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La lirica provenzale. Marchionni Sofia e Maghi Tata

sofia marchionni

Created on October 7, 2023

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Transcript

LA LIRICA PROVENZALE

start

1.Contesto storico

indice

2. Temi

3. Forme poetiche

4. Eredità della lirica

5. "Amore e poesia"

6. "Su di un allegro motivo grazioso e leggero"

CONTESTO

STORICO

IL

Nel corso del XII secolo l'ideale cortese fu elaborato soprattutto nelle corti del Sud della Francia, in Provenza. Nella poesia lirica il poeta parla di sè stesso, dei propri sentimenti e delle proprie esperienze. Era una poesia che veniva cantata in pubblico, nelle corti feudali con l'accompagnamento della musica. Alcuni dei primi trovatori furono Guglielmo IX d' Aquitania, Bertan de Born, Jaufrè Rudel, Bernant de Ventadorn e Arnaut Daniel.

I TEMI DELLA LIRICA

  • Bertran de Born,
canta la guerra
  • Guiraut de Bornelh
temi morali.

I trovatori trattano anche temi politici, guerreschi, morali, satirici.

Il tema centrale della poesia trobadorica è l'amore. Il poeta, attraverso tópoi letterari, esprime la sua adorazione e il suo omaggio alla donna, di cui si proclama umile servitore, senza pretendere nulla in cambio;

L'amore è fonte di ogni bontà, bellezza, gentilezza d'animo.

Timore dei "malparlieri", che possono diffondere maligne indiscrezioni attentando all'onore e alla rispettabilità della donna, in quanto amore adultero. Per questo si utilizzava il senhal.

le forme poetiche

La poesia trobadorica è estremamente elaborata. Il genere per eccellenza è la grande canzone d'amore. Altri generi di componimenti sono il: 1. sirventese (sirventes), 2. il compianto (planh), 3. la tenzone (joc partit), 4. la pastorella (pastorelle), 5. l'alba (aube), 6. il plazer ("piacere"), 7. l'enueg ("noia"), 8. il trobar clus ("poetare chiuso"), 9. il trobar leu ("poetare dolce, piano")

L'EREDITà

PROVENZALE

DELLA LIRICA

All' inizio del XII il papa Inoocenzo III, con l'appoggio del re di Francia, che voleva impadronarsi dei territori del sud, scatenò una guerra che distrusse la potenza dei grandi signori provenzali. L' eredità di questa cultura sopravvisse in alcune corti del Nord della Francia, grazie a Maria di Champagne, la quale favorì lo sviluppo del romanzo cavalleresco dove passarono i temi dell' amore cortese. Anche in Italia sorsero alcuni imitatori dei poeti provenzali, nelle regioni del Nord veniva usata la lingua d' oc, mentre al Sud, alla corte di Federico II, si sviluppò la scuola siciliana dove si utilizzava un dialetto locale.

BERNART DE VENTADORN

Vissuto nel secolo XII, frequentò la corte dei visconti di Ventadour (o Ventadorn), dove era nato, e poi quella prestigiosa di Eleonora d'Aquitania. Nel 1194 prese i voti nell'abbazia cistercense di Dalon, nella regione della Dordogna, dove morì qualche anno dopo. Fu in contatto con alcuni fra i più noti trovatori e con Chrétien de Troyes. Le canzoni che ci sono pervenute fanno di lui uno dei più limpidi e suggestivi poeti della letteratura medievale.

Amore e poesia

Buona signora, non vi chiedo altro se non che mi prendiate per servitore, che vi servirò come mio buon signore, qualunque sia la mia ricompensa. Eccomi al vostro comando: cuore franco e umile, gaio e cortese! Di certo non siete orso o leone, così da uccidermi, se a voi mi consegno. Al Mio Cortese, là dove si trova trasmetto la canzone e non gli pesi se sono stato inattivo tanto a lungo.

Non è meraviglia s'io canto meglio di ogni altro cantore perché di più il cuore mi trascina verso amore e meglio sono disposto al suo comando. Cuore e corpo e sapere e senno e forza e potere ci ho messo. La briglia mi tira verso l'amore in modo tale che io non tendo verso alcuna altra parte. Davvero è morto chi non prova d'amore qualche dolce sapore nel cuore. E vivere senza amore che vale, se non per importunare la gente? Che Dio non sia mai tanto in collera con me che io ancora possa vivere un giorno o un mese, dopo che sia diventato preda del tedio e che non riceva più alcun piacere dall'amore.

Analisi del testo

  • La "gioia": L'amore è però anche fonte di "gioia" (la "gioia" d'amore è uno degli elementi caratterizzanti la cortesia, ed è parola tematica ricorrente nella poesia di Bernart de Ventadorn)
  • L'amore sublimante: L'amore innalza l'amante, ne sublima l'animo, tanto che diviene la fonte stessa dell'ispirazione poetica.
  • Lo stile: limpidezza del discorso poetico e l'estrema fluidità musicale. Per questo motivo egli rappreseta il principale del "trobar leu" (poetare lieve, piano)
  • Il culto della donna: L'amata è vista come creatura superiore, eccezionale.
  • L'inferiorità dell'amante, che si proclama suo umile servitore e le presta omaggio come a «buon signore». Il rapporto amante/amata si modella sul rapporto di vassallaggio feudale.
  • L'amore inappagato: L'amante non chiede alcuna ricompensa ai suoi servigi: la soddisfazione del desiderio amoroso è esclusa. L'amor cortese è per essenza inappagato.
  • La sofferenza: L'irraggiungibilità dell'oggetto e la forza della passione generano sofferenza. Lo smarrimento dell'amante dinanzi alla donna, e soprattutto il tremore che l'assale, saranno poi temi cari allo stilnovismo italiano.

ARNAUT

DANIEL

Sono scarse le notizie sulla vita di Arnaut Daniel. Probabilmente di origine nobiliare, nacque verso il 1150-1160 nel vescovado di Périgueux (Dordogna).

Esercitò la sua attività di poeta tra il 1180 e il 1210, ospite di varie corti della Francia meridionale, forse anche di quella del re d' Aragona.

Ci sono stati tramandati 18 suoi componimenti Significativo esponente del trobar clus, cioè del poetare difficile, artificioso ed ermetico.

Su di un allegro motivo grazioso e leggero

Mille messe ascolto rispondendo e accendo lampade ad olio e a cera: che Dio mi doni un buon successo con lei, con cui la scherma non m'è d'aiuto; e quando ammiro la sua capigliatura d'oro bruno e il suo corpo che è snello e fresco, la amo più di chi mi donasse Lucerna'. Talmente la amo di cuore e la bramo, che per troppo desiderio temo che mi sia tolta - se troppo amando qualcosa, la si può perdere - Perché il suo cuore sovrasta [come un'onda] tutto il mio, ma senza evaporare": su di lui ha esercitato tanto l'usura che ormai si è impossessato di bottega e taverna

Non voglio l'impero di Roma né che mi si elegga pontefice, se non posso poi far ritorno a colei per la quale il cuore mi arde e mi si lacera; e se lei non compensa ciò che mi fa patire con un bacio prima dell'anno nuovo, uccide me e condanna se stessa all'inferno.

ANALISI DEL TESTO

  • Il testo presenta una riflessione dell'autore sulla propria attività letteraria e sullacondizione del poeta.
  • Gli ultimi tre versi presentano un' autopresentazione esplicita che insiste nella volontà di affrontare imprese difficili, come il scrivere poesia con costanza.
  • La poesia si inserisce all'interno del tradizionale omaggio alla donna e la rappresentazione del rapporto poeta-donna amata come rapporto di vassallaggio.
  • Il poeta utilizza una serie di iperboli per esprimere il suo amore per la donna amata (es: v.11 "sono tutto suo, dai piedi alla cima del capo") che hanno la funzione di rendere l'idea di un amore incommensurabile.

GRAZIE PER L' ATTENZIONE

Sofia Marchionni e Meghi Tafa Liceo Niccolò Forteguerri. 3F LSU