La seconda guerra d'indipendeza
Cavour e la guerra
Il 20 luglio 1858 Cavour e l'imperatore Napoleone III firmarono a Plombières il trattato di alleanza in caso di attacco austriaco.
Il 29 aprile 1859 gli austriaci aggredirono il Piemonte indotti dalle provocazioni di Cavour: scoppiò la seconda guerra d'indipendenza. La battaglia di Montebello del 1859 fu la prima battaglia e la prima vittoria dei franco-piemontesi sugli austriaci.
Al comando dell'armata austriaca in Italia c'era il comandante Gyulay che però esitò davanti alla prospettiva di passare il Ticino e invadere il Piemonte poiché l'attraversamento dei fiumi era particolarmente difficile.
Il 30 aprile Gyulay passò il Ticino ma Cavour fece inondare il Vercellese in modo da frenare l'avanzata nemica.
Il 4 giugno 1859 i franco-piemontesi vinsero la battaglia di Magenta e l'8 giugno Vittorio Emanuale II e Napoleone III entrarono a Milano. Intanto il 16 giugno l'imperatore Francesco Giuseppe prese il comando dell'esercito austriaco esautorando Gyulay.
I Cacciatori delle Alpi, un corpo di volontari arruolato da Garibaldi, generale dell'esercito piemontese, occupava Como, Varese, Bergamo e Brescia. L'obbiettivo di Garibaldi era impegnare le truppe austriache su un fronte secondario, più a Nord rispetto all'esercito franco-piemontese.
Il 24 giugno si svolserò 2 durissime battaglie a Solferino e San Martino vinte dai franco-piemontesi con gravi perdite da entrambre le parti. I vincitori avevano perso 17.000 uomini, l'esercito austriaco ne aveva persi 22.000, un numero scioccante. La situazione politica internazionale e interna della Francia persuasero Napoleone III a porre fine alla guerra. L'11 luglio venne firmato l'armistizio di Villafranca con cui l'Austria cedeva al Regno di Sardegna la Lombardia. Cavour, furioso, rassegnò le dimissioni da capo del governo.
La seconda guerra d'indipendenza
Leonardo STEFANI
Created on October 8, 2023
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La seconda guerra d'indipendeza
Cavour e la guerra
Il 20 luglio 1858 Cavour e l'imperatore Napoleone III firmarono a Plombières il trattato di alleanza in caso di attacco austriaco.
Il 29 aprile 1859 gli austriaci aggredirono il Piemonte indotti dalle provocazioni di Cavour: scoppiò la seconda guerra d'indipendenza. La battaglia di Montebello del 1859 fu la prima battaglia e la prima vittoria dei franco-piemontesi sugli austriaci.
Al comando dell'armata austriaca in Italia c'era il comandante Gyulay che però esitò davanti alla prospettiva di passare il Ticino e invadere il Piemonte poiché l'attraversamento dei fiumi era particolarmente difficile.
Il 30 aprile Gyulay passò il Ticino ma Cavour fece inondare il Vercellese in modo da frenare l'avanzata nemica.
Il 4 giugno 1859 i franco-piemontesi vinsero la battaglia di Magenta e l'8 giugno Vittorio Emanuale II e Napoleone III entrarono a Milano. Intanto il 16 giugno l'imperatore Francesco Giuseppe prese il comando dell'esercito austriaco esautorando Gyulay.
I Cacciatori delle Alpi, un corpo di volontari arruolato da Garibaldi, generale dell'esercito piemontese, occupava Como, Varese, Bergamo e Brescia. L'obbiettivo di Garibaldi era impegnare le truppe austriache su un fronte secondario, più a Nord rispetto all'esercito franco-piemontese.
Il 24 giugno si svolserò 2 durissime battaglie a Solferino e San Martino vinte dai franco-piemontesi con gravi perdite da entrambre le parti. I vincitori avevano perso 17.000 uomini, l'esercito austriaco ne aveva persi 22.000, un numero scioccante. La situazione politica internazionale e interna della Francia persuasero Napoleone III a porre fine alla guerra. L'11 luglio venne firmato l'armistizio di Villafranca con cui l'Austria cedeva al Regno di Sardegna la Lombardia. Cavour, furioso, rassegnò le dimissioni da capo del governo.