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SOFIA BOCCACCIO DECAMERON

SARA E SOFIA BARONE

Created on October 11, 2023

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Transcript

Giovanni Boccaccio e il Decameron

1. La vita

- Certaldo - Napoli - Firenze - Certaldo

Il mondo di Boccaccio

  • L'amore per Dante e Petrarca
  • Il tema dell'amore
  • Poeta eclettico
  • La novella
  • Divertirsi con la letteratura
  • Il pubblico

Le opere giovanili

1. Opere scritte a Napoli

2. Opere scritte a Firenze

  • La caccia di Diana
  • Teseida
  • Filocolo

VS

  • La comedia delle Ninfe fiorentine
  • Elegia di Madonna Fiammetta

Il Decameron, Boccaccio

Caratteristiche fondamentali

Ceto mercantile

Proemio

1. Andreuccio da Perugia

2. La prima trappola da parte della giovane siciliana
1. La descrizione di Andreuccio
3. La seconda trappola da parte dei malfattori
4. L'ultimo pericolo scampato e il lieto fine

Analisi della novella

La struttura

Commento

La fortuna, il rischio e l'intraprendenza

Boccaccio nasce e cresce circondato da mercanti

Il mercante

I temi

Rocambolesca viene da Rocambole, un avventuriero famoso

Una novella rocambolesca

2. Chichibio e la gru con una zampa sola

  • Prima sequenza
"Brunetta e la coscia della gru"
  • Seconda sequenza
"L'ingegno di Chichibio"
  • Terza sequenza
"La visita delle gru"

Analisi e commento della novella

Due registri diversi

I personaggi

La struttura tripartita

Il gusto del raccontare

3. Che meraviglia le papere!

- 1a sequenza: narrativa/riflessiva
- 2a sequenza: narrativa
- 3a sequenza: narrativa/riflessiva

Analisi della novella

Due stili diversi

I personaggi

La struttura tripartita

Commento

1. La natura e la cultura di Boccaccio
2. Amare a 40 anni

4. "Amare o mangiare. Il dilemma di Federigo"

da Decameron, V giornata, nona novella

Riassunto della novella

5 sequenze nel testo:

03

02

01

La richiesta del figliuolo

La presentazione di Federigo

Rubrica e introduzione

05

04

Il lieto fine: l'amore trionfa

L'incontro di Giovanna e Federigo

Analisi dei personaggi e stile della novella

Commento della novella

L'uomo di valore ha una dignità speciale, che non dipende dalla ricchezza ma dall'onore e dalla virtù.

Le virtù laiche si applicavano nella vita pratica e tra queste c'è la liberalità.

Questa novella ci insegna che l'amore prevale su tutto e può avere un lieto fine, anche se inaspettato.

LA VIRTU' LAICA

DIGNITA' DELL'UOMO

STORIA D'AMORE

Grazie dell'attenzione!

Barone Sofia 4D

All'arrivo di Corrado, Chichibio non sa cosa fare, poichè aveva fatto tutto a sua insaputa e trova un espediente: convincere Corrado che tutte le gru hanno una sola coscia. Nonostante ciò Corrado è un po titubante e vuole vedere le gru dal vivo per verificare la sua affermazione.

La struttura della novella è divisa in tre parti: la prima è la preparazione della crisi, quando Corrado dà una gru da cucinare a Chichibio; la seconda è la crisi, quando il cuoco dà alla ragazza una coscia della gru e la serve a Corrado con una sola coscia; infine la terza è la soluzione della crisi, quando i due vanno al fiume per vedere le gru e Chichibio riesce a prevalere nella discussione, anche usando la cosiddetta "bun", facendo credere al suo padrone che, solo gridando, la gru avesse tirato fuori la'altra zampa.

Dopo il racconto Boccaccio continua con la sua difesa: se un giovane che non ha mai visto una donna, rimane talmente affascinato dal suo dolce viso e dalla sua grazia, lo stesso vale per qualunque uomo, compreso lui e perfino per uomini ancora più anziani, che sentono ancora gli impulsi amorosi. Ne sono testimoni Guido Cavalcanti, Dante Alighieri, Cino da Pistoia che, anche se vecchi, hanno sempre desiderato essere graditi alle donne. Detto questo conlude la novella dicedo che non saranno le calunnie degli invidiosi a farlo desistere dal continuare a scrivere le sue novelle.

Nella prima parte del racconto ci sono periodi lunghi e una costruzione prevalentemente ipotattica, mentre nella seconda parte di esso notiamo come la sintasi è più svelta e leggera, tendenzialmente paratattica e con un lessico più semplice e simile all'uso parlato (con addirittura un tentativo di imitazione al dialetto veneziano).

  • .

Nella novella troviamo una riflessione tra natura e cultura: ciò che gli esseri umani sono e ciò che l'eucazione li spinge ad essere; infatti il figlio di Filippo è educato religiosamente, ma si sente irresistibilmente attratto dalle donne, avendo raggiunto la maggiore età. Boccaccio, quindi, esprime la sua laicità facendoci intendere che è a favore della natura, poichè un'educazione equilibrata non può essere del tutto spirituale, ma deve riguardare anche le cose temporali, come l'amore e il sesso.

Petrarca considerò sempre le sue opere latine superiori rispetto a quelle volgari, Bocaccio, invece, preferiva le opere in lingua italiana, essendo appassionato delle opere in volgare di Dante e avendo studiato i classici del suo tempo. Boccaccio, come Petrarca, unisce degli esercizi di poetica allo studio della letteratura classica. Boccaccio descrive un amore sempre terreno, ma fonte di perfezione, a differenza di Dante e Petrarca, i quali hanno una prospettiva morale di esso. Possiamo definire Boccacio un poeta eclettico, cioè aperto a tutti i generi, anche se la novella resta il suo più grande successo. Boccaccio unisce l'utile al dilettevole, scrivendo opere in prosa e in volgare, per un pubblico soprattutto femminile, che appartiene al ceto mercantile dell'epoca.

Nella novella sono presenti due stili diversi: quello della novella, incalzante e sciolto, reso vivace dalla mimesi (parte dialogata) e quello della parte precedente e successiva ad essa, dove Boccaccio usa l'ipotassi al posto della paratassi, con frequenti incisi, figure di accumulazione e molti parallelismi.

Federigo degli Alberghi è il protagonista della novella, è un uomo a cui piace sperperare il suo denaro, ma che pur ritrovandosi senza un soldo non si perde d'animo e continua a vivere con quel poco che ha: una casetta di campagna e un falcone (simbolo di nobiltà all'epoca). E' innamorato perdutamente di Monna Giovanna, la quale, dopo essersi resa conto che non avrebbe mai incontrato uomo più dignitoso e ricco d'animo di lui, decide di volerlo sposare.

La vicenda si svolge nella corte di Currado Gianfigliazzi, tornato da una battuta di caccia con una grossa e succulenta gru, che affida a Chichibio, esperto cuoco veneziano, per presentarla imbandita a puntino ai suoi ospiti. Chichibio, descritto come un vanitoso e chiacchierone, si mette all’opera, ma viene interrotto dall’ingresso in cucina di Brunetta, la ragazza di cui è follemente innamorato. Il giovane cuoco vuole fare bella figura nei confronti della donna e, senza pensarci due volte, decide di offrire alla ragazza una coscia della gru, cucinata per il suo padrone.

Federigo è un uomo di valore ma che non fa buon uso dei suoi beni materiali, come ci dimostra ben due volte: la prima durante il tentativo di conquistare la donna, quando spende tutto e rimane senza un soldo; la seconda volta, però,mostra di essere un grande signore, dato che sacrifica la cosa più costosa che ha (il falcone) per fare bella figura con Giovanna. Grazie al suo comportamento la donna lo sceglierà come suo futuro sposo, da uomo dignitoso e virtuoso che era.

Boccaccio quando scrive il Decameron aveva meno di 40 anni ed era considerato vecchio per le donne, a quel tempo. Infatti fu criticato per essere lontano dall'età adolescenziale dell'amore e la cosa interessante è che risponde citando i tre maestri della poesia italiana di un decennio prima: Cavalcanti, Dante e Cino da Pistoia.

Il tema principale è quello della fortuna, un tema ripreso da Dante, ma modificato poichè Dante pensa che la fortuna derivi da Dio, mentre Boccaccio crede che ogni uomo possa avere la propria fortuna. Inoltre vi è il tema del rischio, poichè ogni mercante rischia di perdere denaro viaggiando; infine un altro dei temi presenti è l'intraprendenza e l'individualismo del protagonista, che deve affrontare tutto ciò da solo.

Chichibio è il protagonista della novella e il cuoco di Currado. Di carattere popolare e origini veneziane, si trova cacciato nella situazione scomoda di dover essere punito dal padrone a causa di un suo errore, che riesce a sviare grazie alla sua lingua lunga.Brunetta è la ragazza di cui Chichibio è innamorato, la quale consapevole che Chichibio non le resiste, riesce a ottenere la coscia di gru.Currado Gianfigliazzi: nobile uomo fiorentino, gentile e magnanimo. Seppur obbligato dalla propria posizione a mantenere un atteggiamento severo verso Chichibio, è un individuo che apprezza il riso e l'ironia, premiando la prontezza di spirito e il senso dell’umorismo di Chichibio.

Sequenza dialogica

Il giorno seguente Giovanna si reca a casa di Federigo con un'altra donna, chiedendo di poter restare a pranzo con egli. L'uomo, non avendo nulla da cucinare, sacrificò il suo falcone e lo servì a tavola, insieme alla tovaglia migliore che aveva. Dopo aver mangiato il falcone, la donna propose a Federigo la richiesta del figlio, ma egli, triste in cuor suo, le confessò di averglielo servito per pranzo. Purtroppo la donna tornò a casa a mani vuote e suo figlio, pochi giorni dopo, morì per malinconia del falcone.

il brano ha una struttura divisa in tre parti: nella prima Boccaccio presenta al lettore le accuse che gli hanno rivolto, ovvero amare troppo le donne. I commenti dei detrattori sono, per esempio, l'incorrettezza del suo atteggiamento nei confronti delle donne, la problematica dell'età avanzata, il consiglio di dedicarsi alle Muse e infine il consiglio di cercarsi un altro mestiere per guadagnare qualche soldo. Poi nella seconda parte troviamo la novella delle papere, usata come exemplum per far capire quanto sia forte l'attrazione degli uomini nei confronti delle donne. Infine nella terza parte Boccaccio risponde punto per punto alle accuse e ribadisce il suo diritto ad amare le donne.

Il Decameron è cognominato "Principe Galeotto" in onore del compagno di Lancillotto, che favorisce l'amore di quest'ultimo e Ginevra. Galeotto viene citato anche da Dante, che al contrario di Boccaccio condanna l'amore adultero dei due. Il proemio è la parte iniziale del Decameron, dove interviene direttamente l'autore ed ha un obiettivo: avere compassione degli afflitti dalle pene d'amore (tra cui lui stesso). Boccaccio si rivolge soprattutto alle donne innamorate, le quali non avendo altre attività (come gli uomini) si disperano per amore. Lo scopo del libro è quello di raccontare 100 novelle in 10 giorni, da un'onesta brigata di 10 ragazzi. Boccaccio si ispira al "Remedia Amoris" di Ovidio e alle "Mille e una notte".

Monna Giovanna è il personaggio secondario nella novella, la donna amata del protagonista e la mamma del giovane che, in punto di morte, desidera avere il falcone di Federigo. La donna è un personaggio dinamico, poichè cambia opinione su Federigo: inizialmente non lo considera nemmeno, nonostante i suoi numerosi sforzi, ma infine si rende conto dell'uomo che stava per perdersi e vuole sposarlo.

Federigo riesce a conquistare il cuore della donna amata, poichè si trova in una vera e propria situazione di sudditanza rispetto a Giovanna, come se fosse il suo vassallo, che farebbe di tutto per lei. La loro storia ha un lieto fine, visto che Monna Giovanna decide di volerlo sposare, dopo essersi resa conto che era l'uomo perfetto per lei, anche non essendo ricco.

Giovanni Boccaccio nasce a Certaldo nel 1313. Suo padre era un ricco mercante, che lavorava per la compagnia dei Bardi e con il quale Boccaccio si trasferisce a Napoli. Qui prese contatto con il ceto mercantile e i membri della corte angoina, ma soprattutto clon Fiammetta, una donna idealizzata e forse immaginaria (come Laura e Beatrice), protagonista di "Elegia di Madonna Fiammetta". Nel 1340 Boccaccio, a causa del fallimento dei Bardi, torna a Firenze, dove scrive le sue opere maggiori. Nel 1348 arriva la peste nera a Firenze, un' epidemia che Boccaccio usa come ispirazione per il Decameron. Durante la sua vita conoscerà Petrarca e si dedicherà a commentare le sue opere. Infine morirà a Certaldo, dopo aver preso gli ordini minori.

Le opere fiorentine sono opere influenzate da Dante, come:

  • La comedia delle Ninfe fiorentine, un prosimetro (come la Vita Nova), che racconta di un amore allegorico.
  • L'Elegia di Madonna Fiammetta, una lettera scritta da Fiammetta per tutte le donne innamorate, di carattere autobiografico, dove lei stessa racconta di Pamfilo (Boccaccio), che la abbandona per tornare a Firenze. In quest'opera Boccaccio riprende il modello di Ovidio, dove alcune donne, come Arianna e Didone, raccontano le loro sventure attraverso delle lettere.

La struttura è ad intreccio, cioè non segue l'ordine cronologico delle vicende. E' caratterizzato da tre tipi: quello a ripetizione, dove il protagonista affronta situazioni molto simili; quello a d incastro, dove è presente una storia nella storia; e infine quello circolare, dove l'inizio della novella corrisponde alla fine, infatti Andreuccio parte ricco e torna anche più ricco di prima, dopo essere maturato ed aver superato tanti ostacoli e inganni.

Fiordaliso, è una prostituta e una donna maliziosa che inganna i poveri sprovveduti. Ingegno e bellezza volgare sono le armi che usa per perseguire i suoi scopi. Inoltre, si serve di una serie di aiutanti, come l'anziana signora che conosce il giovane ingenuo e riesce a portare Andreuccio nella sua casa, commuovendolo e convincendolo di restare con le sue bugie.

La novella parte con Andreuccio, un giovane mercante di cavalli assai ingenuo, che, giunto a Napoli da Perugia per concludere qualche buon affare, fa sfoggio davanti a tutti della sua ricchezza sulla piazza del Mercato, attirando così le attenzioni di una bella prostituta siciliana.

La liberalità, una delle virtù laiche, è la generosità e l'attitudine a spendere denaro senza pensarci due volte. A quei tempi non esisteva un preciso stato sociale che si occupava dei cittadini più vulnerabili, perciò erano i ricchi a dover aiutare chi aveva meno possibilità. Il ceto sociale più agiato poteva, quindi, aiutare i bisognosi sia direttamente sia attraverso la Chiesa e gli ordini religiosi: tutto ciò faceva sembrare l'attaccamento al denaro un peccato gravissimo!

Boccaccio riprende la parola "mercatante" riferendosi agli uomini che mercatano, cioè a coloro che hanno uno svago e una distrazione dalle pene d'amore. Lo stesso Andreuccio, infatti, è un "mercatante venuto a Napoli per comperar cavalli" e il Decameron è descritto come un' epopea di mercanti, soggetti a colpi di fortuna e che devono cavarsela da sè.

Boccaccio inizia la sua introduzione dicendo di essere rimasto sorpreso dalla quantità di invidia suscitata dalle sue novelle. Di solito questa colpisce autori importanti, mentre le sue sono soltanto «novellette» scritte in fiorentino e in prosa, con un linguaggio umile e colloquiale. Alcune critiche dicono che gli piacciono troppo le donne, altri che trovano assurdo che un uomo di quarant’anni si occupi di certe sciocchezze invece che di cose serie, altri ancora che farebbe meglio a scrivere poesie per guadagnarsi il pane. In sua difesa decide di raccontare una novella, che usa come exemplum per rispondere alle critiche dei detrattori.

Il Decameron ha una struttura a cornice ed è il primo grande libro moderno, costituito da 3 livelli: il livello diegetico, ovvero le 100 novelle; il livello extradiegetico, fuori dalla narrazione, dove parla l'autore (come nel proemio) e infine le rubriche, le quali introducono ogni novella. Il Decameron è un libro di diletto, legato alla tradizione ma laico (non c'è un rapporto verso Dio). Il pubblico è di donne innamorate e lettrici, che Boccaccio consola per aiutarle a superare le pene d'amore (più difficli da superare non avendo momenti di svago come gli uomini). Il Decameron è una risposta alla tragedia della peste e aiuta i 10 ragazzi, narratori delle novelle, a superarla. Infine lo stile è più elevato nella cornice, quando parla l'autore, e più vicino al volgare fiorentino nelle novelle.

Infine Chichibio e Corrado vanno a vedere le gru, le quali sono in posizione di riposo (cioè su una gamba), quindi il giovane continuia a cercare di convincere il suo padrone, il quale, però, emette un grido che fa svegliare le gru, che tornano su due gambe. La novella si conlude in modo simpatico perchè Chichibio dice a Corrado che se avesse voluto mangiare l'altra coscia della gru, avrebbe dovuto gridare per svegliarla!

Le opere che Boccaccio scrive a Napoli sono opere cortesi, che celebrano i valori dell'amore cortese. Alcuni esempi sono:

  • Il Teseida
  • La caccia di Diana
  • Il Filocolo, che anticipa il Decameron (entrambi in prosa) e parla dell'amore contrastato di Florio, pagano, ma che si convertirà per amore di Biancifiore, cristiana.

La novella racconta di un uomo, Federico Balducci,che vive a Firenze con sua moglie, che ama molto ma che muore lasciandolo con un figlio di due anni. Non riuscendo più a rassegnarsi per la sua sventura, lascia tutti i suoi averi ai poveri e poi si ritira come eremita insieme al figlio in una grotta del monte Asinaio. Parla al figlio solo di Dio e dei Santi, gli insegna a pregare e non gli fa mai vedere il mondo esterno. Quando compie diciotto anni va insieme al padre a Firenze per conoscere la città, dove mostra un grande stupore nel vedere tante cose nuove per lui. Mentre camminano incontrano un gruppo di donne molto belle e chiede cosa sono: il padre risponde che si chiamano «papere». Il figlio dice che le papere sono bellissime e il padre si pente amaramente di averlo portato a Firenze.

Andreuccio da Perugia, è un comune giovane del popolo, mercante di cavalli sfortunato ed inesperto. Nel corso della novella diventa più consapevole e maturo, per questo si può dire che è un personaggio dinamico. Nella storia acquisisce anche l'astuzia del vero mercante, imparando dai suoi errori e non fidandosi più di ogni persona che incontra, date le sue tre sventure in un giorno.Difatti ha diversi antagonisti, come la giovane ciciliana e i ladri, che si spacciano per aiutanti ma lo incastrano per bene.

Sequenza dialogica/riflessiva

Infine Giovanna fu costretta a scegliersi un nuovo marito e, dopo un'attenta riflessione, disse di voler sposare Federigo, non per la ricchezza ma per l'uomo di valore che era. Così Federigo riuscì a passare il resto della sua vita felice con la donna che ha sempre amato e che gli donò tutte le sue ricchezze.

Sequenza dialogica

Giovanna, rimasta vedova ma ricca, grazie ai possedimenti del marito, si trasferisce con suo figlio vicino alla casa di Federigo. Un giorno suo figlio si ammalò e la mamma, per amore, gli promise tutto ciò che voleva pur di farlo guarire. Il ragazzo chiese alla madre il falcone di Federigo, che da tanto desiderava avere ma non aveva mai avuto il coraggio di chiedere.

Una volta scoperchiata la tomba dell’arcivescovo, i due criminali obbligano il ragazzo a introdursi nel sepolcro e a consegnare loro gli oggetti preziosi. Andreuccio questa volta capisce che i ladri vogliono nuovamente abbandonarlo, così, dopo aver preso tutte le reliquie, decide di tenere per sé un anello. I due ladri, vedendo arrivare un gruppo di persone, chiudono nella tomba il giovane e, mentre lui si tormenta sul proprio destino, sopraggiungono altri due ladri che aprono la tomba; un prete prova a calarsi all’interno ed il giovane coglie al volo l’occasione favorevole: afferra la gamba del sacerdote terrorizzandolo e facendolo fuggire. Finalmente libero, il protagonista esce dalla cripta con l’anello dell’arcivescovo e torna a Perugia con il suo bottino.

Bocaccio è un esponente della borghesia mercantile del 300, quando nasce la figura del mercante, un abitante povero ma in grado di acquisire ricchezza, investendo il proprio denaro. Il simbolo del mercante è la moneta, ma usano anche le lettere di cambio per circoscrivere i rischi. Il mercante, data la scarsa disponibilità di lavoro in campagna e l'aumento della popolazione, si sposta in città, dove diventa un piccolo commerciante, grazie alle eccedenze portate dalle campagne. I valori di un mercante sono, quindi, il rischio, la fortuna, l'intrapendenza e l'indivisualismo. In quest'epoca nasce, inoltre, la figura del banchiere, il quale garantisce i soldi sulla lettera di cambio; i primi banchieri furono i membri della famiglia dei Medici.

Sequenza narrativa

La novella è aperta da una rubrica, che riassume in tre righe il contenuto della storia, seguita dal discorso della regina, la quale vuole insegnare alle donne a concedere i propri favori a chi se li merita.

Andreuccio dirigendosi verso il suo albergo, incontra due ladri che gli raccontano di aver intenzione di derubare il cadavere dell’arcivescovo, seppellito nel Duomo della città con molti oggetti preziosi e ricchi ornamenti. Andreuccio, desideroso di recuperare la fortuna perduta, si fa nuovamente ingannare e decide di partecipare al furto. I due ladri, dato la puzza che emana, convincono il giovane a lavarsi calandosi in un pozzo, ma a causa dell’arrivo di alcune guardie, lo abbandonano lì. Quando le guardie si avvicinano al pozzo per bere, tirando su la corda a cui era appeso, vedono il giovane e, in preda al terrore, fuggono. Andreuccio, una volta uscito dal pozzo, incontra nuovamente i due ladri e i tre uomini finalmente attuano il furto.

Questa novella non è un racconto con una morale, ma è completamente diverso dal solito, in quanto scritto per il puro piacere di raccontare e di far sorridere (come si fa oggi raccontando le barzellette). L'idea centrale nella novella è che non importa essere ricchi o poveri, ma avere spirito e avere il famoso "savoir faire" (sapersi comportare), che aiuta ognuno di noi ad affrontare qualsiasi situazione con leggerezza e sarcasmo.

Lo stile della novella è diverso rispetto alle altre novelle del Decameron, poichè qui Boccaccio non usa un linguaggio quotidiano, ma il protagonista parla a Giovanna usando un tono solenne e intonato alla gravità della sua richiesta. Allo stesso modo, la donna fa un vero e proprio discorso per convincere Federigo a darle il falcone: si tratta della così chiamata "captatio benevolentiae".

Si tratta di una novella rocambolesca (da Rocambole, il più famoso protagonista di avventure), dove Andreuccio scampa il pericolo ben tre volte: nella fogna, nel pozzo e infine nel sarcofago. Tutto ciò ci spiega la narrazione affrettata e ricca di colpi di scena, una vera e propria avventura!

L’obiettivo della prostituta è derubare Andreuccio e, dopo aver visto il giovane salutare un’anziana donna, chiede a quest’ultima notizie su di lui, per poi fingersi sua sorella, raccontandogli di essere figlia di un’amante di suo padre. Dopo lei lo invita ad entrare in casa e il giovane mercante, commosso dalle rivelazioni della donna, prima si ferma a cena e poi anche a dormire, cedendo alla sua insistenza. Andreuccio cade pienamente nell’inganno e lascia i suoi soldi incustoditi. Si spoglia, va alla latrina, ma scivola e cade nella fogna, dove inizia a gridare attirando l’attenzione di un uomo, che lo invita ad allontanarsi per non rischiare guai più seri.

Sequenza narrativa/ descrittiva

In questa sequenza viene presentato Federigo degli Alberghi, un giovane stimato sia per la sua abilità nelle armi che per la sua cortesia, innamorato di Giovanna, una delle più belle donne di Firenze. Federigo combatteva a cavallo e dava spettacolo, spendendo tantissimi soldi per lei, ma ottenne il suo menefreghismo e rimase povero. La sola cosa che gli restava era il suo falcone, allora andò a vivere in campagna.

I personaggi sono Filippo Balducci e suo figlio. Il primo, dopo una delusione amorosa dovuta alla morte della moglie, educa per tutta la vita suo figlio con delle regole e una cultura stretta, senza fargli avere nessun contatto con l'esterno. D'altra parte, quando suo figlio vede per la prima volta le donne ne resta stupefatto dalla bellezza, così domanda al padre cosa fossero, e lui, di pronta risposta, dice che sono papere, poichè non vuole che suo figlio ci entri mai in contatto.