xiii E xiv secolO
LE PRIME FORME LETTERARIEIN ITALIA
Possiamo dire che la letteratura italiana ha le sue origini nella prima metà del XIII secolo. Vediamo la sua genesi.
CONOSCENZE PREGRESSE
4. ORIGINI DELLA LETTERATURA FRANCESE
1. CULTURA E MENTALITà NEL MEDIOEVO
5. IDEALE CORTESE/CAVALLERESCO
2. EVOLUZIONE DAL LATINO ALL'ITALIANO
6. LIRICAPROVENZALE
3. PRIME TESTIMONIANZE IN VOLGARE
COMINCIAMO...
DAL CONTESTO
In una società - quella medievale - nella quale la cultura è interamente prodotta e tramandata all'interno della chiesa (che usa il Latino), affinché il volgare italiano possa diventare lingua di espressione culturale... è necessario che esista un nuovo pubblico laico, che sia interessato a leggere e scrivere in volgare.
Nel Due e Trecento, in Italia, c'è una classe sociale che vive un momento di importante ascesa: quella dei BORGHESI e dei MERCANTI.
Allo stesso modo, in Francia, tutto era cominciato dalla nascita di un pubblico laico: quello delle corti.
Perché? Per rispondere, dobbiamo partire dal concetto di civiltà comunale.
è un momento di rinascita e grande sviluppo!
i comuni diventano piccoli stati autonomi
La figura sociale tipica di questa nuova epoca è quella del MERCANTE.(vs. possidente terriero nel periodo feudale).
Tra l'XI e il XIV secolo, l'Italia centro-settentrionale vive una fase chiamata "età comunale".i Comuni erano città autonome basate su un auto-governo di tipo repubblicano, che acquistano potere e autonomia a discapito dell'impero.
mentalità comunale
mentalitàfeudale
dinamismo apertura curiosità
i mercanti
fanno parte della
borghesia
classe sociale della
e da cui nasce una
una classe composta da
da cui proviene il personale politico del comune, e anche la maggior parte del
nuova concezione dell'uomo e del mondo
non nobili
che esercitavano professioni come giudici, notai, medici, farmacisti mercanti
ceto intellettuale
basata sul dinamismo e la curiosità di esplorare
In questa nuova società nasce l'intellettuale laico, che partecipa alla vita politica del suo Comune e che scrive testi, anche letterari, in volgare.
ma non in tutta italia si parla/scrive allo stesso modo!
al policentrismo politico corrisponde un policentrismo linguistico
Questo avviene perché la classe sociale borghese-mercantile avverte l'esigenza di esprimere la propria visione del mondo e i propri valori attraverso una lingua diversa dal latino, che in pochi ormai conoscono.
A poco a poco, il toscano si imporrà come lingua letteraria per eccellenza, ma... tutto comincia dal volgare siciliano!
ultimeindicazioni di contesto
Nasconole prime scuole laiche e le prime università (in Latino)
Il mondo ecclesiastico continua ad essere fondamentale per la diffusione di testi scritti, ma nascono anche vere e proprie botteghe di copisti a pagamento.
Giullari e canterini continuano a intrattenere il pubblico nelle piazze
Il Latino continua ad essere la lingua della cultura alta (non divulgativa) e dei documenti ufficiali.
- Il Cantico delle creature è un testo molto intenso, che esprime una profonda spiritualità: attraverso la benedizione (dire bene) degli elementi della crezione, il poeta vuole lodare il creatore. Quella di Francesco è una dichiarazione d'amore per la natura e per tutte le creature che esistono sulla terra (vs. rifiuto del mondo della religiosità medievale) -prosa ritmica in versetti (sull'esempio dei testi biblici) con numerose citazioni dei testi sacri; La ripetizione della formula laudato sii rimanda alla struttura della litania.- la tradizione narra che sia stato scritto in 3 fasi: la prima nel 1224 dopo una notte di tormenti conclusasi con una visione; la seconda (che parla di perdono) dopo aver aiutato il podestà e il vescovo di Assisi a riappacificasi; la terza (che parla della morte) quando Francesco sentì approssimarsi la fine della vita; - è scritto in volgare umbro (tutti gli altri testi scritti da Francesco d'Assisi saranno in Latino): questa dunque vuole essere proprio una preghiera condivisa con tutti, anche con chi non capiva il Latino. La religiosità francescana, del resto, si basa molto sulla comunione fraterna tra tutti gli uomini. La predicazione, infatti, è sempre in volgare. - dubbio sul per utilizzato prima degli elementi elencati nella lode: il poeta vuole ringraziare Dio per aver creato tutti questi elementi, o vuole dire che la lode a Dio passa attraverso (per , come mezzo) tutto ciò che è creato, come se tutto il creato cantasse insieme per benedirlo?
il cantico di frate sole (il cantico delle creature)1224
San Francesco d'Assisi
I Francescani compongono uno degli ordini mendicanti (ricordare anche i Domenicani) nati nell'età comunale. La loro predicazione, incentrata su un messaggio di amore, povertà e fratellanza, rispondeva anche a un bisogno sociale molto presente in questi anni: la crescita di esclusione e crudeltà verso i più deboli, insito in un mondo in cui molti cercavano di ottenere vantaggi economici e di crescere nei commerci e negli affari.
mariangela gualtieri
ringraziaredesidero
da Le giovani parole (Einaudi 2015)
Vai al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=tT63e-S8V9A
LA SCUOLA SICILIANA1230-1250
Alla corte dell'imperatore Federico II di Svevia, uomo di grande intelletto e cultura, sorge un gruppo di poeti siciliani che - ispirandosi alle poesie dei trovatori - scrive liriche d'amore e, per la prima volta in Italia, lo fa in volgare (Siciliano Illustre). Purtroppo, gran parte di questi testi sono andati perduti. Come sappiamo dunque della loro esistenza? Perché ci sono arrivati trascritti da copisti toscani che, a loro volta, si sono ispirati alla poesia siciliana e hanno dato vita alla corrente del Dolce Stil Novo.
Vai al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=HCdnYDzdQr4
Il Dolce Stil Novo
dove
quando
- Guido Guinizzelli, considerato il padre del Dolce Stil Novo, è l'unico bolognese tra i suoi rappresentanti;
- Per il resto si tratta di una corrente letteraria esclusivamente toscana, con prevalenza di rimatori fiorentini (tra cui Dante)
- è una corrente che, da un lato, guarda al passato e riprende stilemi e temi della tradizione precendente, dall'altro, guarda al futuro e innova la tradizione di partenza con grandi elementi di novità.
dolce stil novo
Novitàdel tema
Ma la poesia da sempreparla d'amore... Non lo facevano forse anche i trovatori o i siculo-toscani?
Riprodurre sulla cartail dettato d'Amore, ciò che Amore detta nel cuore attraverso l'ispirazione poetica
La novità sta in una nuova concezione dell'Amore
Non più ,l'amore erotico della poesia tradizionale, ma un amore spirituale, intimo, virtù e elevazione interiore che si esprime nelle profondità dell'animo.
La novità risiede in una diversa qualità morale del poeta, che ha un animo affinato dalla virtù (amore-virtù)
Siamo nel cerchio dei golosi e Dante incontra Bonagiunta Orbicciani, poeta lucchese appartenente al gruppo dei Siculi-Toscani (o Guittoniani).
XXIV Canto del Purgatorio, Divina Commedia di Dante
Vv. 52-57
E io a lui: «I’ mi son un che, quando Amor mi spira, noto, e a quel modo
ch’e’ditta dentro vo significando»
E io a lui: «Io sono un poeta che, quando Amore mi ispira, prendo nota, e mi esprimo nel modo in cui mi detta nel cuore»
«O fratello, adesso sì che capisco», disse lui, «qual è l'impedimento che trattenne me, il Notaro (Giacomo da Lentini) e Guittone (d'Arezzo) lontani dal dolce stil novo di cui mi stai parlando»
«O frate, issa vegg’io», diss’elli, «il nodo
che ‘l Notaro e Guittone e me ritenne
di qua dal dolce stil novo ch’i’ odo!»
Poetasiculo-toscano
Poeta della scuola siciliana
dolce stil novo
Novitàdel tema
musicalitàdel verso
Ma la poesia da sempreparla d'amore... Non lo facevano forse anche i trovatori o i siculo-toscani?
Riprodurre sulla cartail dettato d'Amore, ciò che Amore detta nel cuore attraverso l'ispirazione poetica
Particolare melodia, il verso è terso, limpido, etereo.
La novità sta in una nuova concezione dell'Amore
Non più ,l'amore erotico della poesia tradizionale, ma un amore spirituale, intimo, virtù e elevazione interiore che si esprime nelle profondità dell'animo.
Specchio di un'ispirazione autentica
La novità risiede in una diversa qualità morale del poeta, che ha un animo affinato dalla virtù (amore-virtù)
i temi
del dolce stil novo
l'amore e la passione per la donna
Ma l'Amore è interiorizzato e spiritualizzato; non chiede più nulla in cambio, nemmeno il saluto o la benevolenza della donna. Si passa dalla dama feudale alla donna angelicata (tipica figura guinizzelliana) La donna-angelo è il tramite più diretto verso Dio, priva di riferimenti concreti, fonte di innalzamento spirituale.
motivi ricorrenti (tópoi* della tradizione cortese, es. il saluto della donna)
*Tópos: Luogo comune, motivo ricorrente, in un’opera, nella tematica di un autore o di un’epoca
i temi
del dolce stil novo
una nuova concezione della gentilezza
Nasce una nuova idea di nobiltà interiore. Secondo l'etica cortese l'amore poteva nascere solo tra un nobile (es. cavaliere) e una dama. L'innalzamento dell'anima dato dall'amore poteva riguardare solo un persona già nobile di origine (gentilezza da gens, la famiglia aristocratica degli antichi romani). Un villano (un non nobile) non si poteva innamorare.
Nasce un concetto di gentilezza che riguarda il cuore, innalzato e reso nobile proprio dall'amore.
Questa rivoluzione del pensiero è frutto di un nuovo contesto socio-culturale: le poesie stilnoviste sono rivolte a un nuovo ceto borghese, non nobile (come avveniva invece con la poesia cortese).
Vai al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=_hrPfnsF7D0
Chi furono i poeti del dolce stil novo?
«O fratello, adesso sì che capisco», disse lui, «qual è l'impedimento che trattenne me, il Notaro (Giacomo da Lentini) e Guittone (d'Arezzo) lontani dal dolce stil novo di cui mi stai parlando»
«O frate, issa vegg’io», diss’elli, «il nodo
che ‘l Notaro e Guittone e me ritenne
di qua dal dolce stil novo ch’i’ odo! Io veggio ben come le vostre penne di retro al dittator sen vanno strette,
che de le nostre certo non avvenne;»
«Io vedo bene come la vostra scritturasi muova rimanendo aderente al dettatore (l'Amore), cosa che di certo non avvenne con la nostra.
Guido Cavalcanti,Cino da Pistoria Lapo Gianni Dante Guino Guinizzelli (aggiunto nel Purgatorio)
Elencati nel De vulgari Eloquentia di Dante
PERCORSO DI LETTURA 1 Cos'è l'Amore?
1. Pier della Vigna, Però ch’amore non si pò vedere 2. Guido Guinizzelli, Al cor gentil repaira sempre amore (stanze 1, 4) 3. Guido Cavalcanti, Voi che per li occhi mi passaste 'l core
Collegamento-video su Dante: https://www.youtube.com/watch?v=zMUWesMhK88
G. GUINIZZELLI, Al cor gentil rempaira sempre amore (stanze 1,3)
Al cor gentil rempaira sempre amore
come l’ausello in selva a la verdura; né fe’ amor anti che gentil core, né gentil core anti ch’amor, natura:
ch’adesso con fu ‘l sole, sì tosto lo splendore fu lucente, né fu davanti ‘l sole; e prende amore in gentilezza loco così propiamente come calore in clarità di foco.
Amore torna sempre al cuore nobile,
come l’uccellino nella foresta agli alberi;
né la natura fece l’amore prima del cuore nobile,
né il cuore nobile prima di amore,
perché non appena ci fu il sole
così subito il suo splendore fu lucente,
né arrivò prima del sole;
e amore prende dimora nella nobiltà
in modo naturale quanto
il calore nello splendore di una fiamma.
Fere lo sol lo fango tutto ‘l giorno:
vile reman, né ‘l sol perde calore;
dis’ omo alter: “Gentil per sclatta torno”;
lui semblo al fango, al sol gentil valore:
ché non dé dar om fé
che gentilezza sia fòr di coraggio
in degnità d’ere’
sed a vertute non ha gentil core,
com’aigua porta raggio
e ‘l ciel riten le stelle e lo splendore.
Il sole colpisce il fango tutto il giorno:
rimane vile, ma il sole non perde calore;
dice l’uomo superbo: “Sono nobile per stirpe”.
Paragono lui al fango, al sole la nobiltà d’animo: perché non bisogna che la nobiltà sia fuori dal cuore, nella dignità che deriva dall’eredità, se non ha il cuore incline alla virtù come l’acqua che si fa attraversare dai raggi del sole e il cielo che contiene le stelle e il loro splendore.
Svolto confronto con la poesia siciliana "Però ch'amore non si pò vedere"
G. CAVALCANTI, Voi che per li occhi mi passaste 'l core
La fenomenologia dell'amore stilnovista: Per Guinizzelli, l'amore nasce dalla visione della donna, la cui immagine è percepita dai sensi e portata alla memoria, che è una facoltà dell'anima razionale*: il piacere nasce dalla conoscenza razionale dell'amore. Per Cavalcanti, l'amore nasce dalla visione della donna, la cui immagine è percepita dai sensi e portata alla memoria, che è una facoltà dell'anima sensitiva* (passioni e desideri): se l'uomo non può dominarlo razionalmente, l'amore diventa una forza oscura che sconvolge e genera angoscia. *distinzione aristotelica [Guinizzelli si basa sulla teoria aristotelica, mentre Cavalcanti è influenza dalla rilettura aristotelica operata dal filosofo arabo, Averroè].
4 8 12
Voi che per li occhi mi passaste ’l core
e destaste la mente che dormia,
guardate a l’angosciosa vita mia,
che sospirando la distrugge Amore.
E’ vèn tagliando di sì gran valore,
che’ deboletti spiriti van via:
riman figura sol en segnoria
e voce alquanta, che parla dolore.
Questa vertù d’amor che m’ha disfatto
da’ vostr’ occhi gent il’ presta si mosse:
un dardo mi gittò dentro dal fianco.
Sì giunse ritto ’l colpo al primo tratto,
che l’anima tremando si riscosse
veggendo morto ’l cor nel lato manco.
PERCORSO DI LETTURA 2 La lode della donna amata
1. Guido Guinizzelli, Io voglio del ver la mia donna laudare 2. Guido Cavalcanti, Chi è questa che ven ch'ogn'om la mira 3. Dante Alighieri, Tanto gentile e tanto onesta pare
PERCORSO DI LETTURA 3Il conflitto tra religione e amore
1. Iacopo la Lentini, Io m'aggio posto in core a Dio servire 2. Guido Guinizzelli, Al cor gentil repaira sempre amore (stanza 6)
Conflitto risolto da Dante
LE PRIME FORME LETTERARIE IN ITALIA
Simona Bianco
Created on October 5, 2023
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xiii E xiv secolO
LE PRIME FORME LETTERARIEIN ITALIA
Possiamo dire che la letteratura italiana ha le sue origini nella prima metà del XIII secolo. Vediamo la sua genesi.
CONOSCENZE PREGRESSE
4. ORIGINI DELLA LETTERATURA FRANCESE
1. CULTURA E MENTALITà NEL MEDIOEVO
5. IDEALE CORTESE/CAVALLERESCO
2. EVOLUZIONE DAL LATINO ALL'ITALIANO
6. LIRICAPROVENZALE
3. PRIME TESTIMONIANZE IN VOLGARE
COMINCIAMO...
DAL CONTESTO
In una società - quella medievale - nella quale la cultura è interamente prodotta e tramandata all'interno della chiesa (che usa il Latino), affinché il volgare italiano possa diventare lingua di espressione culturale... è necessario che esista un nuovo pubblico laico, che sia interessato a leggere e scrivere in volgare.
Nel Due e Trecento, in Italia, c'è una classe sociale che vive un momento di importante ascesa: quella dei BORGHESI e dei MERCANTI.
Allo stesso modo, in Francia, tutto era cominciato dalla nascita di un pubblico laico: quello delle corti.
Perché? Per rispondere, dobbiamo partire dal concetto di civiltà comunale.
è un momento di rinascita e grande sviluppo!
i comuni diventano piccoli stati autonomi
La figura sociale tipica di questa nuova epoca è quella del MERCANTE.(vs. possidente terriero nel periodo feudale).
Tra l'XI e il XIV secolo, l'Italia centro-settentrionale vive una fase chiamata "età comunale".i Comuni erano città autonome basate su un auto-governo di tipo repubblicano, che acquistano potere e autonomia a discapito dell'impero.
mentalità comunale
mentalitàfeudale
dinamismo apertura curiosità
i mercanti
fanno parte della
borghesia
classe sociale della
e da cui nasce una
una classe composta da
da cui proviene il personale politico del comune, e anche la maggior parte del
nuova concezione dell'uomo e del mondo
non nobili
che esercitavano professioni come giudici, notai, medici, farmacisti mercanti
ceto intellettuale
basata sul dinamismo e la curiosità di esplorare
In questa nuova società nasce l'intellettuale laico, che partecipa alla vita politica del suo Comune e che scrive testi, anche letterari, in volgare.
ma non in tutta italia si parla/scrive allo stesso modo!
al policentrismo politico corrisponde un policentrismo linguistico
Questo avviene perché la classe sociale borghese-mercantile avverte l'esigenza di esprimere la propria visione del mondo e i propri valori attraverso una lingua diversa dal latino, che in pochi ormai conoscono.
A poco a poco, il toscano si imporrà come lingua letteraria per eccellenza, ma... tutto comincia dal volgare siciliano!
ultimeindicazioni di contesto
Nasconole prime scuole laiche e le prime università (in Latino)
Il mondo ecclesiastico continua ad essere fondamentale per la diffusione di testi scritti, ma nascono anche vere e proprie botteghe di copisti a pagamento.
Giullari e canterini continuano a intrattenere il pubblico nelle piazze
Il Latino continua ad essere la lingua della cultura alta (non divulgativa) e dei documenti ufficiali.
- Il Cantico delle creature è un testo molto intenso, che esprime una profonda spiritualità: attraverso la benedizione (dire bene) degli elementi della crezione, il poeta vuole lodare il creatore. Quella di Francesco è una dichiarazione d'amore per la natura e per tutte le creature che esistono sulla terra (vs. rifiuto del mondo della religiosità medievale) -prosa ritmica in versetti (sull'esempio dei testi biblici) con numerose citazioni dei testi sacri; La ripetizione della formula laudato sii rimanda alla struttura della litania.- la tradizione narra che sia stato scritto in 3 fasi: la prima nel 1224 dopo una notte di tormenti conclusasi con una visione; la seconda (che parla di perdono) dopo aver aiutato il podestà e il vescovo di Assisi a riappacificasi; la terza (che parla della morte) quando Francesco sentì approssimarsi la fine della vita; - è scritto in volgare umbro (tutti gli altri testi scritti da Francesco d'Assisi saranno in Latino): questa dunque vuole essere proprio una preghiera condivisa con tutti, anche con chi non capiva il Latino. La religiosità francescana, del resto, si basa molto sulla comunione fraterna tra tutti gli uomini. La predicazione, infatti, è sempre in volgare. - dubbio sul per utilizzato prima degli elementi elencati nella lode: il poeta vuole ringraziare Dio per aver creato tutti questi elementi, o vuole dire che la lode a Dio passa attraverso (per , come mezzo) tutto ciò che è creato, come se tutto il creato cantasse insieme per benedirlo?
il cantico di frate sole (il cantico delle creature)1224
San Francesco d'Assisi
I Francescani compongono uno degli ordini mendicanti (ricordare anche i Domenicani) nati nell'età comunale. La loro predicazione, incentrata su un messaggio di amore, povertà e fratellanza, rispondeva anche a un bisogno sociale molto presente in questi anni: la crescita di esclusione e crudeltà verso i più deboli, insito in un mondo in cui molti cercavano di ottenere vantaggi economici e di crescere nei commerci e negli affari.
mariangela gualtieri
ringraziaredesidero
da Le giovani parole (Einaudi 2015)
Vai al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=tT63e-S8V9A
LA SCUOLA SICILIANA1230-1250
Alla corte dell'imperatore Federico II di Svevia, uomo di grande intelletto e cultura, sorge un gruppo di poeti siciliani che - ispirandosi alle poesie dei trovatori - scrive liriche d'amore e, per la prima volta in Italia, lo fa in volgare (Siciliano Illustre). Purtroppo, gran parte di questi testi sono andati perduti. Come sappiamo dunque della loro esistenza? Perché ci sono arrivati trascritti da copisti toscani che, a loro volta, si sono ispirati alla poesia siciliana e hanno dato vita alla corrente del Dolce Stil Novo.
Vai al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=HCdnYDzdQr4
Il Dolce Stil Novo
dove
quando
dolce stil novo
Novitàdel tema
Ma la poesia da sempreparla d'amore... Non lo facevano forse anche i trovatori o i siculo-toscani?
Riprodurre sulla cartail dettato d'Amore, ciò che Amore detta nel cuore attraverso l'ispirazione poetica
La novità sta in una nuova concezione dell'Amore
Non più ,l'amore erotico della poesia tradizionale, ma un amore spirituale, intimo, virtù e elevazione interiore che si esprime nelle profondità dell'animo.
La novità risiede in una diversa qualità morale del poeta, che ha un animo affinato dalla virtù (amore-virtù)
Siamo nel cerchio dei golosi e Dante incontra Bonagiunta Orbicciani, poeta lucchese appartenente al gruppo dei Siculi-Toscani (o Guittoniani).
XXIV Canto del Purgatorio, Divina Commedia di Dante
Vv. 52-57
E io a lui: «I’ mi son un che, quando Amor mi spira, noto, e a quel modo ch’e’ditta dentro vo significando»
E io a lui: «Io sono un poeta che, quando Amore mi ispira, prendo nota, e mi esprimo nel modo in cui mi detta nel cuore»
«O fratello, adesso sì che capisco», disse lui, «qual è l'impedimento che trattenne me, il Notaro (Giacomo da Lentini) e Guittone (d'Arezzo) lontani dal dolce stil novo di cui mi stai parlando»
«O frate, issa vegg’io», diss’elli, «il nodo che ‘l Notaro e Guittone e me ritenne di qua dal dolce stil novo ch’i’ odo!»
Poetasiculo-toscano
Poeta della scuola siciliana
dolce stil novo
Novitàdel tema
musicalitàdel verso
Ma la poesia da sempreparla d'amore... Non lo facevano forse anche i trovatori o i siculo-toscani?
Riprodurre sulla cartail dettato d'Amore, ciò che Amore detta nel cuore attraverso l'ispirazione poetica
Particolare melodia, il verso è terso, limpido, etereo.
La novità sta in una nuova concezione dell'Amore
Non più ,l'amore erotico della poesia tradizionale, ma un amore spirituale, intimo, virtù e elevazione interiore che si esprime nelle profondità dell'animo.
Specchio di un'ispirazione autentica
La novità risiede in una diversa qualità morale del poeta, che ha un animo affinato dalla virtù (amore-virtù)
i temi
del dolce stil novo
l'amore e la passione per la donna
Ma l'Amore è interiorizzato e spiritualizzato; non chiede più nulla in cambio, nemmeno il saluto o la benevolenza della donna. Si passa dalla dama feudale alla donna angelicata (tipica figura guinizzelliana) La donna-angelo è il tramite più diretto verso Dio, priva di riferimenti concreti, fonte di innalzamento spirituale.
motivi ricorrenti (tópoi* della tradizione cortese, es. il saluto della donna)
*Tópos: Luogo comune, motivo ricorrente, in un’opera, nella tematica di un autore o di un’epoca
i temi
del dolce stil novo
una nuova concezione della gentilezza
Nasce una nuova idea di nobiltà interiore. Secondo l'etica cortese l'amore poteva nascere solo tra un nobile (es. cavaliere) e una dama. L'innalzamento dell'anima dato dall'amore poteva riguardare solo un persona già nobile di origine (gentilezza da gens, la famiglia aristocratica degli antichi romani). Un villano (un non nobile) non si poteva innamorare.
Nasce un concetto di gentilezza che riguarda il cuore, innalzato e reso nobile proprio dall'amore.
Questa rivoluzione del pensiero è frutto di un nuovo contesto socio-culturale: le poesie stilnoviste sono rivolte a un nuovo ceto borghese, non nobile (come avveniva invece con la poesia cortese).
Vai al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=_hrPfnsF7D0
Chi furono i poeti del dolce stil novo?
«O fratello, adesso sì che capisco», disse lui, «qual è l'impedimento che trattenne me, il Notaro (Giacomo da Lentini) e Guittone (d'Arezzo) lontani dal dolce stil novo di cui mi stai parlando»
«O frate, issa vegg’io», diss’elli, «il nodo che ‘l Notaro e Guittone e me ritenne di qua dal dolce stil novo ch’i’ odo! Io veggio ben come le vostre penne di retro al dittator sen vanno strette, che de le nostre certo non avvenne;»
«Io vedo bene come la vostra scritturasi muova rimanendo aderente al dettatore (l'Amore), cosa che di certo non avvenne con la nostra.
Guido Cavalcanti,Cino da Pistoria Lapo Gianni Dante Guino Guinizzelli (aggiunto nel Purgatorio)
Elencati nel De vulgari Eloquentia di Dante
PERCORSO DI LETTURA 1 Cos'è l'Amore?
1. Pier della Vigna, Però ch’amore non si pò vedere 2. Guido Guinizzelli, Al cor gentil repaira sempre amore (stanze 1, 4) 3. Guido Cavalcanti, Voi che per li occhi mi passaste 'l core
Collegamento-video su Dante: https://www.youtube.com/watch?v=zMUWesMhK88
G. GUINIZZELLI, Al cor gentil rempaira sempre amore (stanze 1,3)
Al cor gentil rempaira sempre amore come l’ausello in selva a la verdura; né fe’ amor anti che gentil core, né gentil core anti ch’amor, natura: ch’adesso con fu ‘l sole, sì tosto lo splendore fu lucente, né fu davanti ‘l sole; e prende amore in gentilezza loco così propiamente come calore in clarità di foco.
Amore torna sempre al cuore nobile, come l’uccellino nella foresta agli alberi; né la natura fece l’amore prima del cuore nobile, né il cuore nobile prima di amore, perché non appena ci fu il sole così subito il suo splendore fu lucente, né arrivò prima del sole; e amore prende dimora nella nobiltà in modo naturale quanto il calore nello splendore di una fiamma.
Fere lo sol lo fango tutto ‘l giorno: vile reman, né ‘l sol perde calore; dis’ omo alter: “Gentil per sclatta torno”; lui semblo al fango, al sol gentil valore: ché non dé dar om fé che gentilezza sia fòr di coraggio in degnità d’ere’ sed a vertute non ha gentil core, com’aigua porta raggio e ‘l ciel riten le stelle e lo splendore.
Il sole colpisce il fango tutto il giorno: rimane vile, ma il sole non perde calore; dice l’uomo superbo: “Sono nobile per stirpe”. Paragono lui al fango, al sole la nobiltà d’animo: perché non bisogna che la nobiltà sia fuori dal cuore, nella dignità che deriva dall’eredità, se non ha il cuore incline alla virtù come l’acqua che si fa attraversare dai raggi del sole e il cielo che contiene le stelle e il loro splendore.
Svolto confronto con la poesia siciliana "Però ch'amore non si pò vedere"
G. CAVALCANTI, Voi che per li occhi mi passaste 'l core
La fenomenologia dell'amore stilnovista: Per Guinizzelli, l'amore nasce dalla visione della donna, la cui immagine è percepita dai sensi e portata alla memoria, che è una facoltà dell'anima razionale*: il piacere nasce dalla conoscenza razionale dell'amore. Per Cavalcanti, l'amore nasce dalla visione della donna, la cui immagine è percepita dai sensi e portata alla memoria, che è una facoltà dell'anima sensitiva* (passioni e desideri): se l'uomo non può dominarlo razionalmente, l'amore diventa una forza oscura che sconvolge e genera angoscia. *distinzione aristotelica [Guinizzelli si basa sulla teoria aristotelica, mentre Cavalcanti è influenza dalla rilettura aristotelica operata dal filosofo arabo, Averroè].
4 8 12
Voi che per li occhi mi passaste ’l core e destaste la mente che dormia, guardate a l’angosciosa vita mia, che sospirando la distrugge Amore. E’ vèn tagliando di sì gran valore, che’ deboletti spiriti van via: riman figura sol en segnoria e voce alquanta, che parla dolore. Questa vertù d’amor che m’ha disfatto da’ vostr’ occhi gent il’ presta si mosse: un dardo mi gittò dentro dal fianco. Sì giunse ritto ’l colpo al primo tratto, che l’anima tremando si riscosse veggendo morto ’l cor nel lato manco.
PERCORSO DI LETTURA 2 La lode della donna amata
1. Guido Guinizzelli, Io voglio del ver la mia donna laudare 2. Guido Cavalcanti, Chi è questa che ven ch'ogn'om la mira 3. Dante Alighieri, Tanto gentile e tanto onesta pare
PERCORSO DI LETTURA 3Il conflitto tra religione e amore
1. Iacopo la Lentini, Io m'aggio posto in core a Dio servire 2. Guido Guinizzelli, Al cor gentil repaira sempre amore (stanza 6)
Conflitto risolto da Dante