO, Explanationes
Scholia Bernensia
LATTANZIO (IV SEC.), Divinae Institutiones
In breve, allora [durante il regno di Cristo in terra] avverranno quelle cose che i poeti dissero essere già accadute nell’età dell’oro, durante il regno di Saturno. L’errore di costoro è derivato da ciò, dal fatto che i profeti anticipano e parlano di molti eventi futuri come già compiuti. Lo Spirito divino, infatti, offriva ai loro occhi delle visioni ed essi vedevano quelle cose, per così dire, realizzate e compiute alla loro vista. E quando la fama ebbe a poco a poco diffuso le loro profezie, quanti erano estranei alla religione, ignorando in che modo tali profezie fossero pronunciate, pensavano che si fossero già adempiute nei secoli antichi tutte quelle cose che, evidentemente, non potevano essere compiute e adempiute sotto il regno di un uomo. (Lattanzio, Divinae Institutiones VII 24-25)
Test
Per Lattanzio Virgilio era un profeta?
Sì
NO
COSTANTINO, Oratio ad Sanctorum Coetum
Virgilio usò un "linguaggio in codice"
Ci accorgiamo che questi concetti sono stati espressi in un modo che è al tempo stesso chiaro e oscuro a causa delle allegorie: coloro che indagano più in profondità la forza espressiva dei versi, vi ravvisano la rivelazione della divinità di Cristo, ma il poeta, onde evitare che qualcuno dei potenti dello stato monarchico in cui viveva potesse accusarlo di aver scritto contro le leggi patrie e di aver sovvertito le credenze che in antico gli avi avevano stabilito riguardo agli dèi, occulta la verità. Presentava, infatti, come ritengo, il mistero beato da cui trasse il nome il Salvatore, ma al fine di evitare la feroce crudeltà, portò le menti degli ascoltatori verso la consuetudine loro propria e affermò che bisognava costruire are, erigere templi e compiere sacrifici per il neonato. (Costantino, Oratio 182, 15)
Iam redit et Virgo, redeunt Saturnia regna (v. 6)
TRADUZIONE GRECA: Di nuovo la Vergine viene a portare l’amabile re (cfr. Verg., ecl. IV 6) COMMENTO: Chi potrebbe essere dunque la Vergine che ritorna? Non è forse colei che è divenuta piena e gravida dello Spirito divino? (Si noti che i Saturnia regna di Virgilio sono stati rimpiazzati con l'amabile re: è un chiaro riferimento a Cristo e ai Vangeli di Luca e Matteo, che pure identificano il figlio con un "re")
Sceleris vestigia nostri...
VIRGILIO (ecl. IV 8-14): Tu, casta Lucina, sii propizia al bambino che sta nascendo, con il quale cesserà la generazione del ferro e in tutto il mondo sorgerà quella dell’oro: il tuo Apollo regna già. Proprio sotto il tuo consolato, Pollione, inizierà questa era gloriosa e cominceranno a trascorrere i grandi mesi; sotto la tua guida, se permangono alcune tracce del nostro delitto, dissolte, libereranno le terre dalla paura continua.
VS
TRADUZIONE GRECA: O luna che rechi la luce adora il bambino appena generato che ha avviato la generazione dell’oro in luogo di quella del ferro. Durante il regno di costui, infatti, tutte le piaghe dei mortali vengono sanate e cessano i gemiti dei malvagi.
Ipsa tibi blandos fundent cunabula flores
VIRGILIO (ecl. IV 23-25): Spontaneamente la culla spargerà per te fiori soavi. Il serpente morirà e morirà l’ingannevole erba velenosa; dovunque nascerà l’amomo assiro.
VS
TRADUZIONE GRECA: Le tue fasce effonderanno profumi per la tua nascita. Perisce la stirpe del serpente velenoso, perisce la malapianta degli Assiri, nelle valli fiorisce l’amomo. COMMENTO: Nessuno potrebbe dire niente di più vero di questo, né di più confacente alla virtù del Salvatore: le fasce stesse di Dio, infatti, potenza dello Spirito santo, recarono fiori davvero profumati alla nuova progenie. Perisce il serpente e il veleno di quel serpente, che per primo ingannò i primi uomini creati, spingendo le loro menti dall’innata temperanza verso il godimento dei piaceri [...] A buon diritto, dunque, si disse che tutta la stirpe degli animali velenosi si estinse, che la morte stessa si estinse mentre la resurrezione ricevette conferma e che anche la generazione degli Assiri, che erano stati all’origine della fede in Dio, fu distrutta. Dicendo, inoltre, che ovunque, senza limiti, è nato l’amomo, fa riferimento alla moltitudine dei cristiani: essa nasce infatti da un’unica radice, come una moltitudine di rami adorna di fiori profumati e in giusta misura irrorata di rugiada.
Achille = Salvatore
VIRGILIO (ecl. IV 36): E di nuovo il grande Achille sarà mandato a Troia.
TRADUZIONE GRECA: E di nuovo Achille si cimenterà nella guerra fra Troiani e Danai.COMMENTO: [Il poeta] descrive Achille che, nelle vesti del Salvatore, parte per la guerra di Troia, e per Troia intende tutto il mondo. Inviato dalla sua propria Provvidenza e dall’ordine del Sommo Padre, combatté contro il potere avversario e maligno.
Risu cognoscere matrem...
VIRGILIO (ecl. IV 60-63): Comincia, piccolo fanciullo, a riconoscere la madre attraverso il sorriso (dieci mesi portarono a tua madre lunghe sofferenze). Comincia, piccolo fanciullo: colui al quale non sorrisero i genitori, né un dio lo degna della sua mensa né una dea del suo letto.
VS
TRADUZIONE GRECA: Comincia a riconoscere la madre solerte, sorridendo mentre la guardi: ella, infatti, ti ha portato in grembo per molti mesi. A te, invece, i genitori non sorrisero affatto, in quanto mortali, né avesti contatto con letti nuziali né esperienza di una mensa sontuosa. COMMENTO: Infatti, come avrebbero potuto sorridergli i genitori? Egli era il loro Dio, potenza senza distinzione di qualità e senza forma, che circoscrive le altre cose, ma non è fornita di un corpo umano. Chi non sa che lo Spirito Santo non ha esperienza di letti nuziali? Quale desiderio potrebbe nutrire la qualità interiore di quel bene cui ogni cosa aspira? E ancora, cosa ci potrebbe essere in comune tra la saggezza e il piacere?
Test
Per Costantino Virgilio era un profeta?
Sì
NO
PROBA (IV sec.) Cento Vergilianus de laudibus Christi
v. 377 Haec tibi prima, puer, fundent cunabula flores(verg., ecl. IV 18 + 23: At tibi prima, puer, nullo munuscula cultu + Ipsa tibi blandos fundent cunabula flores)v. 378 Mixtaque ridenti, passim cum baccare tellus (verg., ecl. IV 20 + 19: Mixtaque ridenti colocasia fundet acantho + Errantis hederas passim cum baccare tellus) v. 379 Molli paulatim colocasia fundet acantho (verg., ecl. IV 28 + 20: Molli paulatim flavescet campus arista + Mixtaque ridenti colocasia fundet acantho)
GIROLAMO (IV-V sec.)
Ciceronianus es, non Christianus!
Virgilio: un "cristiano senza Cristo"
Taccio su quelli che, come me, dopo la letteratura profana sono casualmente approdati alle Sacre Scritture; costoro, quando incantano gli orecchi del popolo con il loro stile adorno, credono che qualsiasi cosa dicano sia “legge di Dio”: non si degnano di capire ciò che abbiano inteso dire i Profeti e gli Apostoli, ma adattano ai propri significati testimonianze con essi contrastanti, come se fosse un grande modo di insegnare, e non scorrettissimo, invece, quello di travisare le affermazioni e di attribuire alla Scrittura un significato incompatibile con essa. Come se non avessimo letto i centoni di Omero e Virgilio e non potessimo perciò affermare che Marone è un cristiano senza Cristo, perché scrisse: Iam redit et virgo, redeunt Saturnia regna. / Iam nova progenies caelo demittitur alto [verg., ecl. IV 6-7]. […] Ma tutto questo è puerile, e somiglia al gioco dei ciarlatani insegnare ciò che non si conosce, anzi, a dirla con sdegno, ciò che nemmeno si sa di non sapere. (Girolamo, Epistola 53 a Paolino di Nola)
AGOSTINO (IV-V sec.)
Ci furono infatti Profeti non di Dio, negli scritti dei quali si trovano cantate cose riguardanti Cristo, secondo ciò che essi avevano a loro volta ascoltato. Questo si dice, ad esempio, della Sibilla. Né io crederei facilmente a tale affermazione se non la ripetesse anche il poeta più illustre fra quanti scrissero in lingua latina. Costui, prima di narrare, sulla palingenesi del Creato, cose che diresti consone e appropriate anche al Regno del nostro Signore Gesù Cristo, scrive un verso che suona così: È ormai giunta l’ultima delle ere descritte dal carme cumano [verg., ecl. IV 4], cioè, come tutti sanno, del carme della Sibilla. (Agostino, Epistolae ad Romanos inchoata expositio 3)
MEDIOEVO
Esegesi cristiana della IV Bucolica
FILONE GERONIMIANO
FILONE AGOSTINIANO
DANTE
PETRARCA
BOCCACCIO
DANTE E VIRGILIO
“Tu se' lo mio maestro e 'l mio autore”
DANTE, Purgatorio XXII 61-73: Stazio
"Se così è, qual sole o quai candele ti stenebraron sì, che tu drizzasti poscia di retro al pescator le vele?". Ed elli a lui: "Tu prima m’invïasti verso Parnaso a ber ne le sue grotte, e prima appresso Dio m’alluminasti. Facesti come quei che va di notte, che porta il lume dietro e sé non giova, ma dopo sé fa le persone dotte, quando dicesti: ‘Secol si rinova; torna giustizia e primo tempo umano, e progenïe scende da ciel nova’. (cfr. verg., ecl. IV 5-7) Per te poeta fui, per te cristiano".
PETRARCA: Virgilio profeta inconsapevole
Queste parole e mille altre erano state dette di Cristo ben prima della Sua incarnazione e furono ripetute intorno al tempo della Sua nascita, perché suscitassero negli uomini la fede nel vero ed eterno figlio di Dio; e ciò avvenne non solo per mezzo dei profeti e dei Suoi [di Dio] eletti, ma anche per mezzo di estranei, sia santi come Giobbe, sia anche infedeli che non sapevano quel che dicevano. A questo evento [la nascita di Cristo] possono essere in effetti ricondotte anche le parole che Virgilio scrive nelle Bucoliche, riferendole ad altro: Ritorna ormai anche la Vergine, ritornano i regni di Saturno / Una nuova progenie viene fatta ormai discendere dall'alto cielo (verg., ecl. IV 6-7). E nell'Eneide scrive, trattando dell'Impero di Augusto, sotto il quale, come abbiamo detto prima, nacque Cristo: Fin d'ora i regni del Caspio e la terra Meozia / rabbrividiscono all'avvento di lui per i responsi degli dèi / e si turbano trepidi gli sbocchi del Nilo dalle sette foci (verg., aen. VI 798-800: profezia di Anchise). Questi versi, benché parlino di Cesare, un lettore religioso e pio li riferirà piuttosto all'imperatore celeste, la venuta del quale era stata preceduta in tutto il mondo da segni; il poeta, sentendo di tali segni, li riferì all'avvento dell'imperatore romano: non aspirava a nulla di più alto, non conosceva nulla di più grande. Ma se la vera luce fosse brillata nei suoi occhi, senza dubbio li avrebbe riferiti a un altro. (Petrarca, De otio religioso I)
BOCCACCIO: Virgilio non è un profeta
Né della venuta di Cristo nella Vergine, per quello che comprender si possa, [Virgilio] sentì alcuna cosa: come che santo Augustino, in un sermone Della natività di Cristo, scriva lui avere la venuta di Cristo profetata ne' versi scritti nella quarta egloga della sua Buccolica, dove dice: Ultima Cumaei venit iam carminis aetas: / magnus ab integro saeclorum nascitur ordo. / Iam redit et virgo, redeunt Saturnia regna: / Iam nova progenies caelo demittitur alto (verg., ecl. IV 4-7). De' quali versi alcun santo non sente quello che forse vuole pretendere santo Augustino; e, se pure son di quelli che 'l sentono (e per avventura santo Augustino medesimo), non credono lui avere inteso quello che esso medesimo disse [...]. Non adunque sentì Virgilio di Dio, come sentir si volea a chi volea avanti al cristianesmo salvarsi. (Boccaccio, Comento alla Divina commedia, canto IV, vv. 37-39, lezione XI: lo scrittore ritiene corretta la scelta di Dante di collocare Virgilio nel limbo)
2001: Odissea nello spazio (1968)
Resta, delle Bucoliche, l’ultima immagine: la stessa che Stanley Kubrick ha posto come sigillo alla sua Odissea nello spazio. Il bambino. Sempre un bambino. Sempre il bambino. Segno del Nuovo che viene. Della guerra che muore. Della vita che nasce. Dell’amore che, quando tutto finisce, ogni cosa comincia. Perché al principio dei tempi fu la guerra. E alla fine dei tempi è sempre un bambino. Salvatore Lo Bue