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Otto Von Bismarck in azione

Alessandro Basso

Created on October 11, 2023

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Transcript

Il Cancelliere di ferro

Otto von Bismarck

in azione

INDEX

5. Un provocatore?

1. La gioventù e i primi passi in politica (1815-1858)

6. Il difficile rapporto con il nuovo Kaiser (1888-1890

2. Ambasciatore (1859-1862)

7. Le lezioni di Bismarck

3. Al Governo (1862-1890)

8. Il ritiro

4. Dall'unificazione delle terre tedesche alla costruzione della superpotenza Germania

9. Linee della politica di Bismarck

Otto Eduard Leopold von Bismarck-Schönhausen nasce nella piccola Schönhausen il primo aprile 1815. Proveniente da una famiglia dell’aristocrazia terriera (junker), il giovane Bismarck cresce ascoltando le gesta del padre – un ufficiale prussiano che aveva partecipato alle guerre napoleoniche – e imparando a conoscere i meccanismi dietro al funzionamento della macchina statale dalla madre – una burocrate. Trascorre la prima metà degli anni Trenta dell’Ottocento fra Gottinga e Berlino, dove avrebbe studiato giurisprudenza, per poi spostarsi a Potsdam e ad Aquisgrana. Il suo sogno, però, era un altro: entrare nella diplomazia.

La gioventù e i primi passi in politica (1815-1858)

La dieta di berlino E il 1848

Nel 1847, per un caso fortuito, viene convocato alla Dieta riunita a Berlino dall’allora re di Prussia, Federico Guglielmo IV. Bismarck approfittò dell’opportunità, stregando i partecipanti con la sua oratoria. L’anno successivo – il celebre 1848 –, viene eletto nell’assemblea legislativa. E sarà in questo contesto di tensioni domestiche ed internazionali – in particolare con l’Austria –, che Bismarck troverà il modo di farsi strada.

contro

Il 18 marzo 1848 venne repressa un'insurrezione popolare a Berlino, provocando circa 800 morti. Gli obiettivi di questa rivolta furono l'introduzione di una costituzione democratica, una libera stampa, e l'unione della Germania. Il trono di Federico Guglielmo IV, re della Prussia, vacillò, ma il giovane deputato Bismarck si schierò decisamente dalla sua parte, ribadendo che la sovranità non poteva venire dal popolo, ma solo dall'alto, dal "diritto divino" dell'imperatore

Guglielmo I, più liberale del fratello e predecessore, nel 1859 avrebbe inviato Bismarck a San Pietroburgo, eleggendolo ambasciatore, allo scopo di allontanarlo dalla politica interna. La misura punitiva, ad ogni modo, non sarebbe durata a lungo: nel 1862, il re, sopraffatto dall’instabilità politica che affliggeva la piccola Prussia, le cui stanze dei bottoni e i cui seggi parlamentari erano infiltrati da agenti al soldo di Vienna e Parigi, richiamò Bismarck in patria affidandogli la gestione del dossier francese. Una missione che Bismarck avrebbe accettato prontamente e che, di lì a pochi anni, avrebbe condotto le terre tedesche sotto un’unica bandiera.

Ambasciatore(1859-1862)

Bismarck chiese pieni poteri, cioè la guida del governo, ma ottenne persino di più: divenne Cancelliere e ottenne anche la titolarità del ministero degli Esteri. Quell’anno ebbe inizio un’epoca che sarebbe durata fino al 1890, plasmando la storia dell’Europa. La crisi era dovuta al rifiuto dell'opposizione di accettare i provvedimenti di potenziamento, ammodernamento e riorganizzazione dell'esercito. Bismarck invece scelse la linea dura. Fino al 1866 il parlamento venne sciolto due volte e la stampa liberale criticò aspramente Bismarck, ma il cancelliere riuscì a restare sempre al suo posto di comando.

Al Governo (1862-1890)

verso l'unificazione

Bismarck si premurò, come prima cosa, di indebolire la posizione austriaca all’interno della Confederazione germanica. Infine, Bismarck risolse la questione dell'Austria con una guerra. Nel 1866 provocò, per futili motivi, una guerra (detta Guerra delle sette settimane) con l'Austria e inflisse agli Asburgo una schiacciante disfatta a Sadowa. La Confederazione degli stati tedeschi, fondato nel 1815 e fino ad allora capeggiata dall'Austria fu sciolta. Al suo posto venne costituita la Confederazione della Germania del Nord sotto l'influenza della Prussia.

1866, annus mirabilis

«La guerra rappresentò una rivoluzione che non si sarebbe potuta verificare senza Bismarck, [...] una volta che la rivoluzione giunse al successo, l'opposizione si dissolse rapidamente e i dubbi vennero messi a tacere...Era come se il popolo tedesco avesse assistito a un miracolo. Niente era più come prima [...] La ragione era diventata torto e il torto ragione» La borghesia liberale e gli intellettuali tedeschi, sino ad allora ostili al governo Bismarck, «si adattarono prontamente ad adorare quanto, qualche settimana prima avevano condannato.»

...e ora, la francia

Nel 1867, Bismarck avrebbe inviato un messaggio alla Francia, il secondo obiettivo della politica estera prussiana. Allestendo una conferenza internazionale a Londra, Bismarck ottenne che il piccolo Lussemburgo – desiderato dalla Francia – fosse trasformato in uno Stato indipendente. L’obiettivo di Bismarck, che Napoleone III avrebbe compreso soltanto più tardi, e con insanabile ritardo, era quello di provocare la Francia, incoraggiandola ad avviare una guerra che avrebbe potuto favorire l’unificazione delle terre germaniche.

La successione spagnola e la crisi

L’incidente del destino avrebbe avuto luogo tre anni dopo, nel 1870, quando i parlamentari spagnoli avrebbero offerto la corona vacante a Leopoldo, parente di Guglielmo I, suscitando le ire di una Francia preda della sindrome di accerchiamento.Con un abilissimo inganno - il celebre dispaccio di Ems - Bismarck spinse la Francia a muovere guerra alla Prussia.

astuzie a ems

Dopo movimentate e eccitate trattative il re di Prussia incontrò l'ambasciatore francese nella località termale di Ems e dopo mandò a Berlino un dispaccio con un resoconto del colloquio, terminato con un ennesimo nulla di fatto. A questo punto Bismarck fece esplodere la situazione con un trucco: pubblicò la notizia del dispaccio, manipolando però parzialmente il suo contenuto in modo che la posizione del re della Prussia nei confronti della Francia sembrasse molto più dura di quanto non fosse in realtà. Il governo francese lo interpretò come una grave provocazione, ingestibile di fronte all'opinione pubblica e dichiarò guerra alla Prussia.

Contrariamente alle attese di Napoleone III, però, quello che avrebbe dovuto essere un conflitto franco-prussiano si trasformò ben presto in un conflitto franco-tedesco:

perché Bismarck, facendo leva sul germogliante pangermanesimo e corteggiando i principi tedeschi più prevenuti, trascinò nei combattimenti l’intera galassia ex confederativa – con l’eccezione dell’Austria.

Sconfitta la Francia e negoziati i termini dell’adesione al futuro Stato tedesco con ogni singolo principe dei territori germanici, il 18 gennaio 1871, con l’incoronazione a Versailles di Guglielmo I, nacque ufficialmente l’impero tedesco, di cui due mesi più tardi Bismarck sarebbe divenuto cancelliere.

Nella politica interna Bismarck rimase il temuto "cancelliere di ferro", piuttosto insofferente nei confronti dell'influenza che aveva ottenuto il parlamento del Reich. Odiava in particolare due partiti: i socialdemocratici, che durante il suo cancellierato erano ancora un partito rivoluzionario che volevano sovvertire lo stato a favore di una dittatura del proletariato, e il partito del "Zentrum", un nuovo partito cattolico sospettato da Bismarck di agire non nell'interesse della Germania, ma in quello del Vaticano. Contro entrambi i partiti Bismarck riuscì a far approvare delle leggi durissime - in particolare contro i socialdemocratici - che ostacolarono pesantemente la loro vita politica.

Linee della politica di Bismarck

il kulturkampf

"battaglia di civiltà": «(realizzare) la libertà dei convincimenti individuali, religiosi o della fede religiosa. La gerarchia, infatti, non ha altro fine che sé stessa, […] ma la religione, signori miei, della gerarchia, non ha alcun bisogno.» «Non si tratta di uno scontro tra credenti e non credenti, bensì dell'antichissima lotta per il potere, antica quanto la razza umana, tra i Regno e il Sacerdozio, lotta ch'è molto più antica della venuta sulla terra del Redentore. Si tratta della difesa dello stato, si tratta di delimitare dove può arrivare il potere del sovrano e dove quello dei sacerdoti. E questo limite dev'essere identificato in modo tale che lo Stato possa autonomamente sussistere. In questo mondo è, infatti, questo ad avere la direzione e la precedenza»

i provvedimenti

La prima legge significativa è quella dell'8 giugno 1871, con cui fu soppresso il reparto cattolico del ministero della cultura, cosa che incontrò la forte opposizione del partito di centro. Seguì poi la Kanzelparagraph, che portò all'arresto di quasi tutti i vescovi cattolici di Prussia. I successivi quattro anni videro l'attacco più duro con una serie di leggi, dovute soprattutto a Adalbert Falk, Ministro della Cultura dal gennaio 1872. Queste norme divennero un attacco fortissimo alla Chiesa cattolica. Di Falk è la legge dell'11 marzo 1872 sulla scuola, che sanciva il controllo statale sulle lezioni scolastiche pubbliche e private, con conseguente cacciata degli insegnanti cattolici. Il 4 luglio 1872 invece, un'altra legge imperiale espulse i Gesuiti dal territorio dell'impero.

E ALLA FINE? Bismarck aveva capito il pericolo del partito di Centro ed aveva realizzato a suo modo quello che serviva alla Germania per unirsi; ma, in un certo senso, aveva considerato il papa e il cattolicesimo solo ed esclusivamente dal punto di vista politico. Per lui i partiti erano solo mezzi: lo Stato si trovava a gestire una lotta tra liberali e clericali e non nel contesto del parlamentarismo anglosassone. La lotta contro il Centro si trasformò invece ben presto in lotta contro la Chiesa e alla lunga così non poteva continuare, soprattutto quando questo poteva trasformarsi in un boomerang per la politica conservatrice.

7 Ottobre 1879 – Germania e Austria Ungheria creano la Duplice alleanza

1873 – Nasce la Lega dei Tre Imperatori (dal 1881, Alleanza dei Tre Imperatori): Russia, Austria e Germania: Bismarck vuole evitare che gli altri possano allearsi con la Francia: scopo DIFENSIVO

1890 - LA crisi con il nuovo kaiser

1882 - NASCE LA TRIPLICE ALLEANZA

La Conferenza di Berlino sull'Africa

1884