La ricerca antropologica
By Grassi Alessia
START
Ambiti e metodi dell"antropologo
Gli antropologi affrontano molte tematiche e il loro campo di azione coincide con il mondo intero.Anche l'oggetto delle ricerche è molto vario e comprende tutte le produzioni cultturali,materiali e simboliche,osservabili in ogni luogo.Il lavoro avviene sul campo,luogo in cui la cultura è prodotta ed gli elementi di essa, possono essere adeguatamenti compresi soltanto se vengono situati nel loro contesto di appartenenza
Malinowski e il suo nuovo metodo
Prima di Malinowski,gli antropologi erano da "tavolino",cioè la loro ricerca si svolgeva su documenti storici e resoconti,saranno infatti Malinowski,, Boas e Griaule a inagurare la ricerca sul campo.I principi metodologici dell"etnologia sono,secondo Malinwski: -avere un obbiettivo scientifico ben preciso -individuare le condizioni appropriate per il proprio lavoro -applicare metodi adeguati di raccolta,elaborazione e sintesii dei dati L'obbiettivo scientifico è l'analisi dell'organizzazione sociale degli indigeni La condizione più appropiata è la convivenza con i nativi Per raccoltta dei dati fa riferimnto agli strumenti disponibili nella sua epocae per la loro elaborazione sugerisce l'uso di tavole sinottiche
Gli informatori e le fasi della ricerca antropologica
Alcune volte Malinowski si avvalse della collaborazione di informatori, persone del posto che conoscono usi, costumi e tradizioni del loro popolo ma che parlano anche la lingua dell'antropologo e possono fare da mediatori tra il ricercatore e gli abitanti del luogo. La testimonianza dell'informatore va analizzata attentamente, poichè può offrire un'immagine della propria cultura soggettiva e non oggettiva.Malinowsky inoltre suggerisce alcune indicazioni metodologiche per effetturare una ricerca: - osservazione durante il lavoro sul campo -interpretazione dati racconti -redazione di un articolo scientifico 0 di una monografia per esporre i risultati della ricerca.
Lavoro sul campo
l'osservazione può essere •semplice,in cui si usano i propri sensi annotando tutto sul taccuino •attrezzata,in cui ci si serve di strumenti come la macchina fotografica •esterna,in cui ci si pone all'esterno e ci si lascia avvicinare piano piano •interna/partecipante, in cui si condivide la vita con la popolazione Tutto ciò richiede:adattamento,immaginazione,intuizione e capacità relazionali
Punto di vista: l'importante che si usi uno sguardo da lontano, cioè un distanziamento psicologico che consente di correggere il senso unitario e le connessioni, mantenendo un punto di vista distaccato e obiettivo. Per la partecipazione,invece,si tratta di condivisione e una volta che il ricercatore si è ambientato e trova familiarità,si può dire che la ricerca è iniziata
Metodi qualitativi e quantitativi
I metodi qualitativi,sono quelli che producono descrizioni,analisi e valutazioni della realtà sociale in cui la quantificazione numerica è modesta o assente.
I metodi quantitativi,sono procedure destinate alla misurazione dei fenomeni sociali,e si utilizzano tabelle e statistiche numeriche, oppure viene anche visualizzata in rappresentazioni grafiche.
Prospettiva olistica e specialistica La prospettiva olistica è un metodo antropologico che cerca di cogliere la totalità di una cultura descrivendola in tutti i suoi aspetti, e cercando di comprendere le relazioni tra le varie parti.
L’estendersi dell’interesse dell’antropologia alle società occidentali, ha spinto questa disciplina verso una prospettiva specialistica, quindi le descrizioni delle olistiche si occuperanno di analisi più circoscritte.
Il relativismo culturale
È un criterio antropologico di interpretazione delle culture, che si propone di descrivere le usanze di un popolo in modo obiettivo e cercare di capire i suoi comportamenti senza formulare giudizi di valore.
Il relativismo si oppone all’etnocentrismo,la tendenza ad interpretare ogni evento dal punto di vista della cultura a cui si appartiene.
Inoltre una procedura efficace nella fase interpretativa dei dati per gli antropologi è la comparazione:il confronto tra fenomeni simili che si verificano in società geograficamente e culturalmente vicine,sia in contesti lontani e molto diversi,allo scopo di giungere a una spiegazione di un particolare aspetto della cultura.
LA MONOGRAFIA ETNOGRAFICA
La monografia etnografica è un testo che contiene il resoconto di un’indagine sul campo.
Il metodo etnografico e la monografia sono stati analizzati criticamente dall’ antropologia interpretativa.Le monografie classiche, sono state criticate, in quanto non avrebbero potuto essere,resoconti oggettivi, perché nella stesura si deve tenere conte della soggettività dell’antropologo.Questa soggettività può diventare un elemento che arricchisce la ricerca, a condizione che il dialogo tra ricercatore e nativo non sia un “interrogatorio”.
La ricerca antropologica contemporanea
Il concetto del classico lavoro sul campo risulta inadeguato dopo anni, per comprendere i contesti più ampi e complessi a causa dei processi della globalizzazione. George Marcus, nell’articolo di giornale pubblicato nel 1995; individua l’emergere di un’etnografia multisituata ovvero di una ricerca che si svolge in più campi.
Abbiamo l’esempio di Jean-Loup Amselle con la ricerca sullo N’Ko; un movimento filosofico religioso di rivendicazione identità africana.
fenomeni vicini e lontani
interesse per le traformazioni socio- culturali
anche se negli ultimi decenni l'antropologia osserva con sguardo distaccato i fenomeni dlla società occidentale,i popoli interessati alla modernizzazione sono ancora oggetto di studio per alcuni antropologi,come Marc Augè,che analizza le metropoli contemporanee.
L'antropologia cerca da sempre di sfatare il mito dell'autenticità,in base alla quale le culture native sono state contaminate dal contatto con l'uomo bianco e hanno così perso il loro carattere genuino derivato dall'isolamento.Essa è una visione eurocentrica poichè ogni cultura è un'entità dinamica soggetta a cambiamenti
La professione dell'antropologo
Il primo passo per diventare antropologo è prendere la laurea in antropologia.I tre principali settori su cui si è esercitata la cultura antropologica italiana sono:l’antropologia culturale, l’etnologia e la demologia. Alla laurea triennale si aggiunge quella magistrale specialistica.Attualmente, il settore in maggiore espansione è quello dell'antropologia applicata, che attesta l'importanza in ambiti delicati della societa multicuturale.Le specializzazuioni piu attualui sono:-l’antropologia dello sviluppo: specializzata a progetti economici e sociali in paesi in via di sviluppo-l’antropologia medica: si occupa delle diverse rappresentazioni culturali della salute e della malattia. -l’antropologia urbana: studia gli aspetti sociali e culturali della vita
cittadina con riferimento alle relazione umane. Per quanto riguarda le prospettive di lavoro oltre all’insegnamento e alla ricerca,i principali sbocchi professionali sono
offerti da enti che si occupano di cooperazione internazionale, di mediazione culturale e di conservazione del patrimonio etnografico. Anche il giornalismo, scientifico o divulgativo,può offrire interessanti prospettive di lavoro. Infine l’antropologo dovrebbe possedere buone competenze linguistiche e digitali
antropologia
ALESSIA GRASSI
Created on October 4, 2023
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La ricerca antropologica
By Grassi Alessia
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Ambiti e metodi dell"antropologo
Gli antropologi affrontano molte tematiche e il loro campo di azione coincide con il mondo intero.Anche l'oggetto delle ricerche è molto vario e comprende tutte le produzioni cultturali,materiali e simboliche,osservabili in ogni luogo.Il lavoro avviene sul campo,luogo in cui la cultura è prodotta ed gli elementi di essa, possono essere adeguatamenti compresi soltanto se vengono situati nel loro contesto di appartenenza
Malinowski e il suo nuovo metodo
Prima di Malinowski,gli antropologi erano da "tavolino",cioè la loro ricerca si svolgeva su documenti storici e resoconti,saranno infatti Malinowski,, Boas e Griaule a inagurare la ricerca sul campo.I principi metodologici dell"etnologia sono,secondo Malinwski: -avere un obbiettivo scientifico ben preciso -individuare le condizioni appropriate per il proprio lavoro -applicare metodi adeguati di raccolta,elaborazione e sintesii dei dati L'obbiettivo scientifico è l'analisi dell'organizzazione sociale degli indigeni La condizione più appropiata è la convivenza con i nativi Per raccoltta dei dati fa riferimnto agli strumenti disponibili nella sua epocae per la loro elaborazione sugerisce l'uso di tavole sinottiche
Gli informatori e le fasi della ricerca antropologica
Alcune volte Malinowski si avvalse della collaborazione di informatori, persone del posto che conoscono usi, costumi e tradizioni del loro popolo ma che parlano anche la lingua dell'antropologo e possono fare da mediatori tra il ricercatore e gli abitanti del luogo. La testimonianza dell'informatore va analizzata attentamente, poichè può offrire un'immagine della propria cultura soggettiva e non oggettiva.Malinowsky inoltre suggerisce alcune indicazioni metodologiche per effetturare una ricerca: - osservazione durante il lavoro sul campo -interpretazione dati racconti -redazione di un articolo scientifico 0 di una monografia per esporre i risultati della ricerca.
Lavoro sul campo
l'osservazione può essere •semplice,in cui si usano i propri sensi annotando tutto sul taccuino •attrezzata,in cui ci si serve di strumenti come la macchina fotografica •esterna,in cui ci si pone all'esterno e ci si lascia avvicinare piano piano •interna/partecipante, in cui si condivide la vita con la popolazione Tutto ciò richiede:adattamento,immaginazione,intuizione e capacità relazionali
Punto di vista: l'importante che si usi uno sguardo da lontano, cioè un distanziamento psicologico che consente di correggere il senso unitario e le connessioni, mantenendo un punto di vista distaccato e obiettivo. Per la partecipazione,invece,si tratta di condivisione e una volta che il ricercatore si è ambientato e trova familiarità,si può dire che la ricerca è iniziata
Metodi qualitativi e quantitativi
I metodi qualitativi,sono quelli che producono descrizioni,analisi e valutazioni della realtà sociale in cui la quantificazione numerica è modesta o assente. I metodi quantitativi,sono procedure destinate alla misurazione dei fenomeni sociali,e si utilizzano tabelle e statistiche numeriche, oppure viene anche visualizzata in rappresentazioni grafiche.
Prospettiva olistica e specialistica La prospettiva olistica è un metodo antropologico che cerca di cogliere la totalità di una cultura descrivendola in tutti i suoi aspetti, e cercando di comprendere le relazioni tra le varie parti. L’estendersi dell’interesse dell’antropologia alle società occidentali, ha spinto questa disciplina verso una prospettiva specialistica, quindi le descrizioni delle olistiche si occuperanno di analisi più circoscritte.
Il relativismo culturale
È un criterio antropologico di interpretazione delle culture, che si propone di descrivere le usanze di un popolo in modo obiettivo e cercare di capire i suoi comportamenti senza formulare giudizi di valore. Il relativismo si oppone all’etnocentrismo,la tendenza ad interpretare ogni evento dal punto di vista della cultura a cui si appartiene. Inoltre una procedura efficace nella fase interpretativa dei dati per gli antropologi è la comparazione:il confronto tra fenomeni simili che si verificano in società geograficamente e culturalmente vicine,sia in contesti lontani e molto diversi,allo scopo di giungere a una spiegazione di un particolare aspetto della cultura.
LA MONOGRAFIA ETNOGRAFICA
La monografia etnografica è un testo che contiene il resoconto di un’indagine sul campo. Il metodo etnografico e la monografia sono stati analizzati criticamente dall’ antropologia interpretativa.Le monografie classiche, sono state criticate, in quanto non avrebbero potuto essere,resoconti oggettivi, perché nella stesura si deve tenere conte della soggettività dell’antropologo.Questa soggettività può diventare un elemento che arricchisce la ricerca, a condizione che il dialogo tra ricercatore e nativo non sia un “interrogatorio”.
La ricerca antropologica contemporanea
Il concetto del classico lavoro sul campo risulta inadeguato dopo anni, per comprendere i contesti più ampi e complessi a causa dei processi della globalizzazione. George Marcus, nell’articolo di giornale pubblicato nel 1995; individua l’emergere di un’etnografia multisituata ovvero di una ricerca che si svolge in più campi. Abbiamo l’esempio di Jean-Loup Amselle con la ricerca sullo N’Ko; un movimento filosofico religioso di rivendicazione identità africana.
fenomeni vicini e lontani
interesse per le traformazioni socio- culturali
anche se negli ultimi decenni l'antropologia osserva con sguardo distaccato i fenomeni dlla società occidentale,i popoli interessati alla modernizzazione sono ancora oggetto di studio per alcuni antropologi,come Marc Augè,che analizza le metropoli contemporanee.
L'antropologia cerca da sempre di sfatare il mito dell'autenticità,in base alla quale le culture native sono state contaminate dal contatto con l'uomo bianco e hanno così perso il loro carattere genuino derivato dall'isolamento.Essa è una visione eurocentrica poichè ogni cultura è un'entità dinamica soggetta a cambiamenti
La professione dell'antropologo
Il primo passo per diventare antropologo è prendere la laurea in antropologia.I tre principali settori su cui si è esercitata la cultura antropologica italiana sono:l’antropologia culturale, l’etnologia e la demologia. Alla laurea triennale si aggiunge quella magistrale specialistica.Attualmente, il settore in maggiore espansione è quello dell'antropologia applicata, che attesta l'importanza in ambiti delicati della societa multicuturale.Le specializzazuioni piu attualui sono:-l’antropologia dello sviluppo: specializzata a progetti economici e sociali in paesi in via di sviluppo-l’antropologia medica: si occupa delle diverse rappresentazioni culturali della salute e della malattia. -l’antropologia urbana: studia gli aspetti sociali e culturali della vita cittadina con riferimento alle relazione umane. Per quanto riguarda le prospettive di lavoro oltre all’insegnamento e alla ricerca,i principali sbocchi professionali sono offerti da enti che si occupano di cooperazione internazionale, di mediazione culturale e di conservazione del patrimonio etnografico. Anche il giornalismo, scientifico o divulgativo,può offrire interessanti prospettive di lavoro. Infine l’antropologo dovrebbe possedere buone competenze linguistiche e digitali