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Scuola Fiorentina e Scuola Veneta

Martina Cardea

Created on October 5, 2023

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Transcript

differenze tra scuola toscana e scuola veneta

Raffaello Tiziano Giorgione

Raffaello Sanzio

Differenza tra scuola veneta e la scuola toscana

Giorgione
SCUOLA TOSCANA:
SCUOLA VENETA:
  • Si basa sul disegno e sulla prospettiva
  • L'uomo assume un'importanza centrale
  • La perfezione si basa su norme proporzionali matematiche e geometriche
  • La riscoperta dell'arte classica
  • Si fonda sul colore
  • Nascita della pittura tonale
  • Si diffonde la committenza privata
  • Temi profani e allegorici
  • L'uomo non appare protagonista ma come parte integrante dello sfondo naturale
Tiziano vecellio

Raffaello

VITA:Raffaello nasce nel 1483 ad Urbino, figlio d’arte con padre pittore, che gli consente di apprendere con grande umiltà gli insegnamenti di Piero Perugino, che in quegli anni fu uno degli artisti più importanti.

Sin da subito si può notare la bravura di Raffaello, a tal punto di superare il suo maestro Piero Perugino, come possiamo vedere in questo confronto delle rispettive opere che rappresentano lo sposalizio della vergine. Entrambe le opere realizzate olio su tavola e rappresenzano entrambe il momento di unione tra Maria e Giuseppe. I pretendenti di Maria raffigurati sulla destra hanno nelle prorprie mani un ramoscello, a colui sarebbe fiorito per primo avrebbe sposato la vergine, l'unico ramoscello che fiorì fu quello di Giuseppe.
LO SPOSALIZIO DELLA VERGINE
RAFFAELLO PIERO PERUGINO
Entrambi gli artisti inseriscono i personaggi principali al centro; nelle rispettive opere le posizioni dei personaggi sono invertite. Sullo sfondo di entrambi è presente un tempietto, quello di Perugino è piu' ottagonale mentre quello di Raffaello ha 16 lati quindi si avvicina di piu' alla forma circolare. La prospettiva è data dal pavimento a scacchiera e il punto di fuga è la porta centrale. Il tempietto di Raffaello ricorda il tempietto di S. Pietro in Montorio di Bramante.

VITA:

Giorgione, nome con cui è noto il pittore Giorgio da Castelfranco (Castelfranco Veneto, 1478 circa – Venezia, 1510), è stato un pittore italiano della scuola veneta. Della sua vita si conosce pochissimo e i fatti certi sono noti grazie a iscrizioni sui dipinti o a scarsi documenti contemporanei. Nel contesto della produzione di Giorgione le opere a soggetto sacro sono prevalentemente collocate nei primi anni di attività. Giorgione morì a Venezia nell'autunno del 1510, durante un'epidemia di peste. Un documento rinvenuto di recente, pur non riportando la precisa data del decesso, ne attesta il luogo: l'isola del Lazzaretto Nuovo, dove erano messi in quarantena quanti colpiti dalla malattia, o ritenuti tali, e depositate le merci contaminate. Diverse fonti parlano invece esplicitamente dell'isola di Poveglia.

GIORGIONE

TRASPORTO DI CRISTO MORTO

Nel periodo della sua permanenza a Firenze gli viene commissionata un opera da una donna a cui avevano ucciso il figlio, in una faida familiare per il controllo del potere. Quest’opera è divisa in due parti. Nella prima parte è raffigurato il corpo senza vita di cristo, che rappresenta il figlio ucciso, trasportato a fatica dagli apostoli. Nella seconda parte viene rappresentata maria che è inerme nelle braccia delle tre Marie. In quest’opera richiama molto alcuni dettagli che fanno riferimento al tondo di doni di Michelangelo, infatti lo possiamo notare dalla posizione aspirale assunta da una delle tre marie

TRASPORTO DI CRISTO MORTO 1507, OLIO SU TAVOLA ROMA, GALLERIA BORGHESE

la tempesta

Su quest’opera ci sono moltissime ipotesi. Il significato di quest’opera è ancora nascosto e oggetto di discussione. “La tempesta” è tempera e olio e si trova a Venezia, Gallarie dell’Accademia. Descrizione: E’ riprodotto un paesaggio campestre, sulla sinistra sono raffigurate alcune rovine classiche. In primo piano sono dipinte tre figure. A sinistra un uomo in piedi appoggiato ad un bastone. Indossa vesti rinascimentali e dei calzoni corti, una camicia bianca e un gilet rosso. A destra invece si trova una donna seminuda seduta su di un prato che allatta il figlio. Al centro è rappresentato un fiume attraversato da un piccolo ponte. Sull’orizzonte si trova una città. Il cielo è cupo, denso di nubi e un lampo illumina la zona sopra le case. Giorgione usa la pittura ad olio per la realizzazione le figure e il paesaggio utilizza della tempera base d’uovo per stendere una patina trasparente su tutto il dipinto per dare luminosità. Si nota anche l’influenza di Leonardo sull’applicazione dello sfumato.

VITA:

La sua fama e rapida grazie alla sua capacità tecnica e coloristiche notevoli. Si trasferisce a Venezia dove apprende la tecnica del colore tonale, tipica dei pittori veneti. Tiziano riusciva a stravolgere completamente i ritratti a lui commissionati inserendo in essi delle sue caratteristiche, grazie anche alla sua capacità inventiva. Nelle sue opere il colere principale è che risalta di più è il rosso, lo utilizza soprattutto nelle acconciature delle donne. L’ultima parte della sue vita, stravolge completamente le sua opere infatti produce opere con colori più cupi, con immagini non più nitida, questa passaggio da toni brillanti a toni scuri, è dovuto alle sua riflessioni riguardo all’arte.

TIZIANO

RITRATTO IN MOVIMENTO

In questo ritratto vengono raffigurati Paolo III e i nipoti Alessandro e Ottaviano Farnese risale al breve soggiorno di Tiziano a Roma. Il pittore dipinge il momento in cui Paolo III si gira verso il nipote Ottavio, che si inchina con sospetto. Il pontefice, nel 1546 aveva 77 anni, appare ingenuo ma, al tempo stesso è molto vigile lo possiamo notare la mano saldamente aggrappata al braccio. Alessandro è quasi uno spettatore estraneo lo possiamo capire dal suo sguardo interrogativo rivolto verso l’esterno. Il dipinto è rimasto incompiuto infatti il cardinale Alessandro non lo apprezzò.

1546 OLIO SU TELA NAPOLI, MUSEO DI CAPODIMONTE

GIORGIONE E TIZIANOLE DUE VENERI

Venere dormiente, 1507-1510 olio su tela Giorgione

Nonostante le due veneri rispettivamente di Tiziano e Giorgione, è raffigurata la stessa immagine, nelle due opere notiamo diverse differenze la prima che ci salta subito all’occhio e lo sfondo, infatti nella raffigurazione di Giorgione è presente uno sfondo naturale, invece in quella di Tiziano la vergine si trova nella sua camera. In entrambe le opere la vergine mantiene l’identità posa con la piccola differenza che in quella di Tiziano la vergine mantiene un mazzo di fiori rossi. Le vergini sono entrambe appoggiate su un lenzuolo di raso bianche. Nell’opera di Tiziano sono presenti altre due figure, due donne che le stanno preparando il vestito della cerimonia, proprio perché entrambi i questi sono stati realizzati per nozze

Venere di Urbino, 1538 olio su tela Tiziano
PALA DELL'ASSUNTA
1516-1518 OLIO SU TAVOLA VENEZIA, CHIESA DI SANTA MARIA GLORIOSA DEI FRARI

La pala dell’assunta è la prima commissione religiosa di Tiziano, gli viene commissionata nella chiesa Santa Maria Gloriosa dei Fari. Quest’opera viene rappresentata in maniera particolare infatti la scena si suddivide in tre fasce, la prima fascia vengono rappresentati gli apostoli sbalorditi da ciò che accade tanto che alzano gli sguardi e le braccia verso l’alto verso Maria che raggiunge il cielo, che è raffigurata nella seconda fascia, per distinguere il mondo terreno da quello celestiale tiziano inizia ad usare colori più caldi come il giallo, l’arancio e il rosso, questi volti sono accentuati soprattutto nella terza fascia dove è presente Dio

1516-1520 TEMPERA GRASSA SU TAVOLA ROMA, CITTA' DEL VATICANO, PINACOTECA VATICANA

TRASFIGURAZIONE DI CRISTO

Commissionatagli da Giulio De Medici. Gesu' sollevato da terra. Gesu' avvolto da luce divina e vicino a lui ci sono due profeti, mose ed elia ed altri apostoli. il dipinto è diviso in due parti: metà superiore, trasfigurazione di Gesu invece la meta inferiore suddivisa a sua volta in due scene a sinistra sono raffigurati gli apostoli che assistono all evento e lo indicano e a destra la guarigione dell'indemoniato, ossia un ragazzo indemoniato che guarisce con la meraviglia. I due episodi sono distanti ma raffaello li mette in conseguenza per l esigenza di accentuare la componente drammatica ed emotiva, invece da Michelangelo la torsione delle figure e infine da Leonardo le diverse espressioni del viso cioè i moti dell'animo.

TONDO DONI LA PIETA'
GRAZIE PER L'ATTENZIONE
Cardea Martina e Guida Erika 4I

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