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BOCCACCIO

SARA E SOFIA BARONE

Created on October 11, 2023

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Transcript

giovanni boccaccio

L'autore del Decameron

vita, TRA CORTE ANGIOINA E TOSCANA

La Nascita, la famiglia e il trasferimento a Napoli

Il ritorno a Firenze

Il rapporto con Dante e Petrarca

Gli ultimi anni della sua vita

opere giovanili

Ispirate alla mitologia e storia antica

Napoli

Firenze

"L'elegia di Madonna Fiammetta"

Il decameron

La fortuna

La struttura

Il superamento della tradizione classica

Le critiche

La funzione umanistica

Il ceto borghese

I temi, le fonti, la prosa, i registri, il lessico...

il proemio

Livello extradiegetico

Pubblico e obiettivo

Analisi

NOVELLA

"dal tramonto all'alba: il raccono di formazione di andreuccio da perugia"

da Decameron: II giornata, 5 novella

riassunto in sequenze

Sequenza narrativa

L' incontro con la prostituta siciliana

Sequenza dialogica

Decameron

Il primo inganno

Sequenza dialogica

Dal tramonto all'alba: il racconto di formazione di Andreuccio da Perugia

Il secondo inganno

Sequenza narrativa

Andreuccio si rende conto e inganna lui stesso

ANAlisi e commento

Novella di formazione e rocambolesca

L'evoluzione del protagonista

Mercatante

La narrazione

L'ispirazione e il contesto politico

I personaggi

NOVELLA

"Che meraviglia, le papere!" BOCCACCIO SI DIFENDE DAI DETRATTORI

Da Decameron: introduzione della 4 giornata

RIASSUNTO IN SEQUENZE

Sequenza narrativa

Le accuse ricevute

Sequenza narrativa

Decameron

La vita da eremita di Federigo e il figlio

Sequenza dialogica

Che meraviglia, le papere

La scoperta del vero mondo

Sequenza narrativa

La risposta di Boccaccio alle critiche

ANALISI E COMMENTO

Amare a 40 anni

Una struttura tripartita

Natura e cultura

Due stili diversi

NOVELLA

"AMARE O MANGIARE. IL DILEMMA DI FEDERIGO

da Decameron: V giornata, 9 novella

Riassunto in sequenze

Sequenza riflessiva

1. Il cosiglio alle donne

Sequenza narrativa

Decameron

2. La presentazione e la sfortuna di Federigo

Amare o mangiare. Il dilemma di Federigo.

Sequenza narrativa

3. L'inaspetatta richiesta del figlio malato

Sequenza narrativa

4. L'arrivo e il pranzo a casa di federigo

riassunto in sequenze

Sequenza narrativa

5. L'assurda proposta di Giovanna

Sequenza narrativa

Decameron

6.L'inaspetatta risposta di Federigo

Sequenza narrativa

Amare o mangiare. Il dilemma di Federigo.

7. La triste morte del figlio

Sequenza narrativa

8. Il lieto fine di Giovanna e Federigo

analisi e commento

LA VIRTU' LAICA DELLA LIBERTA'

AMORE E GENEROSITA'

UN DIALOGO SUBLIME

NOVELLA

"chichibio e la grù con una zampa sola"

da Decameron, VI giornata, 4 novella

riassunto in sequenze

Sequenza narrativa e descrittiva

Currado chiede a Chichibio di cucinare una grù

Sequenza dialogica

Decameron

La tentazione della donna

Sequenza dialogica

Currado scopre l'inganno ma Chichibio ha una risposta pronta

Chichibio e la gru con una zampa sola

Sequenza dialogica e narrativa

La fortuna di Chichibio

Analisi e commento

Due registri diversi

Struttura tripartita

Il gusto del raccontare

La donna rimase allibita da tanta grandezza d'animo e gentilezza dell'uomo , pur tornando a casa a mani vuote. Pochi giorni dopo il figlio morì, non avendo potuto avere il suo tanto desiderato falcone, ma sopratutto sopraffatto dalla malattia.

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Una volta che Currado vide la grù si accorse subito che mancava una coscia e alla sua domanda per sapere dove fosse, il cuoco rispose che le grù hanno tutte una zampa ed era normale che in tavola c'era una coscia sola. Aggiunse poi che giele farà vedere vive di persona, così decisero che il mattino seguente le avrebbero viste insieme.

Boccaccio è l'esponente di una nuova classe sociale, la borghesia mercantile che nasce nel 300 (basso medioevo). Nel Decameron descrive tutta la società, ma di certo la classe predominante è la borghesia, cioè i poveri o abitanti delle città che sono stati in grado di fare fortuna e arricchirsi grazie alle proprie capacità, alla fortuna e al rischio. Grazie ai riferimenti alla quoditianità, i lettori possono rivedersi i ciò che leggono essendo una realtà vicina. E' una classe emergente, formata da artigiani intraprendenti e mercanti con valori laici (intraprendenza, individualismo, fortuna e rischio) e cristiani. La povertà è quindi vista come una possibilità, come qualcosa che può diventare ricchezza, attiva. Grazie a nuovi espedienti, come le lettere di cambio, strumenti finanziari per limitare i rischi, gli scambi sono molto più rapidi, sicuri e comodi. Nascono anche le figure di banchieri e le banche (Medici e Bardi).

In questa novella Federigo si trova in uno stato di sottomissione alla donna, come un suddito di Giovanna, e le parla in modo solenne; ma anche Giovanna, che deve chiedere un grande favore a Federigo, usa un linguaggio a livello della gravità della richiesta. Infatti prima di dire ciò che vuole, spende moltissime parole in quella che si chiama "captatio benevolentiae", ricordando la vita passata di lui, ma anche l'onestà di lei e l'amore di una madre per il figlio, facendo un vero e proprio discorso.

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I temi principali sono storie d'amore, inganni, colpi di fortuna, beffe, astuzie... Le fonti sono classiche scritte e orali, ma rielaborate e difficili da riprendere. La prosa è ricercata e complessa, i registri sono diversi e troviamo una grande ricchezza verbale, con parole quotidiane e letterarie. Sono in tutto 100 novelle, con una struttura a cornice, narrate da un'onesta brigata (7 ragazze e 3 ragazzi). Ciascuna giornata ha un tema diverso, stabilito dal re o dalla regina della giornata.

Dopo il racconto Boccaccio continua con la sua difesa. Se un giovane che non ha mai visto una donna, rimane talmente affascinato dal suo dolce viso e dalla sua grazia, lo stesso vale per qualunque uomo, anche per lo stesso Boccaccio e perfino per uomini ancora più anziani che, anche se hanno i capelli bianchi, sentono ancora gli impulsi amorosi. Ne sono testimoni Guido Cavalcanti, Dante Alighieri, Cino da Pistoia che, anche da vecchi, hanno sempre desiderato essere graditi alle donne.Quindi non saranno le critiche degli invidiosi a farlo smettere di scrivere le sue novelle.

La novella ha molte coincidenze e aspetti in comune con la vita di Boccaccio: il fatto che sia ambientata a Napoli, dove egli trascorse la sua giovinezza e che sia narrata da Fiammetta, senhal della fanciulla napoletana amata dall'autore. Il tema della fortuna e del rapporto tra l'uomo e la sorte era già stato toccato da Dante, a cui Boccaccio si isprira. Si ispira sicuramente anche ad Ovidio, nel suo modo di vedere la letteratura come una consolazione, poichè quest'ultimo scrisse i "Remedia amoris"; e alle "Mille e una notte" per gli incastri tra le novelle e la cornice del Decameron. Il contesto politico è il contrasto tra guelfi e ghibellini con re Carlo III e re Federico II (uno angioino e l'altro aragonese).

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Boccaccio è il primo grande narratore italiano e scrisse il primo best seller della letteretura italiana: il Decameron. La fortuna che ebbe questo libro è dovuta alla sua capacità di intrattenere e di rivolgersi a tutti i ceti sociali, ha infatti un pubblico vasto (artigiani, mercanti, uomini di cultura...). Boccaccio è un vero e proprio intellettutale: scrisse opere in latino e volgare, opere di generi diversi e studiò la letteratura del 200/2300, Dante e Petrarca, i suoi maestri.

Andreuccio si avvia così verso l’albergo, ma lungo la strada si imbatte in due ladri, che lo convincono che allontanarsi dalla casa della donna sia stato un bene: in caso contrario avrebbe probabilmente rischiato la vita. Gli propongono poi di prendere parte a un furto: derubare il cadavere di un arcivescovo, seppellito con oggetti preziosi. Il nostro protagonista accetta, nella speranza di recuperare il suo denaro. I due ladri lo convincono prima a lavarsi, avendo un brutto odore, calandosi in un pozzo, ma a causa dell’arrivo di alcune guardie, lo abbandonano lì. Quando le guardie si avvicinano al pozzo per bere, vedono l’uomo e fuggono in preda al terrore.

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Boccaccio diventò poi un chierico e tornato a Certaldo, scrive opere in latino. Grazie a un gruppo di intellettuali con a capo Coluccio Salutati (cancelliere di Firenze) anche alla morte di Boccaccio sarà tenuta in vita a Firenze la tradizione degli studi umanistici. Boccaccio rimase amareggiato dalla decadenza politica della sua città in quegli anni e affermò che il riscatto poteva avvenire solo grazie alla letteratuta e al recupero dei classici. Infatti la prosa per lui era una disciplina da apprendere attraverso autori classici e volgari, oltre a essere una passione, una vocazione. Morì, infine, nel 1375.

Mentre a Firenze,influenzato da Dante, Boccaccio scrive la "Comedia ninfe fiorentine", un prosimetro (alterna versi e prosa), struttura presente anche nella "Vita Nova"; e "L'amorosa visione", un poema in terzine e racconto allegorico.

A Firenze vive un uomo di nome Federico Balducci, di umili origini, ma con un’attività. Ha una moglie che ama molto e che purtroppo muore lasciandolo nello sconforto e con un figlioletto di due anni. Non riuscendo più a rassegnarsi per la sua sventura, lascia tutti i suoi averi ai poveri e poi si ritira come eremita insieme al figlioletto in una grotta del monte Asinaio, dove conduce una vita di elemosine, preghiere e digiuni.Al figlio gli parla solo di Dio e dei Santi, gli insegna a pregare e non gli fa mai vedere niente del mondo esterno. Quando il figlio compie diciotto anni va insieme al padre a Firenze per conoscere e vedere la città. L’uomo pensa che il figlio ormai è grande, è abituato da sempre a servire Dio, e niente potrebbe mai distrarlo da tutto ciò che gli ha insegnato.

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Arrivati a Firenze il figlio mostra un grande stupore nel vedere tante cose nuove per lui, come le case, i palazzi, le chiese. Mentre camminano incontrano un gruppo di donne giovani e belle. Il figlio chiede cosa sono e il padre risponde che sono una cosa cattiva. Il figlio chiede ancora come si chiamino quelle cose cattive, e il padre risponde che si chiamano «papere». Il figlio dice che le papere sono bellissime, come gli angeli dei dipinti che aveva appena visto in una chiesa, e chiede al padre di portarne una con loro, promettendo di prendersene cura e di imbeccarla tutti i giorni. Il padre risponde che non vuole prenderne una, perché il figlio non sa come si imbeccano e si pente amaramente di averlo portato con sé a Firenze.

Arrivati a destinazione le grù si trovavano, fortunatamente, tutte su una sola zampa, poichè dormivano ancora. Currado però le svegliò, urlando, ed esse scapparono su due zampe. Chichibio, furbo, le disse che quella da lui cucinata non era stata svegliata e se la scampò dall'ira e dalla punizione del suo padrone, che gli diede infine ragione.

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Il protagonista evolve in un percorso che segue le strutture della fiaba, come lo schema del "pericolo scampato" che viene ripetuto ben tre volte: 1. Andreuccio cade nella fogna ma evita che i ladri lo uccidano nel sonno 2. Finisce nel pozzo, ma qualcuno per fortuna lo tira fuori 3. Viene chiuso nel sarcofago, ma altri ladri di tombe lo salvano.

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Così la donna la mattina dopo si incamminò verso casa di Federigo, insieme ad un'altra donna, e una volta chiamatolo egli si meravigliò e le accolse lieto. I due si salutarono e decisero poi di pranzare insieme nella casa; Federigo corse a preparare il cibo, mentre lasciò le donne con la moglie di un contadino, poichè a quel tempo non era educato lasciare l'ospite da solo ad aspettare. Fu proprio in questo momento che si accorse della sua povertà e di tutti i soldi sprecati e persi nel corso della sua vita: si trovò in difficoltà non sapendo cosa offrire ai suoi ospiti e iniziò disperatamente a cercare qualcosa che sia degno di loro, al loro livello. La prima cosa che gli venne in mente e che vide fu il suo falcone e senza pensarci due volte, pur essendo la cosa più cara che aveva, lo uccise, iniziò a cucinarlo e se lo gustarono tutti insieme.

Giovanna, ignara che stesse mangiando il falcone, facendo prima un'enorme premessa sulla vita passata di Federigo, gli chiese di donarlo a suo figlio, così che potesse sopravvivere, essendo questo il suo desiderio più grande.

1. Preparaziine della crisi: Currado dà una gru da cucinare al suo cuoco Chichibio. 2. Crisi: il cuoco, convinto da una ragazza che gli piace, stacca una coscia alla grù per darglierla; poi la serve in tavola a Currado, che però si accorge del furto; Chichibio si giustifica in un modo assurdo. 3. Soluzione: Il giorno dopo, i due vanno al fiume a guardare le grù dal vivo: prima le grù che vede solo Chichibio hanno due zampe ed è disperato; poi le grù ne hanno una sola, esssendo in acqua in posizione di riposo; ma Corrado lancia un grido così che le grù allungano l'altra zampa e volano via.

Boccaccio rinnova la tradizione classica, ma allo stesso tempo è legato ad essa. Supera la tradizione, avendo come scenario un mondo laico e vedendo la letteratura come svago, ma ci sono anche dei riferimenti alla tradizione classica, per esempio l'amore tra Lancillotto e Ginevra o Galeotto (il cognome del libro), usato per indicare la funzione del Decameron: far passare il tempo, svagare e impegnare 10 giovani, facendoli sfuggire dalla Peste.

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Filomena aveva ormai smesso di parlare, quando la regina prese la parola e consigliò alle donne di imparare a concedere i propri favori a chi li merita.

Questa è una delle novelle del Decameron in cui l'amore è sottoforma di un sentimento puro, disinteressanto e prossimo all'amore cortese dei trovatori e romanzi cavallereschi. La storia raccontata da Boccaccio è una storia d'amore, che esprime che alla fine l'amore sincero prevale su tutto: Federigo conquista Giovanna. Ma oltre a questo è anche una lezione sul buon uso dei beni materiali, i quali Federigo mostra di tenerli in poco conto per due volte. La prima all'inizio, quando per conquistare Giovanna spende tutto il suo denaro e, rimando povero, è costretto a spostarsi in campagna. Federigo passa quindi dall'essere ricco a povero, pur essendo sempre innamorato, e sopporta con pazienza la sua condizione. La seconda volta, mostra di essere indifferente ai beni materiali, quando uccide il suo falcone per non fare brutta figura con Giovanna. Egli fa un enorme sacrificio, poichè con il falcone si procurava da mangiare ed era per lui anche l'ultimo simbolo che gli era rimasto in testimonianza della sua appartenenza all'alta nobiltà feudale. Il messagio della novella è che la dignità dell'uomo dipende dall'onore e della virtù, non dalla nobiltà o ricchezza. Monna Giovanna vuole infatti un uomo che, come Federigo, sia valoroso.

La donna rimasta vedova, triste e sola, venne spinta dai suoi parenti a sposarsi nuovamente, essendo estremamente ricca e piena di possedimenti. Pur essendo titubante all'idea di amare un altro uomo, si ricordò di tutto ciò che fece Federugo per lei, di tutti i sacrifici, gli sforzi e le pazzie fatte per amore. Disse quindi ai suoi famigliari che l'uomo che voleva sposare era Federigo degli Alberighi, poichè preferiva avere vicino a sè un uomo povero, piuttosto che un uomo ricco che abbia bisogno di ricchezza d'animo, gentilezza, le quali di certo non mancavano a Federigo. I due infine si sposarono e Federigo si trovò di colpo ricchissimo, insieme alla donna che amava da sempre, felice e avendo imparato a non sprecare i soldi, visse con lei il resto della sua vita.

Le opere, che Boccaccio scrive a Napoli, sono prinicplamente cortesi e basate su amore cortese e pubblico di corte. Per esempio "La caccia di Diana", "Teseida" e "Filoloco" ( l'amore tra Florio, pagano e Biancifiore, cristiana e la conversione di lui per far trionfare l'amore).

Boccaccio dà una risposta funzionale e umanistica alla tragedia della pste, aiutando i ragazzi a superare il periodo e allontanarsi dalla città. Divide lingua e stile degli autori: nella cornice e nelle rubriche lo stile è elevato, mentre nelle novelle lo stile è volgare fiorentino; questa pluralità di stili è tipica dantesca e riprende la tradizione.

La novella si articola in tre parti. Nella prima troviamo l'accusa, rivolta a Boccaccio, di amare troppo le donne: il suo atteggiamento non è moralmente corretto; non è consono alla sua età; farebbe meglio a dedicarsi a opere più serie e gradite alle muse; dovrebbe cercarsi un mestiere che gli permetta di guadagnare denaro; racconta storie non vere. Nella seconda parte troviamo la novella delle papere, usata come un exemplum, per far capire quanto è forte la naturale attrazione che gli uomini provano per le donne attraverso una storia inventata di un ragazzo che di donne non ne ha mai viste e che cade subito vittima della loro bellezza. Nella terza, invece, Boccaccio ribadisce il suo diritto ad amare le donne e risponde punto per punto alle 5 critiche ricevute.

Andreuccio incontra nuovamente i due ladri, e accetta di partecipare al furto. Ma quando i tre arrivano dinanzi alla tomba, i ladri chiedono ad Andreuccio di introdursi nel sepolcro. Andreuccio, però, intuì finalmente il pericolo. I ladri, vedendo arrivare un gruppo di persone, fra le quali anche un sacerdote, richiudono la bara con Andreuccio dentro e scappano. I nuovi arrivati, anch’essi interessati al gioiello presente nella tomba, sollevano il coperchio e uno di loro si introduce nel sepolcro. Andreuccio a questo punto afferra per una gamba il prete, il quale terrorizzato scappa a gambe levate con gli altri, lasciando la tomba aperta.Il protagonista, soddisfatto di aver conquistato il tesoro beffando i ladri, torna a Perugia con il suo bottino, più ricco e scaltro di prima.

Sentendo l'odore della grù, una donna della strada, di cui Chichibio era fortemente innamorato, entrò e vedendola lo pregò di dargliene una coscia.Chichibio non riuscì a resistere, cede alla tentazione di soddifare la donna da lui amata per non infastidirla, e gliene diede una.

Nel proemio Boccaccio identifica il suo pubblico: le donne innamorate e lettrici; e ha nei loro confronti una funzione consolatrice, poichè per natura hanno più difficoltà a superare il dolore e le pene d'amore, non avendo molti svaghi per liberare la mente. Il libro è quindi un modo per riquilibrare ciò che la natura o la fortuna avevano negato alle donne. Sia Boccaccio che Dante usano Galeotto, per indicare una condanna che favorisce l'innamoramento, e la letteratura come consolazione per superare le pene d'amore. Questo era già stato fatto da Ovidio, un autore latino, nel "Remedia Amoris", un elenco di rimedi per superare le sofferenze d'amore paragonati a una medicina. Attraverso il Decameron le donne potranno liberarsi dalla loro tristezza e sapranno cosa fare per evitare di trovarsi nella situazione di Boccaccio. Le donne sono un pubblico particolare, perchè volgare.

La narrazione è a incastro, poichè la novella raccontata da Fiammetta, è raccontata a sua volta dalla giovane siciliana, che racconta narrando dalla fine all'inizio attraverso un flashback. Troviamo sia parti narrate (diegesi) che parti dialogate (mimesi), entrambe ricche di coordinate, prevalentemente paratattiche, con una sintassi semplice, un linguaggio parlato e colloquiale. Dal racconto possiamo notare la straordinaria capacità di Boccaccio, che usa l'intreccio a ripetizione, a incastro e circolare: il protagonista deve superare situazioni simili tra loro (ostacoli)e Andreuccio ritorna la punto di partenza (Perugia), solo più ricco. Ripetizione=situazioni simili Incastro=storia principale più altre secondarie Circolare= nella situazione finale si ripresenta quella iniziale, poco diversa.

Boccaccio nel proemio parla in prima persona, facendo parte del livello extradiegetico. Il libro ha un nome e un cognome, il nome è Decameron (10 giorni), mentre il cognome è principe Galeotto (porta i 10 ragazzi a dilettarsi e a superare la peste tenendoli occupati: valenza positiva). Galeotto appartiene alla tradizione letteraria della letteratura cortese ed è uno stereotipo per indicare colui che favorisce l'innamoramento. Nel proemio Boccaccio usa periodi complessi con subordinate, dunque prevale l'ipotassi; mentre nelle novelle usa periodi semplici con coordinate, dunque prevale la paratassi e la mimesi (dialoghi).

1. L'obiettivo di Boccaccio è avere compassione di chi soffre. Egli stabilisce che la sofferenza appartiene all'intera umanità, nessuno escluso, avendo anche lui stesso sofferto per amore. E' perciò umano provare dolore e soffrire. 2. Afferma che solo la morte potrà liberarlo dal ricordo dell'amore. 3. Boccaccio ringrazia ed è grato a coloro che lo hanno aitato e farà altrettanto. 4. "Nessuno negherà che convenga il sollievo più alle donne che agli uomini": le donne tengono in segreto la loro passione d'amore, non potendo distrarsi e fare altro, poichè vivono all'interno della casa. Hanno quindi un maessere maggiore dal quale non possono liberarsi; gli uomini, al contrario, vivono all'esterno e si svagano attraverso le loro attività (pescare, cavalcare, mercatare), dunque il pensiero può essere rimosso e la noia è minore. 5. Sono in tutto 100 novelle, narrate in 10 giorni da 10 ragazzi. Le donne troveranno diletto, consiglio in questo libro e dovranno essere grate ad Amore.

I personaggi che Andreuccio racconta sono tutti suoi antagonisti e complici tra loro, sono quasi tutti dei mascalzoni: la ragazza siciliana vuole derubarlo o addirittura ucciderlo; i due finti suoi alleati sono dei ladri di tombe, oltre ai ladri che provano ad entrare nel sarcofago mentre egli è bloccato all'interno.

In questa sequenza viene citato un uomo di grande autorità di Firenze, il quale spesso si svagava raccontando storie passate con i suoi vicini; si chiamava Coppo di Borghese Dominici e di una delle storie da lui raccontate, il protagonista è Federigo di messer Filippo Alberghini, un giovanotto toscano stimato per la sua abilità con le armi e per la sua signorilità. Quest'ultimo si innamorò di Monna Giovanna, una delle donne più belle di Firenze a quei tempi e per conquistarla spese tutti i suoi soldi in feste, donazioni, spettacoli con armi, combattimenti a cavallo... fino a diventare povero, senza alcuna reazione da parte della donna amata. Dunque le rimasero un piccolo pezzo di terra a Campi (nella campagna di Firenze), in cui si trasferì poco dopo, poichè la vita costava meno; e un falcone, con il quale cacciava gli uccelli per sopravvivere.

Currado, un nobile cittadino, generoso e magnifico, dopo aver ucciso una grù giovane e incarne, la fece cucinare al suo cuoco veneziano Chichibio, un chiacchierone.

Andreuccio viene chiamato da Boccaccio "mercatante" per riferirsi a colui che svolge l'attività di mercante. Mercatare è definita dall'autore come una delle occupazioni che gli uomini possono svolgere per distrarsi, svagarsi o sconfiggere il dolore, al contrario delle donne. Il Decameron è definito come una "epoca di mercatanti", dato che Boccaccio pone al centro dei suoi scritti il ceto borghese, essendo cresciuto tra mercanti ecavalieri a Napoli e a Firenze.

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Il Decameron è il primo grande libro della narrativa moderna e si struttura su 3 livelli: il livello diegetico, narrazione (le novelle e la cornice); il livello extradiegetico, l'autore parla in prima persona (proemio e conclusione) e le rubriche o segnali demarcativi, che introducono la giornata e ogni singola novella. La cornice del Decameron ha un ruolo fondamentale ed è isprirata a "Le Mille e una notte".

Il protagonista della novella è Andreuccio da Perugia, un giovane e ingenuo mercante che va al mercato di Napoli appositamente per acquistare cavalli. Andreuccio porta con sé 500 fiorini d’oro, e noncurante dei pericoli che ne possono derivare, li fa vedere a tutti, attirando l’attenzione dei passanti. Fra questi c’è anche una prostituta siciliana, che con l’astuzia gli fa credere di essere sua sorella ( avendo raccolto più informazioni possibili su di lui da una vecchia che conosceva Andreuccio fin da piccolo e a cui era affezzionata, poichè le aveva prestato servizio in casa) e lo convince a fermarsi a cena, e poi a dormire, a casa sua.

Inizia la sua introduzione dicendo di essere rimasto sorpreso dalla quantità di invidia suscitata dalle sue novelle. Di solito questa colpisce autori importanti, mentre le sue sono soltanto novellette scritte in fiorentino e in prosa, e anche con un linguaggio umile. Alcuni dicono che gli piacciono troppo le donne, altri che trovano inappropriato che un uomo di quarant’anni si occupi di simili sciocchezze invece che di cose serie, altri ancora che farebbe meglio a trovare un modo per guadagnarsi il pane, piuttosto che scrivere poesie. In sua difesa, risponde alle critiche, decidendo di raccontare una novella dedicata alle donne, un po’ più corta rispetto a quelle solitamente raccontate dall’allegra brigata.

L'opera più importante di Boccaccio è "L'elegia di madonna Fiammetta", un racconto lungo, come una lettera o epistola, ispirato alle "Eroidi" di Ovidio (delle donne raccontano le proprie sventure). Fiammetta invia questa lettera a tutte le donne innamorate, essendo stata abbandonata da Panfilo.

Durante la sua vita Boccaccio si dedicò al culto di Dante ed esprime una vera e propria venerazione per lui. Gli scrive infatti un trattatello in Laude, è il suo primo commentatore e inizia con Boccaccio la tradizione di leggere e commentare i suoi canti. Mentre per quanto riguarda Petrarca lo ammira e i due diventano addirittura amici, scambiandosi lettere e manoscritti. Grazie a Petrarca, Boccaccio migliora le sue conoscenze classiche e modifica le sue idee di funzione della letteratura. Avevano tra loro anche diverse opinioni, sia sull'importanza della letteratura in volgare (Boccaccio a favore, Petrarca contro), sia sul ruolo dell'intellettuale e Boccaccio arriva infine a criticare Petrarca. Alla morte di Petrarca, Boccaccio scrive un sonetto molto intimo; cosa che fa anche per altri suoi amici (Senuccio, Cino e Dante) e amori (Fiammetta e Laura), per esprimere il suo forte desiderio di rivederli nell'aldilà.

Nelle parti in cui parla la voce narrante abbiamo periodi lunghi, con incisi e una costruzione ipotattica. Nelle parti di dialogo abbiamo una sintassi più svelta e leggera, una costruzione paratattica, un lessico e una fraseologia semplice vicini all'uso parlato.

Boccaccio racconta per il puro piacere di narrare e far sorridere. Importa avere spirito ed essere svegli, sapendosi comportare.

Arrivata per il marito di Monna Giovanna la morte, essendo ricchissimo affidò ogni cosa a suo figlio con un testamento, e nel caso che lui morisse senza alcun erede legittimo, nominò sua erede la sua donna che tanto amò. Rimasta vedova se ne andò con il figlio in campagna, in una terra vicina a quella di Federigo. Ben presto infatti Federigo e il giovanotto divennero amici e iniziarono a divertirsi con gli uccelli e con i cani, fin quando il figlio di Giovanna non vide il falcone volare, innamorandosene così tanto da volerlo a tutti i costi (non si permise mai però di chiederglielo poichè era troppo prezioso per Federigo, essendo la sua unica ricchezza). Il giovane però si ammalò e disse alla madre che se avesse ricevuto in regalo il falcone, si sarebbe subito ripreso e sentito meglio. Nonostante Giovanna sa benissimo che Federigo gliel' avrebbe dato se solo gliel'avesse chiesto, per quanto l'aveva amata, lei si sentiva crudele nel chiedergli il suo unico mezzo per non patire la fame. Infine però vinse l'amore per suo figlio e decise di andare da Federigo.

A causa del fallimento della compagnia dei Bardi, dovuto alla crisi finanziaria, i due sono costretti a tornare a Firenze. Qui scrive "L'elegia di madonna Fiammetta", "Teseida", "Comedia delle ninfee fiorentine","Amorosa visione", "Rime" e "Ninfale fiesolano". Inoltre fece anche missioni diplomatiche, come l'ambasciatore (insieme a Petrarca). Nel 1348 Firenze venne colpita dall'epidemia di peste, alla quale Boccaccio si isprirò per la scrittuta del Decameron.

Questa novella è una novella di formazione, nel quale il protagonista è Andreuccio da Perugia. La vicenda si svolge tutta in una sola notte e soltanto all'arrivo del sorgere del sole, egli riuscirà a salvarsi. Andreuccio è un ragazzo ingenuo che pur essendo stato ingannato, riuscirà alla fine a cavarsela e ad ingannare a sua volta gli altri. La novella, facendo parte della seconda giornata, è narrata dalla regina Fiammetta e il tema sono le storie a lieto fine. Come tutte, anche questa novella è introdotta da una rubrica, che sintetizza l'argomento. E' definita novella di formazione perchè Andreuccio vive, in una sola notte, un percorso di trasformazione e maturazione: passa da ragazzo inesperto a maturo e impara a sfruttare la sorte a suo vantaggio. Può essere anche detta novella rocambolesca, dal nome di Rocambol, il protagonista dei romanzi di avventura ricchi di colpi di scena e vicende straordinarie.

Andreuccio cade pienamente nel primo inganno della donna, lasciando i suoi averi completamente incustoditi. Si spoglia, va alla latrina, poichè doveva fare i suoi bisogni, ma scivola e cade nella fogna. Sporco e maleodorante, inizia a gridare svegliando tutto il quartiere. Ma così facendo attira anche l’attenzione del luingatore della donna, che lo invita ad allontanarsi per non rischiare guai più seri.

L'amore è una passione innata nell'uomo, che può essere scoraggiata, ma mai cancellata. Boccaccio mentre scriveva il Decameron aveva 40 anni, ma in un'epoca in cui i matrimoni erano tra adolescenti e si facevano figli da giovanissimi, è comprensibile che guardassero con sospetto coloro che continuavano a essere inclini all'amore e al sesso dopo aver raggiunto l'età dei doveri e delle responsabilità. E' questa la principale accusa da cui Boccaccio deve difendersi, e per farlo nomina 3 poeti che hanno una sorta di licenza nella pratica di sentimenti e passioni. Boccaccio crede che amare le donne in tarda età non è un difetto, ma bensì il destino di uomini antichi e valorosi.

Federigo, dopo aver ascoltato la richiesta della donna da lui tanto amata, scoppiò a piangere e anche se all'inizio Giovanna pensò che esso era causato dall' abbandono del falcone, egli gli speigò come andarono le cose realmente. Gli disse quindi che per darle un buon pasto, degno della sua ricchezza, l'unica cosa che poteva fare era cucinare il suo prestigioso falcone e per amore di lei lo fece, pur ritrovandosi sempre più povero. Gli speigò quindi il motivo per il quale non poteva dargli in regalo il falcone per il figlio, pur essendo amareggiato e dispiaciuto.

Le sezioni argomentative del brano sono la prima e la terza, mentre quella narrativa è la seconda. Lo stile della novella è sciolto, incalzante e reso vivace dal discorso diretto. Mentre nello stile del discorso che precede e segue la novella, prevalgono l'ipotassi, la frequenza degli incisi, le figure di accumulazione e il parallelismo.

LA RIPRESA ECONOMICA

La ripresa economica è causata dall'innovazione dell'agricoltura e dalla tregua delle malattie endemiche. Innovazione agricoltura: i campi vennero divisi in 3 parti, cereali, legumi e maggese; la dieta quindi inizia a essere più varia con l'aggiunta di carne, latticini, legumi e grano accessibili a tutti. Inoltre, grazie alla varietà di cibi e il miglioremento delle condizioni sanitarie, il tasso i mortalità diminuisce. Tregua delle malattie endemiche: causano un aumento demografico nelle campagne, ma essendoci troppa popolazione e poco lavoro e terreno, alcuni si spostarono nelle città, dove rinasce l'artigianato. Le eccedenze delle campagne arrivano nelle città, grazie al commercio. Insomma rinascono non solo e città, ma anche artigianato e commerci. Nascono anche i primi comuni, abitati da nobili, artigiani, contadini, mercanti, salariati, che iniziano a colonizzare anche le campagne intorno. Questa società è ben descritta da Boccaccio nel Decameron, soprattutto mercanti e commercio, le anime più attive nei comuni.

Boccaccio è nato nel 1313 in Toscana, a Firenze o a Certaldo, ed è il figlio illegittimo di un mercante fiorentino e una donna ignota. Il padre faceva parte della compagnia dei Bardi e non appena venne nominato rappresentante dovette trasferirsi a Napoli, portando con sè anche il figlio. Dunque percorre la sua infanzia a Firenze e poi si sposta a Napoli, una delle più importanti città europee di quel periodo, la cui corte angioina era un vivace centro culturale, dove iniziò a fare pratica come mercante. Ebbe quindi una formazione basata sul mondo mercantile e sull'ambiente di corte. Inoltre di Napoli è la donna di cui è follemente innamorato, chiamata dall'autore Fiammetta (senhal di Maria d'Aquino), una donna idealizzata, inventata ed il primo personaggio femminile ad amare un uomo. Passò poi dagli studi giuridici a umastici, essendo da sempre appassionato di letteratura.

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Nel Medioevo le virtù dello spirito erano divise in virtù teologali e cardinali; mentre le virtù laiche si applicavano nella vita pratica. Le più apprezzate erano la liberalità, la generosità e l'attitudine a spendere denaro. Al tempo di Boccaccio non esisteva uno stato sociale che aiutava i cittadini più deboli, ma era la generosità dei privati a poter soddisfare i bisogni del popolo. I più poveri contavano sui più ricchi, che potevano aiutare direttamente o attraverso chiesa e ordini religiosi. Dunque l'attaccamento al denaro era visto come un peccato gravissimo e lo spreco del denaro come un segno di disinteresse per i beni mondani e di alta statura morale.

Boccaccio affronta le critiche dicendo che egli è soltanto l'autore, infatti non si dichiara mai e parla di sè in terza persona. E' quindi un espediente per creare uno schermo tra lui e i critici e per distinguersi con i 10 ragazzi, narratori.

L'autore parla nella prima e nella terza parte in prima persona, mentre a novella in mezzo è narrata in terza persona. Il rapporto tra natura e cultra è molto importante, cioè ciò che gli esseri umani sono e ciò che l'educazione (in questo caso religiosa) li fa essere. Il figlio di Filippo Balducci è stato cresciuto dal padre in totale isolamento, imparando a memoria le preghiere. Arrivato a 18 anni, (l'età in cui secondo il "De Amore" di Andrea Cappellano i maschi raggiungono la maturità sessuale) il ragazzo vede per la prima volta delle donne e ne è attratto irresistibilmente. Dunque Boccaccio vuole esprimere che la repressione degli istinti attraverso la segrezione contrasta con la natura, che prima o poi fa sentire la propria voce.

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