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paleolitico inferiore
SOFIA MASSA
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PALEOLITICO INFERIORE
start
Fra i 4 e i 2 milioni di anni fa si formò un particolare genere di ominide che gli studiosi chiamarono Australopithecus, cioè “scimmia del sud” perché i suoi primi resti furono ritrovati nell’Africa Australe. Le caratteristiche innovative dell’Australopiteco erano il bipedismo e la stazione eretta, che gli permisero di adattarsi al nuovo ambiente. Le tracce della più antica camminata umana sono risalenti a 3,75 milioni di anni fa e sono state ritrovate a Laetoli, nell’attuale Tanzania, mentre i resti degli Australopitechi risalenti a 3,2 milioni di anni fa, sono stati ritrovati nella regione di Afar, l’attuale Etiopia. E’ dunque probabile che gli animali abbiano utilizzato a lungo una postura mista, a 2 e 4 zampe.
L'Australopiteco(Australopithecus)
In ogni caso il bipedismo e la postura eretta rappresentano un passaggio decisivo nella nostra storia e quando pensiamo all’intelligenza e al linguaggio bisogna sempre ricordare che gli esseri umani prima si sono alzati in piedi, poi sono diventati intelligenti (dal biologo Stephen).
LUCY
Il 24/11/1974 l’antropologo Donald Johanson si mise a controllare un punto già analizzato in precedenza e trovò un fossile, un osso, quindi iniziò a scavare con cura e scoprì lo scheletro più completo di un antenato umano, antico di oltre 3 milioni di anni formato da ben 52 ossa. La stessa sera gli venne dato il nome Lucy perché durante gli scavi ascoltavano la canzone dei Beatles “Lucy in the sky with diamonds”. Lucy è il nome scientifico dell’Australopithecus afarensis, è di genere femminile, vissuto 3,2 milioni di anni fa. E’ alta 1,10 metri e pesa circa 25 kg e grazie al suo scheletro abbiamo importanti indizi riferiti alla stazione eretta: bacino ampio e poco profondo, femori inclinati dalle anche verso le ginocchia. Però ha ancora tratti tipici della scimmia arboricola cioè braccia lunghe e vertebre piccole.
L’homo habilis visse da due a un milione di anni fa, in Africa ed è considerato dagli studiosi il primo uomo. Era alto 140-150 centimetri e pesava dai 40 ai 50 chili. Rispetto all’Australopiteco il suo cervello era un pò più grande e complesso, aveva una testa più arrotondata, il volto più piccolo, lungo e stretto. Aveva braccia più corte, la mascella meno sporgente e i denti più piccoli, che indicava un’alimentazione più mista, perchè, oltre ai frutti, alle foglie, ai vegetali e alle radici, si era aggiunta anche la carne che inizialmente veniva ricavata dallo spolpamento di animali morti, per poi successivamente arrivare alla caccia. Era onnivoro, infatti si cibava di vegetali, insetti e carne di bestie morte.
HOMO HABILIS
L’homo habilis camminava su due gambe e i suoi piedi erano adatti all’andatura eretta. Era nomade, cioè non era stabile in un posto fisso e viveva in piccoli gruppi organizzati. I maschi si dedicavano alla caccia, alla difesa dell’accampamento, alla costruzione di utensili, mentre le femmine si dedicavano alla crescita dei piccoli, alla raccolta di frutti e radici. Trovava riparo in caverne o costruiva piccole capanne, di forma rotonda, fatte di rami tenuti fermi da pietre e si accampava vicino a corsi d’acqua. L’homo habilis probabilmente iniziò ad esprimersi con una semplice forma di linguaggio e non soltanto con gesti e suoni.
DALLA GLACIAZIONE ALL'UOMO HABILIS
La comparsa dell’Homo habilis è probabilmente dovuta ai mutamenti climatici avvenuti in Africa 2.5 milioni di anni fa quando una grande glaciazione sottrasse grandi masse di acqua dal suo ciclo naturale. Durante le glaciazioni i ghiacciai delle montagne avanzavano verso le valli e i mari si abbassavano di molti metri. Quando invece il clima si riscaldò i ghiacciai si ritirarono e questo modificò l’aspetto fisico della superficie terrestre e la distribuzione delle specie animali e vegetali. Per esempio il mammut si estinse e le renne si spostarono al nord, dove vivono tuttora.Questo provocò l’inaridimento del clima, la diminuzione della foresta e l’espansione della savana, un ambiente climatico caratterizzato da temperature elevate e scarse precipitazioni a differenza della foresta dove le piogge erano frequenti e la vegetazione rigogliosa.
A causa della glaciazione diventò più difficile difendersi dai nemici e procacciarsi il cibo ma la costruzione di strumenti per cacciare e tagliare consentì all’Homo habilis di adattarsi al nuovo ambiente.Mentre l’Australopiteco utilizzava strumenti oggetti reperibili in natura, l’Homo habilis fu il primo uomo che imparò a scheggiare la pietra. Per farlo usava la selce, una pietra che si rompeva facilmente e creò il chopper, dall’inglese to chop (tagliare a pezzi) ossia un ciottolo reso tagliente, scheggiato da una sola faccia, che permetteva di scuoiare gli animali, difendersi dai predatori, cacciare piccoli animali…
L’uomo fu l’unico che riuscì ad utilizzare un utensile per fabbricarne uno strumento. L’homo habilis è quindi ricordato per la sua capacità di lavorare la pietra che gli traeva benefici nella vita quotidiana. Egli segnò dunque una fase evolutiva di netta separazione tra l’uomo e il mondo animale.
FINE
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