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VISITA ALLA GALLERIA BORGHESE

Sara Perini

Created on October 11, 2023

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Transcript

TOUR GUIDATO

All'interno della galleria borghese

GALLERIA BORGHESE

Info

PIANO TERRA

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Al piano terra ci sono 8 stanze tra cui le più importanti da visitare sono: - SALA 2 - SALA 3 - SALA 8

1/5

SALA 2

David - 1623\ 1624 Gian Lorenzo Bernini

2/5

sala 3

Apollo e Dafne - 1622-1625 Gian Lorenzo Bernini

3/5

SALA 8

Autoritratto in veste di Bacco (Bacchino malato) Caravaggio 1593-1594

La Madonna dei Palafrenieri - Caravaggio1609-1610

David con la testa di Golia - Caravaggio 1609-1610

PIANO TERRA COMPLETATO!

CONTINUe

PRIMO PIANO

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Al primo piano troviamo 12 stanze, tra cui le più importanti sono: - SALA 9 - SALA 20

4/5

SALA 9

Deposizione di Cristo - Sanzio Raffaellor 1602-1604

SALA 20

5/5

Amor sacro e amor Profano - Tiziano 1515 circa

PRIMO PIANO COMPLETATO!

CONTINUE

Il David scolpito da Gian Lorenzo Bernini esalta le qualità fisiche del giovane personaggio biblico, nel momento in cui sta per scagliare la pietra contro il gigante Golia. Tradizionalmente David veniva raffigurato in piedi , spesso con la testa di Golia ai suoi piedi. La statua è coerente con l’estetica barocca, gli artisti dell’epoca infatti dovevano creare figure spettacolari e dinamiche, adatte a decorare gli ambienti arredati scenograficamente.

Il gruppo scultoreo di Apollo e Dafne è una delle opere giovanili del Bernini. Fu realizzato per il cardinale Scipione Borghese. La scultura rappresenta un famoso episodio mitologico. Il dio della musica Apollo è intento a inseguire la giovane ninfa Dafne di cui è perdutamente innamorato e dalla quale non è corrisposto. In ogni dettaglio l’opera concorre a formare un insieme di incanto e di meraviglia che è tipico della poetica del barocco. L’opera rappresenta uno dei momenti più alti dell’intera produzione scultorea barocca, sia nella splendida lavorazione del marmo, sia nella tensione psicologica che la caratterizza.

Il dipinto fu commissionato nel 1605 dai membri della potente arciconfraternita dei Palafrenieri che, in seguito al rinnovamento della basilica di San Pietro, chiesero al pittore una nuova opera destinata a sostituire un vecchio quadro che decorava l'altare della loro cappella dedicata a sant’Anna. Il quadro raffigura Maria, ritratta mentre schiaccia con l'aiuto di Gesù un serpente ai suoi piedi - simbolo del peccato - assistiti da Anna, madre della Vergine e protettrice dei confratelli, raffigurata come un'umile e vecchia popolana, dal volto grinzoso segnato dal tempo.

Il quadro ritrae con estremo realismo la figura di un giovane con gli attributi tipici di Bacco, dio del vino e dell’ebbrezza, che si rivolge allo spettatore in posa atipica - di tre quarti - mostrando fra le mani un rigoglioso grappolo d’uva bianca, in evidente contrasto con il suo incarnato ceruleo e insalubre. Caravaggio riallacciandosi al dio inventore del vino, avrebbe riprodotto al centro del quadro il gesto di tale 'creazione': Bacco che tendendo il braccio, sta per spremere delicatamente l'uva tra le sue dita.

Il dipinto fu eseguito a Napoli, dove Caravaggio, fuggito da Roma nel 1606 con l'accusa di omicidio, si trovava in esilio. La scelta del soggetto, con la vittoria dell’eroe d’Israele sul gigante filisteo Golia, si deve probabilmente allo stesso pittore. David, infatti, non manifesta un atteggiamento di trionfo ma, triste e malinconico, regge e osserva commosso il capo mozzato di Golia, nel cui viso il pittore raffigura il proprio autoritratto. Il giovane, inoltre, impugna una spada sulla cui lama compare la sigla "H.AS O S"

L'opera, utilizzata come pala d’altare nella chiesa di San Francesco, rimase nella città umbra per cento anni, finché una notte,fu prelevata di nascosto e inviata a Roma. Nel mettere in scena il dramma della rappresentazione, Raffaello prese a modello il Compianto su Cristo morto di Perugino a Palazzo Pitti, in cui Cristo è raffigurato disteso a terra secondo un'iconografia allora tradizionale. L'ingente numero di disegni preparatori documenta lo studio e il lungo e laborioso evolversi del progetto compositivo, reso progressivamente più drammatico e dinamico nella nuova iconografia del "trasporto".

La tela rappresenta due donne, ritratte ai lati di un antico sarcofago istoriato, su cui poggia un putto alato che con la mano rimesta l’acqua al suo interno. Questa figura, così come il soggetto del quadro, è fortemente connessa al tema dell’amore - qui espresso nella sua duplice natura, sacra e passionale - raffigurato allegoricamente dalle due figure femminili, simbolo dell’Amor sacro e dell'Amor profano. Tale dualità, presente anche nel paesaggio riprodotto sullo sfondo, è inoltre espressa sulla sinistra da una veduta montana e sulla destra da un villaggio lacustre.

TOUR TERMINATO!

GRAZIE PER L'ATTENZIONE

Bevilacqua, Ruffini e Perini

SALA 2

Sala del david Al centro si trova il David di Gian Lorenzo Bernini, realizzato tra il 1623 e il 1624.

SALA 8

Sala ​del SilenoL‘ambiente è noto per la presenza di sei, dei dodici dipinti di Caravaggio. . I più antichi sono il Giovane con canestra di frutta e l’Autoritratto in veste di Bacco o Bacchino malato. la Madonna dei Palafrenieri e David con la testa di Golia documentano la fase più matura dell’artista.

SALA 3

Sala di ​Apollo e Dafne. Il dipinto al centro della volta, Amore colpisce Apollo con la freccia della passione amorosa, mentre Dafne è colpita da un’altra di segno contrario, è strettamente legato al celebre gruppo berniniano di Apollo e Dafne, da cui la stanza prende il nome.

aspetti generali

Il Museo Galleria Borghese custodisce una collezione di sculture, bassorilievi, mosaici antichi e dipinti e sculture dal XV al XIX secolo. Al suo interno vi sono opere di Caravaggio, Raffaello, Tiziano, Correggio, Antonello da Messina, Giovanni Bellini e le sculture di Gian Lorenzo Bernini e del Canova. Le opere sono esposte nelle 20 sale affrescate che, insieme con il portico e il Salone di ingresso, costituiscono gli ambienti del Museo aperti al pubblico. Oltre 260 dipinti sono custoditi nei Depositi della Galleria Borghese.

SALA 9

Sala di Didone La sala, già delle Tre Grazie, deve l’attuale denominazione ai dipinti che decorano la volta, raffiguranti episodi della storia di Enea e Didone.

SALA 20

Sala di Psiche La sala, detta anche dell’Orizzonte dal nome dell’artista i cui dipinti erano un tempo qui conservati, chiude il percorso della visita con una serie di dipinti del Rinascimento veneto. Sulle pareti si trovano alcune delle opere più famose della collezione, tra queste Amor Sacro e Amor Profano di Tiziano.