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DIDONE ED ENEA
Manahil Tariq
Created on October 8, 2023
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Transcript
Didone ed Enea
CARME 64 DI CATULLO
Nel testo è presente una ékphrasis ("digressione") che parte dalla raffigurazione sulla coperta del talamo di Peleo e Teti in cui Arianna, sola sul lido di Nasso, scorge la flotta di Teseo allontanarsi.
Per il carme 64 Catullo (ca 84 a.C.-54 a.C.) si è ispirato al mito di Medea nelle diverse varianti dei poeti greci (Euripide, Apollonio Rodio) e latini (Ennio). A sua volta questa composizione è stata modello per Ovidio e Virgilio, il quale ha tratteggiato la figura di Didone a partire dall'Arianna catulliana. Nell'episodio di Didone ed Enea ritorna il topos della donna abbandonata. Il carme 64 è un epillio che narra le nozze di Peleo e Teti, il cui amore felice è basato sulla fides e sul foedus, contrapposto a quello infelice e distruttivo tra Arianna e Teseo.
Arianna si lamenta, scossa dal dolore causatole dall'abbandono dell'uomo a cui aveva salvato la vita, sacrificando il fratello Minotauro.Catullo soggettifica il mito, proiettandovi i propri sentimenti. Infatti vi è una chiara identificazione del poeta con Arianna: entrambi soffrono per l'infedeltà della persona amata e la violazione della fides, calpestata. Egli desidera che la sua storia con Lesbia si concluda felicemente come quella di Peleo e Teti, ma sa che è più destinata a finire come quella tra Arianna e Teseo. Per questo la vicenda simboleggia l'aspirazione amorosa del poeta a quel foedus che non raggiungerà mai.
Non questo promettevi un giorno con parole suadenti a me sventurata, non queste speranze infondevi; ma un lieto matrimonio, ma un bramato imeneo. Tutte promesse vane, che i venti ora disperdono all'aria. E non vi sia più donna che creda ai giuramenti di un uomo, che speri sincera la parola di un uomo: gli uomini, fino a che smania il capriccio di ottenere qualcosa, non temono di far giuramenti, non risparmiano mai le promesse; ma appena è saziato il piacere della voglia d'amore, non temono più le parole, non si curano dei loro spergiuri."
Carme 64, vv. 132-148
"Ah! così tu, traditore, toltami dal focolare domestico, o traditore Teseo, mi abbandonasti su una spiaggia deserta? È così che tu fuggi, sprezzando la potenza dei numi, e dimentico, ahimé!, porti a casa i tuoi esecrati spergiuri? Nulla ha potuto piegare il proposito della tua mente crudele? Non avevi clemenza che inducesse ilcuore snaturato a impietosirsi di me?
1. Section
mito di medea
Medea dopo aver aiutato il suo amato Giasone a prendere il vello d'oro, uccidendo anche il fratello per lui, si trasferisce a Corinto con il marito e i figli. A Corinto però Giasone decide di sposare Glauce, la figlia del re Creonte, per motivi politici. Creonte, sapendo delle abilità magiche di Medea, teme per la propria figlia e quindi decide di esiliare dalla città la maga.Medea finge di non avere problemi con il matrimonio dei due, ma in realtà servendosi dei figli manda alla sposa come regalo di nozze una veste avvelenata. Quando Glauce indossa la veste comincia ad andare a fuoco e muoiono sia lei, sia il padre, che ha cercato di aiutarla. Medea, travolta dalla rabbia, vuole che Giasone soffra molto di più: decide di uccidere con le proprie mani i loro figli per poi andarsene via.
Dido aeneae, ovidio
Didone affida alla sorella Anna, per Enea, un mesaggio supplichevole. V.412: "improbe Amor! Quid non mortalia pectora cogis" (Amore ingiusto, a cosa non spingi i cuori dei mortali).
Ovidio nella settima eroide ovidiana riscrive la vicenda della regina cartaginese in forma epistolare e monologica.
Ovidio concentra in un unico lungo segmento testuale i vari discorsi della Didone eneadica
Fitto dialogo intertesuale: Ovidio rienterpreta il personaggio di Didone in chiave elegiaca.
La Didone ovidiana è disposta ad umiliarsi e supplicare pur di stare con Enea; manca di Orgoglio. Virgilio ritrae il Pius Enea, costretto a rinunciare a tutto pur di compiere la missione affidatagli dal Fato. Ovidio ritrae un uomo perfidus, ingannatore della vera protagonista, Didone. Virgilio vuole compiacere l'imperatore Augusto (pax Augustea). Ovidio si distacca dall'ambiente della corte e si avvicina al sentimento del più debole.
LA DIDONE DI UNGARETTI
Vittima di un insanabile conflitto interiore, Didone è molto vicina sia alla Medea di Euripide sia all’Arianna di Catullo e diventa fonte di ispirazione per Ungaretti.
Giuseppe Ungaretti compose 19 Cori descrittivi degli stati d'animo di Didone, inclusi nell'opera incompiuta "Terra promessa", nella sezione Frammenti (1935-1953). Travolta dalla passione, Didone osa tradire il giuramento di fedeltà al marito Sicheo, assassinato dal fratello Pigmalione, unendosi con Enea. Tuttavia cosí viola le leggi della fides e di conseguenza perde il pudor e la fama. È propriamente tale “colpa tragica” la vera causa scatenante del ciclo di eventi che la porterà al suicidio.
Coro iii
Nel passo che segue Enea, approdato sulle coste italiche, invoca Didone e ode i cori che cantano la sua passione.
Ora il vento s'è fatto silenzioso E silenzioso mare; Tutto tace; ma grido Il grido, solo, del mio cuore, Del cuore che brucia Da quando ti mirai e m'hai guardata E più non sono che un oggetto debole. Grido e brucia il mio cuore senza pace Da quando più non sono Se non cosa in rovina e abbandonata.
È lei a narrare in prima persona la dolorosa vicenda dell'abbandono con immagini ed espressioni simili a quelle virgiliane. Ungaretti esprime il dolore e la delusione della regina derivanti dall'accordo d'amore infranto, uniti alla sensazione di impotenza e di vuoto e assenza della persona ritenuta vitale.
CORO V
Solo ho nell'anima coperti schianti,Equatori selvosi, su paludi Brumali grumi di vapore dove Delira il desiderio, Nel sonno, di non essere mai nati.
morte di didone
Quadro di Gregorio Lazzarini (1655/1730). Il dipinto fa parte del ciclo di dodici tele a soggetto virgiliano per la Galleria dell'Eneide (commissionato da Raimondo Buonaccorsi).-Didone ha nel grembo la spada insanguinata -Didone è sorretta dalla sorella Anna e dalla nutrice Barce -il gruppo centrale è disposto sulla pira, ovvero una catasta di legna -colori squillanti, dalle limpide tonalità
DIDO AND AENEAS
-Didone ed Enea è stata scritta da Henry Purcell. -È un'opera lirica suddivisa in tre atti. -L'opera si ispira alle avventure di Enea a Cartagine. -La sua prima rappresentazione è stata l'11 aprile 1689.
DIDO AND AENEAS
ATTO ICalla corte del palazzo cartaginese, Belinda nota che sua sorella Didone è turbata; ella prova infatti le pene d’amore per Enea, guerriero fuggito dalle rovine di Troia.Belinda vede la possibilità di stringere un alleanza tra troiani e cartaginesi, portando grande fasto a entrambi i popoli; intuendo i sentimenti della sorella, la spinge verso le braccia di Enea.Didone è restia, ma quando il principe troiano entra a palazzo, non resiste alle sue lusinghe.
dido and aeneas
ATTO IIII marinai preparano le navi per salpare; la maga e le streghe li osservano soddisfatte, ripromettendosi di funestare il viaggio di Enea con una violenta tempesta. Intanto a palazzo, Didone – non vedendo tornare Enea – rimprovera Belinda per averla mal consigliata. Giunge infine Enea, che gli comunica la notizia ricevuta dall’emissario di Giove.La regina Didone lo accusa di essere un ipocrita e di voler nascondere quel suo gesto vile dietro il volere degli dei. Gli intima quindi di andarsene verso il suo regno promesso e di abbandonarla a sé stessa.Enea allora decide di andare contro il volere di Giove e rimanere con la sua amata.Didone gli ordina di andarsene, in quanto per lei è stata una grave offesa anche il solo suo pensiero di abbandonarla.Appena Enea parte, Didone si abbandona alla morte tra le braccia di Belinda.
ATTO IIIn una grotta, una maga convoca le sue sorelle streghe. Esse odiano la regina di Cartagine e desiderano sopra ogni cosa che perda il potere e l’amore.Sanno che Didone ed Enea sono andati a caccia. Progettano dunque di far scatenare un temporale per obbligarli a tornare al palazzo; successivamente, un loro folletto travestito da Mercurio, andrà da Enea per avvisarlo che il volere di Giove è che lui parta immediatamente alla volta dell’Italia e porti a termine il suo destino. Le streghe si ritirano per completare il loro incantesimo. Intanto, nel bosco, il seguito di Didone intrattiene Enea, mentre questi racconta delle sue avventure.Arriva un temporale e tutti corrono al riparo verso il palazzo. Il folletto, travestito da Mercurio, compare a Enea e gli intima di ascoltarlo: è volontà di Giove che lui parta immediatamente per continuare il suo viaggio e fondare una nuova città di Troia.Enea si trova in una posizione difficile: ha appena conquistato il cuore di Didone, ma è costretto ad abbandonarla per volere degli dei.
CURIOSITÀ!
Nel 2005 la Tunisia celebrò Didone quale mitologica fondatrice della sua capitale con una banconota che ne ritrae il volto.
grazie per l'ascolto!
Lavoro realizzato da Ambra Alberti, Flavia Durra e ultima, ma non per importanza, Manahil Tariq.
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